Pierre Albaladejo: l’uomo con i piedi d’oro

(di Roberto Vanazzi)

I drop non sono per calciatori puri; è una questione di istinto. L’istinto del drop è come quello di un animale abbattuto che si difende.” (Pierre Albaladejo)

Figura iconica del rugby francese, Pierre Albaladejo vanta una trentina di presenze con la propria nazionale tra il 1954 e il 1964, giocate soprattutto nel ruolo di apertura dopo avere esordito come estremo. Calciatore preciso con entrambi i piedi, Albaladejo ha fatto del drop un’opera d’arte, tanto da essere soprannominato Monsieur Drop.

L’apertura del Dax detiene ancora oggi il record per il maggior numero di calci di rimbalzo in una singola partita del Cinque/Sei Nazioni, dopo averne realizzati tre all’Irlanda nel 1960. Jean-Patrick Lescarboura nel 1985, Diego Dominguez nel 2000 e Neil Jenkins nel 2011 condividono lo stesso primato. Nel corso di tutta la sua carriera il giocatore ha realizzato 12 drop in 30 match, un numero che potrebbe fare sorridere se paragonato a quanto fatto da Jonny Wilkinson, che con i suoi 36 drop in 91 partite è il miglior marcatore internazionale, ma c’è da tenere conto che Pierre indossava scarpe rigide e che il pallone era ancora in pelle e diventava pesantissimo con la pioggia. Egli doveva quindi colpire la palla di punta e per questo serviva un sacco di controllo e di potenza nel gesto. Negli anni ‘60, visti i materiali e le attrezzature, il numero di punti era per forza di cose inferiore a quelli del nuovo millennio, ma non per questo i giocatori erano meno campioni di quelli attuali. Anzi…

Pierre Albaladejo

Pierre Albaladejo, soprannominato Bala e anche Monsieur Drop, è nato il 14 dicembre 1933 a Dax, in una famiglia di umili origini: il padre era impiegato di una società elettrica e la madre era basca di origini andaluse. Terzo di quattro fratelli, Pierre è cresciuto nel distretto di Sablar. Alla scuola comunale solo pochi eletti avevano la possibilità di proseguire gli studi; gli altri, a 14 anni, erano costretti a cercarsi un lavoro. Così è stato per Albaladejo, il quale ha trovato un impiego da apprendista presso un negozio di stampa nella sua città natale, di proprietà della vedova Cazaux. Poi, all’età di 20 anni, il ragazzo è diventato tipografo a tutti gli effetti.

Albaladejo è entrato alla scuola di rugby dell’US Dax all’età di 11 anni, finché nel 1952, mentre si trovava in categoria juniores sotto la direzione di Albert Gommes e Roger Ducournau, è stato chiamato per ricoprire il ruolo di estremo in prima squadra.

Pierre è stato notato durante la stagione 1953-1954  per le sue prestazioni contro il Lourdes e, più in particolare, durante il sedicesimo di finale che il Dax ha perso a Tolosa contro il Béziers alla fine di marzo.

Il 10 aprile 1954, all’età di 21 anni, Pierre ha ricevuto la sua prima convocazione in nazionale per affrontare la squadra inglese allo Stade Yves-du-Manoir di Colombes, nell’ultima giornata del Cinque Nazioni. Albaladejo era schierato estremo, terzo giocatore provato in quel ruolo durante il torneo dopo Michel Vannier e Henri Claverie, le prestazioni dei quali non erano state ritenute abbastanza soddisfacente nelle partite precedenti; il primo contro la Scozia e l’Irlanda, il secondo contro il Galles. La Francia ha vinto la partita con il XV della Rosa 11 a 3 e ha conquistato per la prima volta il torneo, a pari merito con il Galles e la stessa Inghilterra, la quale è stata privata così del Grande Slam. Il giovane atleta del Dax ha commesso alcuni errori, ma è riuscito comunque a mettersi in mostra con azioni brillanti.

