Richie McCaw: sul tetto del mondo

(di Roberto Vanazzi)

Io sono contento di fare la mia parte, ma non puoi fare ciò che fai senza i tuoi compagni.” (Richie McCaw)

Richie McCaw è considerato all’unanimità il miglior openside flanker del pianeta, quello che “nessuno come lui attorno ai raggruppamenti”. Richie McCaw è colui che è stato eletto per tre volte rugbista dell’anno; talmente scontata la sua vittoria che alla fine si è deciso di non candidarlo nemmeno più, per dare spazio anche agli altri. Richie McCaw è il neozelandese con più presenze in nazionale e il capitano che ha indossato la fascia al braccio più di tutti, e che più di tutti ha vinto. Richie McCaw ha le dimensioni e la forza di un grande difensore, la testa pensante e le mani veloci necessarie per padroneggiare la breakdown area, l’abilità di anticipare il gioco e la capacità di movimento per andare in meta. Richie McCaw è salito sul tetto del mondo e non intende più scendervi.

Richie McCaw

Hugh Richard McCaw è nato il 31 dicembre 1980 a Oamaru, a nord di Otago, e ha studiato presso la Otago Boys High School, dove ha giocato la sua prima volta a rugby con la maglia numero 8.

Nel 1999 il ragazzo ha fatto parte della nazionale Under 19, squadra allenata da Mark Shaw, che ha vinto il campionato mondiale di categoria in Galles.
L’anno successivo il flanker è stato selezionato per giocare con l’Under 21. Nel frattempo ha debuttato per Canterbury nel campionato provinciale nazionale (NPC) contro North Harbour.

Il 31 marzo 2001 Richie ha iniziato l’avventura in Super Rugby con la franchigia dei Crusaders, entrando in campo qualche minuto in una sconfitta contro gli Hurricanes. Quell’anno ha giocato soltanto due volte per il club rosso-nero, entrambe le volte come sostituto, per un totale di otto minuti. Il ragazzo ha comunque avuto modo di disputare una stagione completa in NPC con Canterbury, ed è stato eletto capitano della Nuova Zelanda Under 21.

Anche se aveva soltanto 20 anni e non più di diciassette partite per Canterbury sulle spalle, John Mitchell, il nuovo allenatore degli All Blacks, lo ha selezionato per il tour 2001 di fine anno in Irlanda, Scozia e Argentina. Il 17 novembre 2001 McCaw ha ricevuto il suo battesimo del fuoco contro l’Irlanda a Dublino, una gara dove la Nuova Zelanda ha vinto 40 a 29, e dove lui è stato eletto Man Of The Match grazie a una performance accattivante.
McCaw ha disputato tutte e tre i test match di quel tour, con gli All Blacks che hanno battuto, oltre l’Irlanda, anche la Scozia (37 a 6) e l’Argentina (24 a 20).

L’anno seguente McCaw ha svolto un ruolo chiave nel trionfo neozelandese al Tri Nations. Il 3 agosto, nella sfida persa dai neri a Sydney per 14 a 16, Richie ha segnato la sua prima meta internazionale.

Intanto i Crusaders hanno vinto il Super Rugby, battendo in finale i Brumbies 31 a 13.

Anche nel 2003 la franchigia di Christchurch è giunta in finale, ma è stata sconfitta dai Blues 17 a 21.
Sempre nel 2003, gli All Blacks hanno conquistato ancora il Tri Nations, stavolta con tanto di Bledisloe Cup, ponendo così termine al regno degli australiani che la detenevano da 5 anni. Da quella volta la coppa non ha più lasciato la Terra della Lunga Nuvola Bianca.

Quell’anno, però, gli occhi erano tutti puntati sulla Coppa del Mondo, che si svolgeva in Australia.
La Rugby World Cup 2003 ha visto consolidare la reputazione del flanker come uno degli astri nascenti del rugby mondiale. McCaw ha giocato tutti i match della sua squadra e ha elargito alcune prestazioni notevoli. Gli All Blacks hanno vinto tutte le gare del girone (che comprendeva anche l’Italia) e sconfitto gli Springboks nei quarti 29 a 9. Alla fine, però, hanno dovuto piegarsi ai padroni di casa australiani in semifinale per 10 a 22.
Per Richie la soddisfazione di essere stato eletto miglior giocatore neozelandese dell’anno.

