Richie Collins: un cestista in terza linea

(di Roberto Vanazzi)

Vecchio Galles montano, il paradiso dei bardi,
Ogni valle, ogni rupe è bello alla mia vista;
Attraverso i sentimenti patriottici, così attraente m’è il mormorio
Dei suoi ruscelli e dei suoi fiumi.
(Hen Wlad Fy Nhadau – Inno nazionale del Galles)

Atleta intelligente e tecnicamente dotato, il gallese Richie Collins, oltre che nel rugby, si è cimentato con ottimi risultati anche nel basket. Per quanto riguarda la palla ovale, il ragazzo è stato un’eccellente terza linea, con la straordinaria capacità di trovarsi sempre nel posto giusto al momento giusto, un fondamentale essenziale per qualsiasi flanker. Purtroppo, è stato considerato un peso leggero tra i giganti del rugby mondiale e i selezionatori hanno spesso deciso di ignorare la sua abilità con la palla per favorire giocatori fisicamente più forti.

Richie Collins

Richie Collins

Nato a Cardiff il 2 marzo 1962, Richard Graham Collins ha iniziato il viaggio in Ovalia con il St. Albans RFC, squadra di un distretto di Cardiff.

Nel 1982 Richie ha vestito la maglia bianca e nera del Pontypridd. L’anno seguente, invece, era a Newport, club con il quale ha debuttato proprio contro Pontypridd il 9 novembre 1983, vincendo 26 a 8.

Nel 1986 Collins ha guadagnato un cap con il Galles B. Quindi, ha giocato la sua centesima partita per Newport contro il Cardiff, nell’aprile 1986, per la finale di Coppa. L’anno successivo si è trasferito proprio al Cardiff RFC. Essendo un ufficiale di polizia, il ragazzo ha rappresentato anche la squadra della South Wales Police.

Il flanker ha fatto il suo debutto in nazionale a 25 anni, il 7 marzo 1987,quando il coach Tony Gray lo ha fatto entrare dalla panchina per rilevare il terza centro Phil Davies nella partita contro l’Inghilterra. Davies era stato colpito da un pugno di Wade Dooley che gli ha fratturato lo zigomo e Collins è entrato nel bel mezzo di una partita cattivissima, passata alla storia come “la Battaglia di Cardiff”, dove ci sarebbero stati bene un paio di arresti. Il Galles ha vinto quel terribile match 19 a 12, grazie alla meta del pilone Stuart Evans e cinque piazzati di Mark Wyatt.

Richie ha disputato da titolare anche l’ultima sfida di quel Cinque Nazioni, ancora all’Arms Park, contro l’Irlanda, perdendo 11 a 15. Poi, in primavera, è partito con la squadra per disputare la prima Coppa del Mondo di rugby in Nuova Zelanda.

È stato durante quel torneo che Collins ha ottenuto la definitiva consacrazione, con il Galles che, contro ogni previsione, ha raggiunto uno storico terzo posto. Dopo un eccezionale prima fase, in cui hanno sconfitto l’Irlanda a Wellington, i Dragoni sono riusciti nell’impresa di battere 16 a 3 l’Inghilterra ai quarti di finale, con le mete di Gareth Roberts, Robert Jones e John Devereux. La sfortuna ha voluto che gli uomini di Tony Gray dovessero affrontare in semifinale i temibili All Blacks, futuri campioni del mondo, i quali con un secco 49 a 6 hanno inflitto loro l’unica sconfitta del mondiale.
Il Galles ha in seguito battuto 22 a 21 l’Australia nella finale di consolazione, grazie alla meta di Adrian Hadley a tempo scaduto trasformata dallo stesso trequarti ala. Collins, però, quel giorno non era in campo.

Richie ha chiuso il 1987 giocando il 28 dicembre per i Barbarians contro Leicester. I Baa-baas hanno perso 30 a 48 e il seconda linea di Cardiff ha marcato una meta.

