Scott Quinnell: vizio di famiglia

(di Roberto Vanazzi)

Divertirsi, dare tutto e trattare ogni partita come se fosse l’ultima. A causa del mio infortunio al ginocchio ho usato questo approccio negli ultimi cinque o sei anni della mia carriera.” (Scott Quinnell)

Immaginate se vostro padre fosse stato un nazionale del Galles e avesse preso parte a tre tour con i British Lions. Immaginate anche di avere per zio uno dei migliori rugbisti della storia. Quale sport potreste scegliere nella vostra vita? Per Scott Quinnell non c’erano dubbi; lui era un predestinato. Gallese, e già questo basterebbe, con un pedigree famigliare di tutto rispetto, non solo non poteva che giocare a rugby, ma doveva farlo alla grande. Suo padre Derek Quinnell è stato capitano del Llanelli, ha accumulato 23 presenze per la nazionale del Dragone, non una qualunque, ma quella “pigliatiutto” degli anni ‘70, e ha viaggiato tre volte con i Lions, compreso il fantastico tour del 1971, quello di Carwyn James, nel quale i rossi hanno sconfitto per la prima e finora unica volta i neri in una serie. Per capire chi fosse suo zio, invece, basta il nome: Barry John. The King era fratello di Madora John, moglie di Derek nonché madre di Scott. Come se non bastasse, il padrino scelto per il battesimo del piccolo Quinnell era un’altra leggenda dell’ovale gallese quale Mervyn Davies.

È riduttivo, però, pensare a Scott Quinnell semplicemente come ad un figlio d’arte, perché anche lui, atleta coraggioso e potente ball-carrier, è riuscito a crearsi quella fama che lo ha fatto elevare a Numero 8 di classe mondiale, in un momento in cui il gioco del Galles, e qui sta al differenza con i suoi illustri parenti, stava lottando per uscire dalla mediocrità.

Mighty Quin, così era soprannominato Scott, ha giocato per il Galles cinquantadue volte, delle quali sette nella veste di capitano, e ha preso parte a due tour con i Lions, dove ha realizzato quattro mete, tra cui una ai Walabies. Nel palmarès di questo terza centro compaiono anche una Celtic League con gli Scarlets e due campionati inglesi vinti tra le fila dei Wigan Warriors nel momento in cui è passato al Rugby a XIII, dove ha fatto parte della nazionale di codice.

Scott Quinnell

Scott Quinnell

Leon Scott Quinnell è nato il 20 agosto 1972 a Morriston, sobborgo di Swansea, nella contea di Glamorgan, e ha studiato presso la Graig School di Llanelli. Come visto all’inizio, la sua era una vera e propria dinastia ovale, così non c’erano dubbi che il ragazzo imboccasse la strada del rugby. E come lui anche i suoi fratelli, Craig e Gavin, i quali hanno giocato entrambi da professionisti, con il secondo di essi che è stato costretto ad abbandonare dopo avere perso la vista da un occhio a causa di un incidente di gioco nel 2010.

Scott Quinnell è entrato a far parte delle giovanili del Llanelli quando aveva otto anni, schierato inizialmente seconda linea, per poi debuttare in prima squadra nel 1990, quando di anni ne aveva diciotto, in un incontro con Penygroes RFC.

Lo stesso anno il ragazzo ha fatto parte dei Wales Colts, la nazionale gallese under-19 con i quali, durante una sfida contro i pari età inglesi, si è scontrato con il suo omologo di ruolo Lawrence Dallaglio. La battaglia è stata vinta dal gallese, che per l’occasione ha realizzato quattro mete.

Il 14 novembre 1992, allo Stradey Park, il Llanelli ha sconfitto  13 a 9 i Wallabies, freschi campioni del mondo, grazie ad una meta di Ieuan Evans. L’anno seguente il club del Carmarthenshire ha vinto la Welsh Premier Division.

In autunno, esattamente il 10 novembre del 1993, Quinnell ha esordito a Cardiff con la nazionale gallese in una sfida contro il Canada, schierato da Alan Davies blindside flanker (la maglia numero 8 era affidata a Emyr Lewis). Il Galles non viveva un periodo felice ed è stato sconfitto a sorpresa dai Canucks 24 a 26.

