Wilson Whineray: il profumo del fango

(di Roberto Vanazzi)

Sir Wilson incarna tutte le virtù che cerchiamo di insegnare ai nostri figli, come la passione, la determinazione e la lealtà; sia in campo sportivo che nella vita in generale.” (Peter Miskimmin, amministratore dello sport neozelandese)

Wilson Whineray ha giocato quasi sempre pilone sinistro; un bel pilone, magari non eccelso in mischia chiusa, ma notevolmente mobile in campo aperto, capace di realizzare nell’arco della sua carriera ben 50 mete. Ciò che hanno reso questo neozelandese un immortale, però, sono state le sue doti di leadership. Il ragazzo ha ottenuto 77 presenze per gli All Blacks, tra il 1957 e il 1965, giocandone 67 con la fascia da capitano al braccio. Di queste 77 gare, 32 sono stati test match, disputati tutti, tranne due, nel ruolo di skipper; un record superato in seguito da Sean Fitzpatrick e Richie McCaw. Gli All Blacks hanno perso soltanto quattro dei 30 test in qui Whineray è stato capitano e tre sono terminati in pareggio.

Considerato il miglior capitando che gli All Blacks abbiano mai avuto, da uomo modesto qual’era Wilson ha ammesso di non meritare tutte le lodi che gli sono state accreditate, perché, secondo lui, non era poi così difficile guidare una delle squadre più forti di tutti i tempi, un XV che includeva gente del calibro di Brian Lochore, Kel Tremain, Don Clarke e Colin Meads, oltre a se stesso naturalmente: “Anche un babbuino avrebbe potuto capitanare questa squadra, tanto eravamo superiori in ogni parte del campo“.

Se non fosse stato un grande giocatore di rugby, Wilson Whineray avrebbe guadagnato ugualmente un posto significativo nella società neozelandese, tanto elevate erano le sue qualità di leadership naturale, personalità, calma e profondità intellettuale.

Wilson Whineray

Wilson Whineray

Wilson James Whineray è nato il 10 luglio 1935 ad Auckland, in una famiglia di sportivi: il fratello maggiore Bruce è stato capitano della nazionale neozelandese di hockey.
Wilson ha studiato presso la Auckland Grammar School, dove ha fatto parte del primo XV della scuola, e poi al Lincoln College, la stessa che anni dopo avrebbero frequentato Richie McCaw e Reuben Thorne, alla quale si è diplomato in valutazione e gestione delle aziende agricole e dov’è stato campione dei pesi massimi. Infine, si è laureato all’età di 29 alla Bachelor of Commerce, presso la Auckland University, terminando gli studi mentre gli All Blacks si trovavano in tour in Gran Bretagna.

Come risultato del suo periodo universitario e del lavoro di agrario, che gli ha comportato numerosi viaggi in tutto il paese, il nativo di Auckland ha giocato a rugby per ben sei Union differenti: Wairarapa (tre partite nel 1953), Mid Canterbury (nove partite nel 1954), Manawatu (sette partite nel 1955) Canterbury (16 partite nel 1956-57) e Waikato (sette partite nel 1958). È stato però per la squadra della sua città natale che il ragazzo ha giocato la maggior parte della carriera. Con Auckland, Wilson ha ottenuto 61 apparizioni tra il 1959 e il 1966, beneficiando del coaching di Fred Allen e conducendo il club da capitano verso successi senza precedenti in Ranfurly Shield.
Il pilone ha disputato partite anche per le squadre di South Island (nel 1957), North Island (sei volte tra il 1958 e il 965) e per il XV delle New Zealand Universities.

Nel 1955 Whineray ha partecipato al tour in Ceylon (oggi Sri Lanka) con la nazionale under-21, denominata New Zealand Colts.

A 21 anni, nel 1956, Wilson ha avuto due volte l’onore di giocare contro gli Springboks, arrivati in tour nel Paese della Lunga Nuvola Bianca, prima tra le fila di Canterbury e poi con le New Zealand Universitie, terminando le sfide entrambe le volte dalla parte dei vincenti.

Nel 1957 il coach della nazionale Dick Everest ha incluso Whineray nella lista dei partecipanti al tour primaverile in Australia. Il 18 maggio a Sydney, il pilone ha indossato per la prima volta la maglia con la felce nella sfida vinta 19 a 3 contro New South Wales.
Il 25 maggio successivo, di nuovo a Sydney, Wilson è stato schierato in campo per affrontare i Wallabies, in quello che è stato il suo debutto in un test ufficiale. I neri hanno vinto 25 a 11 e un altro successo è arrivato il 1 giugno a Brisbane, quando i padroni di casa sono stati sconfitti 22 a 9.
Il 26 giugno, nella sfida con il XV della South Australia, il pilone ha marcato la sua prima meta con la divisa degli All Blacks.
Il tour si è chiuso con 13 successi dei neri in altrettante sfide e la squadra ha potuto così mantenere nella propria bacheca la Bledisloe Cup.