Gli allenatori hanno mantenuto Pierre in squadra anche un paio di giorni più tardi per disputare la Coppa FIRA del 1954, concorso organizzato dalla Federazione Internazionale Amatori Rugby: una partita contro la Germania Ovest e poi la finale con l’Italia di Sergio Lanfranchi allo Stadio dei Centomila (il futuro Olimpico) a Roma, dove i Bleus hanno vinto 39 a 12. A quel punto il trequarti è stato escluso dalla nazionale fino al 1960.

Nel 1956 l’US Dax ha raggiunto la finale del campionato francese per la prima volta nella sua storia. Dopo aver sconfitto l’AS Montferrandaise nei quarti di finale a Bordeaux e il Castres Olympique a Béziers in semifinale, il 3 giugno la squadra delle Lande ha affrontato il Lourdes allo Stadio Municipale di Tolosa. L’inizio è stato promettente per il Dax, ma il piede di Pierre Albaladejo quel giorno non era caldo e il trequarti ha sbagliato tre calci da facile posizione. Poi sono usciti Les Bigourdans, i quali sono riusciti a mettere punti sul tabellone grazie a due drop di Jean Prat. L’estremo bianco-rosso ha sbagliato cinque calci nell’arco dell’incontro, mentre gli avversari sono andati due volte in meta, con Antoine Labazuy e Pierre Tarricq, e alla fine si è andati sotto la doccia sul punteggio di 20 a 0 a favore dei Lourdais.

La stagione seguente Albaladejo ha conquistato il suo primo titolo nazionale vincendo il Challenge Yves du Manoir, la Coppa di Francia, a spese del Montferrand. La finale è terminata 6 a 6, ma il Dax ha conquistato il trofeo in quanto l’età media dei propri giocatori era più bassa rispetto a quella degli avversari.

Con la sfida di campionato contro il Bourg-en-Bresse, nella stagione 1958-1959, Pierre ha cambiato per la prima volta la maglia numero 15 dell’estremo con quella numero 10 dell’apertura. C’è Emile Gensous alla base di questo cambiamento: egli credeva che Pierre non aveva le qualità per inserirsi dalle retrovie e che non dava sicurezza sui palloni alti. La sua abilità con i calci tattici, invece, era più efficace per la posizione di apertura.

Verso la fine della stagione il Dax ha giocato al Parco dei Principi un’altra finale di Challenge Yves du Manoir contro la Section Paloise, la stessa squadra che aveva eliminato i bianco-rossi negli ottavi di finale del campionato poche settimane prima. Pierre Albaladejo ha realizzato tutti i punti della sua squadra (la sfida è terminata 12 a 8) con quattro drop, permettendo così al US Dax di vincere la sua seconda coppa nazionale. In precedenza il ragazzo aveva gestito tre calci di rimbalzo anche contro il Mazamet nei quarti di finale e due li aveva calciati tra i pali dello Stade Toulousain in semifinale: nove drop nel giro di tre partite della fase finale.

Al secondo incontro del Cinque Nazioni 1960 il team di Francia ha pareggiato 3 a 3 a Colombes contro l’Inghilterra. A quel punto i selezionatori hanno deciso di attuare alcuni cambiamenti, così, per integrare la squadra in vista della sfida del 26 marzo a Cardiff, hanno chiamato Pierre Lacroix, Guy Boniface, Jean-Pierre Saux, Hervé Larrue e Pierre Albaladejo, il quale rientrava dopo sei anni nel ruolo di apertura. La mossa ha portato un effetto benefico; Les Bleus hanno vinto 16 a 8 e Pierre ha realizzato i suoi primi due punti internazionali grazie ad una trasformazione.
A Colombes, il 9 aprile successivo, durante l’ultimo match del torneo contro l’Irlanda, Albaladejo è diventato il primo giocatore a siglare tre drop in un incontro internazionale. Questa performance, aggiunta ai calci di rimbalzo segnati durante le sfide dell’Yves du Manoir, gli è valsa il soprannome di Monsieur Drop.

