Tony O’Reilly: baciato dalla fortuna

(di Roberto Vanazzi)

Tony O’Reilly era uno sportivo eccezionale, ma l’uomo d’affari ha avuto anche una visione per la nuova Irlanda.” (Ulick O’Connor)

Non era raro vedere Tony O’Reilly recarsi alle partite di rugby in Rolls Royce. Questo irlandese, infatti, è un uomo baciato dalla fortuna; uno di quei pochi personaggi ad avere goduto di successo sia dentro che fuori dal campo. Tony è stato una superstar sportiva prima che quel termine fosse inventato e poi un imprenditore che ha creato la propria fortuna nel ramo alimentare, nei media e in altre industrie nazionali e internazionale, tanto da diventare in breve tempo il primo miliardario dell’Isola di Smeraldo.

Per quanto riguarda il rugby, O’Reilly ha guadagnato 29 caps con la maglia della nazionale in verde e con i suoi 15 anni e 23 giorni la sua carriera nel Cinque Nazioni è ad oggi la seconda più lunga nella storia del torneo dopo quella di Mauro Bergamasco. Trequarti centro e ala dotato di grande velocità, il ragazzo ha intrapreso due tour con i Lions, diventandone il miglior marcatore di tutti i tempi, mentre con 30 apparizioni e 38 mete per i Barbarians, rimane ad oggi il detentore del record sia di presenze che di marcature nel prestigioso club ad inviti.

tony-oreillyAnthony Joseph Francis “Tony” O’Reilly è nato il 7 maggio 1936 a Dublino, unico figlio di John O’Reilly e Aileen O’Connor. Il padre, impiegato come ispettore generale delle dogane, era nato a Drogheda come Reilly e ha aggiunto la O’ nel momento in cui ha chiesto di aderire al Servizio Civile irlandese.
Tony, che ha ereditato il nome dal fratello prediletto di sua madre, aveva i tipici capelli rossi irlandesi ed è cresciuto in Griffith Avenue, una strada della classe media dublinese nella zona di Drumcondra-Glasnevin, sino al 1951, l’anno in cui la famiglia si è trasferita in un bungalow a Santry.

Educato al Belvedere College dall’età di sei anni, O’Reilly era noto per le sue qualità nell’ambito sportivo. Da giovane, infatti, Tony ha giocato a calcio per Home Farm e con il cricket è stato membro della squadra vincitrice della Junior Cup nel 1950.Per quanto riguarda il tennis, invece, ha conquistato la Leinster Schools Cup e ha raggiunto le semifinali nazionali under-15.
O’Reilly era noto anche per le sue doti di attore, in particolare nelle operette di Gilbert e Sullivan. Era un chierichetto, frequentava regolarmente la cappella e trascorreva l’estate nel Gaeltacht per migliorare le sue capacità con la lingua irlandese.
A diciassette anni Tony ha raggiunto la licenza superiore. Quindi, ha studiato filosofia per un anno ancora al Belvedere, sviluppando nel contempo il suo rugby, sia nell’ambito scolastico che nell’Old Belvedere RFC.

O’Reilly ha continuato a studiare legge presso l’University College e, contemporaneamente, nella Incorporated Law Society of Ireland di Dublino finché, nel novembre del 1958, è stato iscritto all’albo degli avvocati. In seguito Tony ha conseguito un dottorato di ricerca in commercializzazione dei prodotti agricoli presso l’Università di Bradford.

Terminato il college, il ragazzo si era recato in Inghilterra per lavorare come consulente di gestione per Weston-Evans in Ashby-de-la-Zouch, nel Leicestershire, dove guadagnava 200 Sterline l’anno, che all’epoca era uno stipendio molto buono per gli standard irlandesi. Mentre era lì, ha continuato la sua carriera di rugby con i Leicester Tigers.

Il 22 gennaio 1955, meno di 12 mesi dopo aver giocato la finale della Leinster School Senior Cup contro il Blackrock College e dopo sole cinque partite nella prima squadra dell’Old Belvedere, Tony O’Reilly ha indossato per la prima volta la maglia della nazionale, a soli 18 anni, in una sfida contro la Francia nell’ambito del Cinque Nazioni.
Tony ha disputato tutte le partite di quel torneo nel ruolo di trequarti centro, ma l’Irlanda ha conquistato un poco onorevole Cucchiaio di legno, avendo perso tre volte e salvato il whitewash solo grazie al pareggio 6 a 6 con l’Inghilterra.