Nel 1958 Whineray è stato il capitano della Nuova Zelanda under-23 durante il tour in Giappone, dove ha disputato tutte le 15 prove. Lo stesso anno, alla giovane età di 23 anni e con soli due caps sulle spalle, il ragazzo di Auckland è stato eletto capitano anche degli All Blacks per la serie contro l’Australia. Alla sua prima partita con la fascia al braccio, il 23 agosto a Wellington, il pilone ha realizzato una doppietta.
La Nuova Zelanda ha perso una settimana più tardi a Christchurch, ma è riuscita a conservare la Bledisloe Cup vincendo 17 a 8 il terzo test a Auckland, grazie ad una meta di Colin Meads.

Nel 1959 Whineray è stato capitano della squadra di Auckland che ha sollevato il Ranfurly Shield. È stato il suo primo successo nel torneo tra le selezioni provinciali neozelandesi e si sarebbe ripetuto ininterrottamente sino al 1963.

Sempre nel 1959, in Oceania sono arrivati i British Lions.
I britannici, capitananti dall’irlandese Ronnie Dawson, sono giunti in Nuova Zelanda forti del successo ottenuto in Australia, dove avevano sconfitto i Wallabies in due test match su due.
Nel Paese della Lunga Nuvola Bianca, però, hanno trovato pane per i loro denti. Il primo match a Dunedin, il 18 luglio, è stato all’insegna di Don Clarke. L’estremo degli All Blacks ha conquistato i titoli dei giornali con l’allora record del mondo di sei piazzati, grazie ai quali i padroni di casa hanno vinto 18 a 17, nonostante i Leoni avessero segnato quattro mete, due con Malcolm Price e una a testa di Peter Jackson e Tony O’Reilly.
Il 15 agosto è andato in scena a Wellington il secondo incontro; gli All Blacks hanno vinto 11 a 8, grazie alla prima meta internazionale dello stesso Clarke.
I neri, allenati da Jack Sullivan, hanno chiuso il discorso vincendo pure il terzo test della serie a Christchurch, e poco importa se la quarta sfida è stata lasciata come consolazione agli ospiti venuti dal nord del mondo.

Nell’estate del 1960 gli All Blacks si sono recati in Sudafrica per un tour che, ancora prima di iniziare, aveva fatto esplodere le polemiche a causa del permesso negato ai giocatori maori di entrare nel paese. Whineray è arrivato all’appuntamento sotto esame per il fatto che, secondo alcuni critici, non era abbastanza abile in mischia chiusa. In quel tour il capitano è stato posto sotto tremenda pressione da parte del colossale Springbok Piet du Toit, ma, a testimonianza del suo carattere, egli ha cercato di portare le sue capacità in mischia in linea con il resto del gioco e poco a poco è diventato parte integrante di un pack duro come la roccia, che comprendeva gente del calibro di Colin Meads, Kel Tremain e Ken Gray.

Dopo avere perso la prima sfida a Johannesburg, Whineray ha guidato i suoi uomini alla vittoria nella seconda prova a Cape Town, terminata 11 a 3 grazie alla meta di Colin Meads e ai punti al piede di Don Clarke, il quale ha centrato l’acca anche con un drop.
Il terzo test è andato in scena il 13 agosto a Bloemfontein. A sei minuti dal termine, con i sudafricani avanti 11 a 6, l’arbitro ha concesso un penalty agli All Blacks. Era un tiro da quasi 55 metri, angolato, con una brezza, anche se dolce, che soffiava contro. Eppure, l’estremo di Waikato è riuscito ad infilare l’ovale tra i pali. La partita, però, era ancora nelle mani dai ragazzi capitanati da Avril Malan, un potente seconda linea di 23 anni. A due minuti dal termine l’ala della Nuova Zelanda Frank McMullen ha schiacciato in meta nei pressi dell’angolo. Era ancora a terra dolorante quando Clarke ha calciato la trasformazione da una trentina di metri dalla porta. Whineray non ha voluto guardare per scaramanzia, ma le bandierine si sono alzate ancor prima che la palla raggiungesse i pali e la sfida si è chiusa 11 a 11.
Il 27 agosto si è giocato a Porth Elizabeth il quarto, decisivo test match. Purtroppo per i neri, la partita è stata persa 3 a 8 e con essa la serie.

Nell’estate del 1961 Wilson ha condotto la propria nazionale in tre test casalinghi contro la Francia, sfociati in altrettante vittorie, e l’anno successivo nei cosiddetti Home and Away Test con l’Australia, due sfide nella terra dei canguri e tre in Nuova Zelanda. La serie ha visto gli All Blacks vincere quattro volte e pareggiarne una.

Nel 1963 la Nuova Zelanda ha incontrato e sconfitto l’Inghilterra in due test, a Auckland e a Christchurch.
In inverno, invece, è arrivato quello che probabilmente è stato il punto più alto della carriera di Whineray: il tour del 1963-1964 in Gran Bretagna e Francia.

