Rodrigo Roncero: muso da rugby

(di Roberto Vanazzi)

È sempre importante per noi giocare nel nostro paese d’origine; e più gente c’è meglio ci sentiamo.” (Rodrigo Roncero)

Con quella faccia un po’ così, come hanno solo certi rugbisti vecchio stampo o i gangster, il pilone argentino Rodrigo Roncero, detto RoRo, si è creato una reputazione come uno degli uomini di mischia più duri e distruttivi nel mondo del rugby. Assieme a Mario Ledesma e Martin Scelzo, altri due musi da rugby, Roncero ha formato una prima linea straordinaria, cuore pulsante della leggendaria bajadita, l’orgogliosa mischia argentina dove i primi otto uomini si posizionano più bassi rispetto agli avversari, con tutta la potenza di spinta che passa attraverso il tallonatore, risultando in quel modo più compatti e difficili da affrontare.

Potente e dotato di grande tecnica, tanto in mischia chiusa quanto in campo aperto, Roncero ha avuto come altro punto di forza anche la versatilità, dote che lo ha portato a giocare tanto pilone sinistro quanto destro, e pure tallonatore, nonostante il suo ruolo più naturale è sempre rimasto il primo. Come il suo compagno di squadra Felipe Contepomi, poi, Rodrigo è un medico qualificato.

Rodrigo Roncero

Rodrigo Roncero

Rodrigo Lucas Lujan Roncero è nato il 16 febbraio 1977 a Buenos Aires. Giocatore dell’Asociación Deportiva Francesa, club della città di Del Viso, in provincia di Buenos Aires, Rodrigo ha esordito in prima squadra nel 1995, giocando nel torneo della URBA mentre studiava medicina all’università.

Nel settembre del 1998 Roncero è partito con la nazionale per un tour in terra nipponica, agli ordini di José Luis Imhoff. Il pilone ha debuttato con la camiseta celeste y blanca l’11 settembre 1998, in una sfida amichevole contro il Giappone allo stadio Nagain di Osaka, vincendo 51 a 28. Il debutto ufficiale è avvenuto quattro giorni più tardi, sempre contro il Giappone. Si tratta di un giorno infausto per i Pumas, capitanati per l’occasione da Mario Ledesma, che sono usciti sconfitti 29 a 44 dallo stadio Chichibunomiya di Tokyo per mano del Giappone.

A quel punto, i vari allenatori che si sono succeduti sulla panchina albi-celeste nei seguenti quattro anni, da Héctor Méndez ad Alex Wyllie, non hanno più convocato il pilone. Ci ha pensato Marcelo Loffreda nel 2002, lo stesso anno in cui Roncero ha firmato per il Gloucester, squadra di Guinness Premiership, diventando in quel modo professionista. Il boss del club inglese, Nigel Melville, ha acquistato Rodrigo per sostituire il pilone italo-argentino Federico Pucciariello, passato al Bourgoin.

Il giocatore si è così riguadagnato un posto nella bajadita dei Pumas e ha disputato tre partite nel corso del 2002, tutte nella Coppa Sudamericana, realizzando una meta al Cile nello stadio di Mendoza. Il successo, anche se scontato, ha garantito alla squadra di Marcelo Loffreda un posto alla Coppa del Mondo del 2003 in Australia.

Lo stesso anno il Gloucester ha conquistato la Coppa Anglo-Gallese, battendo il Northampton in finale con il risultato di 40 a 22. Era dal 1982 che i bianco-rosso-blu non conquistavano il trofeo.

Il 18 agosto, sempre del 2003, in una gara in preparazione del mondiale contro Fiji a Cordoba, il pilone ha realizzato la sua unica doppietta a livello internazionale.

Roncero ha giocato due gare durante il mondiale australiano, due convincenti vittorie contro la Namibia, entrando dalla panchina, e la Romania, entrambe nella prima fase.
L’Argentina, però, schierata in un girone di ferro che comprendeva anche i Wallabies e l’Irlanda, si è vista costretta a giocare quattro partite in una quindicina di giorni e non è riuscita a passare il turno.

