Peter Wheeler: spettacolo in prima fila

(di Roberto Vanazzi)

Da quando siamo arrivati in Nuova Zelanda ha piovuto solo due volte. La prima per ventun giorni, la seconda per undici.” (Peter Wheeler, durante la tournée dei Lions nel 1977)

I britannici la chiamano front row, prima fila, come se i tre uomini che ne fanno parte fossero comodamente seduti nei posti migliori a godersi lo spettacolo. In Italia si dice Prima Linea e i tre uomini in questione sono i due piloni e, ben stretto in mezzo a loro, il tallonatore. Sono questi i giocatori più robusti e pesanti tra i quindici, quelli che per primi, da cui il loro nome, affrontano il pericolo.

La prima linea è essenziale nella conquista dell’ovale in una mischia, mentre nel gioco aperto, durante le fasi di attacco, questi rinoceronti sono utilizzati per sfondare la diga di contenimento avversaria, allo scopo di guadagnare metri, ma vanno bene anche i centimetri, di campo. In fase difensiva, invece, la prima linea rappresenta il primo sbarramento che la squadra opposta è costretta a fronteggiare: trecento chili e mezzo di muscoli che si frappongono tra chi porta la palla e la tanto agognata linea di meta.

Peter Wheeler

Peter John Wheeler è nato il 26 novembre 1948, a Londra, e ha frequentato la Brockley County Grammar School, giocando tre stagioni per il Brockleians Old Rugby Club e Kent.

Nel 1969 Peter è entrato a fare parte dei Leicester Tigers, squadra alla quale sarà legato per tutto l’arco della sua carriera e dove ha dimostrato di possedere le doti essenziali per essere un grande tallonatore: forza, ottima tecnica e aggressività. Tali doti non sono passate inosservate e nel 1971, a ventitré anni, questo ragazzone è stato inserito nei ranghi della nazionale inglese per il tour in Estremo Oriente. Non male, considerando che a Leicester aveva iniziato la stagione 1970-71 come seconda scelta. Gli inglesi hanno giocato con Giappone, Honk Kong, Singapore e Sri Lanka. Tutte le gare sono state vinte, ma non erano considerate test match e non è stato riconosciuto alcun cap.

Nel 1974 Wheeler è stato nominato sostituto di emergenza per i Lions in Sudafrica, nel caso in cui si fossero infortunati i tallonatori titolari Bobby Windsor e Ken Kennedy.

Quando l’altro grande numero 2 inglese John Pullin ha lasciato il rugby giocato, Wheeler ha preso il suo posto nella prima fila della nazionale, stretto tra le amorevoli braccia dei piloni Fran Cotton e Stack Stevens. L’esordio è avvenuto il primo febbraio 1975, contro la Francia a Twickenham, nell’ambito del Cinque Nazioni, con i bianchi che hanno perso 20 a 27. Nella stessa partita, nella line-up dei Blues, ha debuttato il flanker Jean-Pierre Rives.
Nella sua seconda sfida, contro il Galles, il biondo londinese ha affrontato una delle prime linee più forti di tutti i tempi, il famoso Pontypool Front Row, costituito da Charlie Faulkner, Bobby Windsor e Graham Price. Wheeler si è infortunato al collo ed è stato costretto a saltare lo scontro per la Calcutta Cup, vinto dagli inglesi 7 a 6. La coppa anglo-scozzese, però, non è stato l’unico trofeo conseguito dai sudditi di Sua Maestà. Nella loro bacheca, come già l’anno precedente, è finito anche il poco onorevole Cucchiaio di Legno.

Il tallonatore è tornato all’ovile nella stagione seguente e da quel momento è stato un appuntamento fisso al centro della prima linea. Il 1976 è iniziato con una pregevole vittoria con l’Australia nel tempio di  Twickenahm, un 23 a 6 ottenuto grazie alle mete di Barry Corless, David Duckham e Mike Lampkoswki. Questo risultato ha fatto ben sperare per il proseguo della stagione. Invece, è arrivato un altro disastroso Cinque Nazioni, con l’Inghilterra che ha perso contro tutte le altre squadre meritandosi un altro Wooden Spoon.

Graham Price, Peter Wheeler e Fran Cotton

Graham Price, Peter Wheeler e Fran Cotton

Wheeler si è consolato con la chiamata da parte dei Britsh & Irish Lions, che nel 1977 si sono recati in Nuova Zelanda. L’inglese avrebbe dovuto essere il sostituto di Bobby Windsor, ma il suo gioco dinamico, e la sconfitta patita nel primo test match, gli ha permesso di sostituire il rivale nella seconda prova, vinta dai rossi con il punteggio di 13 a 9. La prima linea dei leoni era formata, oltre che da lui, dal suo amico Fran Cotton e dal gallese Graham Price. Purtroppo, è stata quella l’unica vittoria dei ragazzi guidati da John Dawes, che hanno perso la serie 1 a 3.
Il tallonatore dei Tigers ha disputato 13 partite in quel tour e ha segnato una meta contro il South-Mid Canterbury.

Per cinque stagioni Peter è stato capitano del Leicester e proprio in quel periodo ha condotto la  squadra ad una tripletta di vittorie nella John Player Cup, tra il 1979 e il 1981.