McCaw ha vinto con Canterbury il titolo NPC del 2004, ma i Crusaders hanno perso la finale con i Brumbies 38 a 47.

Per quanto riguarda la nazionale, invece, quell’anno c’è stato un cambio di allenatore: fuori John Mitchell, dentro Graham Henry, il quale non ci ha pensato due volte a riconfermare McCaw come prima scelta a openside flanker. Anzi, lo ha eletto vice capitano della squadra.
Nel primo test della serie casalinga contro l’Inghilterra, Richie è stato scortato fuori dal campo dopo aver subito una commozione cerebrale, a seguito di uno scontro di teste con il collega All Black Xavier Rush. Purtroppo ha continuato a soffrire di mal di testa e un mese dopo ha lasciato la squadra nel mezzo del Tri Nations per concentrarsi sul recupero.

Nel novembre 2004 è tornato con gli All Blacks per il tour di fine stagione in Italia, Galles e Francia. Una settimana dopo avere siglato la sua prima doppietta internazionale contro gli azzurri a Roma, nell’unica partita della sua carriera giocata in Italia, Richie è stato nominato per la prima volta capitano, all’età di 23 anni, contro il Galles, in sostituzione di Tana Umaga che era a riposo.

Nell’aprile 2005 il capitano dei Crusaders ha sofferto di una nuova commozione cerebrale. È uscito dal campo in barella dopo aver tentato un placcaggio sul pilone dei Bulls Richard Bands. Dopo l’incidente McCaw ha visitato un ragazzo in ospedale, che si era rotto il collo in una partita di rugby, e ha cominciato a chiedersi se avrebbe dovuto smettere di giocare. Un altro paraplegico in reparto gli ha detto che lui si era rotto il collo nuotando mentre si trovava in vacanza nelle isole Fiji, convincendo McCaw che l’incidente può accadere ovunque. Un mese più tardi, nel maggio 2005, McCaw è tornato ad allenarsi con il suo club, conducendoli in seguito alle vittorie in semifinale e finale, contro gli australiani Warathas.

McCaw è stato restituito al rugby internazionale il 10 giugno 2005, nel 91 a 0 con Fiji. Lo stesso anno gli All Blacks hanno sconfitto i British and Irish Lions sia a Christchurch (21 a 3) che a Wellington (48 a 18).
Sempre il 2005 ha visto la prima di quattro consecutive vittorie nel Tri Nations per la Nuova Zelanda, condito con il Grande Slam nel tour europeo di fine anno.

Richie ha conquistato anche il titolo del Super Rugby nel 2006, con i Crusaders che hanno sconfitto in finale gli Hurricanes 19 a 12.

Il 10 giugno, all’età di 25 anni e dopo 36 partite, McCaw è stato nominato definitivamente capitano degli All Blacks, iniziando la carriera da skipper battendo l’Irlanda 34 a 23. Quell’anno McCaw ha aggiunto il primo IRB Player of the Year alla sua lista di riconoscimenti.

Richie ha poi condotto gli All Blacks alla Coppa del Mondo in Francia del 2007. I neozelandesi partivano favoriti, ma ancora una volta hanno visto sfumare il successo sul più grande palcoscenico del rugby, battuti ai quarti dalla Francia per 18 a 20, con una meta di Jauzion viziata da un in avanti non segnalato.
McCaw ha marcato 3 mete nell’arco del torneo: una alla Scozia e un’altra doppietta contro gli azzurri.

Nel 2008, dopo la delusione del Mondiale, McCaw ha spinto di nuovo i Crusaders al successo del Super Rugby, vincitori in finale ancora sui Warathas per 20 a 12.

mccaw crusaderGli All Blacks, invece, hanno sconfitto a inizio stagione  l’Irlanda e l’Inghilterra. Contro il XV della Rosa Richie si è infortunato ed è stato costretto a perdere l’inizio del Tri Nation. Rodney So’oialo è stato eletto capitano in sua assenza e ha iniziato il torneo con una vittoria e due sconfitte. McCaw è tornato per il quarto match e gli All Blacks hanno vinto le restanti tre partite, compreso un 19 a 0 in Sudafrica; era la prima volta in 105 anni che i sudafricani hanno terminato una gara senza punti sul proprio terreno. I neri hanno così mantenuto il titolo e la Bledisloe Cup. Da notare che il quarto match per aggiudicarsi la coppa è stato giocato a Hong Kong, con l’intenzione di espandere il gioco del rugby. McCaw ha segnato la meta a un quarto d’ora dal termine che ha permesso ai neri di vincere la partita 19 a 14.