Il successivo 4 dicembre Scott ha ricevuto il primo di due inviti da parte dei Barbarians. Per l’occasione i Baa-baas hanno affrontato all’Arms Park la Nuova Zelanda di Sean Fitzpatrick, perdendo 12 a 25.

Il 1994 è stato l’anno del riscatto per i Dragoni. La squadra di Davies è arrivata prima nel Cinque Nazioni a pari merito con l’Inghilterra, ma proprio quello è stato il primo torneo in cui non si prevedeva la vittoria condivisa e i rossi, grazie ad una migliore differenza punti, hanno conquistato il titolo.
I Dragoni hanno perso la loro unica partita proprio a Twickenham nell’ultima giornata, ma il 15 a 8 non è servito ai sudditi di Sua Maestà per agguantare la vittoria finale del torneo.
Nella partita vinta 24 a 15 con la Francia al National Stadium di Cardiff, Quinnell ha marcato la sua prima meta con la divisa della nazionale, una marcatura strepitosa, che lo ha visto raccogliere l’ovale dopo una touche a metà campo sporcata da un francese e correre verso la linea proibita rompendo tre placcaggi sino a schiacciare nei pressi della bandierina. Alla fine il ragazzo è stato eletto Man of the Match.

Il terza centro ha realizzato un paio di mete anche a maggio, quando nel giro di tre giorni ha oltrepassato la linea bianca di Portogallo e Spagna, durante le qualificazioni per la Coppa del Mondo del 1995 in Sudafrica.

Un mese più tardi il ragazzo di Morriston è partito con la nazionale per un tour in Canada e nel Sud Pacifico, dove ha vinto tutte le sfide tranne quella con la potente squadra di Samoa. Al ritorno in patria, Scott ha deciso di cambiare codice ed è passato al Rugby a tredici giocatori, schierato tra le fila degli inglesi Wigan Warriors.

Quinnell è rimasto nel Lancashire un paio di stagioni, durante i quali ha realizzato 22 mete e conquistato due campionati britannici consecutivi e una Challenge Cup nel 1996. Inoltre, Scott ha rappresentato la nazionale di codice alla Coppa del Mondo del 1995, con il Galles che è stato sconfitto 10 a 25 dall’Inghilterra in semifinale.

Nel 1996, con il professionismo ormai approdato anche in Rugby Union, Quinnell è stato contattato dai londinesi del Richmnond RFC, i quali gli hanno offerto un ingaggio di trecentomila sterline per tre anni, ovvero il doppio di quanto il Wigan poteva garantire. Il giocatore ha accettato ed è tornato al rugby a XV, giocando nel Surrey assieme al fratello Craig e ad altri giganti del rugby gallese come Allan Bateman, Andy Moore e Barry Williams.

Il 7 dicembre, sempre del 1996, Mighty Quin ha disputato un’altra partita tra le fila dei Barbarians contro l’Australia, una gara in cui è stato invitato anche Craig Quinnell. Scott ha realizzato una meta, ma i Wallabies hanno vinto 39 a 12.

L’anno successivo il Numero 8 è stato selezionato da Ian McGeechan per partecipare al tour dei  British & Irish Lions in Sudafrica. Scott, però, ha giocato soltanto tre partite infrasettimanali, con Western Province, Eastern Province e Northern Transvaal. Dopo quest’ultimo incontro a Pretoria, infatti, è stato costretto a tornare in patria per essere operato ad una doppia ernia.

Dopo un paio di stagioni e 36 mete per il Richmond RFC, Scott ha scoperto che la sua famiglia non era felice di vivere nel Surrey. Così, nel 1998, ha anteposto alla pecunia le due figlie, Samantha e Lucy, e la moglie Nicole, che era in attesa del terzo genito, ed è tornato al suo amato Stradey Park, firmando con il Llanelli un contratto che prevedeva metà dello stipendio che guadagnava in Inghilterra.
Un mese dopo il ritorno è nato Steel, il suo terzo figlio. Scott era molto felice di essere di nuovo a casa e ha cominciato a sentire nuovamente la magia della preziosa maglietta scarlatta; il denaro non poteva comprare quel tipo di passione.

