Percy Montgomery: tutto il bello del rugby

(di Roberto Vanazzi)

La vita è una sfida, dentro e fuori dal campo.” (Percy Montgomery)

Per essere bello è bello, non c’è che dire. Di talento, almeno sul campo, ne ha sempre avuto da vendere. Il successo, poi, non ha mai rifiutato di stare in sua compagnia; non tutti, infatti, si possono vantare di essere campioni del mondo. Lui è Percy Montgomery, estremo di fama mondiale, all’occorenza anche trequarti centro e mediano d’apertura.

Monty ha giocato 102 volte per il Sudafrica, tra il 1997 e il 2008, ed è attualmente il terzo giocatore sudafricano per quanto riguarda il numero di caps, nonché il migliore marcatore nella storia degli Springboks.

Percy Montgomery

Percy Montgomery

Nato il 15 marzo 1974 a Walvis Bay, oggi in Namibia, ma all’epoca sotto il protettorato sudafricano, Percival Colin Montgomery ha frequentato l’istituto più antico del Sudafrica, il South African College Schools di Città del Capo, nella cui prima squadra di rugby ha militato dal 1991 al 1993.

Atleta dalle grandi doti, soprattutto per quanto riguarda la precisione al piede, nel 1996 il ragazzo ha iniziato la sua carriera di Currie Cup con Western Province di Città del Capo, per poi debuttare l’anno successivo nel Super Rugby con gli Stormers.

Grazie al suo talento, Percy è stato subito notato dai selezionatori della nazionale, che lo hanno fatto debuttare il 28 giugno del 1997 a Durban, nel secondo test match contro i British & Irish Lions di Ian McGeechan e Martin Johnson, dove ha giocato nel ruolo di centro sinistro. La gara è stata persa 15 a 18, ma lui ha avuto la soddisfazione di marcare la sua prima meta con lo springbok sul petto. Montgomery è andato oltre la linea bianca anche nel terzo match, disputato a Johannesburg e vinto 35 a 16 dai padroni di casa. I Lions, però, alla fine si sono aggiudicati la serie 2 a 1.

Un mese più tardi Monty ha disputato il suo primo Tri Nation, scendendo in campo a Johannesburg contro la Nuova Zelanda in una gara persa 32 a 35. Il 23 agosto, sempre del ’97, contro l’Australia a Pretoria, ha marcato la sua prima doppietta.

Alla fine dell’anno, nel corso dei test match down-under, il C.T. Nick Mallett lo ha impiegato nel ruolo di estremo, dove è praticamente rimasto stabilmente per tutto il resto della sua carriera internazionale.

Con Mallett il biondo giocatore ha vinto il Tri Nation del 1998 e ha fatto parte della squadra che ha eguagliato il record di 18 vittorie consecutive nei test: una serie lunghissima, interrotta a Twickenham a causa della sconfitta patita dall’Inghilterra di Clive Woodward.

Montgomery era in campo anche sei mesi più tardi, il 19 giugno 1999 a Durban, nella gara contro l’Italia di Massimo Giovanelli terminata con il risultato record di 101 a 0, dove ha marcato una delle 15 mete.

Sempre nel 1999, Percy ha partecipato alla Coppa del Mondo in Galles, nella quale i sudafricani, campioni in carica, si sono classificati al terzo posto, dopo avere perso la semifinale contro l’Australia per 27 a 21. Percy ha giocato cinque incontri, tra cui la finale di consolazione contro gli All Blacks, dove ha contribuito allla vittoria dei suoi per 22 a 18 suoi realizzando due drop.

Nel 2000 e nel 2001 il ragazzo di Walvis Bay si è aggiudicato con Western Province due edizioni consecutive di Currie Cup, battendo in finale entrambe le volte i Natal Sharks.
L’anno successivo, invece, l’estremo ha optato per un trasferimento in Galles, dove si è accasato ai Newport RFC. Con i Black & Ambers è rimasto una stagione, aiutandoli a raggiungere la finale di Welsh Challenge Cup, persa contro Llanelli 32 a 9.

Nel 2003, dopo la riorganizzazione del rugby gallese con la nascita delle franchigie, Montgomery è passato ai Gwent Dragons per disputare la Celtic League. Proprio in quella stagione però, durante uno scontro molto acceso tra la sua squadra e Swansea, lui è stato espulso dall’arbitro Nigel Owens per aver spinto a terra un giudice di linea. Percy è stato pesantemente multato e squalificato due anni, alla fine ridotti a sei mesi. Come risultato, l’estremo è stato escluso dalla squadra in partenza per la Rugby World Cup del 2003 in Australia.

