Steve McDowall: senza compromessi

(di Roberto Vanazzi)

Per giocare in prima linea bisogna saper spingere, resistere, correre, placcare, passare, fare delle buone scelte. Insomma, bisogna saper giocare a rugby.” (Pieter de Villiers)

I piloni nella mischia ordinata sostengono il tallonatore. I piloni nelle touche aiutano le seconde e le terze linee a saltare. I piloni fanno il “lavoro sporco”, puliscono l’ovale nelle ruck e recuperano i palloni vaganti. I piloni in mischia spingono più di chiunque altro, anche se le seconde linee dicono lo stesso di loro. I piloni, oggi più che mai, partono di corsa con l’ovale tra le mani per cercare di sfondare la diga avversaria, sfruttando la loro stazza da rinoceronte. I piloni hanno le orecchie a cavolfiore, a causa dello sfregamento continuo, e le sfoggiano come il più bello dei trofei. Insomma, il pilone è un ruolo di puro sacrificio, e se è vero quello che dice Serge Blanco, che “il rugby è come l’amore, devi dare prima di prendere”, allora i piloni sono ottimi amanti.

Steve McDowall non è soltanto uno degli eroi della squadra All Black che ha vinto la prima Coppa del Mondo ma, all’apice della carriera, alla fine degli anni ‘80, questo atleta duro e senza compromessi era considerato tra i migliori piloni sinistri del mondo. Pur non essendo molto alto (182 centimetri) McDowall era un avanti estremamente potente, grazie ad un fisico affinato nell’altro sport da lui praticato, il judo, e dal costante allenamento con i pesi in palestra. Eccellente in mischia chiusa e superbo nelle maul, Steve era anche famoso per il suo break esplosivo, grazie al quale con la maglia nera della nazionale è andato in meta 3 volte, una delle quali contro l’Italia durante i mondiali del 1987.

Steve McDowell

Steve McDowell

Steven Clark McDowall è nato a Rotorua, il 27 agosto 1961.Da bambino Steve ha giocato a rugby per la squadra di Ngongotaha, la stessa in cui hanno iniziato Hika Reid, Buck Shelford e John Drake. Dopo la scuola, ha indossato la maglia di Western Heights e di un paio di altri club, finché Ivan Vodanovich, ex allenatore All Black, lo ha chiamato per dire che un suo amico aveva bisogno di un pilone da inserire per sei mesi nella seconda squadra di Tolosa. Lui, senza pensarci due volte, è partito per la Francia.

All’età di 21 anni McDowall è entrato nella rosa del Bay of Planty, club per il quale ha disputato 35 partite, suddivise in tre stagioni. Già nella seconda di queste, il pilone si è messo in evidenza durante una gara ad alto profilo, quando Bay of Plenty ha incontrato i British Lions di Jim Telfer al Rotorua International Stadium, il 21 maggio 1983. Per la cronaca, il club neozelandese ha perso 16 a 34.

Nel 1984, invece, McDowall è stato protagonista in una sconfitta di misura contro Canterbury in Ranfurly Shield, il trofeo che si contendono ogni anno le squadre provinciali della Nuova Zelanda.

In quel periodo Steve è stato un membro dei New Zealand Colts e anche dei New Zealand Juniores, rendendo così inevitabile, nel 1985, il suo trasferimento ad una delle Union più forti del Paese: Auckland.
Appena arrivato nella nuova squadra McDowall ha partecipato con successo alla sfida di Ranfurly Shield ancora contro Canterbury, segnando una meta decisiva. Il pilone è stato una colonna portante di Auckland nelle seguenti sette stagioni ed ha preso parte a tutti i trionfi della provincia negli anni ’80, sia in Ranfurly Shield, un filotto di 61 vittorie consecutive dal 1985 sino al 1993, sia in NPC, conquistato 6 volte. Quella squadra poi, ha costituito la spina dorsale della nazionale.

In seguito, dopo avere giocato nella selezione degli Emerging Players e partecipato ai trials con gli All Blacks, è stato scelto da questi per il tour in Sudafrica, anche se non è mai entrato in campo. Il debutto internazionale di Steve è avvenuto durante il tour in Argentina, il 26 ottobre del 1985, in una gara vinta dai neri capitanati da Jock Hobbs per 33 a 20. Per l’occasione la prima linea All Blacks, oltre al pilone di Rotorua, vedeva schierati il tallonatore Hika Reid e il pilone destro Brian McGrattan. In quella stessa partita ha esordito anche il cecchino Grant Fox.

Nel corso dei successivi sei anni McDowall è stato praticamente un punto inamovibile della squadra neozelandese. La sua carriera con la felce sul petto ha avuto solo una piccola battuta d’arresto, quando è stato sospeso per due turni a seguito della partecipazione al tour proibito in Sudafrica nel 1986 con i Cavaliers.