Terminato il torneo, nel giro di quattro giorni O’Reilly ha intrapreso con i Barbarians il classico tour di Pasqua nel Galles del Sud, dove tra il 9 ed il 12 aprile ha affrontato le Cardiff, Swansea e Newport.

In estate, il trequarti dell’Old Belvedere è stato incluso dal coach irlandese Jack Siggins nella rosa dei British & Irish Lions che hanno compiuto un tour in Sudafrica.
O’Reilly ha disputato 15 delle 25 partite di quel tour, tra cui tutti i quattro test match con gli Springboks (i primi tre da ala e il quarto schierato centro) realizzando 16 mete, comprese due triplette a North Eastern Districts XV e a Transvaal: un record ancora imbattuto di marcature realizzate da un Lion nel Paese Arcobaleno. Una meta il dublinese l’ha realizzata anche nel primo test match all’Ellis Park di Johannesburg, dove i Lions, di fronte ad una folla record di quasi 100000 tifosi, hanno vinto 23 a 22 quello che è stato definito “uno dei più grandi match mai giocato in qualsiasi parte del mondo in ogni epoca.
I britannici hanno perso il secondo test a Cape Town per 9 a 25; hanno quindi vinto nel terzo, giocato al Loftus Versfeld di Pretoria, con il punteggio di 9 a 6, per poi lasciare ai padroni di casa l’ultimo, con Tony che ha varcato ancora la linea bianca.
Il rugby in Sudafrica è quasi una religione e il ragazzo di Dublino aveva catturato l’immaginazione del pubblico, ricevendo lo stesso trattamento da pop star che avrebbe ottenuto Barry John nel 1971 in Nuova Zelanda.

O’Reilly ha chiuso il 1955 il 27 dicembre marcando una doppietta ai Leicester Tigers con la maglia dei Barbarians e ha aperto quello nuovo il 26 gennaio con un’altra meta realizzata alla Francia a Colombes nel Cinque Nazioni. Nell’arco del torneo il ragazzo ha schiacciato l’ovale anche nella sfida con la Scozia al Lansdowne Road.

Tra il 30 marzo e il 3 aprile Tony ha disputato ancora il trittico di partite pasquali con i club gallesi tra le fila dei Baa-baas (al posto del Cardiff c’era il Penarth). Quindi, il 27 dicembre ha affrontato di nuovo i Tigers a Leicester, sempre schierato tra le fila dei bianco-neri, dove ha segnato una meta.

Il Cinque Nazioni del 1957 ha visto il XV del trifoglio uscire vincente dagli incontri di Dublino e perdere i due fuori casa, come accaduto l’anno precedente. Quindi, il trequarti è stato un punto fisso dei Barbarians. Prima la partita con il Cardiff il 20 aprile, e poi, una settimana più tardi, è stato in Canada per il primo tour del club ad inviti fuori dal Regno Unito. Tony ha giocato cinque delle sei partite disputate, contro i XV di Ontario, British Columbia e Québec, con i Barbarians che le hanno vinte tutte con ampi margini di punteggio. Il trequarti ha realizzato un totale di 36 punti, tra cui 5 mete marcate solo contro Ontario e un poker nella seconda sfida con British Columbia.

Il 27 dicembre, sempre del 1957, ancora una partita in maglia bianco-nera; la classica sfida con i Leicester Tigers, dove O’Reilly ha fatto segnare altri 9 punti.

Il 18 gennaio 1958 l’Irlanda ha sconfitto l’Australia a Dublino. Per i Wallabies questo tour è passato alla storia come il peggiore della loro storia: è l’unica volta, infatti, in cui una delle tre potenze australi del rugby ha perso contro tutte le quattro Union britanniche e con la Francia.

Poche settimane dopo è iniziato il Cinque Nazioni, con il XV del Trifoglio che ha vinto solamente la sfida interna contro la Scozia. Tony ha giocato tre partite da centro e una, quella con il Galles, schierato sulla fascia.