Nel 2004 l’allenatore Jake White lo ha richiamato in rosa e Montgomery ha ripagato la fiducia conducendo il Sudafrica alla vittoria del Tri Nations. Sia nel 2004 sia nella stagione seguente, il biondo trequarti è risultato essere il top scorer del torneo.

Un anno più tardi Monty è tornato in patria per giocare con Natal nella Currie Cup e per gli Sharks in Super Rugby.

Montgomery era ormai un punto fisso nella trequarti della nazionale suafricana e il 17 giugno 2006, durante una partita contro la Scozia, è diventato il primo giocatore springbok a raggiungere i 600 punti nei test. Un anno dopo, invece, esattamente il 9 giugno 2007, ha superato i 700 nella sfida con Samoa.

percy-montgomeryA quel punto era tempo di entrare nella leggenda e l’occasione si è presentata sotto forma della Coppa del Mondo sul suolo francese del 2007. Percy ha dato un’enorme mano a far conquistare ai ‘Boks il più importante trofeo del rugby. Durante il torneo, l’estremo ha eclissato il record di caps per un sudafricano, che apparteneva a Joost van der Westhuizen, toccando quota 90 nella sfida contro Tonga. Nella finale contro l’Inghilterra poi, con i suoi 12 punti segnati su 15 (gli altri 3 li ha realizzati Morne Steyn) ha raggiunto il numero di 800 punti. Questa partita, bruttina e noiosa, se si esclude la scossa elettrica della meta non assegnata a Mark Cueto, è stata una vera e propria sfida dalla piazzola tra Monty e il suo rivale in maglia bianca Johnny Wilkinson, con il biondo sudafricano che ha fatto meglio del biondo inglese.
Grazie ai 107 punti messi nel carniere, Percy è stato il capocannoniere principe di quella edizione della Coppa del Mondo, giocando così un ruolo chiave per il successo della sua squadra. Il giocatore di Walvis Bay non ha sbagliato niente, ne sui placcaggi, ne sulle palle alte, tanto meno con i calci e il gioco al piede.

Dopo il mondiale Percy è emigrato nuovamente verso nord, per disputare una stagione con il club francese del Perpignan, per poi tornare ai Western Province e, infine agli Stormers nel 2008.

Il 30 agosto proprio del 2008, dopo che gli Springboks hanno battuto 53 a 8 l’Australia nell’ultima partita del Tri Nations, il biondo trequarti ha annunciato il suo ritiro dal rugby internazionale.

Percy aveva accumulato 50 presenze entro la fine del 2001, ma la sua carriera internazionale era entrata in stallo quando si è trasferito in Galles. La politica di selezione del Sudafrica, infatti, ha chiesto che solo i giocatori che giocavano in patria potevano essere ammissibili per gli Springboks. Nonostante questo, ancora oggi Monty è il terzo sudafricano con più presenze, alle spalle di Victor Matfield e John Smit. L’estremo è anche il top scorer nella storia degli Springboks. I suoi 893 punti sono più del doppio di quelli segnati dal giocatore al secondo posto, il grande Naas Botha, anche se il “rodigino” ha giocato solo 28 test, rispetto ai 102 di Montgomery. Egli è inoltre tra i giocatori più presenti nella storia recente dei Barbarians, essendovi stato invitato ben 10 volte tra il 2001 e il 2008.

Il ragazzo di Walvis Bay ha calato definitivamente il sipario sulla sua carriera da giocatore nel maggio del 2009, al termine della stagione di Super 14. Nel maggio 2009, però, Montgomery è rientrato nel giro della nazionale come consulente dei calci della squadra in vista dell’arrivo dei British Lions in Sudafrica.

A ottobre dello stesso anno una brutta avventura. L’ex stella degli Springbok è stato arrestato con l’accusa di aver aggredito sua moglie, la bella Tasmin Tobitt, due volte consecutive Miss Fitness Sudafrica, con la quale era sposato dal 2003. L’incidente è avvenuto nell’appartamento dei genitori della consorte, a Umhlanga Rocks, dove Montgomery l’avrebbe colpita con un pugno. Percy è stato rilasciato su cauzione. L’accusa è stata ritirata poco dopo e la coppia ha rilasciato una dichiarazione congiunta in merito alla questione. Il loro matrimonio, però è finito nel 2010.

Sempre nel 2010 è nata la Percy Montgomery Foundation, con lo scopo di aiutare quei ragazzi che hanno un talento meraviglioso, ma che non riescono realizzare i loro sogni, in quanto non possono permettersi di studiare nelle migliori scuole del Paese. L’ex estremo intende, con la sua fondazione, aiutare questi ragazzi a diventare i futuri campioni di rugby del Sudafrica, dando loro le migliori opportunità di coaching e di istruzione.

 

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