Paul McLean: blaze of glory

(di Roberto Vanazzi)

Che cosa si impara dallo sport, e certamente dallo sport ad alto livello? Si impara l’umiltà.” (Paul McLean)

Paul Mclean ha avuto un ruolo chiave nell’aiutare i Wallabies a diventare competitivi contro i colossi All Blacks e Springboks negli anni ’70 e ’80. Discendente da una dinastia di rugbisti che ha prodotto sette atleti internazionali attraverso tre generazioni, Paul era un calciatore di classe mondiale, tanto con il piede destro quanto con quello sinistro, un corridore dal talento naturale, un ottimo distributore di palloni e sapeva gestire la gara sotto pressione come nessun altro. Il ragazzo ha ottenuto 31 caps per i Wallabies, dal 1974 al 1982, giocando per lo più apertura, anche se in alcune occasioni è stato spostato ad estremo, e anche al centro, per fare posto a numeri 10 quali Tony Melrose, Ken Wright e Mark Ella.

Insieme a Mark Loane e Tony Shaw, McLean ha formato quella che la comunità del Queensland Rugby ha bollato come la Santissima Trinità e, quando si è ritirato nel 1982, lo ha fatto raggiungendo i 1000 punti proprio durante la sua centesima e ultima partita con il club. Paul ha anche segnato 21 punti contro la Scozia nel suo match di prova finale, che in quel momento era il record australiano individuale.

Paul McLean

Paul McLean

 

Paul Edward McLean è nato il 12 Novembre 1953 a Ipswich, nel Queensland e ha frequentato il St Edmund’s College a Ipswich, il Nudgee College di Brisbane e, infine, la University of Queensland, anche se non si è mai laureato. Quando studiava presso il Nudgee, Paul ha fatto vincere alla scuola il Campionato Studentesco con un calcio di punizione da 55 metri.

Il padre di Paul, Arthur “Bob” McLean, ha giocato per Queensland e l’Australia, ma l’albero genealogico ovale del ragazzo era molto più imponente. Sono stati sette, infatti, i membri della famiglia McLean che hanno rappresentato l’Australia, tanto in Rugby Union quanto in Rugby League. Il nonno di Paul, Doug McLean Sr, e suo zio Doug McLean Jr erano stati internazionali in entrambi i codici, giocando sia per i Wallabies che per i Kangaroos. Un altro zio, Bill McLean, è stato un famoso capitano dei Wallabies subito dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. Lo zio Jack McLean era stato in tour con la nazionale nel 1946, anche se non ha guadagnato alcun cap. Anche suo fratello Jeff McLean (scomparso nell’agosto del 2000 all’età di 62 anni) ed il cugino Peter McLean hanno ottenuto presenze per i giallo-oro.

Paul ha iniziato la sua avventura nel rugby giocando con gli Ipswich Rangers, ma nel 1972 è entrato tra le fila dei Brothers Old Boys, club di Brisbane nel quale avrebbe trascorso il resto della sua carriera.

Nel 1973 McLean ha fatto il suo debutto per la squadra provinciale del Queensland, quando, diciannovenne, è stato chiamato a sorpresa per sostituire l’apertura Dugald Clark in una partita tra i Maroons e la provincia neozelandese di North Auckland, dove giocavano quattro All Blacks, tra cui il leggendario mediano di mischia Sid Going. Con solo un minuto da giocare, e gli avversari avanti 24 a 21, Paul ha calciato un penalty da trenta metri, piuttosto angolato, regalando in quel modo ai suoi un memorabile pareggio.

La carriera di McLean è progredita sino a conquistare il primo cap con i Wallabies, il 25 maggio 1974 a Sydney, in una sfida contro gli All Blacks. Il ragazzo è sceso in campo nel ruolo di apertura e ha giocato in coppia in mediana con il capitano John Hippwell, mentre suo fratello Jeff era schierato sulla fascia. La partita è stata vinta dagli ospiti con il risultato di 11 a 6 e Paul ha fatto registrare i suoi primi due punti internazionali grazie alla trasformazione della meta di Ray Price.
Tre giorni dopo McLean ha affrontato gli stessi neozelandesi con il Queensland, perdendo 6 a 42. Quindi, il 1 giugno, ha disputato anche il secondo test match. A Brisbane è finita 16 a 16 e metà di questi punti sono stati messi sul tabellino da McLean, che ha calciato tra i pali due penalties e una trasformazione.
L’8 giugno successivo Paul ha realizzato altri 6 punti sull’erba del Cricket Ground di Sydney, nel terzo test con gli All Blacks, ma questi sono stati gli unici punti messi in cantiere dai padroni di casa. Infatti, gli uomini capitanati da Andy Leslie hanno vinto 16 a 6 e si sono accaparrati la Bledisloe Cup.

