Shane Williams: lo chiamavano Bip Bip

(di Roberto Vanazzi)

Indossare la maglia del Galles è stata la migliore sensazione che ho provato.” (Shane Williams)

Quando Shane Williams prendeva la palla e iniziava a correre era un po’ come guardare il cartone animato dello struzzo Bip Bip, con le gambe che roteavano nell’aria quasi senza toccare terra e gli avversari a mangiare la polvere come il malcapitato Willy il coyote. Il fisico da “Pollicino” di Shane, 170 centimetri per 77 chili, può aver causato qualche dubbio all’inizio della sua carriera, ma lui ha messo a tacere tutti con le sue performance, diventando in breve tempo una delle stelle più fulgide nel firmamento della palla ovale. Shane Williams è stato il più veloce, il più elettrico e il più fenomenale fra i trequarti ala del rugby moderno. Il piccolo grande uomo che, benedetto da una miscela fatta di istinto e agilità fuori dal comune, ha messo in croce le difese di ogni squadra che ha incontrato, inventando in qualsiasi momento soluzioni spettacolari e trovando anfratti imprevedibili tra le maglie degli avversari.

Shane ha ottenuto 87 caps con la nazionale gallese, cui vanno aggiunte altre quattro presenze per i British & Irish Lions. Ad oggi, Williams è il metaman più prolifico del Galles e il terzo nella lista internazionale di marcatori, dietro il giapponese Daisuke Ohata e a David Campese. Egli, poi, è anche l’ala gallese con più presenze ed è il numero uno dei Dragoni in fatto di marcature per quanto riguarda il Sei Nazioni, con il 22, e la Coppa del Mondo, con 10. Inoltre, Shane ha segnato sei mete per i Lions, delle quali, cinque in una sola partita.

Shane Williams

Shane Williams

Shane Mark Williams è nato il 26 febbraio 1977 a Morriston, nella contea di Swansea, ma è cresciuto a Glanaman, nella valle di Amman. Shane ha iniziato a praticare il rugby mentre frequentava ancora la scuola primaria, ma, dato che tutti dicevano che era troppo piccolo per questo sport, ha deciso di dirottare il suo interesse verso il calcio. Così, il ragazzo è diventato un giocatore del Cwmamman United AFC, il club di Gianaman. Nella sua prima apparizione per la squadra junior del club, Shane ha dovuto giocare in porta, in quanto non c’era nessun altro volontario per quel ruolo. L’allora allenatore di calcio giovanile, Alun Rees, lo ricorda come un “portiere superbo“. Williams ha giocato per il Cwmamman United fino alle categorie seniores e ha ammesso che, in quel momento, era il calcio il suo sport principale. Un giorno, però, è stato invitato a giocare a rugby con i suoi amici nell’Amman United RFC. L’Amman ha vinto la partita con 82 punti e Shane ha segnato cinque mete.

A quel punto Williams ha iniziato la sua carriera in Ovalia, come mediano di mischia dell’Amman United. Nel 1998 si è accasato al Neath RFC, firmando un ingaggio per un valore di circa 7500 Sterline l’anno, equivalente al suo stipendio presso il locale Centro di Lavoro nel quale stava lavorando part-time. Shane doveva essere il numero 9 di riserva ma Lyn Jones, all’epoca coach dei Welsh All Blacks, ha capito che quel “piccoletto” non poteva essere lasciato fuori squadra e lo ha messo a correre sulla fascia destra, con Delme Williams a sinistra. Tuttavia, Delme aveva mostrato una scarsa propensione a calciare l’ovale in avanti per poi rincorrerlo, causando in quel modo un inversione di fascia tra lui e Shane.

Sono bastati due anni a Shane Williams per attirare l’attenzione del CT della nazionale Graham Henry, il quale lo ha fatto entrare in campo come sostituto nella partita casalinga contro la Francia, durante la prima edizione del Sei Nazioni. È successo il 5 febbraio del 2000, tre settimane prima del suo ventitreesimo compleanno. Quindici giorni più tardi Shane è partito nel XV titolare contro l’Italia e lui ha ringraziato marcando la sua prima meta internazionale. In quel torneo, il trequarti di Morriston ha segnato un totale di tre mete: oltre a quella rifilata agli azzurri, ha piazzato una doppietta alla Scozia al Millenium Stadium.

