Rob Howley: febbre a 80°

(di Roberto Vanazzi)

Durante la mia carriera, probabilmente ci sono stati solamente una manciata di mediani di mischia veramente grandi contro cui ho giocato e Howley è uno di loro.” (George Gregan)

“Si continua ad imparare nel rugby.” (Rob Howley)

Arrivato tardi sulle scene internazionali, Rob Howley si è rifatto del tempo perduto diventando uno dei più grandi mediani di mischia di questo sport. Rob ha guadagnato cinquantanove caps per il Galles, 22 dei quali da capitano, con una striscia positiva di 10 vittorie consecutive nel 1999, ma la sua storia è stata costellata da numerosi infortuni che lo hanno costretto a lasciare in anticipo entrambi i tour dei British & Irish Lions cui ha preso parte.

Dopo una carriera nazionale divisa tra Bridgend e Cardiff, nel 2002 Howley si è unito ai London Wasps, con i quali ha vinto due titoli di Premiership e l’Heineken Cup del 2004, realizzando in finale contro il Tolosa, all’ultimo minuto, la meta decisiva.

Rob Howley

Robert Howley è nato il 13 ottobre 1970 a Bridgend, cittadina del Galles meridionale, e ha studiato presso la Brynteg Comprehensive School, la stessa che aveva frequentato J.P.R. Williams.
Pur non disdegnando il calcio e il cricket, lo sport preferito da Rob era il rugby, che ha iniziato a praticare all’età di 9 anni a livello scolastico seguendo il mito di Gareth Edwards. In breve tempo, il bambino è stato selezionato per rappresentare l’Under-11 del distretto di Bridgend.

Entrato successivamente nelle giovanili del Bridgend RFC, squadra che ha dato i natali a illustri personaggi quali J.J. Williams, J.P.R. Williams, Steve Fenwick, e Gareth Thomas, Howley si è fatto notare per la sua tecnica sopraffina, arrivando a ricevere la chiamata da parte della Nazionale Scolastica Gallese. Il giorno in cui ha esordito nella prima squadra del Bridgend, nel 1990, il mediano di mischia aveva già rappresentato il proprio paese anche a livello Under-21.

Nel 1993 Howley ha disputato sei partite tra le fila del Cardiff. Alla fine dell’anno, però, è tornato di nuovo al Brewery Field.

Proprio nel 1993 il numero 9 ha ricevuto per tre volte l’invito da parte dei Barbarians. La prima sfida l’ha giocata il 10 aprile contro il Cardiff, vincendo 36 a 34. Quindi, il 4 dicembre, è sceso in campo all’Arms Park per affrontare gli All Blacks, con questi ultimi che hanno vinto 25 a 12. Tre settimane più tardi i Baa-baas sono stati battuti al Welford Road dai Leicester Tigers con il punteggio di 14 a 51.
Howley ha indossato la casacca bianco-nera anche nel dicembre del 1994, quando ha ingaggiato battaglia di nuovo con i Tigers, i quali sono usciti ancora vincenti per 31 a 18.

Rob ha esordito con la n azionale gallese nel 1996, quando Kevin Bowring, il coach che aveva preso il posto di Alex Evans dopo la fallimentare Coppa del Mondo sudafricana, lo ha convocato per il Cinque Nazioni.
Il 26enne del Bridgend ha giocato la sua prima partita il 3 febbraio 1996 contro l’Inghilterra a Twickenham, formando la mediana con l’apertura dello Swansea Arwel Thomas, che sostituiva l’infortunato Neil Jenkins. Quel giorno Howley ha realizzato la sua prima meta internazionale, ma il Galles è stato sconfitto per 15 a 21.
Il ragazzo ha disputato anche le altre sfide del torneo, varcando la linea proibita ancora contro la Francia, nell’unica partita dalla quale i Dragoni sono usciti vincenti.

In primavera il Galles capitanato da Jonathan Humphreys ha intrapreso un tour in Australia, dove ha subito due pesanti sconfitte per mano dei Wallabies, oltre ad avere perso anche tre partite su sei contro selezioni locali.

Il 24 agosto 1996 il XV gallese ha affrontato a Cardiff i Barbarians (un match al quale è stata assegnata l’ufficialità) vincendo la sfida 31 a 10, con Howley autore di una marcatura.
Un mese più tardi i Dragoni hanno perso in casa 33 a 40 un insolito, quanto duro, match con la Francia al di fuori del Cinque Nazioni, dopo che nei primi 8 minuti si erano trovati avanti 14 a 0 grazie alle mete di Barry Willians e Ieuan Evans. Sul risultato ha influito l’infortunio accorso al capitano Nigel Davies.

