Tony Clement: tutti i ruoli della backline

(di Roberto Vanazzi)

I gallesi hanno un enorme vantaggio sui loro avversari: tutti i loro giocatori, infatti, sono nati su un campo di rugby o vi sono stati concepiti.” (Peter Robbins, nazionale inglese anni ’50)

Anche nei momenti più bui il rugby gallese è sempre riuscito a produrre campioni di rara qualità. Purtroppo, non sempre questo ha significato sapere cosa fare di loro. Tony Clement ne è stato un esempio perfetto. Estremo elegante, dotato di notevole tecnica e di un calcio potente, che gli è valso il soprannome di “Siege Gun“, è stato costretto a ricoprire tutti i ruoli della backline (oggi lo si definirebbe un Utility Back) o addirittura rimanere in panchina, a causa della poca accortezza dei selezionatori.

Anthony Clement

Anthony Clement

Anthony Clement è nato l’8 febbraio 1967 a Swansea, la città che ha dato i natali a numerosi rugbisti, come Mervyn Davies e Malcom Dacey, e anche a Catherine Zeta-Jones, che con il rugby centra poco o niente ma è comunque un bel vedere.

Tony ha iniziato la sua avventura ovale nel 1985, tra le fila dello Swansea RFC, squadra nella quale ha trascorso tutta la sua carriera. Con gli All Whites il ragazzo ha giocato prevalentemente nel ruolo di apertura e di estremo, anche se nella sua prima partita, il 18 settembre 1885 contro Penbrokeshire, era schierato mediano di mischia.

Clem ha debuttato in nazionale il 7 novembre 1987, entrando dalla panchina per sostituire il trequarti ala titolare Kevin Hopkins, in una gara contro gli USA, a Cardiff, che il Galles ha vinto 46 a 0. Si è trattato di un esordio col botto. Il ragazzo, infatti, ha varcato due volte la linea di meta.

La consacrazione di Tony è arrivata l’anno seguente, nel Cinque Nazioni in cui il Galles ha conquistato la Triple Crown. Giocando nel suo ruolo naturale di estremo contro l’Inghilterra, a Twickenham, il ventenne ha mostrato di possedere i nervi saldi e i tentativi degli uomini in bianco di bucare dalla sua parte di campo si sono rivelati infruttuosi. Clement era un corridore di talento e pieno d’iniziativa: è stato grazie ad un suo break che Adrian Hadley ha segnato la meta che ha portato i Dragoni a vincere 11 a 3.

Tutti erano concordi sul fatto che Clement si fosse guadagnato la maglia da titolare. Lui, purtroppo, ha mancato il resto della stagione a causa di un infortunio. Il ragazzo di Swansea non è mai riuscito a cementare completamente il suo posto in squadra. Per i selezionatori gallesi, infatti, la scommessa vincente era l’estremo del Neath Paul Thorburn, nonostante questi non possedesse il talento in esecuzione del quale Clement era abbondantemente benedetto. Con Thorburn fisso al numero 15, Clem è stato troppo spesso trascurato, oppure costretto a giocare fuori posizione. Gli infortuni, poi, non lo hanno di certo aiutato. Per questi motivi è stato solo nel 1992 che Tony ha giocato un intero Cinque Nazioni. Eppure, come spesso è successo nel rugby gallese, tutti potevano vedere i suoi doni.

Ad accorgersene sono stati i British & Irish Lions, i quali lo hanno convocato come ala per il vittorioso tour in Australia del 1989, malgrado avesse soltanto una manciata di caps sulle spalle. In tournée, Clement ha giocato nelle gare infrasettimanali, dove non ha mai perso. Per quanto riguarda i test match, con il numero 15, inamovibile, c’era Gavin Hastings, mentre sulle ali correvano campioni del calibro di Ieuan Evans e Rory Underwood.

Lo stesso anno, esattamente il 21 di ottobre, Tony ha affrontato gli All Blacks di Wayne “Buck” Shelford con il suo Swansea. La sfida, terminata 37 a 22 per i neri, è stata più equilibrata del previsto. I padroni di casa sono riusciti a bucare la difesa neozelandese in tre occasioni, subendo a loro volta cinque mete. Due settimane più tardi, la nazionale gallese, con Clement schierato estremo, di mete ne ha subite quattro, ma senza segnarne alcuna. La partita è finita 34 a 9 per gli All Blacks.