Il ragazzo di Dublino ha avuto maggior soddisfazione con i soliti Barbarians. Il 28 febbraio ha affrontato l’Australia, vincendo la sfida 11 a 6. A marzo, appena terminato il Cinque Nazioni, ha giocato contro East Midlands, dove i Baa-baas hanno vinto 16 a 14. Infine, nel mese di maggio, i bianco-neri sono partiti per un tour in Sudafrica.
Era la prima volta che i Barbarians si recavano nell’emisfero sud e se quello del 1957 in Canada era stata più una vacanza farcita di facili successi, questo è risultato essere un tour assai impegnativo, visto anche il valore degli avversari incontrati. Il club ad inviti ha giocato sei partite con squadre locali, iniziando con il Transvaal, partita terminata 17 a 17. Sono seguite le sconfitta per mano di Western Transvaal (3 a 11) e Western Province (8 a 9) finché, il 21 maggio a Pretoria, i Baa-baas hanno fatto registrare il loro primo successo: un 13 a 9 contro Northern Transvaal. Tre giorni dopo i bianco-neri sono incappati in un’altra partita persa con Combined Transvaal (16 a 18) per poi chiudere in gloria asfaltando East Africa 52 a 12, con Tony che ha varcato la linea proibita sette volte. O’Reilly è stato schierato in campo in ogni partita e ha totalizzato la bellezza di 12 mete.

Nel 1959 l’Irlanda ha iniziato il Cinque Nazioni perdendo in casa per mano dell’Inghilterra con il risultato calcistico di 0 a 3. La squadra in verde si è poi ripresa e ha vinto a Murrayfield 8 a 3, grazie ad una meta del partner di O’Reilly al centro, Jhon Dooley, trasformata da David Hewitt, e ad un penalty dello stesso atleta di Belfast.
La terza giornata ha visto Tony O’Reilly (schierato ala per lasciare spazio al centro a Hewitt) marcare una meta a Cardiff, ma l’Irlanda perdere 6 a 8. Infine, il 18 aprile, i celti hanno inflitto alla Francia di Lucien Mias la loro unica sconfitta del torneo; un 9 a 5 maturato con la meta dell’ala Niall Brophy, trasformata da Dave Hewitt, e al drop dell’apertura Michael English.

Tony aveva marcato una meta anche il 4 marzo al Blackheath con i Barbarians e poi, in estate, ha preso parte al suo secondo tour con i British & Irish Lions in Australia e Nuova Zelanda.

In totale, i Lions hanno disputato 33 incontri in quel tour, vincendone 27 e lasciandone 6 agli avversari. Per quanto riguarda O’Reilly, il trequarti è sceso in campo in 23 partite e ha segnato 22 mete, tra cui una tripletta rifilata a King Country Counties. Il giocatore dell’Old Belvedere ha disputato tutti i sei test match in programma, due con i Wallabies e quattro contro gli All Blacks, sempre nel ruolo di trequarti ala, realizzando 6 mete.
I Leoni capitanato dall’irlandese Ronnie Dawson hanno battuto gli Aussies con ampi margini in entrambe le sfide e O’Reilly ha marcato in ognuna di esse.
Il ragazzo ha varcato la linea proibita anche a Dunedin, nel primo match con gli All Blacks, ma gli uomini di Wilson Whineray si sono rivelati superiori e hanno vinto le prime tre sfide, lasciando agli ospiti soltanto il punto della bandiera nel quarto test match a Auckland, dove Tony ha schiacciato nuovamente l’ovale.
Sulla strada del ritorno i rossi si sono fermati anche in Canada, dove hanno giocato un paio di sfide.

Una macchina da mete sul campo, Tony era molto intelligente, simpatico e divertente fuori di esso. In collaborazione con il suo compagno di squadra irlandese Andy Mulligan, ha trascorso due notti a suonare musica e raccontare barzellette al ristorante di Auckland chiamato Hi-Diddle-Griddle due sere prima della prova finale.

Le 38 mete marcate da Tony O’Reilly nei due tour con i Lions sono ancora oggi un numero ineguagliato e lo stesso vale per e 6 mete in 10 test match, delle quali quattro in partite consecutive.

A causa di problemi fisici, O’Reilly ha disputato solo una partita per la sua nazionale nel 1960, quella persa a Twickenham con l’Inghilterra.

