Paul Thorburn: quel calcio da 65 metri

(di Roberto Vanazzi)

Quel calcio da solo mi ha quasi portato ad avere una carriera nel football americano.” (Paul Thorburn)

L’estremo Paul Thorburn è unanimemente riconosciuto come uno dei pochi giocatori di classe mondiale nella squadra gallese di fine anni ’80. Erede del leggendario J.P.R. WiIliams, il suo nome è legato, soprattutto, allo splendido penalty da  65 metri contro la Scozia, durante il Cinque Nazioni del 1986.

Paul Thorburn

Paul Thorburn

Paul Huw Thorburn è nato il 24 novembre 1962 a Rheindalen, nei pressi di Mönchengladbach, in Germania, sede di una base delle forze armate britanniche. Atleta tesserato per il Neath RFC, gli All Blacks del Galles, ha debuttato in nazionale a Parigi il 30 marzo 1985, dove per la prima volta si è scontrato con il leggendario pari ruolo Serge Blanco. Il Pelè del rugby, quel giorno, ha marcato entrambe le mete con le quali i Blues hanno sconfitto i Reds 14 a 3. I punti dei Dragoni sono stati realizzati da un piazzato di Paul.

Thorburn ha provato la gioia della vittoria già nella seconda partita, quando ha segnato 13 dei 24 punti rifilati dal Galles all’Inghilterra.

Il XV della Rosa è stato nuovamente l’avversario dei rossi nel primo match della stagione 1986, a Twickenham. Nonostante abbia segnato tre penalties e la trasformazione della meta di Bleddyn Bowen, l’estremo gallese quella volta non è riuscito ad impedire che la sua squadra tornasse a casa sconfitta per 18 a 21.

È accaduto nella successiva gara con la Scozia che Paul è entrato nella leggenda del rugby, quando ha calciato un penalty straordinario. La distanza era di 70 yards e 8 pollici e mezzo (quasi 65 metri), il calcio più lungo nella storia dell’Arms Park. Il calcio di punizione è stato assegnato a seguito di un tardivo placcaggio di Finlay Calder su Jonathan Davies, appena dentro la linea gallese dei dieci metri. Per lo stupore della folla, che si aspettava un calcio in touche, Thorburn ha sistemato l’ovale a terra e ha calciato diritto nell’acca. In pochi, tra cui il famoso commentatore Bill McClaren, hanno creduto ai loro occhi quando la palla è passata in mezzo ai pali. Quel giorno Thorburn ha segnato altri quattro penalties, che hanno sigillato la vittoria per 22 a 15. L’estremo ha così stabilito il record gallese quale giocatore più veloce ad arrivare a quota 50 punti, avendone segnati 54 in appena 5 partite.

In seguito Paul ha messo il suo sigillo anche nella vittoria per 19 a 12 contro l’Irlanda, con 3 piazzati e 1 trasformazione, prima di affrontare la Francia a Cardiff il giorno di St. David. Purtroppo, i gallesi hanno perso 15 a 23, con l’estremo che ha segnato tutti i punti per la sua squadra. I Blues hanno vinto il torneo a pari merito con la Scozia.

Nella stagione 1987 Paul ha disputato una sola partita del Cinque Nazioni, una sconfitta per 9 a 16 ancora ad opera della Francia. L’estremo ha segnato nuovamente tutti i punti della sua squadra, con tre penalties, ma si è rotto la clavicola e ha perso il resto della stagione. Tuttavia, entro l’estate il danno era guarito e Thorburn ha potuto giocare un ruolo decisivo per il successo del Galles nella prima Coppa del Mondo.

Con il professionismo lontano ancora 8 anni, i gallesi erano arrivati in Nuova Zelanda sullo stesso volo della squadra scozzese e di quella irlandese, dopo un viaggio in classe economy durato 25 ore. Poche ore dopo l’atterraggio, i giocatori erano già sul campo per una sessione d’allenamento. È stata un’idea sconsiderata. A causa del lungo viaggio, con i muscoli ancora rattrappiti, molti di loro hanno avuto lesioni muscolari che avrebbero pesato sul resto del torneo.

Thorburn, uno dei membri chiave della compagine allenata da Tony Gray, ha aperto il suo account mondiale con una punizione nella partita d’apertura, vinta 13 a 6 contro l’Irlanda. Quindi, ha contribuito alla realizzazione della meta di Mark Ring. Il Galles ha quindi sconfitto Tonga (due penalties e due trasformazioni per Paul) e Canada (quattro trasformazioni) prima di passare a punteggio pieno a Brisbane per dispuare i quarti di finale contro l’Inghilterra. I Celti hanno vinto meritatamente la sfida con un secco 16 a 3, grazie a tre mete gentilmente concesse da Gareth Roberts, Robert Jones e John Devereaux, due delle quali trasformate da Thorburn. Purtroppo, la semifinale contro gli All Blacks si è rivelata troppo dura per una squadra devastata da infortuni ed è stata persa 6 a 49. Anche in questo caso, però, l’estremo di Rheindalen è andato a punti con la trasformazione della meta di Devereaux.
Con grande sorpresa, gli uomini di Tony Gray hanno vinto la finale di consolazione contro i favoriti australiani, con Paul che ha sigillato la vittoria per 22 a 21 trasformando la meta marcata a tre minuti dal fischio finale da Adrian Hadley.

