Terry Holmes: una pesante eredità

(di Roberto Vanazzi)

Mi sono sposato il Lunedi di Pasqua, in modo da poter giocare con i Barbarians due giorni prima.” (Terry Holmes)

Tutti sanno chi è stato e chi è Gareth Edwards. Ogni persona che ama la palla ovale conosce le gesta, le mete, le statistiche di questo straordinario atleta, ma, quando si è ritirato dal rugby giocato, chi ha ereditato la maglia numero 9 del Galles? Chi si è assunto la non facile responsabilità di sostituire una leggenda? Il suo nome è Terry Holmes.

Terry Holmes

Terry Holmes

Terry David Holmes è nato il 10 marzo 1957, a Cardiff. La sua casa distava meno di 200 metri dall’Arms Park, dove da bambino, al termine della scuola, correva a fare il raccattapalle.

Compiuti i 16 anni, Terry è entrato nelle giovanili del Cardiff RFC, club in cui militavano due forti mediani mischia quali Brynmor Williams e Gareth Edwards. Passato in prima squadra, è diventato il numero 9 titolare quando Williams si è trasferito a Newport e Edwards si è ritirato. Holmes è rimasto dieci stagioni con il Cardiff, vincendo il campionato gallese del 1982 e tre coppe anglo-gallesi.

Terry Holmes, quindi, è l’uomo cui è stata affidata la posizione di mediano di mischia del Cardiff e della nazionale gallese quando il mitico Edwards ha appeso le scarpe al chiodo. Compito non facile, ma il giocatore ha dimostrato di essere un degno erede di Sua Maestà e se non fosse stato afflitto da numerosi infortuni, egli avrebbe potuto benissimo bissare le prestazioni del famoso predecessore.

Forte come un bue, la sua potenza ha fatto si che Terry fosse praticamente inarrestabile da distanza ravvicinata. È capitato che trascinasse con se i difensori oltre la linea di meta, letteralmente attaccati alla sua maglietta. Spesso, dietro il pacchetto di mischia ha giocato quasi come fosse un flanker, prendendo colpi che alla fine hanno preteso il loro tributo, in particolare alla spalla. Tuttavia, egli non era semplicemente un ariete. Dotato di ottimi passaggi lunghi, che hanno sempre permesso alla propria apertura di prendere tempo e spazio, era anche un corridore devastante nello spazio chiuso.

Oltre alle doti tecniche, il ragazzo possedeva pure un carattere notevole. Basta pensare che quando ha giocato la sua prima gara con la nazionale, il 17 giugno 1978, contro l’Australia al Cricket Ground di Sydney, aveva solo 21 anni. Nonostante la giovane età egli si è trovato perfettamente a suo agio tra campioni del calibro di Gerald Davies, capitano di quel XV, Steve Fenwick, J.P.R. Williams (che quel giorno ha giocato flanker), Ray Gravell e della leggendaria prima linea del Pontypool, nonché con il suo compagno alla mediana Gareth Davies. Per non farsi mancare niente, il debuttante ha segnato pure una meta. Il Galles ha perso di due soli punti,17 a 19, ma aveva trovato il nuovo mediano di mischia, oltrepassando senza problemi il pericolo di un possibile vuoto dopo l’addio del grande Gareth.

L’11 novembre 1978 ecco il secondo cap per Terry. Questa volta la sfida vedeva il Galles affrontare la Nuova Zelanda di Grahan Mourie a Cardiff. Gli All Blacks, che avrebbero conquistato uno storico Grande Slam, si sono imposti di un solo punto (13 a 12) grazie al controverso penalty all’ultimo minuto calciato da Brian McKechnie, assegnato dall’arbitro dopo che il seconda linea  Andy Haden si era gettato drammaticamente a terra senza essere stato colpito, scatenando le ire dei gallesi.

Nel 1979 il Galles si è aggiudicato Cinque Nazioni e Triple Crown, mancando lo slam di un soffio, a causa della sconfitta per un solo punto subita a Parigi. Durante il torneo Holmes ha marcato mete sia alla Scozia che alla Francia. Alla fine della carriera in totale le marcature saranno nove, come il numero della sua maglia.

terry-holmes-Gli anni seguenti, invece, sono stati parchi di trionfi per il rugby gallese. Comunque sia, in quanto mediano di mischia più dinamico del campionato, nel 1980 Terry è stato scelto da Noel Murphy per il tour dei British Lions in Sudafrica. Purtroppo, un infortunio ha posto subito fine al suo viaggio.

Lo stesso è accaduto tre anni dopo, durante la tournée in Nuova Zelanda. Il mediano di mischia ha giocato il primo test match a Christchurch (perso 12 a 16), ma poi un incidente lo ha costretto a tornare prematuramente a casa. Al suo posto è arrivato l’inglese Nigel Melville, all’esordio internazionale.

Per vincere di nuovo il Cinque Nazione il Galles avrebbe dovuto aspettare il 1988, titolo condiviso, tra l’altro, con la Francia, quando ormai Holmes si era già ritirato. Si può dire che allora i Dragoni erano passati dalla Golden Era ad uno dei periodi meno luminosi della loro storia. Di quegli anni ricordiamo solo le tre mete di Terry: quella segnata alla Scozia nel 1980, quella con la Francia nel 1982, nella partita questa che ha salvato i rossi dal whitewash, e l’ovale schiacciato oltre la linea con l’Irlanda nel 1983: tutte marcature arrivate sull’erba di Cardiff.

Deluso dal brutto gioco impostato dal Galles in quel periodo, Holmes ha eseguito la venticinquesima e ultima apparizione in nazionale contro i figiani il 9 novembre 1985, a Cardiff. Con la fascia di capitano al braccio, il mediano di mischia ha spinto i suoi alla facile vittoria per 40 a 3, segnando una meta così come nella partita dell’esordio. A quel punto il ragazzo si è ritirato, lasciando a sua volta una pesante eredità al successore, Robert Jones.

Un mese più tardi Terry ha deciso di cambiare codice ed è passato al rugby a XIII, dove ha firmato con il Bradford Bulls per 80000 sterline. Purtroppo, ancora un infortunio gli è stato d’ostacolo e ha potuto giocare solo 40 partite da professionista.

Nel 1987 Terry Holmes si è definitivamente ritirato dai campi di gioco. A quel punto l’ex nazionale gallese è diventato allenatore, prima del Cardiff e poi del Caerphilly, club di Rugby Union con sede nell’omonimo distretto nel sud del Galles. Holmes si è dimesso dai Cheesemen nel 2002 a causa d’impegni di lavoro.

 

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