Nell’agosto del 1975 la nazionale australiana ha incontrato e vinto con punteggi elevati il Giappone in una serie di due test. Nel primo di questi, disputato a Sydney, un Paul schierato estremo (apertura ha giocato Ken Wright) ha realizzato due mete, che poi risulteranno essere le uniche della sua carriera in maglia giallo-oro, un piazzato e cinque trasformazioni, per un totale di 21 punti. Nel secondo test McLean è tornato ad indossare la maglia numero 10 e ha siglato altri 18 punti.
Poi, in autunno, i Wallabies hanno intrapreso un tour nel Regno Unito e in Irlanda.

Il tour è stato un fiasco. Nelle tre partite con Scozia, Galles e Inghilterra, gli Aussies hanno totalizzato la miseria di 12 punti, tutti per merito del piede di Paul McLean, il quale ha giocato sempre nel ruolo di estremo. Il ragazzo del Queensland ha messo in cantiere anche 8 punti contro l’Irlanda, l’unico test match che i Wallabies sono riusciti a vincere con il punteggio di 20 a 10.
L’Australia, inoltre, ha perso le sfide infrasettimanali con il Cardiff e l’Ulster, ha pareggiato 28 a 28 con il Llanelli ed è uscito sconfitto dall’Arms Park per mano dei Barbarians.

Nel 1976 i Wallabies hanno ospitato la nazionale delle Fiji, incontrandola tre volte. Paul ha giocato apertura in tutti e tre i match, vinti piuttosto agilmente, realizzando un totale di 41 punti. Il ragazzo ha assaporato il trionfo sugli isolani anche con il suo club, che ha vinto la sfida 28 a 16.

In autunno McLean e compagni sono approdati in Francia, dove hanno perso i due confronti giocati con i padroni di casa: 18 a 15 a Bordeaux, dove il mediano del Queensland ha realizzato l’intero score per i suoi, e un pesante 34 a 6 a Parigi, con 6 punti sempre dal suo piede.
Il 4 novembre, prima di tornare in patria, i Wallabies hanno affrontato l’Italia a Milano. Quel giorno, all’Arena Civica, gli azzurri di Roy Bish hanno mancato davvero per un soffio una clamorosa vittoria. Sotto il diluvio, infatti, è finita 16 a 15 per i giallo-oro, con gli uomini del capitano Salvatore Bonetti che hanno messo punti sul tabellino grazie al mediano di mischia Ercole Manni, autore di una meta, e ai calci dell’aquilano Ennio Ponzi. Gli australiani hanno marcato tre mete, mentre Paul vi ha aggiunto altri 4 punti trasformandone due.

Il 27 agosto 1977, a Pretoria, Paul ha giocato una sfida con la nazionale di casa scxhierato tra le fila di una selezione di stelle internazionali chiamata World XV, nella quale erano schierati campioni del calibro di Hugo Porta, Gareth Edwards e Jean-Pierre Rives. Allenatore e capitano della squadra ospite, alla sua prima selezione, erano gli stessi dei British Lions del 1974: Syd Millar e Willie John McBride. Gli Springboks, per la cronaca, hanno vinto 45 a 24.

A quel punto, però, a causa di un infortunio, McLean è stato costretto a saltare tutta la stagione 1977. Il suo rientro tra le fila della nazionale è avvenuto l’11 giugno 1978, quando i Wallabies hanno affrontato il Galles a Ballymore. I padroni di casa hanno vinto 18 a 8, con 14 punti da parte del loro strepitoso kicker. Una settimana più tardi le due squadre si sono affrontate nuovamente al Cricket Ground di Sydney. Stavolta la sfida è stata più equilibrata, ma gli australiani sono riusciti comunque ad avere la meglio per 19 a 17. McLean quel giorno di punti ne ha totalizzati 14, grazie a tre piazzati e ad un bellissimo drop. Il trequarti ha affrontato i Dragoni anche con Queensland, uscendo ancora una volta vincitore con il punteggio di 31 a 24. In totale, McLean ha realizzato 14 calci consecutivi, suddivisi in tre partite, ad un Galles zeppo di campioni quali J.P.R. Williams, J.J. Williams, Gerald Davies, Ray Gravell, Steve Fenwick e la leggendaria prima linea del Pontypool.

Un paio di mesi più tardi Paul ha giocato da estremo a Christchurch una delle tre sfide contro gli All Blacks, con questi ultimi che hanno mantenuto in bacheca la Bledisloe Cup.