Un’altra doppietta Williams l’ha realizzata contro Samoa a novembre, mentre l’anno successivo, a Osaka, durante il tour estivo del Galles in Giappone, ha varcato la linea dei nipponici quattro volte.

Nel 2002 Shane ha subito una serie di infortuni al ginocchio e ha dovuto saltare buona parte della stagione. In quel periodo il ragazzo ha ammesso che stava considerando l’idea di smettere con il rugby.

Comunque sia, nel 2003 Williams è stato convocato per far parte della squadra che avrebbe disputato la Rugby World Cup in Australia, non trequarti ala, ma come terza scelta nel ruolo di mediano di mischia. Le uniche due partite in cui è sceso in campo, però, le ha giocate con la maglia numero 11: la gara finale del girone contro la Nuova Zelanda, dove ha marcato una meta, e nei quarti di finale con i futuri campioni del mondo dell’Inghilterra. Si può tranquillamente affermare che è stato in queste due sfide che il ragazzo ha mostrato il suo potenziale e ha assicurato che da quel punto in poi sarebbe stato lui la prima scelta come trequarti ala del Galles.

Lo stesso anno, dopo cinque stagioni, 81 partite e 223 punti per il Neath, Shane Williams è diventato l’ala titolare della franchigia degli Ospreys.

Shane ha continuato a marcare mete anche nel 2004: una doppietta all’Italia durante il Sei Nazioni, un hat trick a Buenos Aires con i Pumas in estate e un’altra doppietta a novembre contro il Giappone, a Cardiff.

Shane Williams

Nel 2005 Shane ha fatto parte della squadra che ha conquistato il Grande Slam, prima nazionale nella storia del torneo a vincere tutte le gare giocando più partite in trasferta che in casa.
Dopo l’11 a 9 con cui hanno piegato a Cardiff l’Inghilterra, con l’unica meta dell’incontro marcata da Shane Williams e il penalty del sorpasso calciato da Gavin Henson a quattro minuti dalla fine, i gallesi sono scesi in Italia come un orda di barbari e hanno devastato gli azzurri con un perentorio 38 a 8. Due settimane più tardi il Galles era di scena a Parigi, dove due mete nella ripresa di un altro Williams, Martyn, di professione flanker, hanno portato alla vittoria per 24 a 18. Gli uomini di Mike Ruddock, da poco diventato allenatore al posto di Steve Hansen, hanno giocato la terza gara in trasferta, a Murrayfield. La partita è finita 46 a 22, con il Galles che ha varcato la linea di meta avversaria quattro volte, di cui una con Shane. L’ultima giornata i gallesi sono finalmente tornati al Millenium Stadium, dove hanno ospitato l’Irlanda. In palio, oltre allo Slam, c’era anche la Triple Crown. La gara è terminata con la festa dei tifosi in maglia rossa, mentre sul tabellone campeggiava Galles 32 – Irlanda 20. Era dal lontano 1978 che il Galles non raggiungeva il traguardo del Grande Slam. Con le sue tre realizzazioni, Shane Williams si è posizionato al secondo posto nella classifica dei metamen del torneo, alle spalle di Mark Cueto.

A quel punto Shane è stato selezionato da Clive Woodward per giocare con i British & Irish Lions per il loro tour del 2005 in Nuova Zelanda, dove ha disputato il secondo test match, al Westpac Stadium di Wellington. Pochi giorni prima di questo match, Williams aveva eguagliato il record di mete segnate in un singolo incontro, marcandone cinque contro Manawatu, una sfida terminata con l’eclatante risultato di 109 a 6. I britannici sono tornati a casa con tre sconfitte in altrettanti test contro gli All Blacks e Woodward è stato coperto di critiche a causa di una lunga serie di errori nella gestione della squadra.