Il 5 ottobre successivo gli uomini di Kevin Bowring sono arrivati a Roma per sfidare l’Italia all’Olimpico. L’incontro ha visto i Dragoni soffrire particolarmente il gioco degli azzurri e alla fine i ragazzi di George Coste, pur perdendo 22 a 31, potevano recriminare su due mete gallesi nel finale che la stessa stampa britannica ha ammesso essere quantomeno dubbie.

Il 1 dicembre di quel lunghissimo 1996 il Galles ha ospitato a Cardiff la nazionale australiana capitanata da Tim Horan, perdendo 19 a 28.
Una settimana più tardi Howley ha affrontato gli stessi Wallabies con la maglia dei Barbarians. È stato questo il match di addio al rugby internazionale di David Campese, il quale ha salutato il proprio pubblico concedendo la sua ultima meta. L’Australia ha vinto l’incontro 39 a 12.
Il 15 dicembre, invece, sono stati gli Springboks ad uscire vincitori dall’Arms Park con il risultato di 40 a 22.
Nella sua prima stagione, Rob Howley aveva già guadagnato ben 11 caps e realizzato tre mete.

Sempre nel 1996, Howley, che è stato votato giocatore gallese dell’anno, ha lasciato il Bridgend ed è passato di nuovo al Cardiff RFC. Per i Raven, il mediano ha realizzato 37 mete in 135 partite. Con i Blue, negli anni seguenti, il suo score sarebbe stato ugualmente impressionante: 42 mete in 126 partite.

Il 1997 si è aperto l’11 gennaio con la vittoria per 34 a 14 sulla nazionale degli USA in visita nel principato. Quindi, è andato in scena il Cinque Nazioni. Rob ha disputato tutti gli incontri del torneo, con il Galles che è riuscito a vincere soltanto la partita contro la Scozia. Dal canto suo, il mediano di mischia ha realizzato due mete: una al Parigi con la Francia, squadra che avrebbe conquistato il Grande Slam, e l’altra all’Inghilterra sull’erba dell’Arms Park.

A quel punto Rob è stato incluso da Ian McGeechan nella line-up dei British & Irish Lions per il tour in Sudafrica. Secondo l’idea del coach scozzese Howley doveva essere il titolare della maglia numero 9, ma, appena al suo secondo incontro, a Durban contro i Natal Sharks, il ragazzo si è infortunato alla spalla ed è stato costretto a tornare in patria per le cure.

Il mediano di Bridgend è rientrato tra i ranghi della nazionale il 16 novembre a Swansea, entrando dalla panchina per sostituire Paul John nella sfida con Tonga.
Due settimane più tardi Howley è tornato ad essere il proprietario della maglia numero 9 per la sfida con gli All Blacks, che si è disputata a Wembley in quanto a Cardiff era in opera la costruzione del Millennium Stadium sulle ceneri del vecchio Arms Park. I neri hanno avuto vita facile vincendo 42 a 7, con Christian Cullen autore di una hat trick.

Come già successo l’anno prima, anche nel 1997 Rob ha ricevuto il premio quale miglior giocatore gallese.

Il 1998 dei Dragoni si è aperto il 2 febbraio con la vittoria per 23 a 20 sull’Italia a Llanelli, dove, causa l’assenza di Jonathan Humphreys, Howley ha ricevuto per la prima volta l’onore di essere capitano.

Subito dopo è andato in scena il Cinque Nazioni, che ha visto i Dragoni vincere le sfide con Scozia e Irlanda e uscire sconfitti con Inghilterra e Francia. Lo 0 a 51 subito per mano dei Galletti a Wembley ha di fatto sancito l’addio di Kevin Bowring alla nazionale.
In estate la squadra, allenata dal coach ad interim Dennis John, è partita per un tour nell’Africa Australe. Howley ha giocato ancora da capitano nella vittoriosa sfida con il XV dello Zimbabwe e poi, per sua fortuna, è stato lasciato a riposo nella disfatta di Pretoria, dove gli Springboks hanno inflitto ai rossi un clamoroso 96 a 13 che ancora oggi è il peggior risultato della loro storia.

