Sébastien Chabal: l’orco di Francia

(di Roberto Vanazzi)

Io non sono un rugbysta. Il rugby è il mio mestiere, certo, ma non per questo mi ritengo un vero rugbysta. Mi vedo piuttosto come un tizio perso nel paese di Ovalia.”. (Sébastien Chabal)

Tutti conoscono Cenerentola. Provate adesso ad immaginarla alta quasi 2 metri, con muscoli ovunque, uno sguardo truce, barba e capelli lunghi. Impossibile vero? Eppure la storia di Sèbastien Chabal ricorda molto quella della protagonista della fiaba resa famosa dai fratelli Grimm. Anche lui, infatti, ha origini umili. Non c’erano sorellastre o fratellastri che lo chiudevano in cucina, ma la sua famiglia era povera e lui lavorava in fabbrica. Un giorno però, grazie al duro lavoro svolto nel corso degli anni e alla notevole forza fisica, uniti all’accattivante aspetto da cavernicolo, o da orco se si preferisce, Chabal è riuscito a diventare il rugbista francese più amato di sempre, nonché un fenomeno mediatico quasi senza precedenti nella terra della palla ovale.

chabal

Sébastien Chabal

Sébastien Chabal è nato l’8 dicembre 1977 a Valence, ed è cresciuto a Beaumont-lès-Valence, dipartimento della Drome, regione Rodano-Alpi. Figlio di un operaio e di una commessa, il ragazzo si è guadagnato il diploma professionale in meccanica, grazie al quale ha trovato lavoro come tornitore e fresatore presso la Société des Moteurs Salmson, o più semplicemente Salmson.

Il rugby è entrato tardi nella vita di Chabal. Ci aveva tentato a 9 anni senza successo, per poi riprovarci a 16. Con il pretesto di stare con gli amici, si è aggregato alla squadra amatoriale del Beauvallon. Il ragazzo le regole le ha imparate lì, sul campo, ma la sua forza non è passata inosservata e a 21 anni ha trovato il primo ingaggio da professionista, con il Valence Sportif. Da quel momento Sébastien non è più stato un operaio, ma un uomo di rugby.

Nel 1998 Chabal è passato al Bourgoin-Jallieu, fortemente voluto da Michel Couturas, CT della squadra, che era rimasto impressionato dalla potenza dei suoi placcaggi. Con il Bourgoin, Chabal è arrivato alla finale di Challenge Cup del 1999, persa contro i conterranei del Montferrand per 16 a 35.

Il 4 marzo 2000 c’è stato l’esordio in nazionale, un ambiente che l’uomo delle caverne ha frequentato a fasi alterne, a causa dei rapporti poco amichevoli con i vari allenatori che si sono succeduti. A chiedere per primo i suoi servigi è stato Bernard Laporte, che lo ha inserito come flanker nella mischia della squadra che ha battuto 28 a 16 la Scozia a Murrayfield.

La successiva convocazione in maglia blu è arrivata nel giugno del 2001, per giocare tre test match contro Sudafrica e Nuova Zelanda durante il tour estivo del XV di Francia. Egli ha anche disputato una parte del tour autunnale, nel novembre dello stesso anno, entrando in campo contro Fiji.

Bernard Laporte non lo ha voluto per il Sei Nazioni nel 2002, così Chabal ha dovuto aspettare il tour estivo dello stesso anno per fare il suo ritorno in nazionale, dove ha giocato contro l’Argentina e l’Australia.

L’11 ottobre 2002 il Bourgoin ha incontrato il Sale Sharks in Heineken Cup. Gli inglesi sono stati sconfitti in casa 18 a 24 e la loro stella, Jason Robinson, ha ricevuto un cartellino giallo per la prima volta nella sua carriera a seguito di un placcaggio di Sébastian Chabal. Non so se è stato quello il motivo, ma da lì a poco Chabal sarebbe stato acquistato proprio dagli Sharks.

