Steve Fenwick: centro magico

(di Roberto Vanazzi)

Il rugby è lo sport giocato in paradiso.” (Proverbio gallese)

Quando Steve Fenwick si è ritirato all’inizio degli anni ’80, con i suoi 30 caps aveva battuto il record di presenze per un trequarti centro gallese in nazionale. Tale record era vecchio di 83 anni e apparteneva al leggendario Arthur “Monkey” Gould sin dal lontano 1897. Tutto ciò la dice lunga sulla costanza e l’impegno di questo atleta del Bridgend RFC.

Probabilmente Fenwick non aveva nelle gambe un grande ritmo o devastanti cambi di traiettoria, ma la sua visione di gioco e la capacità di distribuzione dell’ovale hanno più che compensato le carenze in fase di corsa. Il modo in cui calciava, poi, non avrebbe mai vinto il premio per lo stile, ma è stato senza dubbio molto efficace e determinante.

Steve Fenwick

Steve Fenwick

Steven Paul Fenwick è nato il 23 luglio 1951 a Caerphilly, piccola cittadina nel sud del Galles. Da adolescente Steve ha iniziato a giocare a rugby con la squadra della Caerphilly Grammar Technical School. Più tardi si è unito alla squadra di Taffs Well RFC.  Nel 1971 è passato al Beddau, dove ha giocato 51 partite, e due anni più tardi si è definitivamente accasato al Bridgend RFC.

Giocatore di talento, Steve ha esordito in nazionale contro la Francia a Parigi, il 18 gennaio 1975. Il ragazzo si è messo subito in mostra marcando una meta dopo soli cinque minuti. La segnatura è arrivata dopo che un drop di Gareth Edwards era passato tra le gambe dell’estremo avversario. Steve si è tuffato sulla palla diretta all’angolo, nei pressi della bandierina, schiacciandola sul terreno. La partita è terminata 25 a 10 per i Dragoni i e l’esordiente trequarti centro ha terminato la gara con 9 punti sul proprio tabellino, grazie anche ad un penalty e ad una trasformazione.

Steve ha continuato ad indossare la maglia rossa con regolarità, diventando un titolare inamovibile della squadra che quell’anno ha vinto il Cinque Nazioni, mancando lo Slam solo a causa della sconfitta di Murrayfield.

L’obiettivo delle quattro vittorie su quattro è stato centrato la stagione successiva.
Il Galles quel torneo lo ha vinto a mani basse. Cavalcata trionfale a Twickenham alla prima giornata (21 a 9). Quindi una bella asfaltata alla Scozia al National Stadium di Cardiff (28 a 6) e una all’Irlanda sull’Isola di Smeraldo (34 a 9), dove è stata conquistata la Triple Crown. La Francia era l’unica compagine che, fino a quel momento, aveva tenuto il passo dei Dragoni, ma in casa loro gli uomini allenati da John Dawes non potevano perdere e, dopo una sfida tirata, hanno conquistato il Grande Slam vincendo per 19 a 13. Il trequarti centro di Caerphilly è andato a punti in tre di queste partite. A Londra ha trasformato la meta di Gareth Edwards e le due di J.P.R. Williams. Contro la Scozia ha realizzato un drop. Ai francesi, invece, ha infilato due piazzati tra i pali.

La capacità di Steve di marcare mete e la sua abilità nei calci gli sono valsi un posto nel tour del 1977 dei British & Irish Lions in Nuova Zelanda. Il biondo di Caerphilly ha giocato tutti e quattro i test match. Purtroppo, si è trattato di una tournée deludente, soprattutto per quanto riguarda i trequarti, che non sono mai stati in grado di tramutare in punti il grosso lavoro svolto dagli avanti. Fenwick è stato ottimo per quanto riguarda la difesa, ma non nel gioco d’attacco, e la diga degli All Blacks ha retto alla perfezione. A dire il vero i Lions quella serie sono stati vicini a pareggiarla quando, con una vittoria e due sconfitte alle spalle, hanno perso il quarto test match di un solo punto (9 a 10). Avanti per 9 a 6, i britannici si sono fatti superare nel finale da una meta del numero 8 neozelandese Lawrie Knight.
Al di fuori della serie, i Lions hanno vinto tutte le loro partite con le squadre provinciali. Solo i New Zealand Universities sono riusciti a batterli: è stata questa la prima sconfitta dei Leoni dopo 39 gare, ovvero dal tour del 1971, quando avevano perso il secondo test match contro gli All Blacks.