L’arrivo del neozelandese Graham Henry sulla panchina dei Dragoni ha portato in dono a Howley il ruolo di capitano in pianta stabile. L’allenatore neozelandese ha iniziato la sua avventura il 14 novembre 1998 perdendo a Wembley con il Sudafrica 20 a 28. Una settimana dopo è arrivata la vittoria sull’Argentina allo Stradey Park di Llanelli con il risultato di 43 a 30, anche se c’è da dire che i Pumas guidati da Alex Wyllie avevano perso qualche giorno prima a pure a Piacenza con gli Azzurri.

Il Cinque Nazioni 1999, sponsorizzato Lloyds Bank, è stato l’ultimo con questa denominazione prima dell’accesso dell’Italia. Il Galles ha aperto i battenti perdendo in casa con la Scozia e poi con l’Irlanda a Wembley. Sembrava un torneo destinato a chiudersi in whitewash, ma proprio allora i rossi hanno trovato un gioco e sono riusciti ad inanellare le vittorie in casa della Francia e con l’Inghilterra della giovane rivelazione Jonny Wilkinson, entrambe per un solo punto. A Twickenham è diventata famosa la meta marcata da Scott Gibbs all’ultimo minuto, che ha dato la possibilità al piede di Neil Jenkins di regalare un’insperata vittoria per 32 a 31. Oltre a non avere realizzato il Grande Slam, l’Inghilterra, a causa di questa sconfitta, ha perso anche il titolo, che è finito nella bacheca scozzese.

Il 20 marzo, prima dell’incontro con il XV della Rosa, il Galles aveva asfaltato l’Italia a Treviso per 60 a 21, con il capitano Howley che è andato oltre la linea proibita. Il test match ha fatto parte di un progetto della FIR che, tra la fine del 1998 e la primavera del 1999, ha voluto testare la squadra contro tutte le nazioni partecipanti al Cinque Nazioni in vista dell’ingresso nel torneo. Gli Azzurri, però, erano in piena crisi. George Coste ha annunciato che avrebbe lasciato la panchina dopo i mondiali (in realtà, come sappiamo, lo ha fatto prima) mentre tra i giocatori serpeggiava il malumore dovuto soprattutto a questioni relative ai premi. Oltre a tutto questo, il 19 gennaio era scomparso improvvisamente Ivan Francescato lasciando un vuoto incolmabile. Per i nostri ragazzi è stata una disfatta su ogni terreno.

Dal canto loro, invece, i gallesi stavano finalmente uscendo dalla crisi che li aveva attanagliati negli ultimi anni. In estate la squadra ha intrapreso un tour di successo in Argentina, dove ha sconfitto due volte i Pumas.
Poco dopo, hanno battuto nel nuovo Millenium Stadium il Sudafrica, il Canada e la Francia di Raphael Ibanez.
Avendo vinto le ultime otto partite disputate, e per il fatto di giocare in casa, gli uomini di Graham Henry erano dati tra le squadre favorite della Coppa del Mondo 1999. Capitano della squadra era stato mantenuto ancora Rob Howley.

Il torneo iridato dei Dragoni è iniziato il 1 ottobre con la vittoria sull’Argentina per 23 a 18. È seguita, una settimana più tardi, l’asfaltata ai danni del Giappone, con 9 mete realizzate tra cui una di Rob. Nonostante la sconfitta patita per mano di Samoa all’ultimo turno, gli uomini in rosso sono arrivati comunque primi nel girone. A quel punto, però, la loro avventura è terminata a causa del 24 a 9 patito nei quarti di finale contro i futuri campioni del mondo dell’Australia; un match che ha visto Howley infortunarsi negli ultimi minuti di gara.

Il 2000 è stato l’anno in cui il Cinque Nazioni è diventato Sei Nazioni grazie all’ingresso dell’Italia. Il Galles ha esordito nel nuovo torneo con una pesante sconfitta casalinga (3 a 36) per mano della Francia. Poi, dopo avere vinto con l’Italia a Cardiff, è arrivata un’altra batosta a Twickenham, dove i bianchi si sono imposti per 46 a 12. Il torneo di Rob è finito lì. Il ragazzo era stato capitano dal 1998, ma Graham Henry ha deciso che Dai Young fosse un’alternativa migliore. Howley era un po’ più che irritato ed il coach si è convinto che il suo stato d’animo influisse sulla forma. Così, dopo la pesante sconfitta con l’Inghilterra, ha deciso di estrometterlo dalla squadra per il resto del torneo. La maglia numero 9 è finita sulle spalle di Rupert Moon.