Nel 2003 il ragazzo è riuscito a strappare un posto per disputare la Coppa del Mondo in Australia. Nel torneo il flanker ha giocato contro Giappone, Stati Uniti e nella finale di consolazione con gli All Blacks, persa 40 a 14. In questa gara, nonostante il pesante  passivo, la Francia è riuscita a giocare alla pari con i neozelandesi per almeno 50 minuti, mettendo in campo una difesa arcigna nella quale Sébastien ha svolto un ruolo di primo piano.

Durante la competizione, però, Chabal ha criticato fortemente Laporte per il suo modo di gestire la squadra e questo gli è costato un periodo di due anni lontano dalla nazionale.

Nel 2004, quando Philippe Saint-Andrè, CT del Bourgoin, ha lasciato la squadra, anche Sébastien ha deciso di cambiare aria e tentare fortuna altrove. L’idea era quella di accasarsi allo Stade Toulossaine, ma il club occitano non gli ha fatto alcuna offerta. Allora, ha oltrepassato la manica e si è unito agli Squali di Sale, sulla panchina dei quali era seduto proprio Saint-André.
A guardare le foto di quando è arrivato sul suolo britannico il ragazzo è quasi irriconoscibile, con quel taglio di capelli stile militare e senza barba. È stato allora che ha iniziato a farsi crescere i capelli e a non radersi più, trasformandosi così nell’uomo delle caverne. A suo dire, non è stata una scelta mirata. Semplicemente non conosceva bene l’inglese e non era in grado di andare dal barbiere. Oltre al look, Chabal ha cambiato anche posizione in campo. Saint-André, infatti, lo ha sistemato al centro della terza linea con il numero 8.

Con gli Sharks è arrivata la conquista della Challenge Cup, quella del 2005: vittoria in finale con la Section Paloise di Pau. L’anno seguente, invece, ecco il titolo inglese, quando la squadra della provincia di Manchester ha sconfitto in finale il Leicester per 45 a 20.

Chabal con la maglia degli Sharks

Chabal con la maglia degli Sharks

Dopo 5 anni con gli Squali, Chabal era ormai diventato uno dei giocatori più rispettati d’Inghilterra. Si può affermare che sia esplosa proprio allora la “Chabalmania”. I placcaggi degni di un wrestler, le invasioni barbariche nelle difese avversarie e il carattere burbero, soprattutto con i giornalisti, hanno trasformato l’ex tornitore in un divo di prima grandezza. I tifosi inglesi lo amavano da impazzire e le magliette col suo volto e la scritta Sea Bass (Lupo di Mare, nomignolo che riprende il diminutivo Sebas) erano le più vendute.
Nonostante questo, però, Chabal è tornato a vestire la maglia blu solo per due partite del Sei Nazioni 2005 e altre due durante il tour autunnale, ma non è mai riuscito a diventare il titolare indiscusso della squadra. Nel 2006, infatti, è scomparso di nuovo e non ha ottenuto alcuna selezione.

Sébastien è rientrato nel XV dei galletti nel 2007, giusto in tempo per conquistare il suo primo titolo del Sei Nazioni, quello che la Francia ha vinto grazie ad una migliore differenza punti con l’Irlanda. All’ultima giornata le due squadre erano appaiate in cima alla classifica. A decidere il torneo sono stati la vittoria dei Blues contro la Scozia a Parigi (46 a 19) e l’errore clamoroso del XV del trifoglio a Roma. A partita ormai finita gli irlandesi, che pur vincevano per 51 a 17, hanno deciso di non buttare fuori l’ovale per tentare di incrementare il loro vantaggio. Proprio allora, però, hanno subito la meta italiana di Roland De Marigny a tempo ampiamente scaduto. La gara si è chiusa sul 51 a 24 e la Francia ha vinto il torneo grazie ad una differenza di soli quattro punti.
Roma, quindi, ha portato bene alla Francia e soprattutto a Chabal. Contro l’Italia, nella prima giornata di quel torneo, l’orco, che rientrava in campo con la nazionale dopo due anni di assenza, ha vinto praticamente la partita da solo. Due mete segnate, altre due propiziate e ha costantemente messo in croce la difesa degli azzurri, rifilando loro una lezione memorabile con un secco 39 a 3.