Pierre quell’anno ha disputato anche una sfida di Coppa FIRA contro l’Italia a Treviso il 27 aprile 1960, dove ha fatto registrare altri due drop. I Transalpini hanno vinto 26 a 0.

Un Albaladejo infortunato non ha potuto partecipare a maggio alla semifinale del campionato francese 1959-1960 contro il Football Club Lourdais. Il Dax ha dimostrato grandi qualità, con Raymond Albaladejo, il fratello minore di Pierre, che ha brillato per tutto il match. I Landais si sono portati avanti 8 a 0, ma i campioni di Francia del Lourdes, alla fine, hanno prevalso 13 a 8.

Pierre è tornato in campo il 5 giugno con la nazionale per una partita contro la Romania a Bucarest.

Per il primo incontro del Cinque Nazioni 1961, contro la Scozia a Colombes, Pierre ha realizzato un penalty, un drop e una trasformazione per un totale di 8 punti, con la Francia che ha vinto 11 a 0. Purtroppo, la linea di tre quarti non ha attaccato. L’apertura ha giocato spesso al piede, fornendo buone palle al centro, ma dimenticandosi il gioco sulle fasce, con l’ala Roger Martine costretto a spostarsi al centro per inserirsi nel gioco d’attacco. Albaladejo si è difeso dicendo di essersi attenuto semplicemente alle istruzioni del capitano Francois Moncla.

Il 18 febbraio successivo i Galletti hanno interrotto momentaneamente il torneo per affrontare un match contro gli Springboks, che giocavano l’ultima partita del loro tour europeo iniziato nell’ottobre 1960 e scandito da quattro vittorie conseguite contro tutte le Union britanniche. Con gli uomini in maglia blu, però, i sudafricani, privi della loro stella Frick du Preez, hanno pareggiato 0 a 0 dopo una battaglia molto combattuta in mischia chiusa. Pierre è andato vicinissimo a consegnare la vittoria ai suoi quando ha tentato un calcio di rimbalzo che si è spento sul palo.

Monsieur Drop ha quindi giocato tutte le partite restanti del Cinque Nazioni. I francesi hanno vinto il torneo, ma hanno mancato il Grande Slam a causa del 5 a 5 conseguito contro l’Inghilterra a Twickenham. È stato il pilone Amedee Domenech a marcare la meta per i suoi, dopo che aveva preso il posto del tre quarti-ala Dupuy uscito per infortunio. Impeccabile in difesa e sulle ricezioni dei calci, l’atleta del Brive ha finto un passaggio ad un guardalinee durante un contrattacco.

Sempre nel 1961, Pierre Albaladejo è sceso in campo anche per competere nella finale del campionato francese, con il Dax che aveva sconfitto nei sedicesimi di finale l’US Romans, lo Stade Bordelais negli ottavi, La Rochelle ai quarti e il Chambéry in semifinale. Nel quarto di finale i Rouge et Blanc stavano perdendo 8 a 9 ad un minuto dalla fine quando Bala ha cercato un drop che è passato largamente a lato dei pali. I difensori de La Rochelle, però, non hanno controllato la ricezione della palla ed il centro del Dax, Jacques Benede, l’ha recuperata e ha realizzato la meta della vittoria per 11 a 9.
La finale è stata disputata il 23 maggio a Lione contro l’AS Béziers. Albaladejo ha segnato un calcio di punizione e ha giocato bene al piede. L’estremo avversario Dedieu Paul ha anch’egli realizzato tre punti e il punteggio è stato fissato sul 3 a 3 fino a quando il mediano di mischia del Béziers, Pierre Danos, ha gestito un drop a dieci minuti dalla fine da un angolo difficile e ha regalato ai suoi la vittoria per 6 a 3.