Tornato in patria, Steve ha formato una formidabile coppia con Ray Gravell che, nel 1978, ha condotto i Dragoni alla conquista di un altro Grande Slam.
Per la prima volta nella storia del torneo due squadre sono arrivate a disputare l’ultima partita a punteggio pieno. Galles e Francia, con tre vittorie a testa, si sono incontrate al National Stadium di Cardiff in una sorta di finale. Alla fine hanno vinto gli uomini di Phil Bennett per 16 a 7, conquistando in quel modo il loro ottavo Grande Slam e superando il record di sette che apparteneva all’Inghilterra. I gallesi hanno anche conquistato la Triple Crown per la terza volta consecutiva, un altro record, dato che nessuno l’aveva mai vinta più di due volte consecutive.
Steve, nell’arco del torneo, ha segnato due mete, una alla Scozia e una all’Irlanda, e centrato i pali con quattro piazzati e un drop, quest’ultimo proprio nella gara decisiva con i Blues.

Nel 1979 i rossi hanno vinto ancora il torneo, mancando di un soffio un altro Slam per avere perso di un solo punto la gara di Parigi (13 a 14), ma conquistando la loro quarta Triple Crown consecutiva. Nell’arco della stagione Steve ha ottenuto un totale di 38 punti.

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Un anno Steve dopo è stato eletto capitano del Galles nella partita del centenario contro gli All Blackdi Graham Mourie, gara persa 3 a 23. I 3 punti dei Dragoni, inutile dirlo, sono frutto di un penalty di Fenwick.

Sempre nel ’79, il Bridgent ha vinto per la prima volta il campionato, sconfiggendo in finale il Pontypridd 18 a 12. Il club si è ripetuto anche l’anno successivo, questa volta battendo in finale 15 a 9 lo Swansea.

Il 15 marzo 1980, a Lansdowne Road, Steve ha battuto il record di presenze in nazionale di Gould per quanto riguarda un centro.

Il 29 novembre, invece, Fenwick è stato il capitano della super squadra di Galles-Inghilterra, che ha affrontato l’altro squadrone formato da scozzesi e irlandesi per il centenario della Welsh Rugby Union. Gli uomini di Steve indossavano la divisa a scacchi bianchi e rossi, mentre gli avversari, capitanati da Andy Irvine, erano in maglia a scacchi verdi e blu. Per la cronaca, hanno vinto questi ultimi, grazie alle mete del nord irlandese David Irwin e degli scozzesi Andy Irvine e John Beattie. Per gli anglo-gallesi, invece, hanno marcato Bill Beaumont e Gareth Davies.

A quel punto, però, la squadra Gallese ha cominciato a sfaldarsi e a perdere colpi. Steve Fenwick ha giocato per l’ultima voltta in maglia rossa il 7 febbraio del 1982, perdendo con la Scozia 6 a 15. Quindi, ha deciso di passare al rugby a 13. In quella disciplina il centro ha giocato per i Blue Dragons di Cardiff,  conseguendo numerosi record di punti e guadagnando due caps anche con la nazionale di codice. Nella sua partita d’esordio, contro il Salford, Fenwick ha marcato quatro mete.

Conclusa l’avventura con il rugby, Steve si è messo in affari con un altro ex giocatore del Galles e dei Lions, Tom David, il quale, come lui, aveva cambiato per il campionato a 13.

Oggi Fenwick lavora come rappresentante di una società di materiale elettrico.

 

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