Il momento culminante della carriera di Wheeler, e della nazionale inglese, è arrivato nel 1980, quando il XV della Rosa ha conquistato il Grande Slam dopo 27 anni di attesa. Il giocatore del Leicester, che ha giocato in mischia tra i piloni Fran Cotton e Phil Blackeway, in quel torneo si è dimostrato vivace e aggressivo più che mai.

L’Inghilterra non vinceva il Cinque Nazioni da vent’anni, se si esclude l’edizione del 1973, quando tutte le contendenti erano finite a pari merito, e  l’ultimo Grande Slam risaliva al lontano 1957. In quel 1980 la squadra allenata da Mike Davis e capitanata da Bill Beaumont ha dominato il torneo dall’inizio alla fine. In tutto, i bianchi hanno segnate dieci mete, a cominciare da quelle di Steve Smith, John Scott e Mike Slemen nella gara d’apertura, contro l’Irlanda a Twickenham, terminata con un netto 24 a 9. La seconda vittima è stata la Francia, sconfitta 17 a 13 a Parigi, con i trequarti John Carleton e Nick Preston a superare la linea bianca. Quindi, grazie a tre penalties di  Dusty Hare , il XV della Rosa ha strappato al Galles un 9 a 8 al cardiopalma a Londra, in quella che è stata la partita più dura. L’arbitro irlandese David Burnett è stato costretto a sventolare il cartellino rosso in faccia al flanker gallese Paul Ringer, a causa di un placcaggio alto sull’apertura John Horton. L’Inghilterra ha concluso la sua memorabile cavalcata schiacciando la Scozia con un perentorio 30 a 18 nella sua tana di Murrayfield, grazie a tre mete realizzate dall’ala John Carleton, cui vanno aggiunte quelle di Mike Sliemen e di Steve Smith.

Nello stesso anno è seguito il secondo tour di Peter con i British Lions, questa volta diretti in Sudafrica. In mezzo ai due piloni gallesi, il solito Price e Clive Williams, Peter ha giocato undici partite, compresi i quattro test match. Come tre anni prima, gli uomini dell’irlandese Noel Murphy hanno perso la serie 1 a 3. Il tallonatore si è consolato segnando una meta cruciale nella vittoria per 21 a 17 contro Orange Free State.

Nel torneo del 1981 l’Inghilterra non è riuscita a bissare il trionfo dell’anno precedente e con due vittorie in quattro gare ha terminato al secondo posto dietro la Francia.

Dal canto suo, quell’anno Wheeler è stato parte integrante dei Barbarians che hanno vinto l’Hong Kong Sevens, l’ultima squadra del Regno Unito a riuscire nell’impresa.

Anche nel 1982 i bianchi sono giunti secondi al Cinque Nazioni, alle spalle dell’Irlanda. Nel torneo spicca la bella vittoria contro la Francia a Parigi per 27 a 15, grazie alle mete di John Carleton e Clive Woodward e al piede di Dusty Hare.

Il 1983 è stato un anno di alti e bassi per Wheeler. Come capitano della Midlands Division ha assaggiato la vittoria contro gli All Blacks (19 a 13). Il 19 novembre, invece, ha guidato l’Inghilterra da capitano alla vittoria contro gli stessi neozelandesi a Twickenham (l’ultimo trionfo risaliva al 1935), giocando in un front row con Gary Pearce e Colin White. La sfida, terminata 15 a 9, è stata caratterizzata dalla meta del seconda linea Maurice Colclough.

In seguito, però, la squadra allenata da Dick Greenwood ha guadagnato solo un pareggio nel Cinque Nazioni (13 a 13 con il Galles a Cardiff) e il tallonatore è stato trascurato dai Lions per il tour in Nuova Zelanda, quando ormai sembrava destinato ad esserne il capitano. Al suo posto sono stati selezionati l’irlandese Ciaran Fitzgerald e lo scozzese Colin Deans.

Dopo che il Cinque Nazioni 1984 si è chiuso ancora con un’unica, mesta vittoria contro l’Irlanda, Wheeler ha deciso di lasciare la nazionale, con 41 presenze sulle spalle. La sua ultima gara, avvenuta il 17 marzo contro il Galles a Twickenham, è stata persa 15 a 24.

L’anno seguente, il tallonatore ha detto addio anche al Leicester e ha appeso definitivamente le scarpe al chiodo. Con le Tigri, Peter ha disputato 349 gare, facendo loro da skipper per cinque stagioni.

Peter Wheeler si è guadagnato una notevole reputazione sia come giocatore che fuori dal campo. In quei tempi di dilettantismo, egli ha sempre premuto per il riconoscimento di quei giocatori che stavano riempiendo gli stadi, affermando che essi avrebbero dovuto giustamente guadagnare la loro ricompensa per il lavoro che stavano svolgendo. Alcuni credono che questa sua franchezza gli sia costata la possibilità di indossare più spesso la maglia della nazionale.

Direttore generale dei Tigers dal 1996, l’ex tallonatore ha guidato il suo club nel delicato passaggio al professionismo, contribuendo a creare una delle migliori realtà ovali del mondo.

 

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