Nell’estate del 1961 il mediano d’apertura di Dax è stato inserito nel XV della Francia in partenza per un tour in Nuova Zelanda e Australia. L’altro numero 10 della squadra era il giovane debuttante Guy Camberabero e anche l’estremo del Lourdes Claude Lacaze poteva benissimo svolgere i compiti dell’apertura. Albaladejo ha giocato il primo test match a Auckland, dove ha realizzato due drop, uno di destro e l’altro di sinistro, ma la Francia si è inchinata 6 a 13 agli All Blacks di Wilson Whineray.
La seconda prova a Wellington, giocata sotto una tremenda tempesta, ha impedito ai calciatori di mettere l’ovale tra i pali e anche di calciarlo in touche. Les Bleus hanno marcato per primi con Jean Dupuy, ma il tentativo di trasformazione di Albaladejo ha visto il vento sferzante sollevare il pallone e spingerlo indietro sin quasi alla linea dei 22 metri francese. I padroni di casa hanno poi schiacciato l’ovale oltre la linea proibita con Kel Tremain e la trasformazione di Don Clarke ha avuto maggior fortuna, così hanno vinto con il punteggio di 5 a 3.
Assente durante la terza prova, con Camberabero che ha preso il suo posto esordendo in nazionale, Pierre ha gestito altri due drop il 26 agosto a Sydney, nel test match contro i Wallabies, dove gli uomini capitanati da Michel Crauste hanno vinto 15 a 8 in una giornata dalle condizioni climatiche terribili. Albaladejo ha giocato 9 delle 15 partite del tour, tra cui tre test ufficiali, risultando il miglior realizzatore della squadra con i suoi 24 punti (5 drop, 1 penalty e 3 trasformazioni).
Per il primo test in Nuova Zelanda nel 1961 sono arrivato con una pessima reputazione. Ho segnato due drop: uno di sinistra e l’altro di destro. Il giorno dopo il famoso Don Clarke, il mio omologo calciatore neozelandese, mi ha invitato alla sua fattoria dove ha piantato i pali. Molto buono sui calci di punizione, non era in grado di realizzare un drop. Voleva sapere perché. Mi sono reso conto vedendolo. Lui era un calciatore disciplinato, un robot, ma i drop non sono per calciatori puri; è una questione di istinto. L’istinto del drop è come quello di un animale abbattuto che si difende. Nient’altro. E mi dispiace: Clarke non ha imparato a calciarli. Non l’aveva nel sangue.” (Pierre Albaladejo)

L’anno successivo Pierre ha partecipato a quattro partite del Cinque Nazioni, segnando due piazzati e una trasformazioni contro la Scozia, due trasformazioni con l’Inghilterra e un’altra all’Irlanda. La Francia ha vinto tutti questi incontri, ma ha perso 0 a 3 a Cardiff. Nonostante ciò, Les Blues hanno conquistato comunque per il quarto anno consecutivo il torneo.

Più avanti nella stagione Albaladejo ha mancato con il Dax la seconda finale consecutiva di campionato. Dopo un cammino che ha visto il club delle Lande sconfiggere l’USA Perpignan, il CA Lannemezan e lo Stade Rochelais, i bianco-rossi hanno affrontato in semifinale l’Agen al Park Lescurea. Il Dax è passato in vantaggio grazie ad una meta trasformata da Pierre Albaladejo, ma si è fatto raggiungere all’ultimo minuto dei tempi regolamentari e si è dovuto ricorrere all’extra time. Bala ha realizzato uno dei suoi drop cinque minuti prima della fine, ma quando tutti pensavano che la sfida sarebbe stata vinta dagli uomini delle Lande, l’arbitro ha ordinato una mischia nei pressi della loro linea a beneficio dell’Agen, il cui pack ha finito per andare oltre portando così il punteggio sul 8 a 8. Grazie ad un maggior numero di mete segnate (2 contro 1) ad accedere alla finale è stato il club bianco-blu.

Anche nel 1963 Pierre ha disputato tutte le partite del Cinque Nazioni, durante il quale il team francese, che vantava sulla propria panchina Jean Prat quale primo allenatore della sua storia, si è piegato due volte concludendo al secondo posto. Nella sfida vinta con l’Irlanda al Lansdowne Road, l’apertura, che con i suoi 16 punti (su un totale di 40 realizzati dai Bleus) è stato ancora il miglior marcatore della sua squadra durante il torneo, ha calciato tra i pali il dodicesimo drop con il Galletto sul petto; l’ultimo per quanto riguarda le sfide internazionali.

