Richard Loe: the Enforcer

(di Roberto Vanazzi)

Ai miei tempi la Coppa del Mondo era solo un evento che capitava ogni quattro anni. Oggi il rugby è infatuato di essa; è l’inizio e la fine di tutto.” (Richard Loe)

Pilone molto forte fisicamente e con una fama di cattivo, Richard Loe non aveva alcun interesse a fare amicizia con l’avversario che aveva di fronte. Temuto e rispettato, soprannominato The Enforcer dai propri compagni di squadra, nel corso della sua carriera Richie ha ricevuto numerose squalifiche a causa di dita negli occhi e altro tipo di antigioco. La sua tecnica e la sua presenza, però, lo hanno visto altamente apprezzato dalla gerarchia della Nuova Zelanda, tanto da fargli guadagnare 78 presenze per gli All Blacks tra il 1987 e il 1995, con 49 test match e tre edizioni della Coppa del Mondo, formando una terribile prima linea che includeva anche Sean Fitzpatrick e Steve McDowall.

Richard Loe

Richard Loe

Richard Wyllie Loe è nato il 6 aprile 1960 a Christchurch. Studente presso la Christchurch Boys’ High School, Richie ha giocato per il XV del liceo capitanato da Steve Hansen. Nello stesso periodo il ragazzo ha indossato la maglia bianco-blu del Fraser Tech Rugby Football Club di Hamilton.

Nel 1980 Loe ha iniziato la sua carriera di prima classe con Canterbury, guadagnado ben presto una certa notorietà che gli è valsa la chiamata da parte dei New Zealand Colt, la nazionale Under 21 neozelandese.

Due stagioni più tardi Richard si accasato al Marlborough, dov’è rimasto sino al 1986, l’anno in cui si è unito alla squadra di Waikato, diventando subito la forza dominante nel forte pacchetto di mischia del club giallo-nero-rosso.

Nell’autunno del 1986 una telefonata dalla Francia da parte di Brian Lochore ha fatto sapere a Richard Loe che le sue doti di pilone erano richieste per sostenere la squadra All Black nel loro tour. Loe, che aveva debuttato per Waikato soltanto all’inizio dell’anno, ha fatto le valige ed è volato a La Rochelle, dove l’11 novembre ha compiuto la sua prima apparizione per la Nuova Zelanda allo Stade Marcel Deflandre, per affrontare i French Barbarians in una prima linea che prevedeva anche il tallonatore Hika Reid e l’altro pilone Kevin Boroevich. La sfida è stata vinta dagli uomini dell’Emisfero Sud per 26 a 12 e Loe ha iniziato in quel modo una lunga collaborazione con la nazionale del suo paese.

Poco dopo, infatti, un eccellente trial ha assicurato a Richard un posto nella squadra che ha partecipato alla Coppa del Mondo del 1987.

Il torneo è iniziato venerdì 22 maggio con la sfida di Auckland tra i padroni di casa e l’Italia. È stata questa la partita in cui il pilone del Waikato ha fatto il suo debutto ufficiale con la maglia degli All Blacks. La gara è terminata 70 a 6 per la Nuova Zelanda, con 12 mete marcate in 65 minuti, tra le quali la pazza corsa di 80 metri con la quale John Kirwan ha saltato i ragazzi in maglia azzurra come uno slalomista tra i paletti.
Richard ha giocato anche la partita con l’Argentina, vinta 46 a 15, contribuendo con due gare a far sollevare il Webb Ellis Trophy al suo capitano David Kirk.

Più tardi, lo stesso anno, Loe ha partecipato al tour in Giappone, dove ha segnato una meta agli Asian Barbarians il 28 ottobre ed una alla nazionale giapponese quattro giorni più tardi. Poi, ha giocato le prove contro il Galles nella primavera 1988, affermandosi ben presto in qualità di membro permanente in quella che è considerata la migliore front row degli All Blacks di tutti i tempi, assieme a Sean Fitzpatrick e Steve McDowall.

In estate, sempre del 1988, gli All Blacks hanno conquistato la Bledisloe Cup vincendo due partite con i Wallabies e pareggiando la terza.

Tra giugno e luglio del 1989 la Nuova Zelanda ha sconfitto due volte la Francia e in altrettante occasioni i Pumas. Il 5 agosto a Auckland è stata la volta dell’Australia a soccombere, con Richie che ha segnato la sua prima meta internazionale spingendo oltre la linea l’ovale e i tre avversari che aveva di fronte.

In autunno il pilone ha preso parte al tour che la nazionale neozelandese ha intrapreso nel Regno Unito. Loe ha giocato i test match con Galles e Irlanda, entrambi terminati con una vittoria, e quattro delle undici sfide non ufficiale, segnando una meta al Cardiff. Il ragazzo ha varcato la linea bianca anche dei Barbarians, nella partita che ha chiuso il tour, assieme a Craig Innes e Zinzan Brooke.