Nel 2004 Rodrigo ha continuato a mantenere il suo posto nella front row Argentina, giocando prima la serie casalinga con il Galles, sfociata in una vittoria e una sconfitta, e poi sfidando per la prima volta gli All Blacks a Hamilton, dove i padroni di casa hanno stravinto 41 a 7.

Poco dopo il pilone sinistro ha lasciato Gloucester e si è accasato presso lo Stade Français, dove è diventato un appuntamento fisso della prima linea del club parigino. Già alla sua prima stagione, la squadra ha guadagnato la finale di Heineken Cup, poi persa contro i connazionali del Tolosa ai tempi supplementari.

Il 26 novembre, siamo sempre nel 2004, gli albi-celeste hanno affrontato la Francia al Vélodrome di Marsiglia, con un XV composto principalmente da giocatori che militavano proprio nel Top14, infliggendo una sonora sconfitta per 24 a 14 ai Blues. La nazionale francese, che pochi mesi prima aveva conquistato il Grande Slam, non perdeva a Marsiglia da 55 anni.
La settimana successiva a Dublino i Pumas di Loffreda si sono prodotti in un’altra prova convincente: in vantaggio fin dai primi minuti grazie ad una meta di Martín Aramburú, e andati al riposo sul risultato di 16 a 6, i sudamericani hanno resistito sino ad un minuto dalla fine, quando Ronan O’Gara, con l’Argentina avanti 19 a 18, ha centrato i pali con un drop che ha regalato ai padroni di casa la vittoria per 21 a 19.

Il 2005 del pilone di Buenos Aires è iniziato con il secondo test dei Pumas contro l’Italia a Cordoba, dove gli azzurri guidati da Pierre Berbizier sono riusciti a vincere grazie alle mete di Gonzalo Canale, Sergio Parisse, novello compagno di Roncero allo Stade, e Ramiro Pez, tre atleti nati in Argentina, due proprio a Cordoba.

In inverno, dopo avere perso in casa con gli Springboks, la nazionale argentina è volata in Europa, dove ha prima espugnato Murrayfield e poi si è vendicata dell’Italia vincendo 32 a 29 sull’erba del Ferraris di Genova.

L’anno seguente Roncero ha fatto parte del XV dell’Argentina che ha registrato una vittoriosa serie casalinga di due partite con il Galles e ha perso soltanto 19 a 25 con gli All Blacks a Buenos Aires.
Purtroppo, a causa di un infortunio, il pilone non ha preso parte al tour autunnale nel Vecchio Continente, mancando così la prima storica vittoria a Twickenham degli albi-celeste.

Nel 2007 lo Stade Français ha conquistato il Bouclier du Brennus.
Il club parigino è arrivato in cima alla classifica durante la regular season, con un punto in più rispetto al Tolosa. Quindi, ha sconfitto 18 a 6 il Biarritz in semifinale allo Stade Chaban-Delmas di Bordeaux.
Il 9 giugno, al Vélodrome di Marsiglia, è andato in scena l’ultimo atto. Di fronte c’era il Clermont, squadra in cui militava Mario Ledesma. Gi uomini allenati da Fabien Galthié alla fine hanno vinto 23 a 16, grazie alle mete di Agustin Pichot e Radike Samo, oltre ai punti al piede di Juan Martin Hernandez. Quel giorno c’era anche Sergio Parisse, entrato in campo all’inizio della ripresa nel ruolo di blindside flanker al posto di Mauro Bergamasco.

Con l’avvicinarsi della Coppa del Mondo del 2007 Roncero aveva ormai raggiunto l’apice della sua carriera e con lui l’intera squadra albi-celeste.