Il 14 aprile 1963, terminato il Cinque Nazioni, la Francia ha affrontato l’Italia a Grenoble, dove tra le fila azzurre ha esordito un giovane Marco Bollesan. Quel giorno gli italiani sono andati vicinissimi a sconfiggere la Francia. A 5 minuti dal fischio finale stavano vincendo 12 a 6, grazie alle mete di Umberto “Lollo” Levorato e di Erasmo Augeri e dei punti al piede di Franco Perrini, ma proprio in quel momento hanno subito la marcatura di Jean-Vincent Dupuy. Poco male, la meta all’epoca valeva 3 punti, ai quali vanno aggiunti i 2 della trasformazione, e gli uomini allenati da Aldo Invernici, anche se di un solo punto, erano ancora avanti. Purtroppo, ad un minuto dal termine il trequarti ala dello Stade Montois Christian Darrouy ha segnato la meta del sorpasso e la sfida è finita 14 a 12 per Albaladejo e compagni.

Lo stesso anno il Signore dei Drop è arrivato per la terza volta a giocarsi lo Scudo di Brenno con il suo club, dopo aver eliminato lo Stade Aurillac, l’RC Toulon, il Chambéry e il Grenoble nel quale militava Sergio Lanfranchi.
La finale è andata in scena il 2 giugno al Parc Lescure di Bordeaux, generando molto entusiasmo nelle Lande dal momento che di fronte c’era lo Stade Montois. Solo 40 chilometri, infatti, separano le due città. La rivalità sportiva era enorme e nessuno dei due club aveva ancora vinto il titolo: il perdente, oltre al peso della sconfitta, avrebbe dovuto subire anche gli scherni del suo eterno rivale. Tra le iniziative di molti media la settimana precedente l’evento, una delle più notevoli è stata quella del quotidiano regionale Sud Ouest. La redazione ha organizzano un incontro sul terreno neutrale di Tartas tra i capitani e gli allenatori di entrambe le squadre: Pierre Albaladejo e Jean Desclaux da una parte, André Boniface e Fernand Cazenave dall’altra, a rispondere alle domande della stampa. Il giorno prima della partita Pierre si è svegliato colpito da mal di gola e ha rischiato di non potere giocare. Il ragazzo, però, ha voluto a tutti i costi scendere in campo, anche se aveva 38,6 di febbre ed è stato costretto a giocare sotto antibiotici.
Alle 15,30 André Boniface ha dato il calcio d’avvio davanti ad un’immensa folla colorata. L’incontro, però, è stato piuttosto deludente in termini di gioco, con un ritmo basso e arricchito da pochi tratti di genialità. La prima squadra ad andare in vantaggio è stata quella di Dax, con l’arbitro che ha commesso un macroscopico errore concedendo una meta dopo un evidente in avanti. Al 36° minuto è arrivato il pareggio, grazie ad un piazzato di Boniface, ma due minuti più tardi, a seguito di un pugno sferrato a gioco fermo dal pilone del Montois Pierre Cazals all’opposto numero 1 André Bérilhe, Albaladejo ha calciato tra i pali un penalty e le due squadre sono andate al riposo sul risultato di 6 a 3 in favore dei bianco-rossi.
Nella ripresa l’arbitro ha negato due mete allo Stade Montois, entrambe con l’apertura Alain Caillau. Poi, André Boniface ha calato l’asso di un drop e ha regalato il pareggio ai giallo-neri. Al minuto numero 67 il cielo sopra Bordeaux ha deciso di unirsi alla celebrazione, regalando una tempesta dantesca con tuoni, fulmini, un acquazzone e grandine che ha colpito i giocatori e gli spettatori. La partita ha cambiato volto. Restavano dieci minuti da giocare quando lo Stade Montois ha ottenuto una nuova mischia a pochi metri dall’area di meta. Il flanker Gilbert Hilcocq ha afferrato la palla e l’ha passata indietro al suo mediano di mischia Pierre Lestage. Il numero 9 si è fermato, ha guardato i pali e ha fatto partite un drop che vi si è infilato al centro. Lo Stade Montois è passato avanti 9 a 6 e il risultato non è più cambiato. Per Monsieur Drop e la sua squadra ancora una volta è rimasta la delusione della sconfitta ad un passo dal successo; ironia della sorte, a causa di due drop.