Nel 1990 il Galles ha perso tutte le sfide del Cinque Nazioni. È stato questo il primo Whitewash nella storia del rugby gallese, un titolo poco lusinghiero, che ha costretto il coach John Ryan a dimettersi. Tony in quel torneo ha disputato solo due gare, con Scozia e Irlanda, entrando sempre dalla panchina per sistemarsi nel ruolo di estremo.
In primavera, durante il tour del Galles in Namibia, Clem ha realizzato il suo unico drop internazionale. Le due gare della serie sono state vinte e il ragazzo di Swansea le ha giocate entrambe come mediano d’apertura.

L’anno successivo, ecco un altro disastroso Cinque Nazioni. I Dragoni hanno conquistato il Cucchiaio di Legno, evitando il secondo Whitewash consecutivo grazie al pareggio con l’Irlanda. Clement, in quel torneo, è sceso sul terreno di gioco solo con la Scozia a Murrayfield.

A quel punto Tony ha partecipato alla fallimentare Coppa del Mondo 1991, dove è entrato in campo in due occasioni, contro Western Samoa e Australia. La gara con i primi, disputata all’Arms Park di Cardiff in apertura di torneo, ha praticamente sancito l’esclusione dei gallesi dai quarti di finale. I potenti isolani, sconosciuti sino a quel momento, hanno vinto 16 a 13. Due mete per parte, entrambe trasformate, e il penalty di Vaea a 3 minuti dal termine a fare la differenza. Palla tra i pali e addio Galles.
I Dragoni si sono parzialmente rifatti sconfiggendo l’Argentina 16 a 7, ma lo stesso hanno fatto i Samoani segnando più punti. Quindi, la disfatta con i futuri campioni del mondo dell’Australia; un perentorio 38 a 3, ancora sul terreno del’Arms Park, con i gialli che hanno varcato la linea di meta gallese cinque volte, contro un unico calcio di Mark Ring.

Il 4 novembre 1992 Clement ha ottenuto la sua personale vendetta. Swansea, infatti, ha sconfitto 21 a 6 proprio i Wallabies, durante la prima tappa del loro tour in Galles. Di fronte a oltre 10000 tifosi, stipati sulle traballanti tribune del vecchio St. Helen, la squadra in bianco ha compiuto un ‘impresa incredibile, simile a quella di un giorno del 1935, quando a cadere sotto i suoi colpi erano stati gli All Blacks. A dire il vero Swansea non era nuova a certe emozioni. Con l’Australia aveva già vinto altre due volte: nel lontano 1908, con un netto 6 a 0, e per un solo punto nel 1966 (9 a 8). Nel 1973, invece, le due squadre avevano chiuso sul 9 a 9. Quei Wallabies, però, non erano la squadra più forte del pianeta: questi si. Il club di casa, allenato da Mike Ruddock, includeva parecchi Dragoni. Oltre a Tony Clement, schierato estremo, c’erano il capitano Stuart Davies, il flanker Alan Reynolds, una vera leggenda di Swansea, il mediano di mischia Robert Jones e il centro Scott Gibbs, autore della prima meta della partita, nata da una potente spinta del pack. Gli ospiti stavano vincendo 6 a 3, ma a quel punto, con la trasformazione, sono andati sotto 6 a 10 e non hanno più segnato. Un’altra marcatura è stata realizzata nel secondo tempo dal tallonatore Garin Jenkins, un  altro nazionale, mentre l’apertura Aled Williams ha incrementato il punteggio trasformando ancora la meta e poi centrando l’acca con due penalties e un drop.