Il 2007 è stato l’anno anche della Coppa del Mondo proprio nella patria di Chabal. Laporte si era finalmente deciso a lanciarlo come titolare, ma in seconda linea, mentre il suo ruolo naturale era quello di flanker e, in quel periodo, di terza centro. L’allenatore ha giustificato la scelta durante la conferenza stampa, dicendo: “In terza linea Chabal manca un po’ di rugby, rispetto a Harinordoquy. In seconda, invece, potrà concentrarsi su ciò che gli piace di più, combattimento e ruck.“.
Chabal ha confermato le aspettative di Bernard Laporte già nella partita di preparazione ai mondiali, contro l’Inghilterra a Twickenham, l’11 agosto. In particolare, ha segnato una grande meta dopo aver evitato due giocatori inglesi e resistito al placcaggio di un terzo, prima di gettarsi oltre la linea bianca. Per la cronaca, la Francia ha vinto 21 a 15.

Nella gara di apertura della Coppa del Mondo, persa contro la sorprendente Argentina, Sébastien è entrato in campo in sostituzione di Pelous a metà del secondo tempo. Quindi, ha guadagnato un altro cap nella seconda sfida, con la Namibia, dove ha segnato due mete, di cui una al termine di una drammatica caduta di tutta la difesa avversaria. Chabal ha quindi partecipato all’importante vittoria contro l’Irlanda, che ha garantito ai francesi la qualificazione per i quarti di finale.
Nei successivi due incontri l’orco di Valence è diventato il sostituto di Pelous, svolgendo il ruolo di giocatore d’impatto, che ben si adattava per prendere il potere nel secondo tempo.
Dopo l’euforia della vittoria contro gli All Blacks a Cardiff, dove il mondiale era momentaneamente emigrato, è arrivata purtroppo l’eliminazione in semifinale contro il XV della Rosa, grazie alla precisione al piede di Jonny Wilkinson. Chabal è uscito dal campo in lacrime e la sua foto è finita sui giornali di tutta la Francia. Al termine dell’incontro, è stato anche convocato dalla Commissione Disciplinare a causa di un placcaggio pericoloso su Simon Shaw, ma non è stata intrapresa alcuna azione e ha quindi potuto partecipare alla finale per il terzo posto contro l’Argentina. Anche allora, la squadra sudamericana ha battuto i padroni di casa con un netto 34 a 10, diventando così la loro bestia nera.

Se la Francia ha deluso le aspettative, per Sébastien il successo mediatico è stato senz’altro più che positivo. Di contorno al mondiale, infatti, la Chabalmania spopolava più che mai. Sugli spalti i tifosi indossavano parrucche e barbe finte, a imitazione del loro eroe. Durante la gara tra Australia e Fiji un paio di questi cloni hanno anche invaso il campo.
A quel punto i contratti pubblicitari sono piovuti su Chabal come in un diluvio. Il suo viso acqua e sapone era ovunque: ogni articolo in vendita, dai profumi alle auto, era praticamente consigliato da Sébastien. E per non farsi mancare nulla, il ragazzo ha creato anche una sua linea di abbigliamento, la Ruckfield, parola che trova origina dal raggruppamento a terra tipico del rugby, ruck per l’appunto.

Dopo l’avventura del Mondiale, però, è arrivata una nuova pausa forzata con la nazionale. Il nuovo allenatore Marc Lievremont ha deciso di non convocarlo per il Sei Nazioni nel 2008.

L’orco è rientrato nel XV per il tour nel sud del mondo, a giugno dello stesso anno, e poi a novembre, dove ha giocato le due partite contro i Wallabies in Australia (entrambe perse) e una con l’Argentina e la selezione delle Isole del Pacifico in Francia (entrambe vinte). Lievremont è rimasto piacevolmente sorpreso dallo stato d’animo di Chabal e dalle sue performance, e ne ha tenuto contro per il Sei Nazioni del 2009.