Durante la Coppa del Mondo del 1987 il pilone è sceso in campo in tutte le gare e, insieme ai compagni di Auckland Sean Fitzpatrick, Michael Jones e i fratelli Whetton, ha formato un pack granitico, che ha demolito tutti gli avversari che gli si sono presentati davanti. La prima linea, che oltre a Steve vedeva schierati Fitzpatrick e John Drake, era davvero imponente. Nell’arco del torneo McDowall è andato in meta una volta, contro l’Italia, nella partita d’apertura vinta dai Tuttineri 70 a 6.

Drake, Fitzpatrick e McDowall

Drake, Fitzpatrick e McDowall

Dopo il trionfo nel mondiale, gli All Blacks hanno partecipato ad alcuni tour di successo. In prima linea non c’era più Drake, ritiratosi prematuramente, e il suo posto è stato preso da un’altra leggenda quale Richard Loe. Il nuovo front row ha dominato in ogni occasione: in Australia nel 1988 (dove Steve ha marcato anche una meta), in Galles e Irlanda nel 1989, in Francia nel 1990 e in Argentina nel luglio del 1991. Purtroppo il dominio è finito proprio in occasione della Coppa del Mondo in Inghilterra.

A dire il vero il torneo era iniziato bene per i neri, i quali hanno sconfitto i padroni di casa 18 a 12 con la meta di Michael Jones e i calci di Grant Fox, e hanno passato agevolmente la prima fase. Quindi, hanno battuto un sorprendente Canada nei quarti per 29 a 13, ma sono impattati in semifinale contro l’Australia di David Campese e Michael Lynagh, perdendo 6 a16. Così, i neri sono tornati a casa con le pive nel sacco, dopo avere vinto la finale di consolazione con la Scozia a Cardiff per 13 a 6, grazie ad una meta di Walter Little e a tre piazzati di Jon Preston.

A seguito della fallimentare avventura in Coppa del Mondo, il nuovo allenatore Laurie Mains ha deciso che era tempo di ringiovanire la squadra. Steve è sceso ancora in campo nell’aprile del 1992 per giocare contro il World XV tre partite del centenario, una persa e due vinte. Quindi, ha disputato la vittoriosa serie casalinga contro l’Irlanda. Alla fine, però, anche lui è stato lasciato fuori rosa, soppiantato per il tour in Australia e Sudafrica dall’emergente Olo Brown, con Loe passato a sinistra.
Unica consolazione per Steve è stata la sua prima volta da capitano in una gara infrasettimanale degli All Blacks, contro Sydney al Penrith Stadium, anche se per l’occasione i neri hanno perso 17 a 40.

Il 10 agosto 1992 il pilone di Rotorua ha giocato la sua ultima partita con la maglia della nazionale, ancora in un test non ufficiale, contro i sudafricani del Central Union, e ancora con la fascia di skipper al braccio, ma questa volta vincendo 39 a 6.

Quello stesso anno McDowall è emigrato in Irlanda, dove si è accasato all’Old Belvedere Rugby Football Club di Dublino, che ha frequentato durante le pause del campionato neozelandese fino al 1995.

Tra il 1988 e il 1992 McDowall è stato un regolare giocatore anche dei New Zealand Maori, dei quali è stato capitano nel 1991 e nel 1992. Nel 1989, invece, Steve è stato l’unico neozelandese ad essere scelto per giocare nella squadra combinata, chiamata ANZAC XV, che ha sfidato i British Lions capitanati da Finlay Calder nella gara finale del loro tour in Australia. Del team dovevano fare parte i migliori giocatori di entrambi i Paesi oceanici, Australia e Nuova Zelanda, ma il mancato supporto fornito da quest’ultima per sostenere il progetto ha portato grande costernazione. Il match, per la cronaca, è stato vinto dai Lions 19 a 15.

Nel 1993 McDowall ha perso il posto da titolare anche a Auckland, dove Olo Brown e Craig Dowd erano ormai i piloni preferiti. Così, nel 1994 si è trasferito a Wellington, squadra con la quale ha giocato 10 partite. Steve ha poi avuto un lungo periodo in Irlanda, come allenatore dell’under 18 dell’Old Belvedere, per tornare a Auckland nuovamente nel 1998, all’età di 37 anni, dove ha guadagnato altre tre presenze, portando così il suo bottino per l’Union a 109 caps.

Dopo essere stato alenatore degli avanti di Auckland, nel 2007 Steve è diventato assistente allenatore della nazionale tongana, partecipando con tale incarico al mondiale francese.

Successivamente McDowall è stato secondo allenatore della Romania, diventando head coach della stessa nel 2010, durante le qualificazioni per il mondiale del 2011 nella sua Nuova Zelanda.

 

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