Nel giugno del 1979 in Australia è arrivata la nazionale irlandese. Il XV del Trifoglio, guidato da Fergus Slattery, ha ottenuto due ottime vittorie. McLean, schierato apertura, ha realizzato 8 punti a Brisbane, dove gli ospiti hanno vinto 27 a 12, e altri 3 a Sydney, in un incontro simile ad una guerra di trincea, terminato 9 a 3. Il ragazzo di Ipswich ha visto i verdi uscire vincenti per 18 a 15 anche dall’incontro con Queensland.

Chi pensava che i Wallabies fossero in crisi, però, si sbagliava di grosso, perché il 28 agosto successivo la squadra ha sconfitto gli All Blacks a Sydney e ha riportato in Australia una Bledisloe Cup che mancava dal 1951. Gli Aussies hanno vinto la partita con il risultato di 12 a 6 e di questi 12 punti, 9 sono arrivati grazie al piede di McLean, tornato ad indossare la maglia numero 15. L’apertura Tony Melrose ha aggiunto altri 3 punti calciando tra i pali un calcio di rimbalzo. La nazionale australiana annoverava tra le proprie fila numerosi campioni del Queensalnd come Mark Loane, Geoff Shaw, Andrew Slack e, naturalmente Paul Mclean.

I autunno i giallo-oro si sono recati in Argentina, dove hanno disputato sette incontri, cinque con le selezioni provinciali e due test match ufficiali. Gli uomini capitanati da Mark Loane hanno vinto tutte le gare infrasettimanali e hanno pareggiato la serie con gli albi-celeste, uscendo sconfitti 13 a 24 dal primo, con gli uomini di Hugo Porta che hanno dominato in mischia, per poi trionfare 17 a 12 nel secondo. McLean ha giocato entrambi i test e due gare non ufficiali, sempre da estremo; Melrose era l’apertura mentre il futuro giocatore del Petrarca Padova Roger Gould ha indossato la maglia numero 15 nelle restanti sfide. Il trequarti del Queensland ha totalizzato 11 punti contro i Pumas e altri 5 ne ha realizzati nel match che ha aperto il tour con il club di San Isidro. Della squadra australiana faceva parte anche il seconda linea Peter McLean, cugino di Paul.

Il 24 maggio del 1980 Paul è sceso in campo da capitano, unica volta nella sua carriera internazionale, nella sfida di Suva contro le Fiji. Il ragazzo ha messo sul tabellino 14 punti, frutto di tre piazzati, un drop e due trasformazioni. Purtroppo per lui, a causa di un infortunio è stata questa la sola partita della stagione in maglia giallo-oro.

Il fuoriclasse del Queensland è rientrato in rosa per affrontare due volte la Francia nel giugno del 1981, giocando apertura a Brisbane ed estremo a Sydney. Nel primo test, Brendan Moon, Michael O’Connor e Simon Poidevin hanno marcato una meta ciascuno, contro una sola dei Blues realizzata da Patrick Mesny. Nel secondo incontro le mete sono state due per parte: di Jean-Pierre Elissalde e Pierre Lacan quelle francesi, di Michael O’Connor e Duncan Hall quelle dei Wallabies. La differenza l’ha fatta Paul McLean con il suo piede, che ha condotto i suoi alla vittoria per 24 a 14. Paul è andato vicino a sconfiggere i Galletti anche con il suo club, quando il 13 giugno gli uomini in maglia rossa hanno perso soltanto 15 a 18. Era una squadra piena di talenti quella in maglia rossa di quel periodo, che vedeva schierati, oltre a McLean, personaggi del calibro di Andrew Slack, Roger Gould, Tony D’Arcy, Brendan Moon e Michael Lynagh; praticamente quasi mezza nazionale.

Selezionato dal coach Bob Templeton per il tour di fine anno in Gran Bretagna e Irlanda, McLean è partito con una backline che prometteva un rugby favoloso. Il problema era che gli avanti non riuscivano a conquistare la palla e liberarla verso i loro talentuosi trequarti. Gli Aussies hanno avuto problemi con gli ingaggi, con le rimesse laterali e nelle mischie spontanee. In poche parole, è stato un tour tremendo, che ha visto l’Australia vincere solo in Irlanda, dove Mclean, da estremo, ha centrato l’acca con tre piazzati. Il ragazzo di Ipswich non è sceso in campo nella sfida con il Galles, ma è stato schierato a Murrayfield, dove la straordinaria empatia con l’ala Brendan Moon ha prodotto una meta leggendaria di quest’ultimo. Paul passeggiava su e giù con nonchalance fingendo di calciare in porta, ma all’improvviso ha dato l’ovale sulla fascia sinistra a Moon, il quale è andato a marcare al piccolo trotto mentre gli scozzesi rilassati erano in attesa del penalty. Purtroppo, la gloria di questa mossa è stata dimenticata a causa dell’incidente occorso allo skipper Tony Shaw e alla sconfitta per 15 a 24, con il capitano del Cardo Andy Irvine autore di ben 17 punti. Quell’incontro McLean lo ha disputato nel ruolo di trequarti centro, mentre Mark Ella giocava apertura e Roger Gould estremo.