Il trequarti ha iniziato l’anno successivo giocando nuovamente per i Barbarians, il 5 febbraio contro gli Springboks, una partita che il club ad inviti ha vinto 6 a 0.
Quindi, dopo essere stato schierato nel XV dell’Irlanda per due sfide del Cinque Nazioni con Inghilterra e Francia, entrambe sull’erba amica del Lansdowne Road, Tony è partito con la nazionale in verde in direzione Sudafrica, dove il 13 maggio ha affrontato di nuovo gli Springboks.
L’Irlanda aveva in Tony O’Reilly, nell’estremo Tom Kiernan e nel tallonatore, nonché capitano, Ronnie Dawson i suoi punti di forza, ma è stata la mischia sudafricana a fare la differenza e a concedere agli uomini di Johan Claassen la vittoria nell’unico test match per 24 a 8.

Un altro infortunio ha fatto perdere a O’Reilly tutta la stagione 1962, mentre nel 1963 il ragazzo ha siglato la sua ultima meta nella gara con la Francia, una partita questa che lo ha visto schierarsi trequarti centro dopo quattro anni di fascia.

Ad aprile, nel giro di tre giorni, Tony ha giocato le sue ultime due sfide per i Barbarians: contro Cardiff, dove ha marcato una doppietta, e Swansea. Per il club bianco-nero il trequarti dublinese ha effettuato 30 apparizioni e ha segnato 38 mete. Egli rimane ad oggi il detentore del record, per quanto riguarda i Baa-baas, sia di presenze che di mete, avendone realizzate 11 in più rispetto al secondo in graduatoria, l’inglese del Rosslyn Park Dave McKay. Un record che è improbabile sarà mai superato.

Il giorno di san Valentino del 1970, a sette anni di distanza dall’ultima apparizione in nazionale, O’Reilly è stato chiamata per disputare una partite del Cinque Nazioni contro l’Inghilterra a Twickenham, nel ruolo di trequarti ala. Si è trattato di una sostituzione dell’ultima ora, che ha negato a Frank O’Driscoll, il padre di Brian, la sua unica possibilità di un cap con il XV del Trifoglio. Per la cronaca, la sfida è stata vinta dagli inglesi con il punteggio di 9 a 3.

Con la propria nazionale Tony ha totalizzato 29 caps e marcato 4 mete. La sua carriera nel Cinque Nazioni, durata 15 anni e 23 giorni, è stata la più lunga nella storia, finché è stata eguagliata dal collega irlandese Mike Gibson e poi superata nel 2015 da Mauro Bergamasco.

Nel 1997 Tony ha fatto parte del primo gruppo di giocatori ad essere introdotto nella neonata Rugby Hall of Fame, in compagnia di altre due leggende irlandesi quali Willie John McBride e Mike Gibson. Questi tre fuoriclasse hanno giocato un’unica volta assieme durante l’ultima famosa partita disputata da O’Reilly nel 1970. Nel 2009, invece, il dubliner è stato inserito anche nella IRB Hall of Fame.

Parallela alla sua carriera rugbistica, Tony ha portato avanti anche quella nell’ambito lavorativo sino a diventare il primo milionario irlandese. Innanzitutto, ha scalato la vetta sino a diventare il presidente della Heinz (colosso agroalimentare statunitense inventore, tra le altre cose, della salsa ketchup)), che ha guidato dal 1987 al 1998. Durante quel periodo O’Reilly ha ricoperto ruoli come uno dei principali azionisti e presidente di numerose altre società, tra cui la Waterford Wedgwood plc, una holding specializzata nella produzione di alta qualità di oggetti in porcellana e vetro. Inoltre, nel 1973 Tony ha avviato anche un’attività nei media acquistando l’Independent News & Media, una società di supporti di stampa con sede a Dublino, che nel 1990 ha inglobato 38 testate, oltre 70 stazioni radio, interessi via cavo e di telecomunicazioni in Australia, Sudafrica e Nuova Zelanda.
O’Reilly ha ricavato stipendi, opzioni su azioni e benefits da molte aziende, oltre a ottenere plusvalenze su numerose partecipazioni. Un articolo del The Village Magazine ha suggerito che il businessman irlandese avesse guadagnato qualche cosa come 110 milioni di Sterline dal 2000 soltanto dall’Independent News and Media.
Più di una volta Tony è stato visto recarsi ad assistere alle partite di rugby in Rolls Royce.

