Phil de Glanville: il placcatore

(di Roberto Vanazzi)

C’è sempre un forte legame tra i compagni di una squadra di club, perché tu sei con loro tutto il tempo. Le nazionali cercano di ricreare quell’atmosfera e più si gioca più ci si avvicina ad essa, ma non è mai la stessa cosa.” (Phil de Glanville)

Soprannominato Hollywood, in quanto bello come un divo del cinema, Phil de Glanville potrebbe apparire ai profani come uno di quei ragazzi bellocci, alla Beckham tanto per intenderci, che danno troppo spazio alla propria immagine e al successo con le donne e poi, quando il gioco si fa duro, non li si trova da nessuna parte. Phil, invece, non era niente di tutto questo. Egli è stato soprattutto un trequarti centro molto forte, che si è guadagnato la fama di giocatore onesto per il quale la sostanza è sempre venuta prima dello stile. Pur essendo un eccellente rifinitore, il suo punto di forza è stato il placcaggio. Si può ben dire, infatti, che egli ha sempre cercato lo scontro fisico con l’avversario e non ha mai avuto paura di “rovinare” il suo look hollywoodiano, anteponendo ad esso il bene della propria squadra.

Laureato di Oxford, Phil è stato anche uno dei giocatori di rugby più pazienti, avendo trascorso la maggior parte della carriera in panchina, a causa della posizione dominante di due fenomeni come Will Carling e del compagno di squadra del Bath Jeremy Guscott.

Phil de Glanville

Phil de Glanville

Philip Ranulph de Glanville è nato giovedì 1 ottobre 1968 a Loughborough, nel Leicestershire. Durante i suoi studi di economia ha giocato a rugby per la squadra della Durham University , quindi, iscrittosi all’Università di Oxford, ha fatto parte del XV d’élite e poi della nazionale under 21.

Nel 1989 il ragazzo si è accasato al Bath.

Phil de Glanville ha debuttato in nazionale con un altisonante 33 a 16 contro il Sudafrica, il 14 novembre 1992. L’anno successivo il trequarti ha fatto il suo esordio anche nel Cinque Nazioni, quando è entrato in campo per una sostituzione, durante la gara contro il Galles a Cardiff. Purtroppo, la partita sarà per sempre ricordata per l’errore di Rory Underwood, che ha consentito a Ieuan Evans di marcare la meta con la quale i Dragoni hanno vinto 10 a 9.

Pochi mesi più tardi, grazie al fatto che Jeremy Guscott si era infortunato, Phil ha giocato per la prima volta un match contro la Nuova Zelanda. Per essere precisi, un mese prima di quella gara il centro aveva già incontrato gli All Blacks, vestendo però la maglia degli England South West. La partita era stata persa 19 a 15 e Phil aveva contratto un serio incidente agli occhi. Quel 27 novembre, invece, alla fine degli 80 minuti è stato lui a brindare alla vittoria, in quanto i bianchi hanno sconfitto i neri 15 a 9, grazie ai piazzati di Jon Callard e al drop di Rob Andrew. Questo è stato il primo di otto successi consecutivi per il XV della Rosa, con Phil sempre in campo, in quanto Guscott era fermo ai box a lottare con un infortunio all’inguine.

Nonostante avesse perso il posto in squadra, dopo che il Principe dei Centri ha recuperato, Phil ha giocato tre partite della Coppa del Mondo 1995, tutte nella fase a gironi e tutte vinte. Nella prima, contro l’Argentina, è partito dalla panchina. Nelle altre due, invece, è stato schierato titolare dall’inizio: con l’Italia, dove ha giocato al posto di Carling, e con Samoa, nella quale ha sostituito Guscott.

In autunno de Glanville ha segnato la sua prima meta internazionale, durante un match contro il Sudafrica, anche se i campioni del mondo hanno vinto 24 a 14.

Hollywood ha fatto solo due apparizioni nel Cinque Nazioni 1996, entrambe come sostituto. Quell’anno l’Inghilterra si è riconfermata al primo posto nel torneo, nonostante la sconfitta iniziale con la Francia per 12 a 15, che ha tolto loro la possibilità di conquistare il Grande Slam.

