Roger Uttley: la forza degli avanti

(di Roberto Vanazzi)

Durante il tour dei Lions potevamo avere bistecca a colazione, bistecca a pranzo, bistecca per cena….e negli anni ’70 era una bella cosa da avere.” (Roger Uttley)

Nato l’11 settembre del 1949 a Blackpool, nel Lancashire, Roger Miles Uttley ha giocato prima nel Fylde RFC , la squadra con sede a Lytham St. Annes, quindi si è accasato al Gosforth (gli attuali Newcastle Falcons) per terminare la carriera con i London Wasps. Rugger estremamente versatile, tanto da essersi guadagnato, con la nazionale, undici caps in seconda linea, sette con il numero otto e cinque come blind side flanker, Uttley non è stato un giocatore particolarmente veloce, ma ha sopperito a tale mancanza con la potenza, molta determinazione e una grande competenza nella gestione dell’ovale.

Roger Uttley

Roger Uttley

Big Rog ha iniziato la sua carriera internazionale all’età di 23 anni, con un 9 a 18 patito per mano dell’Irlanda, nel Cinque Nazioni del 1973. Dopo quella gara, l’Inghilterra ha sconfitto la Francia 14 a 6 e la Scozia 20 a 13, entrambe  a Twickenham. A quel punto, caso unico nella storia del torneo, tutte e cinque le partecipanti sono finite pari merito e si sono divise la vittoria del Campionato.

Più tardi, nel corso dell’anno, l’Inghilterra avrebbe dovuto disputare una serie in Argentina, ma la grave situazione politica, causata dal ritorno al potere di Peron e la paura di attentati terroristici hanno fatto allestire in fretta e furia un tour alternativo in Nuova Zelanda. Ad Auckland,  gli uomini capitanati da John Pullin hanno incontrato gli All Blacks, che solo nove mesi prima li avevano battuti a Twickenham con un perentorio 9 a 0. Nelle gare precedenti di quel tour il XV della Rosa aveva battuto Fiji per un solo punto e perso tutte le partite con Taranaki, Wellington e Canterbury. Ancora una volta, però, nella sfida più importante la squadra ha mostrato il suo carattere e ha conquistato la prima vittoria contro i tuttineri dal 1936. La sfida è terminata 16 a 10, grazie alle marcature di Tony Neary, Peter Squires e del pilone Stack Stevens.

Il 17 novembre, Roger ha fatto parte anche del XV che ha sconfitto 20 a 3 l’Australia a Twickenham, con Tony Neary, Alan Old e Andy Ripley che hanno varcato una volta a testa la linea di meta.

Nel 1974 Uttley ha conservato il suo posto in seconda linea, in coppia con Cristopher Ralston, e ha giocato tre partite del Cinque Nazioni, comprese la vittoria per 16 a 12 sul Galles nel tempio di Twickenham e il pareggio 12 a 12 al Parco dei Principi di Parigi.

A quel punto, Roger è stato chiamato da Syd Millar a far parte dei British & Irish Lions in partenza per il Sudafrica. Big Rog avrebbe dovuto insediarsi nella sua normale posizione in seconda linea, ma, dopo un paio di gare infrasettimanali, il coach lo ha spostato blindside flanker e, avendo dimostrato di cavarsela egregiamente, ha svolto tutte e quattro le prove ufficiali in quel ruolo. Con la sua forza, Uttley è andato a formare una combinazione perfetta con il ritmo di Fergus Slattery e l’astuzia di Mervyn Davies. Infatti, l’esperienza acquisita da Roger in seconda linea, ha fatto sì che egli potesse conquistare un gran numero di palle in touche, togliendo dalle spalle di Davies buona parte della pressione.