Una parte significativa del tempo di Tony O’Reilly è stata quella di aiutare le persone in difficoltà e per questo motivo ha promosso e sostenuto una vasta gamma di attività caritatevoli. Tra tutte spicca la Fondazione O’Reilly, un ente di beneficenza da lui istituito, con un consiglio composto dai membri della famiglia, presieduto dalla moglie, che contribuisce a diversi progetti, con particolare attenzione per il settore dell’istruzione grazie ad un programma annuale di borse di studio.

Nel 1962 Tony ha sposato la sua prima moglie, il segretario australiano e pianista Susan Cameron, figlia di un ricco proprietario minerario, conosciuta nel 1959 in Australia quando era in tour con i Lions. La coppia ha avuto sei figli, tre maschi e tre femmine, nati tra il 1963 e il 1966: Susan Wildman, Anthony Cameron, Justine O’Reilly, Gavin O’Reilly, Caroline Dempsey e St John Anthony. Gli ultimi tre sono gemelli. Tutti i maschi sono coinvolti negli interessi commerciali della famiglia, mentre le figlie sono note per essere, la più anziana un pilota qualificato, la seconda un avvocato e la terza una madre a tempo pieno. Da essi O’Reilly ha avuto 19 nipoti.

Tony e Susan si sono separati alla fine del 1980 e hanno divorziato in maniera molto discreta nel 1989. Poco dopo O’Reilly è convolato a nozze con Chryss Goulandris, una ricca ereditiera greca di alcuni anni più giovane di lui, che allevava cavalli di razze purosangue. Il matrimonio ha avuto luogo alle Bahamas il 4 settembre 1991. Per l’occasione lui le ha regalato un anello di diamanti originariamente commissionato da Aristotele Onassis per il matrimonio di sua figlia Jackie con John Kennedy, del valore di circa 2,6 milioni di Dollari.

Nel 2001 Tony è stato nominato Cavaliere dalla regina Elisabetta II di Gran Bretagna durante le Honours di capodanno, per i servizi resi all’Irlanda del Nord e anche come riconoscimento per il suo lavoro come capo dei fondi di beneficenza irlandesi. O’Reilly, che si descrive come un nazionalista costituzionale, ha chiesto l’approvazione del proprio governo in relazione al premio, perché è un requisito della Costituzione irlandese che “Nessun titolo di nobiltà o di onore può essere accettato da qualsiasi cittadino senza la previa approvazione del governo”.

Nel maggio del 2014 Il Sunday Times ha riferito che O’Reilly e la moglie possedevano un patrimonio netto di circa 545 milioni di dollari. In seguito, il Sunday Independent ha scritto che il magnate aveva un patrimonio netto di 1 miliardo di Euro.

A quel punto, però, gli affari per l’imprenditore dublinese sono iniziati ad andare male. Il businessman è rimasto bloccato in una causa legale con la banca controllata dallo Stato, l’AIB, in relazione a debiti ammontanti a molti milioni di euro. L’AIB era alla ricerca di un giudizio sommario contro di lui presso l’Alta Corte.
Nel giugno 2014 la Corte ha richiesto a O’Reilly un risarcimento di quasi 46.000.000 Sterline. Il giudice ha ritenuto che la sua società di investimenti fosse insolvente. Durante l’udienza, gli avvocati degli O’Reilly hanno ammesso che lui doveva grandi quantità di soldi anche ad altre banche e istituti finanziari e ciò ha significato che l’ex trequarti di Irlanda, Lions e Barbarians è stato costretto a vendere le sue proprietà in Irlanda per contrarre i debiti verso l’AIB

Oggi l’ottantenne Tony vive la vita di un recluso nella sua residenza con spiaggia privata all’interno della comunità di Lyford Cay, nelle Bahamas, sostenuto dalla moglie (grazie alla fortuna personale di Lady Chryss la bancarotta non ha portato ad alcun drastico cambiamento nello stile di vita della coppia) ma, ancora più allarmante per una persona così orgogliosa della sua irlandesità, è il fatto che il Paese sembra avergli voltato le spalle.

 

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