André Boniface e Pierre Albaladejo prima della finale del campionato 1963. Al centro l’arbitro dell’incontro, monsieur Albert Capelle.

La prima partita del Cinque Nazioni 1964 è andata in scena per la Francia il 4 Gennaio a Edimburgo, dove gli uomini di Jean Prat hanno perso 0 a 10.
L’8 febbraio successivo il mediano d’apertura del Dax ha mantenuto la maglia per la partita contro gli All Blacks, durante il loro tour europeo. Albaladejo ha aperto le marcature con un piazzato e ha cercato di tenere i neozelandesi lontani dalla propria area di meta a suon di calci tattici, ma alla fine gli ospiti si sono imposti con il risultato di 34 a 12.
Alla ripresa del torneo, Pierre non ha giocato la sfida contro l’Inghilterra, ma è sceso in campo il 21 marzo a Cardiff, dove i Galletti hanno pareggiato 11 a 11.
Una settimana più tardi, a Parma, la Francia ha sconfitto gli Azzurri nell’ambito della Coppa FIRA. Poi, nell’ultima partita del Cinque Nazioni contro l’Irlanda, a Colombes, il XV di Michel Crauste ha vinto 27 a 6, con Albaladejo che ha giocato una partita splendida, soprattutto in fase d’attacco come distributore di palloni.

Poco dopo Pierre ha ottenuto il riconoscimento quale miglior giocatore francese del campionato e subito dopo ha annunciato che questa sarebbe stata la sua ultima stagione internazionale.

In estate l’Uomo dai piedi d’oro è partito con la propria nazionale per un tour in Sudafrica. Il 25 luglio i Blues hanno affrontato gli Springboks a Springs. La tensione era alta: il tour precedente dei francesi in Sudafrica, nel 1958, il loro primo tour a casa di una delle tre grandi potenze australi del rugby, aveva portato ad una vittoria e ad un pareggio nei due test match. Anche in questo caso la Francia ha dominato il gioco con il pacchetto di mischia e ha preso il comando con una meta dell’ala Christian Darrouy. Pierre Albaladejo ha trasformato da una posizione difficile e ha calciato tra i pali un penalty. I sudafricani hanno replicato realizzando anch’essi un piazzato e una meta, ma non sono riusciti a trasformarla e la partita è finita 8 a 6 in favore dei transalpini.
La squadra di Jean Prat ha vinto anche quattro incontri non ufficiali su cinque, perdendo solo per mano di Western Province. L’apertura del Dax in quel periodo era al top della sua arte; con il suo piede muoveva il pallone e occupava il territorio alla perfezione, ma la sua carriera internazionale è finita dopo questo tour a causa di impegni famigliari e di lavoro.

In Sudafrica, un paese in pieno periodo dell’apartheid, Pierre è stato vittima di un piccolo incidente diplomatico. Mentre la sua squadra si trovava a Johannesburg, il mediano è stato sorpreso dai fotografi a giocare con alcuni bambini di colore ed è apparso il giorno dopo su un giornale. Albaladejo è stato subito convocato dall’Ambasciata francese che gli ha imposto di lasciare il paese. Per rappresaglia, il manager del tour ha minacciato che se fosse stato rimpatriato Pierre, il resto della comitiva sarebbe partita con lui. A quel punto l’ordine è stato revocato.