Come capitano del Bath invece, Phil ha guidato il suo club alla vittoria sia del campionato, la quinta volta, sia della coppa anglo-gallese, la quarta.

La fortuna ha iniziato a sorridere al trequarti centro di Loughborough nel momento in cui ha battuto la concorrenza di gente come Martin Johnson, Tim Rodber, Jason Leonard e Laurence Dallaglio per ottenere la fascia di capitano al posto del dimissionario Will Carling. La sua prima partita da skipper è stata la vittoria per 54 a 21 con l’Italia, il 23 novembre del 1996 a Twickenham, alla quale ne sono seguite altre otto nel corso dell’anno seguente.

Al fine di accogliere il nuovo capitano però, l’allenatore Jack Rowell è stato costretto a rompere la tanto decantata coppia Carling-Guscott, una mossa che gli ha fatto piovere addosso non poche critiche. Phil è stato un capitano rispettato durante il suo mandato, ma ha avuto la sfortuna di perdere l’ormai sicuro Grande Slam del 1997, a causa della disastrosa sconfitta di Twickenham contro la Francia per 23 a 20. Nonostante la grande delusione, il XV della Rosa ha avuto la consolazione di vincere la Triple Crown con il record di punti e Phil quella di avere segnato mete sia contro la Scozia sia con il Galles.

Quando Clive Woodward è diventato il nuovo allenatore della nazionale, nel corso dell’anno, la fascia di capitano è finita al braccio di Lawrence Dallaglio. Phil de Glanville è rimasto comunque un importante membro della squadra, anche se è stato utilizzato più come un sostituto di lusso che nel XV di partenza, con le maglie dei due trequarti centro ben salde sulle spalle di Jeremy Guscott e Will Greenwood.

Il 1998 si è aperto per de Glanville in maniera fantastica. Il 31 gennaio, infatti,  il Bath ha vinto la Heineken Cup, prima squadra britannica ad ottenere tale successo, dopo avere sconfitto il Brive in finale per 19 a 18, sul terreno del Parc Lescure di Bordeaux, con l’estremo Jon Callard che ha siglato tutti i punti per i suoi.

Nel Cinque Nazioni di quella stagione Hollywood ha fatto tre apparizioni entrando dalla panchina, ma è stato uno dei più grandi nomi dell’Inghilterra durante il tour delle squadre dell’emisfero sud in autunno. Phil era nel XV titolare quel 5 dicembre, quando a Twickenham l’Inghilterra ha sconfitto 13 a 7 il Sudafrica di Nick Mallett, mettendo la parola fine alla loro striscia record di vittorie.

Phil è stato poi costretto a perdere il Cinque Nazioni 1999 a causa di un infortunio, ma è rientrato in campo in tempo per partecipare alla Coppa del Mondo, durante la quale ha giocato quattro partite e segnato due mete: una contro l’Italia e la seconda con la Nuova Zelanda.

L’ultima apparizione di Phil con la rosa dei Lancaster sul petto è stata la gara del 24 ottobre a Parigi, una sconfitta per 44 a 21 nei quarti di finale del mondiale, contro la stessa squadra con cui aveva esordito, il Sudafrica. Quella è stata la gara in cui l’Inghilterra ha subito cinque drop da Janny De Beer.

In totale, con la nazionale, Phil de Glanville ha totalizzato 38 caps, segnando 8 mete.

Nel 2001 Phil ha detto addio anche al Bath e ha appeso definitivamente le scarpe al chiodo. Con il club del Somerset, Phil ha disputato dodici stagioni, vincendo cinque volte il campionato, quattro coppe anglo-gallesi e una Heineken Cup.

Una volta ritiratosi, de Glanville si è iscritto nuovamente all’Università di Durham e si è laureato in medicina e chirurgia, specialità angiologia.

Oggi l’ex nazionale inglese è membro del comitato sud-occidentale di Sport England, organismo che promuove l’attività sportiva in Inghilterra.

 

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