L’11 Gennaio 1997 Quinnell è tornato ad indossare anche la divisa dei Dragoni in una sfida con gli Stati Uniti a Cardiff. Poi, una settimana più tardi ha iniziato il Cinque Nazioni segnando una meta alla Scozia nel loro tempio di Murrayfield. Il Numero 8 ha marcato anche la giornata successiva con l’Irlanda, ma il Galles quell’anno è riuscito a vincere soltanto la sfida con gli Highlanders e ha terminato il torneo in fondo alla classifica, evitando il Cucchiaio di Legno grazie ad una migliore differenza punti con l’Irlanda.

Purtroppo, nella stagione 1998-1999 Quinnell è stato costretto ad un lavoro di recupero a causa di un’artrite reumatoide che gli ha flagellato il ginocchio sinistro. Per sette anni il ragazzo avrebbe giocato nonostante il dolore, in condizioni che sembravano in grado di porre fine alla sua carriera da un momento all’altro.

L’arrivo di Graham Henry sulla panchina gallese nel 1998 ha portato una ventata di aria fresca, anche se le ultime due edizioni del Cinque Nazioni prima dell’arrivo dell’Italia sono risultati tornei mediocri per i ragazzi in maglia rossa.
Poi, prima del mondiale del 1999, il Galles ha vinto otto partite di fila, comprese quelle con l’Inghilterra a Wembley e con gli Springboks campioni del mondo in carica, a Cardiff; Quinnell è sempre stato schierato nel XV titolare.

La Coppa del Mondo 1999 è stata disputata proprio in Galles, con il nome di Cymru ’99. Scott è sceso in campo nella partita di esordio con l’Argentina, vinta dai padroni di casa 23 a 18, ha riposato contro il Giappone ed è tornato in line-up per l’ultima sfida del girone con Samoa. Gli isolani si sono dimostrati la solita bestia nera per i gallesi e li hanno umiliati 38 a 31 di fronte al pubblico del Millenium Stadium, com’era accaduta otto anni prima.

Per fortuna per i Dragoni, questa sconfitta non ha influito sul passaggio del turno, così la squadra di Henry si è ritrovata a disputare i quarti di finale, dove sono sconfitti 9 a 24 dai fortissimi Wallabies, che da lì a poco avrebbero sollevato il loro secondo Webb Ellis Trophy.

Nel 2000 è andato in scena il primo Sei Nazioni.
L’esordio del Galles nel nuovo torneo non è stato dei migliori. La Francia ha saccheggiato Cardiff portando in patria una vittoria per 36 a 3, lasciando ai padroni di casa soltanto un piazzato di Neil Jenkins.
Gli uomini di Graham Henry si sono vendicati la settimana successiva, sempre in casa, ai danni di una squadra Azzurra appagata dalla vittoria sulla Scozia. I rossi hanno vinto 47 a 16 e Quinnell ha marcato la meta numero sei per la propria nazionale, la prima dopo un digiuno di tre anni esatti.
Il Galles ha poi perso a Twickenham e vinto le gare di Cardiff con la Scozia e di Dublino, terminando il torneo a metà classifica.

Il 26 novembre 2000 Scott ha capitanato il Galles per la prima volta nella sconfitta per 13 a 23 patita degli Springboks al Millennium Stadium, con meta gallese di Scott Gibbs.

Nel 2001, dopo un altro Sei Nazioni mediocre nel quale è riuscito a marcare una meta a Twickenham (la trasformazione della quale ha fatto si che Neil Jenkins diventasse il primo uomo del pianeta a raggiungere quota mille punti) ed una allo Stade de France, Quinnell è stato di nuovo convocato per il tour dei British & Irish Lions in Australia, agli ordini di colui che ha sempre ritenuto essere il miglior allenatore incontrato nella sua carriera: Graham Henry.
Il Numero 8 ha giocato sei partite, tra cui tutte e tre le prove ufficiali, e ha segnato una meta cruciale nella prima gara a Brisbane, una marcatura di sfondamento dopo una ruck che ha permesso ai britannici capitananti da Martin Johnson di vincere 29 a 13. Purtroppo, dopo questo successo i Lions hanno perso i rimanenti due test match e con essi la serie, a causa anche di alcune tensioni tra i titolari e le riserve.
Oltre alla meta ai Wallabies, Quinnell ha realizzato pure una hat trick nella sfida che ha aperto il tour l’8 giugno, con Western Australia, una partita terminata con il fantasmagorico risultato di 116 a 10.