Nella prima partita, contro l’Irlanda, Chabal è stato criticato per essere troppo spento nel corpo a corpo. Altre critiche sono piovute su di lui anche dopo la pesante sconfitta contro l’Inghilterra a Twickenham (10 a 34), gara in cui è tornato a vestire i panni del flanker. Tuttavia, Lievremont lo ha sempre difeso e gli ha dato ancora fiducia. Lui, sistematosi ancora in seconda linea per l’ultima partita del torneo, si è vendicato dei suoi detrattori portando la Francia a vincere ampiamente per 50 a 8 contro gli italiani a Roma, dove ha marcato ancora una meta, la prima di quella gara.

Nel 2009 è arrivata un’altra maglia per Chabal. Questa volta è quella bianca e azzurra del Racing Mètro, club di Parigi allora allenata da Pierre Berbizier, dove è diventato amico del compagno di squadra Andrea Lo Cicero.

Chabal al Racing

Chabal al Racing

In estate, Chabal ha fatto parte del team francese che ha eseguito il tour in Nuova Zelanda e Australia. I Blues hanno vinto la prima sfida a Dunedin con gli All Blacks per 27 a 22. Quindi, sono stati sconfitti nella seconda per 10 a 14 ma, nonostante questo, la Francia ha vinto per la prima volta nella sua storia il Dave Gallaher Trophy, grazie ad una migliore differenza punti nei due incontri.
Affetto da uno stiramento al polpaccio sinistro, Sébastien è stato costretto a rinunciare al terzo test match contro i Wallabies. Il suo ritorno in campo è coinciso con la vittoria per 20 a 13 sugli Springboks a Tolosa, il 13 novembre.

All’inizio di gennaio del 2010, in un sondaggio pubblicato da L’Equipe, Chabal è stato insignito per la prima volta del titolo di “sportivo francese” per l’anno 2009.

Il 2010 ha visto anche il Grande Slam della Francia al Sei Nazioni dopo sei anni dal precedente. Cinque vittorie su cinque incontri: tre in casa (con Irlanda, Italia e Inghilterra) e due in trasferta (Scozia e Galles). Di queste Chabal è sceso in campo in tre occasioni, contro Galles, Italia e all’ultima giornata con l’Inghilterra, giocando sempre in seconda linea.

Nell’agosto ancora del 2010, prima del ritorno di Lionel Nallet, Chabal è stato eletto capitano del Racing. Proprio allora, però, la sua lingua ha deciso di criticare apertamente il calendario del campionato, definendolo “una mascherata“, in quanto i giocatori erano costretti a giocare tre partite nel giro di nove giorni. Nella primavera dell’anno seguente, dopo ulteriori critiche agli arbitri, Sébastien è stato licenziato in maniera precauzionale dal club. Il 12 maggio è stato convocato dalla Commissione Disciplinare della Lega Nazionale, che gli ha imposto una sospensione di 60 giorni. Questo significava la fine del suo campionato. Il 24 maggio, però, Chabal è ricorso in appello e la sua pena è stata ridotta a dieci giorni. Egli ha potuto quindi terminare tranquillamente la stagione.

Nel 2011 il giocatore ha disputato 4 gare su 5 del Sei Nazioni, questa volta con la maglia numero 8 sulle spalle. Due vittorie interne e due sconfitte esterne, compresa quella di Roma del 12 marzo, l’ormai famoso 22 a 21 conquistato grazie al piede di un ispirato Mirco Bergamasco.
È stata questa l’ultima partita di Sébastien Chabal con la maglia dei galletti. Lievremont, infatti, non lo ha voluto con se per il mondiale in Nuova Zelanda. Chabal, però, ci è andato ugualmente, con in mano il microfono di TF1, la televisione francese, a commentare e fare interviste.