Poche settimane dopo la fine della sua esperienza internazionale, Albaladejo ha disputato con il Dax un’amichevole a Bordeaux contro il Bordeaux-Bègles. Dopo l’incontro, assieme a suo fratello Raymond e a due compagni di squadra, Jean Othats e Emile Carrere, il mediano d’apertura è salito in auto, ha guidato fino alla stazione e ha preso un treno notturno in direzione della capitale, dove avrebbe affrontato un periodo di stage di educatore presso l’Istituto Nazionale dello Sport. La mattina seguente, Pierre ha ricevuto la notizia della morte di suo fratello e dei suoi due compagni a seguito di una collisione con un camion mentre rientravano a Dax dopo averlo lasciato in stazione. Per onorarli, Albaladejo si è impegnato a competere il 17 ottobre del 1964 in una partita internazionale contro le Fiji a Colombes, nonostante il suo annuncio di ritiro di qualche mese prima. La sfida è stata vinta dalla Francia, ma Monsieur Drop si è infortunato fratturandosi lo scafoide.

Albaladejo ha lasciato la nazionale a 30 anni, con 30 presenze e un totale di 104 punti, suddivisi in 16 trasformazioni, 12 penalties e 12 drop.

Alla fine del 1965 Pierre ha mancato di un paio di centimetri il piazzato del KO contro il Toulon nei sedicesimi di finale, che avrebbe potuto far continuare il cammino della squadra verso la finale, dopo una stagione segnata dal trauma vissuto pochi mesi prima.

Per la successiva stagione il club delle Lande ha visto la propria rosa sfoltita a causa della perdita di molti dei suoi giocatori di alto livello; in particolare i tre ragazzi deceduti nell’incidente e il ritiro del pilone destro Andre Berilhe. Eppure, Pierre e compagni hanno sconfitto l’USA Limoges ai sedicesimi di finale e il Bordeaux-Bègles agli ottavi. L’apertura ha quindi contributo attivamente alla vittoria del Dax nei quarti di finale contro il Tarbes e poi, in semifinale con il Graulhet, ha calciato tra i pali il suo ultimo drop in carriera all’88° minuto, mentre le due squadre erano bloccate sul punteggio di 5 a 5.
Il 22 maggio 1966 Albaladejo è arrivato a giocare la sua quarta finale, questa volta contro l’Agen. La sfida è stata molto combattuta, costellata da numerosa brutalità, con Pierre autore di un piazzato, ma si è chiusa con una nuova sconfitta per il Dax, per un solo punto: 8 a 9.

A quel punto Monsieur Drop ha lasciato il suo club e il rugby giocato. In quattordici stagioni con il Dax Pierre Albaladejo ha cercato più volte di vincere il Campionato di Francia senza mai riuscirci, accontentandosi, si fa per dire, di laurearsi vice-campione nel 1956, 1961, 1963 e 1966. Pierre è stato uno dei due giocatori, con Christian Lasserre, ad aver giocato in quattro delle cinque finali che Les Rouge et Blanc hanno disputato nella loro storia (la quinta sarebbe arrivata nel 1973). L’apertura può comunque vantare due Coppe di Francia, la Challenge Yves du Manoir, nel 1957 e nel 1959.

Dopo il ritiro, Pierre Albaladejo è diventato il primo consulente sportivo radiofonico presso Radio Europe 1, nel 1968. Il suo debutto radiofonico è avvenuto il 6 gennaio del 1969 al fianco del commentatore Emile Toulouse per seguire la partita della Francia contro la Scozia del Cinque Nazioni: “L’accesso alla tribuna dedicata alla stampa mi era vietato perché non avevo il tesserino di giornalista. Così abbiamo improvvisato. C’era una recinzione che separava i giornalisti dal pubblico: mi sono messo contro di essa dal lato del pubblico, mentre Emile era premuto dall’altra parte. Io parlavo al microfono che lui mi porgeva attraverso la grata, ma, durante il tempo di finire la sua domanda e di riuscire a far scivolare il microfono attraverso la recinzione, c’erano sempre due secondi senza segnale dell’antenna.” (Pierre Albaladejo).