The Enforcer si è dimostrato un abile rifinitore anche nella stagione successiva, quando in primavera ha marcato una meta nel secondo test match con la Scozia sotto il diluvio di Auckland: una marcatura importante, dato che la partita è terminata soltanto 21 a 18, con gli ospiti che sono arrivati vicinissimi a battere per la prima volta gli All Blacks.

Un paio di mesi dopo i neri, con Gary Whetton nuovo capitano al posto del dimissionario Wayne “Buck” Shelford, hanno vinto nuovamente la Bledisloe Cup. In autunno, invece, sono volati in Francia dove hanno sconfitto i padroni di casa in due test match.

Il 29 settembre e il 6 ottobre 1990 Loe ha giocato due partite con la maglia dei Barbarians. Il club ad inviti ha affrontato l’Inghilterra e il Galles nella stagione del centenario. Per la cronaca, i Baa-baas hanno perso 16 a 18 con il XV della Rosa e sconfitto i Dragoni 31 a 24.

Nel 1991 Loe è stato uno dei primi atleti scelti da Alex Wyllie per la Coppa del Mondo in Inghilterra.
La squadra per prepararsi al mondiale ha visitato l’Argentina, imponendosi in tutte le nove sfide disputate, tra le quali due test match con i Pumas di Lisandro Arbizu. Il pilone è sceso in campo in tre partite non ufficiali e in entrambe le sfide con la nazionale ospitante.

A ottobre è andata in scena la seconda edizione della Coppa del Mondo di Rugby. Richard ha giocato tutte le sfide del torneo, tranne quella con gli Stati Uniti nella prima fase. Gli All Blacks hanno sconfitto l’Inghilterra nella partita d’esordio, quindi le Aquile e infine l’Italia; 31 a 21 sull’erba di Welford Road. Arrivati primi nel loro girone, gli uomini di Wyllie sono passati agilmente con il Canada nei quarti. A quel punto, però, si sono ritrovati in semifinale con i Wallabies i quali, grazie alle magie di David Campese, hanno avuto la meglio dei loro vecchi rivali per 16 a 6, escludendoli dall’ultimo atto a Twickenham. Per la Nuova Zelanda non rimaneva che la finale di consolazione contro la sorprendente Scozia di Ian McGeechan. La partita è finita 13 a 6, con la meta di Walter Little e i calci di Jon Preston a mettere punti sul tabellone. Se per gli scozzesi il quarto posto è stato un risultato storico, per i ragazzi in nero quella terza piazza è stata vissuta come una catastrofe. Alex Wyllie si è ritrovato prontamente esonerato e al suo posto è arrivato Laurie Mains.

Richard Loe e Michael Jones

Tra il 18 e il 25 aprile 1992, per festeggiare i cento anni della NZRFU gli All Blacks hanno affrontato tre volte una formazione di stelle internazionali chiamata World XV, che presentava atleti del calibro di Gavin Hastings, Naas Botha, Didier Camberabero, Tim Horan, Phil Kearns, John Eales e Jeremy Guscott. Capitani delle squadre sono stati David Sole nella prima prova e Nick Farr-Jones nelle altre due. La serie se l’è aggiudicata la Nuova Zelanda, che dopo avere perso la prima sfida ha inanellato due successi. Loe ha marcato tre mete: una doppietta a Wellington e una sul terreno di Auckland.

A fine giugno la squadra di Laurie Mains ha svolto un tour in Australia. Richard è sceso in campo in tutti e tre i match contro i Wallabies, con i padroni di casa che hanno riportato in patria la Bledisloe Cup grazie a due vittorie. È accaduto nella seconda di queste, a Brisbane, che Loe ha rotto la mascella all’ala australiana Paul Carozza, lanciandosi con il gomito sul giocatore a terra dopo che questi aveva schiacciato l’ovale oltre la linea per la sua seconda meta.
Il pilone di Christchurch ha disputato anche tre gare infrasettimanali, segnando una meta a Western Australia, mentre nella sfida contro Queensland ha avuto l’onore di vedersi affidata la sua prima fascia da capitano.

La tournée è proseguita quindi in Sudafrica, dove si festeggiava la fine dell’apartheid e la riapertura delle frontiere. Gli All Blacks hanno vinto 27 a 24 la gara con gli Springboks, con le marcature di Zinzan Brooke, John Kirwan e John Timu. Richard la sua meta l’ha realizzata a Durban, contro il XV di Natal.

A quel punto, sempre nel 1992, Loe ha avuto la sciagurata idea di ficcare con forza le dita negli occhi al giocatore di Otago Greg Cooper durante una ruck, nella vittoriosa finale in cui Waikato ha conquistato il titolo di NPC. La commissione disciplinare gli ha comminato una sospensione di sei mesi, a causa della quale il pilone ha saltato la serie con i British Lions dell’anno seguente.