In autunno la squadra è volata in Europa dove ha ottenuto un altro Grande Slam contro le Home Unions. Alla fine del tour McCaw ha fatto anche il suo debutto con i Barbarians, in una sconfitta 12 a 18 subita dall’Australia allo stadio di Wembley.

Un infortunio al ginocchio e una commozione cerebrale hanno limitato il contributo di Richie nel Super 14 del 2009. McCaw ha anche saltato i test di giugno contro la Francia e l’Italia. Tuttavia, è tornato nelle file degli All Blacks giusto in tempo per chiudere il Tri Nations, quell’anno vinto dal Sudafrica. È stata la prima volta in cinque anni che la Nuova Zelanda non ha vinto il torneo; la quinta da quando il Tri Nations è nato nel 1996. I neri hanno comunque avuto la soddisfazione di conquistare la Bledisloe Cup. L’ultima sfida, quella volta, si è disputata a Tokyo, dove gli All Blacks hanno vinto la gara 32 a 19, e con essa la coppa.

Richie ha in seguito guidato la sua squadra ad un altro tour con Grande Slam in Europa, culminato con la rivincita sulla Francia a Marsiglia, asfaltata 39 a 12.
Anche se gli All Blacks hanno vinto tutte le partite del tour, una sconfitta patita in precedenza in Francia e tre battute d’arresto con gli Springboks hanno fatto si che quella stagione sia stata la più sofferta da quando McCaw ha esordito nel 2001. Nonostante ciò, il capitano è stato nominato giocatore dell’anno per la seconda volta.

Durante la stagione 2010 McCaw ha giocato la sua 100a partita in Super Rugby, in una sconfitta per mano dei sudafricani Stormers.

Quell’anno il ragazzo di Oamaru ha guidato gli All Blacks a 13 vittorie in 14 test. Con le tre nella serie casalinga contro Irlanda (66 a 28) e due con il Galles (42 a 9 e 29 a 10), McCaw ha superato il record di 39 vittorie per un capitano della Nuova Zelanda, che apparteneva a Sean Fitzpatrick.

Il test numero 50 di McCaw come skipper è arrivato nel mese di agosto, quando l’impareggiabile openside flanker ha ispirato la sua squadra in due trionfi con gli acerrimi rivali australiani: 49 a 28 a Melbourne, dove ha segnato una meta, e 20 a 10 a Christchurch, assicurando così che la Bledisloe Cup restasse ben salda in Nuova Zelanda per un altro anno.

Dopo avere sconfitto 29 a 22 il Sudafrica a Johannesburgh, l’11 settembre 2010 Richie ha condotto la sua squadra ad un’altra vittoria contro i Wallabies, questa volta a Sydney, nel suo match numero 52 da capitano, ovvero quello in cui ha sopravanzato Fitzpatrick come skipper con più presenze in tutta la storia All Blacks. McCaw ha segnato per l’occasione anche una meta, scatenando un finale emozionante, che ha visto gli ospiti uscire vincitori per un solo punto: 23 a 22.
Richie ha portato così la sua squadra al quinto trionfo nel Tri-Nations in sei anni e ha completato una stagione eccezionale guidandola anche nel quarto tour con Grande Slam nel Regno Unito. Nella partita contro l’Irlanda McCaw, insieme al compagno di squadra Mils Muliaina, ha disputato il test match numero 93, superando il solito Sean Fitzpatrick quale All Blacks con più presenze nella storia.
Di conseguenza non è stata una sorpresa quando McCaw ha completato la sua personale tripletta di premi IRB Player of the Year a conclusione dell’anno.