Il mediano di mischia è tornato a giocare con i Barbarians tra la fine di maggio e l’inizio di giugno, quando ha disputato due partite contro la Scozia e i Leicester Tigers, inanellando due vittorie.
Per quanto riguarda la nazionale, Howley è rientrato in line-up a novembre per affrontare i test match con Samoa, USA e Sudafrica, vincendo i primi due per poi uscire sconfitto dalla sfida contro gli Springboks.

Howley ha disputato tre partite durante il Sei Nazioni del 2001, marcando due mete: una all’Inghilterra e una alla Francia allo Stade de France. Quest’ultima è senza ombra di dubbio la più bella da lui realizzata in carriera. Il numero 9, ricevuto l’ovale a metà campo da Scott Quinnell, si è trovato la strada spianata e s’è messo a correre velocemente in avanti. Quando l’estremo francese gli si è parato di fronte, Rob ha finto il passaggio a Gareth Thomas che lo sosteneva a destra, traendo in inganno l’avversario, e ha superato la linea proibita schiacciando la palla sull’erba.

In primavera, il coach Graham Henry, al quale era stata affidata la guida dei British & Irish Lions, ha convocato Rob per il tour in Australia, facendolo giocare in un totale di otto match, tra cui due delle tre prove con i Wallabies. Howley era il vice capitano di Martin Johnson ed ha disputato un paio di incontri non ufficiali come capitano. Il 30 giugno Rob è sceso in campo nel primo test match di Brisbane, dove i Lions hanno conquistato la vittoria con il risultato di 29 a 13, nonostante i cartellini gialli comminati a Phil Vickery e a Martin Corry. In meta ci sono andati Jason Robinson, Dafydd James, Brian O’Driscoll e Scott Quinnell, oltre ai punti realizzati con il magico piede di Jonny Wilkinson. Il mediano di mischia del Cardiff ha disputato anche il test successivo, che ha visto i padroni di casa uscire dal campo vincitori per 35 a 14, dopo che i Leoni si erano portati avanti nel risultato con due piazzati di Wilko e una meta di Neil Back. Il terzo test match, quindi, era decisivo per la conquista della serie, ma Howley, a causa di un infortunio ad una costola, ha ceduto il suo ruolo all’inglese Matt Dawson. A Sydney è finita 29 a 23 per i Wallabies, che con questa vittoria hanno conquistato anche la serie.

Al suo ritorno in patria, Howley ha esordito con il Cardiff nella neonata Celtic League.

In autunno Rob ha disputato quattro test match, tutti al Millenium Stadium. Nell’ordine sono state affrontate le nazionali di Romania, Argentina, Tonga e Australia, con il Galles che ha vinto contro i rumeni e gli isolani. Contro questi ultimi, Howley ha realizzato la sua decima e ultima meta con la maglia della nazionale. In mezzo a questi incontri, il 13 ottobre è andato in scena a Cardiff anche quello con l’Irlanda valido per il Sei Nazioni, rinviato a suo tempo a causa di un’epidemia di afta epizootica. Per la cronaca, il XV del trifoglio ha asfaltato i Dragoni per 36 a 6.

Il 28 novembre 2001 Rob ha giocato ancora un match per i Barbarians contro l’Australia, investito del ruolo di capitano. I Wallabies hanno vinto 49 a 35. Il ragazzo giocherà ancora una partita per il club ad inviti il 6 marzo del 2003, ancora da capitano. Quel giorno i bianco-neri hanno affrontato i London Irish, vincendo con il punteggio di 66 a 33.

Passato tra le fila degli inglesi Wasps, Howley ha disputato tutte le partite del Sei Nazioni 2002, con il Galles che ha vinto soltanto contro l’Italia al Millenium. Quindi, alla fine del torneo, il mediano di mischia ha annunciato il ritiro dalle scene internazionali.

Rob Howley ha guadagnato 59 caps per la propria nazionale, 22 da capitano, e ha realizzato 10 mete.

Il 25 maggio 2002, al Madejiski Stadium di Reading, Howley ha conquistato con gli Wasps la Europan Challenge Cup, battendo nella finale tutta inglese il Bath per 48 a 30, con sei mete marcate e quattro subite.
Sei giorni più tardi è andata in scena la finale della Zurich Premiership tra Wasps e Gloucester. Nella regular season i londinesi erano arrivati secondi proprio dietro i bianco-rosso-blu, distanziati di ben quindici lunghezze. Quel giorno, però, non c’è stata storia. Il capitano Lawrence Dallaglio ha guidato i suoi ad una netta vittoria per 39 a 3.