Questo Rasputin formato gigante ha totalizzato 62 presenze con la nazionale del galletto e segnato 6 mete, metà delle quali all’Italia, tutte a Roma.

Un mese più tardi la sua ultima partita internazionale, ecco approdare nelle librerie la sua autobiografia, “ma petit étoil”. nel libro Chabal accusa snza mezzi termini un certo lassismo da parte degli arbitri francesi e i presunti favoritismi da parte del presidente della federazione Francese nei riguardi di alcuni club.

Nei primi giorni del febbraio 2012, Jacky Lorenzetti, presidente del Racing Metro, ha messo prematuramente la parola fine al contratto di Sébastien Chabal, a causa del forte disaccordo tra il giocatore e Pierre Berbizier. L’ex seconda/terza linea della nazionale si è ritrovata così senza squadra.

Poco dopo Chabal ha annunciato che avrebbe fatto una breve avventura in Australia, dove si è impegnato per un incontro con il Balmain Wolves, club nei sobborghi di Sydney che partecipa alla terza divisione australiana. Questo incontro è stato giocato il 25 febbraio contro il Petersham RUFC, come contorno alla sfida di Super 15 tra Warathas e Reds. La squadra di Sébastien ha vinto 15 a 9 e lui ha marcato una meta.

All’inizio di aprile 2012, l’Olympique Lionnays, club di Pro D2, ha annuncia di avere messo sotto contratto Chabal per due anni, a partire dalla stagione 2012-2013. Questa firma è stata formalizzata il 20 aprile con la presentazione del giocatore ai soci del club e ai giornalisti.

Sébastien ha annunciato il suo ritiro dal rugby giocato alla fine della stagione 2013-2014. Il 14 dicembre 2013, però, durante la partita tra Lione e Agen, l’Orco ha colpito con un pugno il numero 8 avversario Marc Giraud, colpevole di averlo trattenuto, impedendogli di andare a difendere al largo. Il giudice, tenendo conto del fatto che Chabal è stato provocato e delle sue scuse pubbliche, gli ha inflitto solo 3 settimane di stop, consentendogli così di terminare la sua brillante carriera sul campo. Così, l’11 maggio 2014, nell’ultima giornata di Pro D2, l’Orco di Francia ha dato l’addio al rugby. Per l’occasione, il Lione ha espugnato il campo di La Rochelle, vincendo 27 a 26.

Chabal ha salutato definitivamente i suoi tifosi il 4 luglio del 2015, quando con una squadra composta da amici ha affrontato al Gérland de Lyon i French Barbarians. L’addio, però, non è stato quello che lui aveva sognato. Dopo quindici minuti di gara, infatti, l’Orco si è infortunato al legamento crociato del ginocchio sinistro ed è stato costretto ad uscire dal terreno di gioco e subie un’intervento chirurgico.

Lo stile di gioco di Sébastien e la sua insolita forza fisica, oltre che alla sua immagine, gli sono valsi parecchi soprannomi. Al tempo in cui giocava con Bourgoin il suo nickname era Cartouche, che significa qualcosa tipo tramvata, a causa del talento per i placcaggi. Nel campionato inglese, i suoi compagni di squadra lo hanno chiamato famigliarmente Sea Bass (Lupo di mare) da Sebas. Durante il tour estivo con la nazionale, nel giugno 2007, i media neozelandesi, riprendendo l’idea di Andrew Sheridan, suo compagno di squadra nei Sharks, lo hanno denominato Caveman (cavernicolo), a causa dell’aspetto. Per lo stesso motivo i giornalisti britannici lo hanno soprannominato The French Beast.
L’anestesista, l’Orco, Rasputin, Hannibal Lecter e poi Attila, sono altri epiteti con cui Chabal è riconosciuto in tutto il mondo. Lui, però, li tiene solo per il campo. Fuori, a detta di tutti, Sébastien sveste i panni del camionista arrabbiato e si trasforma in un ragazzo d’oro.

 

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