L’anno successivo il rugby gallese ha avuto una stagione ricca di trionfi. È arrivata la Triple Crown e, grazie al suo lavoro di collegamento con il pack, Richie è stato uno dei giocatori chiave. Infatti, è stato merito del suo passo tipico del basket che ha dato ai propri trequarti la palla giusta per fare involare Adrian Hadley verso la seconda decisiva meta contro l’Inghilterra. Con la Scozia, all’Arms Park, Collins ha avuto una tremenda battaglia con lo scaltro flanker scozzese John Jeffrey. Alla fine, la sfida è stata vinta 25 a 20. Il successo a Dublino per 12 a 9 ha assicurato ai gallesi la Triplice Corona, ma la sconfitta casalinga con la Francia per 9 a 10, all’ultima giornata, ha fatto mancare loro la possibilità del Grande Slam e anche il primo posto nel torneo, il quale è stato condiviso proprio con Les Blues.

Un infortunio ha fermato Collins per tutta la stagione 1989, durante la quale il Galles ha eseguito un disastroso tour in Nuova Zelanda.

Il flanker di Cardiff è stato restituito al rugby internazionale nel 1990, quando numerosi giocatori gallesi sono passati al rugby a XIII. Non si è trattato, però, di un ritorno felice. Il coach Jack Ryan si è dimesso a metà del Cinque Nazioni, dopo la batosta patita a Twickenham per mano dell’Inghilterra, e sulla panchina si è seduto l’ex allenatore del Neath Ron Wauldron, il quale ha cercato di portare, senza successo, la sua strategia di club a livello internazionale. Al termine della stagione i Dragoni sono andati in Whitewash e hanno subito l’onta del Cucchiaio di Legno.

Il peggio, però, doveva ancora arrivare. Nel 1991, dopo la bruttissima sconfitta 6 a 63 contro la rampante Australia a Brisbane, il team gallese ha raggiunto il suo nadir con una sconfitta in Coppa del Mondo contro Western Samoa, a Cardiff, e conseguente eliminazione dal torneo. L’unica consolazione per Richie in quell’anno tragico è stata la prima meta internazionale, segnata contro la Francia all’Arms Park, durante un amichevole in preparazione del mondiale.

A quel punto Collins è stato lasciato fuori rosa per dare spazio al flanker dello Swansea Richard Webster e con questo sembrava che la sua carriera internazionale fosse chiusa. Tuttavia, nel 1993 il cestista ha goduto di un nuovo contratto per giocare a Pontypridd grazie al quale, dopo un’assenza di tre anni, è stato richiamato in nazionale. Lui ha ringraziato marcando la sua seconda meta contro Fiji, a Suva, il 18 giugno 1994.

Richie non era presente nel XV che ha trionfato al Cinque Nazioni del 1994, ma ha ripreso il posto in prima squadra nella stagione 1995. Purtroppo, è arrivato un altro Whitewash, il quale questa volta ha segnato veramente la fine della sua carriera. In canto del cigno di questo flanker, contro l’Irlanda a Cardiff, è ricordata per un tackle in ritardo che ha messo fuori combattimento Eric Elwood. Il sostituto di quest’ultimo, Paul Burke, è stato l’uomo che con i il suo piede ha fatto vincere la sfida ai verdi per 16 a 12.

Un giocatore forte ed esperto Collins, che avrebbe sicuramente ottenuto maggiori soddisfazioni se avesse giocare dietro i primi cinque uomini del formidabile pack gallese degli anni Settanta.

Richie ha disputato la sua ultima partita internazionale nel 1996 con la maglia dei Barbarians, proprio contro il suo Galles, perdendo la sfida 10 a 31.

A livello di club, nel 1997 il poliziotto ha indossato la maglia del Bristol Shoguns, in Premiership inglese, per poi chiudere la carriera con il Ebbw Vale, nel sud del Galles, giocando l’ultima gara il 7 novembre 1998 contro il Tolosa, in Heineken Cup.

Nel 2000 l’ex flanker è diventato allenatore del Pontypridd, mentre nella stagione 2003/2004 è stato assistente allenatore del Newport RFC.

 

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