Paul è tornato ad indossare la maglia numero 15 il 2 gennaio 1982 a Twickenham, dove ha realizzato tre punti. I Wallabies, come in ogni altro test match di quel tour, hanno marcato più mete rispetto ai loro avversari, ma sono stati superati da una maggiore precisione ai calci. Il pack dell’Inghilterra, poi, ha mostrato di essere nettamente superiore a quello giallo-oro, con Maurice Colclough autore di una prestazione eccezionale. La gara è terminata con la vittoria dei bianchi per 15 a 11.

A quel punto, Paul avrebbe dovuto disputare il classico incontro di fine tour contro i Barbarians, ma questo è stato annullato a causa della neve caduta su Cardiff. In sostituzione, si è giocato un match tra il Queensland e gli Australian Barbarians, per festeggiare il centenario del club. La partita è stata il canto del cigno della carriera di McLean in maglia rossa; la sua numero 100, nella quale ha raggiunto quota 1000 punti. Quel giorno alla tribuna principale del Ballymore Oval è stato dato il nome di McLean Stand in onore dei contributi dati dalla famiglia McLean al Queensland rugby e al rugby australiano in generale.

Paul McLean e Mark Loan

Il 10 luglio 1982 McLean ha giocato il secondo di due test con la Scozia, a Sydney. Gli Highlanders avevano conquistato una storica vittoria la settimana precedente, ma al Cricket Ground è finita 33 a 9 a favore dei padroni di casa, con Paul che ha disputato una gara strepitosa da apertura realizzando 21 punti, che in quel periodo nella terra dei canguri era un record. Il 13 giugno antecedente, il trequarti aveva preso parte al trionfo del Queensland sugli stessi scozzesi, battuti con il punteggio di 18 a 7.

Quella di Sydney con la Scozia è stata l’ultima apparizione di Paul McLean con la propria nazionale. Il ragazzo ha accumulato 31 caps per i Wallabies, uno dei quali da capitano, e ha disputato altre 40 partite non ufficiali. Ampiamente riconosciuto come uno dei migliori goal-kicker di tutto il mondo, il ragazzo di Ipswich ha concluso la carriera internazionale con l’allora record di 260 punti, realizzati grazie a 2 mete, 27 trasformazioni, 62 penalties e 4 drop.

Sempre nel 1982, Paul ha sposato la fidanzata Kate Pearson. Dall’unione sono nati tre figli.

Dopo il ritiro dal rugby giocato, McLean ha assunto una posizione come direttore delle vendite nella sede di Brisbane della Ansett ed è salito di grado sino a diventare il manager dello stato del Queensland nel giro di un anno.
In seguito, l’ex apertura dei Wallabies si è trasferito nel business degli immobili presso la FPD Savills, nel ruolo di Direttore di Agenzia e Commercial Leasing. Paul ha proseguito la sua carriera sino a diventare amministratore delegato del Queensland nel 2002 e poi Amministratore Delegato di Savills Australia & New Zealand 2009, lavorando con più di 1000 persone alle proprie dipendenze.

Per quanto riguarda la palla ovale, McLean ha trascorso due anni come primo allenatore dei Brothers Old Boys e altri quattro anni come presidente del club, prima di subentrare al suo ex allenatore del Queensland e dei Wallabies Bob Templeton in qualità di presidente del Queensland Rugby Union. Paul è rimasto in carica per sei anni, dalla fine del 1999 al 2005, ovvero fino a quando è stato nominato presidente della Australian Rugby Union (la federazione australiana), una posizione che ha mantenuto per quasi cinque anni.
McLean ha trascorso anche due anni presso l’International Rugby Board.

Nel 2011 questo campione è stato inserito nella Australian Rugby Hall of Fame, assieme al primo capitano di dei Wallabies, Herbert ‘Paddy’ Moran, e ad uno dei più grandi skipper di tutti i tempi quale John Eales, anch’egli un prodotto dei Brothers Old Boys e del Queensland.

Paul è anche direttore di Youngcare, un’organizzazione di beneficenza che lavora per creare scelta nella cura medica e opzioni di alloggio per i giovani australiani con esigenze di cure elevate.

 

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