Il Galles ha capitalizzato l’inatteso successo vincendo il primo titolo del Cinque Nazioni dal 1979, anche se gli è stato negato il Grande Slam dopo aver perso 9 a 10 con la solita Francia. Per Thorburn, il momento clou del torneo è stato il penalty che ha consegnato la vittoria contro l’Irlanda, un calcio sotto pressione che Paul stesso ha ritenuto essere più impegnativo di quello segnato alla Scozia nel 1986.

Più tardi, nel corso dell’anno, il Galles ha subìto la seconda sconfitta in due partite per mano della Romania, un 9 a 15 a Cardiff che era peggiore del 6 a 24 col quale aveva perso a Bucarest nel 1983. Thorburn, che ha mostrato la sua versatilità giocando ala in sostituzione di Glen Webbe, grazie ad un penalty e ad una trasformazione ha superato il record gallese di 166 punti che apparteneva a Phil Bennett .

thorburn-4390943Nel 1989 i Dragoni non sono riusciti a difendere il titolo dell’anno precedente, ma hanno avuto la consolazione di negare all’Inghilterra il loro primo Five Nations Championship dal 1980, battendoli 12 a 9 a Cardiff. Thorburn ha svolto un ruolo determinante anche in quella vittoria, segnando due punizioni e trasformando la meta di Mike Hall.

Più avanti nella stagione, il Galles ha subito un brutto 9 a 34 ad opera della Nuova Zelanda a Cardiff, con Paul che ha segnato tutti i punti della sua squadra.

Nel 1990 era chiaro che per il Galles i giorni della gloria erano lontani, nonostante il nuovo allenatore Ron Waldron si sia sforzato di trasferire il successo ottenuto con il Neath alla nazionale. Per la prima volta i rossi hanno perso tutte e quattro le partite del Cinque Nazioni, anche se i futuri campioni della Scozia hanno faticato parecchio a Cardiff.

In estate, invece, il Galles ha affrontato la Namibia a Windhoek in una mini serie vinta 2 a 0, con Paul che ha segnato una meta, due penalties e due trasformazioni nel primo match.

Quell’anno, Thorburn ha stabilito il record gallese di 21 punti in una partita speciale contro i Barbarians, anche se i Dragoni alla fine sono stati sconfitti 31 a 24. I Baa-baas hanno segnato mete con Joe Stanley, Nick Farr Jones, Eric Rush e Jeremy Guscott, mentre l’apertura del Bath, Stuart Barnes, ha centrato la porta con i suoi calci.

La stagione 1991 è stata forse la peggiore per il Galles, che ha accusato tre sconfitte nel Cinque Nazioni e un’inaccettabile 6 a 63 con i Wallabies a Brisbane, in estate, con ben dodici mete subite. Tanto per cambiare, quel giorno Paul è stato l’unico a dare un contributo alla causa gallese e alla fine si è trovato inorridito dal comportamento dei suoi compagni al terzo tempo. Nella sua autobiografia, Kicked Into Touch, ha lanciato un feroce attacco a coloro che pensava avessero portato il rugby gallese in disgrazia: “Eravamo un gruppo di piagnoni e bevitori, credo pronti a provocare una rissa senza motivo, anche  davanti a un pubblico di invitati tra cui la stampa mondiale. Non riesco a capire come i giocatori gallesi con postumi di una sbornia abbiano pensato di competere con gli australiani e i neozelandesi. Per alcuni nostri giocatori più anziani, con esperienza internazionale, non dare il loro meglio preferendo la bottiglia di vino al campo di allenamento è inspiegabile.”.
Parole forti, certo, e l’estremo è rimasto così deluso dal rugby gallese di quel periodo che ha deciso di ritirarsi proprio dopo la partita in questione, lasciando un buco enorme nella nazionale in procinto di intraprendere la Coppa del Mondo.

Tra il 1985 e il 1991 Paul ha guadagnato 37 caps con la nazionale, segnando un record di 304 punti, la maggior parte dei quali provenienti dai suoi calci. Egli ha anche capitanato i Dragoni in dieci occasioni.

Paul è tornato al rugby nel 1999 nella nuova veste di direttore della Coppa del Mondo e di manager della Welsh Rugby Union.

Nel 2006 l’ex capitano del Galles è diventato direttore dello sviluppo strategico degli Ospreys, con i quali ha giocato un ruolo fondamentale in una serie di azioni commerciali, di business e iniziative di marketing. Paul ha contribuito a ottenere la sponsorizzazione che ha fatto degli Ospreys uno dei più importanti club del rugby europeo, ed è stato coinvolto in una serie di accordi significativi che hanno permesso all’ambiziosa franchigia di diventare tra le principali organizzazioni professionistiche di rugby dell’emisfero nord. Nel giugno del 2010, dopo quattro anni di lavoro, Paul ha espresso con un comunicato il suo desiderio di lasciare tale incarico al fine di perseguire altri interessi aziendali.

 

 

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