All’inizio del 1994, dopo 96 partite per Waikato, Loe è tornato sull’Isola del Sud, dov’è diventato una figura chiave nella rinascita del Canterbury Rugby.

Il rientro in nazionale di Richard è avvenuto il 26 giugno del 1994, nella partita di Christchurch con la Francia allenata da Pierre Berbizier. Gli europei hanno vinto quella sfida 22 a 8 e sono riusciti ad imporsi 23 a 20 anche la settimana successiva all’Eden Park di Auckland, compiendo in quel modo un’impresa storica.

Pochi giorni dopo in Nuova Zelanda sono arrivati gli Springboks, assenti dalla terra della Lunga Nuvola Bianca da 13 anni, dopo il contestato tour del 1981. La serie, che prevedeva tre test match, ha visto due vittorie dei Tuttineri e un pareggio. The Enforcer è sceso in campo in tutti gli incontri in una front row con il suo capitano Sean Fitzpatrick e Olo Brown pilone destro, e ha incontrato i sudafricani anche il 30 luglio a Christchurch con la maglia del suo club.

Il 1995 è stato l’anno della Coppa del Mondo in Sudafrica: il pilone del Canterbury ha così ottenuto la sua terza partecipazione ad un mondiale.

Al loro arrivo in Sudafrica gli All Blacks hanno dovuto innanzitutto resistere alla passione dei tifosi locali, in particolare quelli di colore, che fino a pochi anni prima, quando era ancora in vigore l’apartheid, li consideravano idealmente la loro rappresentativa. Gli Springboks partecipavano per la prima volta a un mondiale, dopo l’esclusione dalle due edizioni precedenti a causa del regime segregazionista.
La Nuova Zelanda ha debuttato il 27 maggio all’Ellis Prk di Johannesburg, dove ha sconfitto l’Irlanda 43 a 19, con la prima doppietta di Jonah Lomu. La gara successiva ha visto la vittoria contro il Galles per 34 a 9. Poi,  il 4 giugno, gli All Blacks hanno sconfitto il Giappone a Bloemfontein con il punteggio record di 145 a 11; anche Loe ha partecipato alla scorpacciata di marcature, ben 21, realizzando quella che sarebbe stata la sua ultima meta con la felce sul petto.
Ai quarti è arrivato il successo sulla Scozia, battuta 48 a 30, così gli uomini di Laurie Mains si sono ritrovati in semifinale contro l’Inghilterra di Will Carling, che aveva appena conquistato il Grande Slam. I sudditi di Sua Maestà non sono riusciti ad arginare la forza devastante di Lomu, che con le sue quattro mete ha influito pesantemente sul punteggio di 45 a 29 con cui si è chiuso l’incontro. L’immagine del gigante vestito di nero che sovrasta Mike Catt sarà una di quelle che persisteranno attraverso i prossimi decenni.

I Tuttineri sono così approdati alla finale, dove hanno affrontato il Sudafrica. La vigilia della sfida è stata macchiata da una strana circostanza: dopo il pranzo,molti giocatori degli All Blacks hanno accusato una serie di malori, tanto da far pensare ad un avvelenamento. La squadra, seppure non nelle migliori condizioni, ha deciso comunque di giocare la finale a Johannesburg. Loe è entrato in campo a gara iniziata, ma neppure la sua grinta è riuscita ad evitare che i padroni di casa si aggiudicassero il mondiale. Il drop nell’extra time calciato da Joel Stransky, quando le squadre erano in perfetta parità, è stato decisivo. Dopo il primo posto del 1987 e il terzo nel torneo successivo, con questa seconda piazza Richard ha conquistato un altro podio iridato.

Dopo la Coppa del mondo Richie è entrato dalla panchina per giocare una partita il 29 luglio contro l’Australia a Sydney. Quindi, in autunno, è arrivato con i suoi compagni in Europa. Il pilone ha giocato una sfida a Catania con l’Italia A, per poi volare in Francia dove ha affrontato i French Barbarians, la squadra con cui aveva cominciato nel 1986, e due selezioni locali, contro le quali ha indossato la fascia da capitano.
Il 18 novembre 1995 Richard ha disputato il suo ultimo test con la felce sul petto, quando, all’età di 35 anni, è entrato sull’erba del Parc des Princes per una sostituzione nella sfida che ha visto i Tuttineri battere la Francia 37 a 12.

Nel 1996 Loe è diventato professionista e con la nascita del Super Rugby si è accasato ai Crusaders, dov’è rimasto una sola stagione. L’anno successivo, infatti, è tornato a Waikato tra le fila dei Chiefs, prima di ritirarsi a causa di un infortunio al collo.

Dopo il pensionamento dal rugby Loe si è dedicato alla sua azienda agricola ed è diventato un giornalista sportivo per il New Zealand Herald e, in televisione, per Sky Sport.

 

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