La meta di Quinnell all'Australia con la maglia dei Lions

Mighty Quin ha varcato la linea proibita ancora una volta a novembre, nella sfida vinta con Tonga al Millenium Stadium durante i test match autunnali. È stato questo l’unico successo dei Dragoni, che sono stati costretti a capitolare di fronte ad Argentina e Australia.

Il 2002 è stato l’ultimo anno internazionale per Scott Quinnell.
Il terza centro ha disputato quattro partite del Sei Nazioni di quella stagione, con il Galles che ha vinto soltanto la partita di Cardiff con l’Italia, dove  Scott ha realizzato un’altra meta.

Il 1 novembre, contro la Romania a Wrexham, Quinnell ha realizzato la sua marcatura internazionale numero 11: l’ultima. Due settimane più tardi, invece, ha giocato la partita dell’addio per il Galles, entrando in campo a gara iniziata come sostituto del capitano Colin Charvis nella vittoria per 32 a 21 sul Canada, la stessa squadra con cui aveva iniziato 52 caps prima.

Nel 2003 Quinnell è entrato nella line-up degli Scarlets, la neonata squadra provinciale in cui è confluito il Llanelli. La franchigia allenata da Gareth Jenkins ha conquistato subito il titolo di Celtic League. È stato questo il primo campionato celtico a girone unico e i bianco-rossi sono arrivati in cima alla classifica sopravanzando di quattro punti l’Ulster e i Newport Dragons.

Nella medesima stagione gli Scarlets, dopo essere arrivati primi nel loro girone subendo una sola sconfitta, hanno raggiunto i quarti di finale di Heineken Cup, dove sono stati sconfitti 10 a 21 dal Biarritz Olympique allo Stradey Park.

Quinnell ha annunciato il suo ritiro dal rugby al termine della stagione 2004-05, al fine di concentrarsi sul suo ruolo di allenatore della squadra del Llanelli RFC nella Welsh Premier Division. Un infortunio alla mano subito nel marzo del 2005, però, lo ha costretto a concludere la carriera un paio di settimane prima del tempo.
Il ragazzo ha rappresentato il club di Llanelli e la sua reincarnazione regionale, gli Scarlets, 205 volte segnando 69 mete (59 partite per la franchigia con 32 mete).

Scott è sceso in campo un’ultima volta il 5 giugno 2005 al Millennium Stadium per un testimonial match con l’ex capitano gallese Rob Howley che si era ritirato tre anni prima. La selezione chiamata Quinnell’s Britain & Ireland ha perso 57 a 67 contro la Howley’s Rest of the World.

Dopo il ritiro Scott è diventato allenatore dell’under 21 del Llanelli e, in seguito, della prima squadra. Quindi, ha iniziato ad apparire regolarmente in qualità di commentatore e opinionista di Sky Sport. Quinnell è diventato anche testimonial della lotteria popolare di beneficenza, la People’s Postcode Lottery. L’ex nazionale gallese, inoltre, è ancora oggi co-presentatore e allenatore con Will Greenwood nella serie televisiva Sky’s School of Hard Knocks di Sky, con il contributo di campioni quali Bryan Habana, Victor Matfield, John SmitSchalk BurgerPhil Larder, Jason Robinson, l’ex atleta di Ruby league Shaun Edwards e molti altri.

Nell’agosto 2007 Quinnell è stato curato per gravi lesioni dopo essere scivolato nella doccia e caduto attraverso la porta a vetri, nella sua casa vicino a Llanelli. Il campione è stato portato al West Wales General Hospital di Carmarthen con tagli sul braccio destro, alla mano e al ginocchio e ha rischiato di perdere l’uso di tre dita.

Quinnell è nato dislessico, ma ha scoperto la malattia solo quando ha compiuto i 30 anni, cioè nel momento in cui la sua mancanza di capacità di leggere e scrivere è stata diagnosticata correttamente. Dopo aver intrapreso una serie di terapie per risolvere il problema, Scott è diventato un oratore popolare in materia ed un attivista per la promozione dei sostegni cognitivi ai bambini attraverso il Welsh Dyslexia Project.

 

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