Gli All Blacks dell’allenatore Neil McPhail, che a metà degli anni 1950 aveva introdotto Wilson ad alcune potenti squadre di Canterbury, hanno sconfitto una dietro l’altra le nazionali d’Irlanda, Galles, Inghilterra e Francia, mancando lo slam a causa del clamoroso 0 a 0 di Murrayfield, contro la Scozia di Brian Neill.
I ragazzi di Whineray hanno vinto anche tutti gli incontri infrasettimanali, tranne quello con il Newport di Brian Price al Rodney Parade, terminato 3 a 0 per i padroni di casa.
Infine, il 15 febbraio 1964, sono stati battuti anche i Barbarians al Cardiff Arms Park con il risultato di 36 a 3. In questa partita Wilson, che ha giocato tutti i test match in prima linea con il tallonatore Denis Young e l’altro pilone Ken Gray, ha marcato la sua meta più spettacolare. Il capitano ha compiuto una lunga corsa a sostegno di un compagno, il quale, a pochi metri dalla linea proibita, gli ha ceduto la palla. Con l’aplomb di un tre quarti, Wilsono ha finto un passaggio a sinistra mandando fuori giri il difensore, ha scartato a destra, è entrato in area di meta e ha depositato l’ovale accanto al palo. Quando ha segnato questa meta, l’ultima di otto che gli All Blacks hanno marcato quel giorno, i tifosi gallesi sono esplosi in una standing ovation e gli hanno dedicato “For He’s A Jolly Good Fellow (Perché è un bravo ragazzo)”.

Durante quel tour gli All Blacks hanno perfezionato una mossa in touche nota come Willie Away, in quanto aveva come caratteristica fondamentale un Whineray che si staccava dalla rimessa laterale per ricevere l’ovale dalla posizione di mediano, per poi impostare gli attacchi dei trequarti.

Wilson ha mancato per infortunio la serie del 1964 contro Wallabies, dopo avere giocato per 28 test consecutivi, che allora era un record. Quell’anno il pilone ha disputato soltanto tre partite su invito per le celebrazioni del South African Rugby Jubilee.

Il capitano è tornato in campo con la nazionale nel 1965 per condurre gli All Blacks a vincere la serie con gli Springboks.
Fischiati per la loro politica razzista, e per il fatto che nel 1960 avevano dichiarato i giocatori maori non graditi sul loro territorio, i sudafricani sono stati puniti pesantemente anche sul terreno di gioco. Whineray e compagni hanno vinto tre test su quattro. L’ultimo di questi, giocato a Auckland il 18 settembre 1965 e terminato con la vittoria dei neozelandesi per 20 a 3, ha visto Wilson salutare il rugby internazionale.

A quel punto, come regalo d’addio, il capitano è stato nominato Sportivo Neozelandese dell’anno.

Ritiratosi definitivamente dal gioco nel 1966, dopo avere conquistato un altro Ranfurly Shield con Auckland, Whineray ha vinto una borsa di studio per l’Università di Harvard, dove nel 1969 ha ottenuto il Master in Business and Administration.

Tornato in patria nel 1969, Whineray ha iniziato a lavorare per le Alex Harvey Industries, in seguito diventate Carter Holt Harvey Ltd, da allora una delle principali società della Nuova Zelanda. Wilson ha fatto carriera in fretta ed è stato nominato vice amministratore delegato e poi presidente del consiglio di amministrazione. L’ex All Black è andato in pensione nel 2003.

Sempre vicino al rugby, nella prima metà degli anni ’70 Whineray ha allenato con successo il XV della Grammar School a Auckland e della Onslow a Wellington.

Wilson è stato anche direttore generale della New Zealand Wool Marketing Corporation, presidente della Banca Nazionale della Nuova Zelanda e direttore dell’aeroporto internazionale di Auckland.

Dal 1993 al 1998 Whineray è stato Presidente della Commissione Hillary, l’organismo di finanziamento dello sport. Quindi, ha ricevuto la nomina a Colonnello Comandante Onorario della New Zealand Special Air Service, dal 1997 al 2001. La sua reputazione e popolarità erano tali che, se avesse voluto, avrebbe potuto diventare Governatore Generale della Nuova Zelanda.

Nel 1998 Whineray è stato insignito dell’Ordine dell’Impero Britannico per i servizi resi allo sport e alla gestione delle imprese. Da quel momento l’ex pilone è diventato Sir Wilson Whineray.

Il suo status nel gioco internazionale è stato riconosciuto nel 2007 quando è diventato il primo neozelandese ad essere introdotto nella Rugby Hall of Fame a Londra.

Wilson Whineray ha passato l’ovale lunedì 22 ottobre 2012 alle 3,20 di mattina, in un letto dell’ospedale di Auckland, dove era ricoverato dal mese precedente. Accanto a lui c’erano la moglie Elisabeth, i tre figli e i cinque nipoti.

 

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