Tony è stato di nuovo un Lions nel 1993, utilizzato come Utility Back in Nuova Zelanda. Quella volta il suo è stato un tour più impegnativo, essendo entrato in campo in sostituzione dello skipper Gavin Hastings nella serie di test. Gli All Blacks hanno vinto la serie 2 a 1. Il primo match è terminato 20 a 18 per i padroni, merito di un penalty calciato da Grant Fox all’ultimo minuto, quando i britannici stavano vincendo 18 a 17, con sei piazzati di Gavin Hastings. Il secondo, invece, ha visto trionfare i rossi di Ian McGeechan, grazie alla meta di Rory Underwood, mentre nel terzo e ultimo, gli All Blacks hanno vinto con un netto 30 a 13,  superando la linea di meta con Frank Bunce, il capitano Sean Fitzpatrick e Jon Preston, contro l’unica segnatura di Scott Gibbs.

Nel frattempo, con il ritiro di Paul Thorburn, Clement si era finalmente stabilizzato nel ruolo di estremo anche in nazionale e, senza infortuni, è riuscito ad avere un periodo di successi. Il 16 ottobre, sempre del 1993, Clem ha marcato la sua terza meta internazionale, nella gara di Cardiff contro il Giappone, vinta 55 a 5.

La stagione 1994 ha visto finalmente il Galles sollevare il trofeo del Cinque Nazioni dopo otto anni di delusioni, grazie alle vittorie su Scozia, Irlanda e Francia, mancando il Grande Slam a causa della sconfitta per 8 a 15, patita a Twickenham l’ultima giornata, l’unica gara del torneo in cui Tony era assente. Tuttavia, ai selezionatori piaceva tenere l’uomo di Swansea sulle spine e hanno inserito nella rosa l’estremo del Cardiff Mike Rayer, che cominciava a pretendere la maglia numero 15. Per questo motivo, nelle sfide contro Francia e Western Samoa, Clem ha dovuto giocare trequarti centro.

Non essendo riuscito a raggiungere i quarti di finale della Coppa del Mondo 1991, il Galles ha dovuto subire l’ignominia di affrontare la qualificazione per la competizione del 1995, ma lo ha fatto senza alcun inconveniente, battendo la Spagna a Madrid e l’Italia a Cardiff. Con gli azzurri di capitan Massimo Cuttitta Clem ha giocato trequarti ala. La gara è finita 29 a 19, ed è stata caratterizzata dalle mete di Nigel Davies e di Ivan Francescato. Il resto è stata una sfida balistica tra i mediani d’apertura Neil Jenkins e Diego Dominguez.

Purtroppo, la World Cup in Sudafrica non ha segnalato alcuna ripresa delle fortune gallesi e anche in questo caso i Dragoni non hanno superato la prima fase. Una partita eroica contro Jonah Lomu e la Nuova Zelanda è stata seguita da uno spettacolo terribile contro l’Irlanda a Johannesburg, dove il Galles è stato superato 24 a 23.

A quel punto Clement ne ha avuto abbastanza e ha portato a termine una carriera più che dignitosa, anche se a volte frustrante. Aveva sconfitto i Wallabies e spaventato i potenti All Blacks con il suo Swansea. Aveva viaggiato due volte con i British & Irish Lions e disputato due Coppe del Mondo. I sedici punti da lui realizzati con la nazionale in 37 gare, frutto di tre mete e un drop, in realtà non riflettono il suo talento.

Nel 1999 Tony Clement ha chiuso anche con Swansea. Per gli All Whites il trequarti ha disputato 247 partite e segnato 319 punti, frutto di sei mete, otto trasformazioni, quattro piazzati e undici drop. Con lui Swansea ha vinto il campionato gallese tre volte, nel 1990-91, 1993-94 e 1997-98, e anche la Swalec Cup del 1995, quando ha sconfitto in finale Pontypridd. Il ragazzo ha continuato con il suo club anche dopo il ritiro, diventandone allenatore, assieme a Keith Colclough, dal 2003 al 2007.

Tony è attualmente il team manager della nazionale gallese under 20.

All’esterno di Ovalia, dal 2011 Clement si è ritagliato un posto nella sede di Swansea della Swedesh Bank Handelsbanken. Il suo  ruolo è quello di fornire servizi di conto corrente e mutui a professionisti, imprenditori e dirigenti d’azienda.

 

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