Proprio all’Argentina è toccato il compito di aprire la sesta edizione della Rugby World Cup, il 7 settembre 2007 allo Stade De France di Parigi, contro la Francia. I padroni di casa avevano tutta l’intenzione di fare dei sudamericani un sol boccone. I Pumas, dicevano gli esperti, dovevano giocarsi il passaggio del turno con l’Irlanda. Invece, tra la sorpresa generale, i ragazzi di Loffreda hanno trovato la gara perfetta e hanno vinto 17 a 12, dominando fisicamente gli avversari, soprattutto con la loro bajadita.
I bianco-celesti hanno proseguito il torneo travolgendo la Georgia e la Namibia, con Roncero che ha riposato contro i primi e ha marcato una meta agli africani. Quindi, hanno affrontato il XV del Trifoglio. Già sconfitti a maggio a Santa Fè, Brian O’Driscoll e compagni sono caduti ancora sotto i colpi dei ruvidi Pumas. Il risultato è stato di 30 a 15 e Argentina ha terminato il girone D al primo posto a punteggio pieno.

Nei quarti i sudamericani hanno trovato ad attenderli la Scozia, squadra che aveva eliminato l’Italia nella pioggia di Saint-Étienne. Sull’erba di Parigi, però, Chris Paterson ha perso la sfida balistica con Felipe Contepomi: solo una trasformazione e un penalty per lo scozzese, contro i tre piazzati e una trasformazione del cecchino argentino. È finita 19 a 13, con i Pumas che hanno assaggiato per la prima volta nella loro storia il sapore della semifinale.
Purtroppo, gli avversari da incontrare erano gli Springboks, unici, oltre a loro, ad essere ancora imbattuti. La gara è terminata con un secco 37 a 13 per i futuri campioni del mondo.

La squadra argentina e i suoi tifosi potevano comunque ritenersi soddisfatti, ma c’era ancora spazio per un’altra gioia. Nella finale di consolazione Roncero e compagni hanno ritrovato la Francia. Ai padroni di casa, sconfitti in semifinale dall’Inghilterra, non restava che vendicare l’umiliazione patita nella gara d’esordio. Purtroppo per loro, hanno trovato un Felipe Contepomi che dire ispirato è dire poco. Il trequarti centro ha realizzato la sua prima doppietta con la maglia della nazionale e sul conto ci ha messo anche una trasformazione, un calcio di punizione e un placcaggio a Sébastien Chabal, che vale quanto una meta. Il resto lo hanno fatto le marcature di Omar Hasan Jalil, Martín Aramburú e Ignacio Corleto, oltre che una grande prova di tutto il pacchetto di mischia. Il Malbech ha sconfitto lo Champagne; i Pumas hanno vinto la medaglia di bronzo e sono entrati nella storia.

Roncero, che è sceso in campo in tutte le partite tranne che in quella con la Georgia, è stato considerato da molti come uno dei migliori giocatori del mondiale, di sicuro il miglior pilone sinistro. Il suo potere brutale in mischia chiusa ed l’ingannevole ritmo in campo aperto hanno presentato al mondo un pilone completo e moderno.

Un’Argentina appagata e con il virus del cambio generazionale, a partire da Santiago Phelan quale nuovo CT e Felipe Contepomi in qualità di skipper al posto del pensionando Agustin Pichot, ha perso i due incontri sul suolo argentino giocati nell’estate del 2008: con Italia a Cordoba, grazie alla meta di Leonardo Ghiraldini e relativa trasformazione di Andrea Marcato a tempo scaduto, e con la Scozia nello stadio della capitale. Roncero non ha giocato la sfida con il XV del cardo, ma c’era contro gli azzuri, dove, causa l’assenza di Contepomi, ha indossato la fascia da capitano. La squadra ha perso anche le prime due sfide in trasferta: in Sudafrica, dove sono stati affrontati gli Springboks in onore del 90° compleanno di Nelson Mandela, e in Francia, che così ha trovato una sua tardiva vendetta.
L’unico successo albi-celeste dell’anno è arrivato con l’Italia di Nick Mallett a Torino. Il tour autunnale degli argentini, piuttosto deludente dopo l’exploit mondiale, si è chiuso con un 3 a 17 patito al Lansdown Road. È successo in questa partita che il pilone ha praticamente travolto e fatto volare in aria un Ronan O’Gara appena eletto Man Of The Match, il quale aveva provato a placcare una sua carica. A gioco fermo Roncero è stato redarguito, ma non per questo episodio, ma per una rissa accaduta poco prima. Il pilone ha quel punto ha elargito alcuni epiteti al giudice di linea che hanno portato l’arbitro Bryce Lawrence a spedirlo in sin bin.