Dopo i deludenti  Sei Nazioni del 2006 e del 2007, Shane è stato convocato per disputare la Coppa del Mondo del 2007, dove ha segnato sei mete: una all’Australia, due doppiette contro Canada e Giappone, e una stupenda con Fiji. Purtroppo, il Galles non è riuscito ad approdare ai quarti di finale, proprio a discapito di questi ultimi. La gara decisiva, un vero e proprio spareggio con gli isolani, è stata disputata a Nantes. Una partita splendida, ricca di colpi di scena, con le due squadre che si sono date battaglia per tutti gli 80 minuti alternandosi nel condurre il gioco. Fiji ha iniziato bene e si è spinta sino al 25 a 3. Proprio allora è arrivata la meta di Shane Williams che ha riaperto la gara, una corsa sulla fascia, con lo start nei propri 22 e l’arrivo alla linea bianca avversaria, veloce come un dardo scoccato dall’arco. Quindi il sorpasso celtico, il contro sorpasso degli oceanici e di nuovo il Galles avanti 36 a 31, quando mancavano solo otto minuti alla fine. Al 76°, però, ecco la marcatura di Akapusi Qera, con tanto di TMO, che trasformata da Nicki Little ha bloccato il tabellone sul 38 a 34. Così è finita: con gli uomini di Gareth Thomas a disperarsi e quelli di Moses Rauluni a fare festa per un risultato insperato.

La carriera di Shane Williams ha toccato l’apice nel 2008, l’anno in cui è stato nominato IRB Player of the Year. Con sei mete segnate, Shane è stato il miglior marcatore del Sei Nazioni e ha dato un grosso contributo alla  squadra di Warren Gatland nell’aggiudicarsi il secondo Grande Slam in quattro anni. Il cammino verso il trionfo è iniziato con lo storico 26 a 19 con cui i Dragoni hanno espugnato il tempio di Twickenham dopo vent’anni. Una settimana più tardi, a Cardiff, due mete di Williams, più una di James Hook, hanno piegato la scarsa resistenza della Scozia, che è tornata oltre il Vallo di Adriano con un triste 30 a 15. Per la terza giornata i gallesi sono rimasti in patria, dove hanno asfaltato una povera Italia. Nel 47 a 8 finale ci sono in conto altre due mete di Shane. Il Bip Bip di Morriston è andato oltre la linea bianca anche la giornata seguente, a Dublino, eguagliando così il record gallese di 40 mete, che apparteneva a Gareth Thomas. Nel giorno della festa della donna, il Galles ha conquistato la Triple Crown vincendo con l’Irlanda 16 a 12. Rimaneva solo l’incontro con la Francia per realizzare il sogno di un altro Slam. I Blues sono arrivati a Cardiff con un bottino di tre vittorie e una sconfitta, quella subita a Parigi per mano dell’Inghilterra, ma il Galles è stato superiore in ogni fase di gioco e si è aggiudicato la sfida 29 a 12. Shane Williams ha schiacciato l’ovale in meta ancora una volta ed è stato eletto Giocatore del Torneo con il 55 per cento dei voti.

Durante il tour estivo del Galles in Sudafrica, sempre nel 2008, Williams ha segnato in entrambe le prove. I Dragoni hanno perso questi due incontri, a Bloemfontein e a Pretoria, e si sono fatti umiliare anche a Cardiff a novembre, quando gli Springboks hanno ricambiato la visita. Il Galles, quell’autunno, ha perso anche con gli All Blacks. Una settimana più tardi, però, ha salvato l’onore, non solo il suo ma di tutto il  vecchio Continente, sconfiggendo 21 a 18 un’Australia che, come i cugini neozelandesi, si stava avviando al Grande Slam. Fondamentali per il successo le due mete di Shane Williams, cui va aggiunta quella di Lee Byrne.

L’anno successivo il ragazzo è stato chiamato da Ian McGeechan a far parte ancora dei British & Irish Lions, che si sono recati nel Paese Arcobaleno. Nonostante abbia faticato a trovare la forma, Shane ha giocato il primo test match a Pretoria, entrando dalla panchina nel ruolo di trequarti centro, per poi essereo inserito nel XV di partenza nel terzo test, a Joannesburgh, dove ha segnato due mete che hanno aiutato i Lions ad agguantare la vittoria di consolazione.

Il 24 novembre 2009 il Galles ha sconfitto l’Argentina a Cardiff 33 a 16. Quel giorno Shane ha contribuito al successo con un’altra doppietta.