Una frattura da stress al piede destro, però, è stato un grosso guaio per McCaw per gran parte del 2011. Dopo aver subito un intervento chirurgico per inserire un perno a inizio anno, ha dovuto gestire il suo tempo di gioco per tutta la stagione.

È stato anche un anno duro per i Crusaders, costretti a giocare l’intero Super Rugby all’esterno, a causa del danneggiamento dell’AMI Stadium per il forte terremoto. I Crusaders sono comunque arrivati alla finale, dove però hanno perso contro gli australiani Reds 13 a 18.
McCaw si è trovato dalla parte dei perdenti ancora poche settimane più tardi, presso il Suncorp Stadium, con i Wallabies che hanno tolto agli All Blacks la corona del Tri Nations.

L’infortunio al piede di McCaw è riemerso durante la Coppa del Mondo 2011 e il flanker è stato costretto a saltare le sfide nel girone iniziale contro Giappone e Canada.  Era però in mischia nella bella vittoria per 37 a 17 con la Francia, gara in cui è diventato il primo All Black della storia a raggiungere la soglia delle 100 presenze in nazionale, e nel 33 a 10 rifilato all’Argentina ai quarti. Il capitano ha quindi ispirato gli All Blacks nella vittoria 20 a 6 contro l’Australia in semifinale, per poi guidarli nella sofferta vittoria in finale ancora contro la Francia, terminata 8 a 7.
Dopo David Kirk, nel lontano 1987, un altro capitano in nero ha sollevato la coppa più prestigiosa al cielo: Richie McCaw.

Richie è stato battuto dal compagno di squadra Jerome Kaino per il titolo di migliore giocatore neozelandese dell’anno, ma è stato insignito del Premio Halberg, che premia lo sportivo neozelandese dell’anno.

Sempre nel 2011, Richie McCaw ha rifiutato di trasferirsi in un club all’estero e ha firmato un nuovo contratto quadriennale con i Crusaders, pur di continuare a giocare con gli All Blacks.

McCaw, che dopo la finale della Rugby World Cup 2011 non ha più disputato nessun incontro a causa di un intervento chirurgico al solito piede, è tornato in campo con i Crusaders il 30 aprile 2012, nella sfida che ha visto il suo club sconfiggere i Waratahs a Sydney per 37 a 33.

Nel 2012 il capitano ha condotto la sua nazionale alla conquista del primo Rugby Championship, ovvero l’ex Tri Nations con l’aggiunta dell’Argentina, senza subire sconfitte. Durante l’ultima partita, vinta contro gli Springbocks, il capitano ha raggiunto la sua vittoria numero 100 in maglia nera.

A quel punto il capitano ha deciso di prendersi un anno sabbatico, sospendendo le attivtà sia con la nazionale sia con la sua squadra di club.

McCaw è tornato in campo nel luglio del 2013, prima con la maglia di Canterbury, in NPC, e poi per disputare la semifinale di Super Rugby con i Crusaders, partita persa per un solo punto (19 a 20) contro i connazionali Chiefs.

A settembre il flanker era in campo con  la fascia sul braccio anche per la seconda edizione del Rugby Championship. Gli All Blacks hanno vinto tutte le gare senza quasi mai soffrire, conquistando così il torneo e anche la loro undicesima Bledisloe Cup consecutiva.

Il 2013, per gli All Blacks è stato l’anno perfetto: 14 vittorie su altrettante gare. Sotto la guida di McCaw i neri, dopo avere vinto il Championship a mani basse sono partiti per il tour europeo dove hanno conquistato il Grande Slam. L’8 novembre 2013, a Parigi contro la Francia, McCaw ha raggiunto quota 85 partite ufficiali con la fascia al braccio. Mai nessuno è stato capitano di una nazionale così tante volte. La partita, per la cronaca, è stata vinta dagli All Blacks per 26 a 19.