Il 6 giugno del 2009 RoRo ha affrontato con la propria nazionale l’Inghilterra in una serie di due prove. La prima, disputata all’Old Trafford di Manchester, ha visto i bianchi, pur privi dei loro uomini migliori impegnati nel tour con i British Lions, asfaltare gli ospiti per 37 a 15. La squadra di Phelan si è rifatta una settimana più tardi a Salta, quando è riuscita ad imporsi 24 a 22, con Roncero che ha giocato in prima linea assieme a Mario Ledesma e Marcos Ayerza.
Ancora il XV della Rosa è stato il primo avversario dell’Argentina durante i test novembrini.  A Twickenham è finita 16 a 9 per i padroni di casa. L’argentina ha poi perso anche al Millenium Stadium per rifarsi nell’ultimo test match con la Scozia, concluso con un misero 9 a 6.

Quell’anno, nel numero della rivista Rugby World, pubblicato a dicembre, il giornalista Stephen Jones ha classificato Roncero come il miglior giocatore del mondo al momento della scrittura dell’articolo.

Il 30 maggio 2010 Rodrigo ha giocato contro l’Inghilterra la sua unica partita tra le fila dei Barbarians, unico argentino ad essere invitato dal famoso club. Per la cronaca, oi Baa-baas hanno perso 26 a 35.

In estate, la Scozia allenata da Andy Robinson ha fatto visita alla squadra argentina. È stato un tour memorabile per la nazionale del Cardo, capace di vincere meritatamente due gare su due con i Pumas, sino a quel momento considerati la loro bestia nera.
Una settimana dopo il secondo test con la Scozia è arrivata a Buenos Aires la Francia, fresca trionfatrice del Sei Nazioni. Questa volta sono stati padroni di casa ad avere la meglio, capaci di asfaltare gli avversari 41 a 13.

I test down-under autunnali del 2010 sono iniziati con gli albi-celeste che hanno sconfitto l’Italia a Verona con il punteggio di 22 a 16. Dopo, però, sono arrivate le sconfitte per mano di Francia e Irlanda.

Il 2011 è stato l’anno della Coppa del Mondo in Nuova Zelanda, la terza edizione cui ha preso parte RoRo.

Dopo avere perso un incontro di preparazione al mondiale al Millenium Stadium a fine agosto, la squadra allenata da Santiago Phelan e Fabián Turnes ha esordito nel torneo il 10 settembre a Dunedin contro l’Inghilterra, con gli europei che hanno vinti la sfida 13 a 9. Una settimana più tardi i Pumas hanno asfaltato la Romania con il punteggio di 43 a 8, schiacciando l’ovale oltre la linea proibita sei volte.
La partita clou del girone B è andata in scena il 25 settembre a Wellington e ha visto gli albi-celeste affrontare la nazionale scozzese. Gli Highlanders avevano alle spalle due partite vinte, anche se dovevano ancora incontrare il XV della Rosa; chi avrebbe conquistato questa sfida sarebbe sicuramente passata ai quarti di finale. Ad un piazzato di Felipe Contepomi ne hanno fatto seguito due degli scozzesi calciati da Chris Paterson e Ruaridh Jackson e il primo tempo ha mandato due squadre nervose negli spogliatoi sul risultato di 6 a 3.
A metà della ripresa è stato ancora Contepomi ha trovare il calcio del pareggio, ma soltanto un minuto dopo Jackson ha calato l’asso di un drop e ha riportato gli uomini del Cardo ancora avanti di tre punti. I punti di vantaggio sono diventati sei quando, a otto minuti dalla fine, Dan Parks ha realizzato un altro calcio di rimbalzo. Sembrava fatta per la Scozia, ma nell’azione successiva l’Argentina è riuscita ad andare in meta grazie ad una bella azione di Lucas Amorosino. La trasformazione di Contepomi ha fissato il punteggio sul 13 a 12 e così è rimasto sino al fischio finale dell’arbitro inglese Wayne Barnes.
L’Argentina ha poi sconfitto la Georgia nell’ultima partita del girone, con Rodrigo tenuto a riposo, e, complice anche la sconfitta della Scozia per mano dei “cugini inglesi”, è approdata ai quarti di finale.
Purtroppo la squadra da affrontare era quella di casa e a Dunedin non c’è stata praticamente partita. Gli All Blacks si sono imposti con il risultato di 33 a 10, grazie a due mete e, soprattutto, ad un ottima prova al piede di Piri Wipu, autore di sette penalties. Così, mentre la Nuova Zelanda si avviava a diventare per la seconda volta nella sua storia campione del mondo, Roncero e compagni, pur confermandosi tra le migliori squadre del pianeta, hanno lasciato mestamente il Paese della Lunga Nuvola Bianca.