Il 13 febbraio del 2010, Williams ha segnato la meta vincente contro la Scozia a Cardiff, completando una straordinaria rimonta gallese. Il Galles, infatti perdeva 14 a 24 con quattro minuti ancora da giocare. La meta di Shane a tempo scaduto è stata quella del definitivo 31 a 24 finale per la squadra di casa. Quindici giorni più tardi, il trequarti ala ha nuovamente segnato nel minuto finale la meta con cui i Dragoni hanno sconfitto la Francia 26 a 20. Il ragazzo di Morriston ha lasciato sul terreno Sébastien Chabal e Morgan Parra e si è involato a segnare la sua meta numero 50 per la nazionale gallese, la diciannovesima del Sei Nazioni. Era il giorno del suo trentaseiesimo compleanno e con questa segnatura ha superato il record di mete nel torneo, per il Galles, che apparteneva al mitico Gareth Edwards. Più avanti, ha aumentato il suo bottino sino a 22.

Nel marzo del 2011, Williams ha subito un grave infortunio al bicipite femorale, ma si è ripreso in tempo per disputare la Coppa del Mondo in Nuova Zelanda, dove sarebbe andato in scena il suo atto finale. Shane ha giocato nella partita d’esordio contro i campioni in carica del Sudafrica, dove il Galles ha perso 17 a 16. Quindi, ha realizzato una meta nella sfida vinta 17 a 10 contro Samoa. Dopo avere saltato le partite con la Namibia e le Fiji, Shane è entrato di nuovo nel XV contro l’Irlanda, nei quarti di finale, e dopo tre minuti ha segnato la sua meta numero 56. Il lanciatissimo Galles di Warren Gatland è approdato in semifinale, dove ha perso la sfida con la Francia. Ormai demoralizzati, i Dragoni sono usciti sconfitti anche dalla finale di consolazione con l’Australia, all’Eden Park di Auckland, tornando comunque in patria con un onorevole quarto posto.

Shane Williams ha fatto la sua ultima apparizione ancora contro l’Australia, nel dicembre 2011, in un Millenium Stadium completamente esaurito. La partita è stata vinta dai Wallabies, ma Shane ha chiuso in bellezza, marcando la sua meta numero 56 a tempo scaduto. Il Bip Bip gallese ha eluso un paio di avversari con la sua corsa elettrica e ha schiacciato l’ovale compiendo una capriola diventata famosa.

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Shane ha concluso la carriera anche a livello di club così come aveva fatto per il Galles. Nella sua ultima apparizione  al Liberty Stadium, ha segnato una meta a tempo scaduto, che ha convertito lui stesso. Pochi giorni dopo, nella sua ultima partita di club nel rugby professionistico, Williams ha marcato due mete nella finale di Rabo Direct Pro12 contro il Leinster. Quando il risultato era fermo sul 30 a 24 a favore della franchigia irlandese, a due minuti dal termine, Williams ha nuovamente estratto dal cilindro una magia e ha schiacciato l’ovale all’angolo di destra, portando gli Ospreys ad un solo punto. Il silenzio è sceso sullo stadio nel momento in cui Dan Biggar ha sistemato l’ovale per la trasformazione. Il calcio più difficile del pomeriggio è entrato fra i pali e i gallesi hanno conquistato il titolo per un solo punto.

Nel 2012 Williams ha ipotizzato di ritirarsi dal rugby per unirsi allo staff tecnico degli Ospreys. Alla fine, però, ha ricevuto una sostanziosa offerta per giocare una stagione in Giappone e si accasato presso i Mitsubishi Dynaboars, squadra con sede a Sagamihara, che milita in seconda divisione del campionato giapponese.

Nel 2013, un po’ a sorpresa, Warren Gatland ha convocato Shane Williams per il tour dei British Lions in Australia e lo ha fatto giocare nella gara infrasettimanale contro i Brumbies ACT. Williams era in Australia per lavorare come commentatore per la BBC, ma, tale era l’entità degli infortuni tra le retrovie, e la necessità di riposare per altri giocatori, che si è unito alla squadra per 48 ore. È arrivato il lunedì, ha giocato il martedì e se n’è andato il mercoledì.

Finito il tour, l’ex ala degli Ospreys ha rifiutato un offerta da parte del Tolone e ha deciso di restare in Giappone un’altra stagione, rivestendo contemporaneamente anche il ruolo di allenatore. Williams ha ammesso che il suo stipendio nel Paese del Sol levante è “incredibile“.

 

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