L’anno successivo stessa solfa. A giugno, gli uomini in nero guidati da McCaw hanno vinto la serie casalinga di tre gare contro l’Inghilterra. Quindi, hanno nuovamente conquistato il Rugby Championship, subendo, però, un paio di battute d’arresto: il pareggio contro l’Australia a Sydney nella gara di apertura e la sconfitta a Johannseburgh, con il piazzato di Pat Lambie a due minuti dal termine che ha regalato agli Springboks una storica vittoria per 27 a 25. ERano 22 partite che i Tuttineri non perdevano. L’ultima sconfitta risaliva al dicembre del 2012, con l’Inghilterra. Nella sfida del 22 agosto a Auckland, contro i Wallabies, Richie ha marcato una doppietta. Altre due volte il capitano aveva segnato due mete nella stessa gara, entrambe all’Italia: nel 2004 a Roma, e a Marsiglia, durante il mondiale francese del 2007. Tre settimane più tardi, a Wellington, Richie ha varcato la linea di meta degli Springboks, per quella che è stata la sua meta internazionale numero ventiquattro.

Il 22 novembre 2014, durante la partita con il Galles al Millenium Stadium, McCaw ha raggiunto quota 100 caps con la fascia di capitano. La partita è terminata 34 a 16 per gli All Blacks, con tre mete marcate negli ultimi dieci minuti di gioco a ribaltare il vantaggio gallese. In precedenza, i neri avevano sconfitto l’Inghilterra 24 a 21, con Richie che ha marcato la sua venticinquesima meta, e la Scozia 24 a 16.

Durante il Championship del 2015, nella sfida del 25 luglio a Johannesburg, con le squadre ferme sul 20 a 20 una meta del capitano a partita quasi terminata ha regalato la vittoria agli All Blacks per 27 a 20.
L’8 agosto, a Sydney, Richie ha conquistato il suo cap numero 141 con la maglia della propria nazionale, eguagliando così il record di presenze di Brian O’Driscoll e diventando il giocatore con più presenze nel mondo. Il record McCaw lo ha superato il giorno di ferragosto, durante la seconda sfida con gli Aussies per la Bledisloe Cup 2015, che ha regalato ai neri il trofeo. Nei suoi 142 test, sino a questo momento, il 34enne McCaw ha perso solo 15 volte.

In autunno, il capitano è partito in direzione Regno Unito per partecipare ala sua quarta edizione della Coppa del Mondo.

La squadra in nero ha compiuto praticamente una marcia trionfale, vincendo tutte le partite del suo girone senza particolari patemi, con Argentina, Namibia, Georgia e Tonga.
Nei quarti gli uomini allenati da Hansen hanno asfaltato la Francia 62 a 13, sommergendola sotto una pioggia di nove mete, con una hat trick di Julian Savea.
In semifinale, invece, gli All Blacks da belli si sono trasformati in pragmatici e dopo una vera e propria battaglia campale, tutta orgoglio e sacrificio, sono riusciti ad avere la meglio di un bel Sudafrica sopravanzandoli di soli due punti: 20 a 18. In questa gara McCaw ha stabilito un’altro record: ha indossato la fascia da capitano per la 12° volta in una Coppa del Mondo, come nessuno a mai fatto prima di lui. Richie ha giocato anche sua partita mondiale numero 21 e si è ritrovato ad una sola lunghezza dal record assoluto di 22 appartenente al pilone inglese Jason Leonard.

McCaw ha eguagliato il  record il 31 ottobre 2015 a Twickenham, durante la finale del mondiale contro l’Australia. Quel giorno Richie è diventato anche il primo capitano della storia ha vincere due volte il Webb Ellis Trophy, perché gli All Blacks, vincendo 34 a 17, si sono lauerati per la seconda volta campioni del mondo. Un bel modo per chiudere una carriera che non ha eguali.

Il 19 novembre 2015 è arrivato l’annuncio ufficiale: Richie McCaw ha detto addio al rugby giocato. Il capitano più vincente, l’uomo con più caps al mondo (148, di cui 112 con la fascia la braccio, corredate da 131 vittorie) ha dichiarato che il suo futuro sarebbe stato quello di pilota commerciale di elicottero.

Ormai si può benissimo affermare che Richie McCaw ha raggiunto lo status di “leggenda” al pari di altri famosi capitani All Blacks, come Sean Fitzpatrick, Graham Mourie, Ian Kirkpatrick, Wayne “Buck” Shelford, Andy Dalton, Tana Umaga, Wilson Whineray e Brian Lochore.

 

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