Intanto, nonostante lo Stade Francais avesse annunciato una serie di partenze al termine della stagione 2010-2011, Roncero è rimasto con i giganti del rugby francese anche per la stagione successiva.

Il 9 giugno 2012 il pilone ha schiacciato l’ovale oltre la linea bianca nella partita vinta dai Pumas per 37 a 22 sull’Italia di Jaques Brunel a San Juan, giusto un minuto dopo la meta realizzata dal nostro Ugo Gori.

Il 4 agosto i Pumas hanno affrontato al Velez Sarsfield di Buenos Aires lo Stade Français, la squadra che Roncero aveva lasciato da poche settimane, nell’ambito della Copa Ciudad. La partita è stata vinta dai francesi 25 a 21.

Quello, però, è stato l’anno in cui l’Argentina è entrata con pieno diritto nel Tri Nations, che da allora si chiama Rugby Championship, e Roncero, che già aveva dichiarato il suo intento di appendere le scarpe al chiodo, non ha resistito alla tentazione di prendervi parte.
La squadra di Santiago Phelan ha pagato lo scotto della matricola e non ha vinto alcuna sfida, ma è riuscita comunque ad imporre il pareggio agli Springboks a Mendoza, gara terminata 16 a 16 con una meta per parte.
A proposito di mete, Roncero ha marcato alla Nuova Zelanda la sua personale numero sei sull’erba del Westpac Stadium di Wellington, regalando in quel modo gli unici 5 punti degli albi-celeste nella sconfitta per 5 a 21.
Quindi, il 6 Ottobre 2012 contro i Wallabies a Rosario, RoRo ha disputato la sua ultima partita nel rugby internazionale. Quando al 73° minuto di gioco il ragazzo ha lasciato il campo, il pubblico li ha attribuito una standing ovation.

Dopo il ritiro Rodrigo Roncero è diventando direttore tecnico del club in cui aveva iniziato la carriera, il Deportivo Francesa, lo stesso in cui hanno mosso i primi passi anche Juan Martin Hernandez e Ignacio Mieres. L’ex pilone aveva intenzione di trascorrere almeno un anno senza di rugby, ma non ha potuto esimersi di offrire la propria assistenza al Depo, che aveva bisogno dei suoi servizi. Egli ha così avuto la possibilità di lavorare con i suoi amici Nicolás Hernández (fratello di Juan Martin), Fernan Dubie, Mariano Pérez Aguirre, Lucas Longiovigne, Leandro Seco e con l’uomo che lo ha introdotto al rugby, Emiliano Rachid, come preparatore atletico.
RoRo ha allenato la squadra nella prima partita del Gruppo II (zona A) del torneo di URBA contro l’Hurling Pilar, il 6 aprile 2013.

Nel 2012 Roncero ha fondato un club di rugby in Major Buratovich, conosciuto come Los Dogos.

 

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