Nel 1971 Bala ha iniziato la collaborazione con il popolare giornalista sportivo Roger Couderc, sempre su Europa 1. Quattro anni più tardi il duo si è unito all’emittente televisiva Antenne 2 per il primo match televisivo in onda su questo nuovo canale. L’ex apertura ha aggiunto le proprie competenze tecniche all’esplosivo entusiasmo di Couderc e la coppia è ancora oggi considerata la migliore nel’ambito delle telecronache francesi. Il giornalista è andato in pensione nel 1983, pochi mesi prima della sua morte avvenuta nel febbraio 1984. A quel punto Albaladejo, per commemorare l’amico, si è preso un anno sabbatico.

Pierre Albaladejo e Roger Couderc

Pierre Albaladejo e Roger Couderc

Il 10 aprile 1999, durante l’ultima edizione del Cinque Nazioni prima che le squadre diventassero sei, Monsieur Drop ha commentato la sua ultima partita della nazionale francese. Il 29 maggio successivo, invece, ha prestato per l’ultima volta la propria voce per la finale del campionato del 1999 tra Stade Toulousain e AS Montferrandaise. Poi, dopo un quarto di secolo in cui ha promosso lo sport che lo ha reso il re e durante il quale ha commentato 640 partite, tra cui 420 test match, Pierre ha deciso di lasciare il mondo delle telecronache: “Volevo dare al rugby quello che lui aveva dato a me. Questo sport mi ha permesso di elevare me stesso nella società e nella vita.” (Pierre Albaladejo)

L’ex artista del drop ha portato un tocco personale alle sue telecronache, utilizzando precise osservazioni tecniche per uno sport con regole difficili per i non iniziati, unite a colorite espressioni occitane usate nel rugby del passato: “Riportare la chiesa nel villaggio.” (allineare la squadra), “Far crollare la capanna sul cane.” (far crollare la mischia). Pierre Albaladejo rimane per molti giornalisti e gli amanti del rugby un riferimento.

Albaladejo è tornato a Europa 1 come consulente in vista della Rugby World Cup del 1999, vestendo quel ruolo sino al 2007.

Anche dopo il suo ritiro dal gioco Bala è stato comunque presente con l’US Dax, che egli chiama “la sua seconda famiglia”. È stato nominato presidente della Commissione del Rugby del club, presidente onorario della squadra e anche presidente ufficiale dei club sportivi delle Landes dal 1988 al 1993, dopo la morte di Paul Lasaosa. Pierre è stato anche uno dei primi presidenti della sezione di golf della polisportiva US Dax, dal 1985 al 1987. Fondata nel giugno 1984, tale sezione si è sviluppata notevolmente sotto la sua presidenza.
Albaladejo è stato molto attivo nella ristrutturazione dello stadio Maurice-Boyau con l’installazione dell’impianto d’illuminazione, per poi partecipare nel 1990 all’apertura della Club House, a pochi metri dallo stadio, dopo la sua iniziativa di raccolta fondi con lo slogan “Lo stessa tetto per la stessa maglia.

L’ex mediano d’apertura possiede due campeggi nelle Lande, uno situato sulla spiaggia di Saint-Girons, a 40 chilometri da Dax, l’altro nella sua città natale. Egli ha sempre avuto anche altre attività: un centro vacanze, un ristorante e una brasserie chiamata Bala Club, quest’ultima venduta nel 1975.

Monsieur Drop è stato membro dell’Accademia dello Sport e ha presieduto la Commissione Etica della Federazione Rugby francese prima di dimettersi nel novembre del 2010.

Infine, questo grande atleta è diventato lo sponsor di una squadra svizzera che porta il suo nome, l’Albaladejo Rugby Club, con sede a Losanna. Allo stesso modo ha dato il proprio nome anche allo stadio di rugby di Joue-les-Tours, comune francese nel dipartimento dell’Indre e Loira, eretto nel 1987.

Il 14 luglio 1996 Pierre è stato nominato Cavaliere della Legion d’Onore e nell’aprile del 2007 è stato promosso Ufficiale della Legion d’Onore.

 

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