Il tour, ribattezzato Invincibles Series, è durato tre mesi. Con uno dei pack più forti nella storia del rugby i Lions hanno vinto tutti gli incontri infrasettimanali e si sono imposti abbastanza comodamente anche nei primi tre test match con gli Springboks. Gli uomini di Willie John McBride hanno sperato sino all’ultimo di portare a casa un netto 4 a 0 e per poco non ci sono riusciti. Nella sfida finale, Roger e Andy Irvine hanno entrambi segnato una meta, ma quella di Fergus Slattery è stata annullata e la partita si è conclusa sul 13 a 13. Col tempo si è visto che la meta dell’irlandese era da considerarsi valida, ma le fotografie hanno anche dimostrato che proprio quella di Uttley non lo era affatto, in quanto l’ovale era stato schiacciato prima dall’ala sudafricana Chris Pope. Si può quindi dire che, alla fine, giustizia è stata fatta.

Con un grande gesto atletico, quasi inusuale nel rugby, Roger ha avuto un ruolo fondamentale nella seconda meta di J.J. Williams, durante il secondo test match. Dopo una bella azione iniziata da Phil Bennett con le sue finte e contro finte, la palla è arrivata a Gareth Ewdards. Il mediano di mischia è scattato veloce sulla fascia, ma, a causa di un placcaggio, l’ovale è caduto e si apprestava a rotolare fuori dal campo con i suoi rimbalzi bislunghi. A quel punto è arrivato Roger Uttley, che con un magistrale colpo di tacco, degno del miglior Socrates, lo ha ributtata in mezzo. Il primo ad arrivare è stato il trequarti ala gallese, il quale, dopo averle dato un altro paio di calcetti, ha raccolto la palla tra le mani e l’ha portata con se oltre la linea bianca.

È stata quella anche la serie più violenta che sia mai stata giocata, con i sudafricani che hanno contrastato i loro avversari con una feroce aggressività fisica. I primi scontri sono avvenuti con la squadra di Eastern Province, durante il quarto incontro, mentre contro la squadra tutta colored dei Proteas, il mediano d’apertura inglese Alan Old è stato costretto a tornare a casa. A quel tempo si poteva sostituire un giocatore solo se un medico dichiarava che l’infortunato non era fisicamente in grado di continuare, e non c’erano telecamere e funzionari a bordo campo per tenere d’occhio eventuali colpi proibiti. I Lions hanno così deciso di farsi giustizia da soli con la famigerata Code 99, la chiamata con cui il capitano McBride portava quattordici leoni a difesa del compagno aggredito.

Nel 1975 Roger ha disputato tre partite del Cinque Nazioni, due in seconda linea e una, quella contro il Galles a Cardiff, con il numero 8. I bianchi, però, hanno vinto solo l’incontro casalingo con la Scozia all’ultima giornata, tra l’altro per un solo punto.

In seguito Uttley ha partecipato al tour estivo in Australia, dove è sceso in campo in entrambe le sfide. Durante questa serie nella terra dei canguri, Big Rog e i suoi colleghi del pack sono stati storditi dalla maggiore potenza e dalla determinazione degli avanti Wallabies, così le gare sono sfociate in due sconfitte. Nella prima gara, a Sydney, con Uttley schierato in seconda linea, il XV della Rosa ha giocato bene, ma non è riuscito a recuperato la meta iniziale di Mark Loane e, dovo avere anche perso il capitano Tony Neary per infortunio, sono usciti sconfitti dallo stadio per 9 a 16. Nella seconda, disputata a Brisbane, Roger si è spostato in terza linea. L’Inghilterra si è trovata presto in 14 uomini, in quanto il pilone Mike Burton è stato espulso per un placcaggio alto. In quel momento, però, il risultato era ancora a favore dei bianchi. Tuttavia, con l’andare del tempo, l’attacco dei Wallabies si è rivelato superiore. Sia Roger sia Peter Squires hanno attraversato la linea per l’Inghilterra, ma quelle due mete non sono bastate a contrastare le cinque degli avversari e il risultato finale è stato di 30 a 21 per i padroni di casa.

Roger non ha svolto alcuna partita di rugby nel 1976, ma è tornato come capitano dell’Inghilterra l’anno seguente. Il suo mandato era iniziato con due vittorie, ma gli inglesi non sono stati in grado di arrivare sino in fondo al torneo e hanno perso le sfide con la Francia a Twickenham e il Galles a Cardiff. A quel punto, dopo cinque gare al braccio di Uttley, la fascia è finita su quello di Bill Beaumont.