Nella stagione successiva i Wasps hanno prima bissato il trionfo in Premiership, vincendo 10 a 6 la finale contro il Bath. Quindi, hanno conquistato la loro prima Heineken Cup.
I giallo-neri sono arrivati in testa al girone 6, lo stesso del Calvisano. A quel punto, dopo avere superato agilmente il Gloucester nei quarti e vinto una semifinale al cardiopalma con il Munster per 37 a 32, si sono ritrovati il 23 maggio 2004 a Twickenham a giocarsi la finale contro i campioni in carica del Tolosa. La partita è terminata 27 a 20: tre mete realizzate a una, tra cui quella di Rob Howley ad un minuto dal termine, quando le squadre ferme sul 20 a 20 stavano già pensando ai tempi supplementari. Rob ha calciato avanti l’ovale per se stesso nei pressi della bandierina. L’estremo avversario, pensando che la palla uscisse dal campo, se l’è lasciata ingenuamente scorrere tra i piedi, senza accorgersi che alle sue spalle arrivava come un falco il mediano dei Wasps, il quale si è tuffato sull’ovale in area di meta mettendo a segno una storica marcatura.

È stata questa l’ultima partita del mediano di mischia gallese. Infortunatosi poco tempo dopo allo scafoide, non è riuscito più a recuperare nonostante l’inserimento chirurgico di un chiodo di metallo nell’osso. Così, il 1 novembre 2004 il ragazzo ha annunciato di essere costretto ad appendere definitivamente le scarpette al chiodo.

Rob Howley e Alex King

Nel dicembre del 2004 Howley è stato assistente allenatore di Bob Dwyer sulla panchina dei i Barbarians, nella sfida contro gli All Blacks. Subito dopo, è entrato nello staff tecnico dei Cardiff Blues come allenatore dei trequarti, agli ordini di Dai Young.

Il 5 giugno 2005, a tre anni di distanza dal suo ritiro, Howley è sceso in campo un’ultima volta per un testimonial match al Millennium Stadium con l’ex compagno Scott Quinnell. La selezione chiamata Howley’s Rest of the World ha vinto 67 a 57 contro la Quinnell’s Britain & Ireland.

Nel gennaio del 2008, l’ex mediano di mischia è diventato assistente del nuovo coach del Galles Warren Gatland. I due si erano conosciuti nel 2002, quando il neozelandese era allenatore dei Wasps.

Dopo aver aiutato il Galles a raggiungere le semifinali della Coppa del Mondo di Rugby del 2011, come assistente allenatore, Howley ha firmato un nuovo accordo con la Welsh Rugby Union che lo ha visto continuare a lavorare al fianco di Gatland e nel 2012 ha contribuito a guidare il Galles al terzo Grande Slam in otto anni. Proprio nel 2012, Rob è diventato primo allenatore ad interim in quanto Gatland era impegnato con i British and Irish Lions.
Quando il neozelandese si è fratturato entrambe le caviglie a seguito di un incidente domestico, Howley ha ricevuto l’incarico di guidare la nazionale nel tour di quell’estate in Australia. Sotto la guida di Howley il Galles ha perso tutte e tre le prove, anche se con margini ristretti, e poi ha subito sconfitte umilianti da Samoa e Argentina durante i test internazionali d’autunno. Tuttavia, nonostante questo, Rob è stato nominato anche coach della trequarti dei Lions da Warren Gatland per il tour in Australia, dove i rossi hanno conquistato la serie 2 a 1.

Terminato il tour, Rob è tornato a ricoprire l’incarico di assistente di Gatland nella nazionale gallese.

A settembre del 2016 è stato consegnato nuovamente l’incarico di condurre i Lions in Nuova Zelanda nel 2017 a Warren Gatland, il quale ha voluto al suo fianco ancora Rob Howley. Come accaduto tre anni prima, questi ha raccolto la carica di allenatore del Galles ad interim con effetto immediato, guidando il XV in tutti i test match di autunno 2016, con i Dragoni che ne hanno vinti 3 su 4, pur attirando critiche negative per le loro performance. Rob sarà anche il coach durante il Sei Nazioni del 2017 e, in attesa dell’appuntamento con i Lions, guiderà la nazionale del principato durante il tour estivo dello stesso anno.

 

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