Nelle successive due stagioni Big Rog, ormai stabile nel ruolo di terza centro, ha fatto solo un paio di apparizioni, contro la Nuova Zelanda nel 1978, perdendo 6 a 16, e con la Scozia nel 1979, dove ha pareggiato 7 a 7.

Nell’autunno del 1979 Roger ha fatto parte del team del nord che ha sconfitto 21 a 9 la Nuova Zelanda al Cross Green di Otley. Lui e Tony Neary, in quella gara, hanno formato una coppia formidabile e chiunque si sarebbe aspettato che i due giocassero in nazionale anche la sfida della settimana seguente contro gli stessi avversari. Tuttavia, Uttley è stato omesso a favore del giocatore del Bristol Mike Rafter e l’Inghilterra è scivolata in un 9 a 10 da mangiarsi le dita.

I bianchi si sono ripresi rapidamente dalla deludente gara con gli All Blacks e nel Cinque Nazioni del 1980 sono partiti alla grande, vincendo le prime due partite in casa: 24 a 9 con l’Irlanda e 9 a 8 contro il Galles, quest’ultima grazie al penalty di Dusty Hare all’ultimo minuto. Quindi, è arrivata la favolosa vittoria a Parigi per 17 a 13, grazie alle mete di John Carleton e di Nick Preston, due drop di John Horton e un piazzato di Dusty Hare. Nell’ultima sfida a Murrayfield, Roger, tornato flanker, ha subito un infortunio, ma è rimasto comunque in campo, dando una grossa mano alla sua squadra a vincere la partita 30 a 18 e a conquistare quel Grande Slam che mancava in Terra d’Albione dal lontano 1963. Uttley è stato parte integrante della meta marcata da Steve Smith, la quarta dei sudditi di Sua Maestà. Proprio lui, infatti, ricevuto l’ovale da John Scott, ha lanciato il mediano di mischia all’esterno, il quale ha eluso l’intervento di John Rutheford e ha schiacciato la palla oltre la linea.

Purtroppo, dopo avere lottato con problemi alla schiena per alcuni anni, era giunto per Uttley il momento di dire addio al rugby internazionale. Così, la gara con la nazionale del cardo è stata l’ultima dell’avanti di Blackpool, che ha lasciato con 23 caps sulle spalle.

uttUna volta in pensione, Uttley è diventato il vice di Geoff Cooke, con il quale ha contribuito a creare il mito della nazionale di Will Carling, la squadra che ha vinto il Grande Slam del 1991 ed è arrivata in finale nella Coppa del Mondo lo stesso anno.

Nel 1989 Roger ha fatto parte del team che ha accompagnato i British & Irish Lions nella vincente serie in Australia. Nel frattempo, ha sempre lavorato come insegnante di educazione fisica, ruolo che ha svolto per 20 anni presso la Harrow School, sino al 2008.

Nel 1997 è stato chiesto ad Uttley di gestire l’Inghilterra XV. A causa di tagli all’interno della RFU, però, il suo posto di direttore è diventato economicamente impraticabile e l’ex avanti ha perso la sua posizione insieme ad altri trenta dipendenti della Rugby Football Union.

Roger Uttley, che nel 1991 è stato insignito dell’Ordine dell’Impero Britannico per meriti sportivi, è oggi un membro onorario del Wooden Spoon, un’associazione benefica che si occupa di bambini svantaggiati e dei giovani disadattati, compito che lo vede, per la prima volta, in prima linea. L’ex nazionale inglese è anche presidente di Sparks, ente che svolge ricerca medica in favore dei bambini.

Dopo la morte a causa di tumore dell’amico ed ex compagno di squadra Andy Ripley, avvenuta nel 2010, Uttley ha pedalato da Londra a Parigi per raccogliere fondi a favore della ricerca sul cancro alla prostata nel Regno Unito, e per sensibilizzare: un’impresa fatta nel nome di Andy.

 

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