Nigel Redman: l’amore per il rugby

(di Roberto Vanazzi)

Gioco a rugby per divertimento e faccio del mio meglio, e se  fare del mio meglio vuol dire riuscire a giocare per la nazionale è assolutamente meraviglioso.” (Nigel Redman)

Tra il 1984 e il 1998 il Bath Rugby ha conquistato sei titoli del campionato inglese, ha portato in bacheca dieci volte la Coppa Anglo-Gallese e ha vinto la prima Heineken Cup di una squadra britannica. Il comune denominatore dei XV messi in campo dal club nero-blu di quel periodo è Nigel Redman, un seconda linea forse non eccelso in touche, ma molto fisico e mobile, che ha avuto come principali punti di forza la determinazione e un grande amore per il rugby.

Con il XV della Rosa questo atleta ha goduto di una carriera lunghissima, anche se spesso gli allenatori si sono dimenticati d’inserire il suo nome nella lista dei convocati, tant’è che le sue venti presenze le troviamo spalmate in oltre tredici anni. Nigel ha partecipato anche al tour dei Lions del 1997, giocando capitano nella sfida non ufficiale contro Northern Free State.

Nigel Redman

Nigel Redman

Nigel Charles Redman è nato il 16 agosto 1964 a Cardiff, da genitori inglesi. Nei primi anni della sua vita Nigel ha vissuto nella capitale gallese, frequentando le scuole elementari alla Pen-yr-Heol Junior School, nel distretto di Rumney. Quindi, si è trasferito con la famiglia nella contea inglese del Somerset, prima a Macclesfield e poi a Weston-superMare, dove ha studiato presso la Priory Comprehensive School e, in seguito, al South-West Bristol Technical College.

Da bambino Redman giocava a calcio nel ruolo di portiere, in quanto unico della sua squadra a non avere paura di tuffarsi sul cemento, ed era tifoso del Cardiff City. Solo a 15 anni Nigel ha conosciuto la palla ovale, quando una sua compagna di classe, la figlia dell’allenatore del Weston-super-Mare RFC, gli ha suggerito di provare con il rugby. È stato amore a prima vista.

Nel 1983 Ollie, com’era soprannominato nel Weston per distinguerlo da un altro Redman, è stato acquistato dal Bath Rugby con lo scopo di aggiungerlo ad una lista di ruggers veramente eccezionali.
Il 1 ottobre dello stesso anno è la data in cui il seconda linea ha esordito per il suo nuovo club, giocando, e perdendo 16 a 25, contro Abevaron nel corso della Coppa Anglo-Gallese. La sua prima uscita è stata una sorta di battesimo del fuoco, in quanto ha dovuto affrontare il forte nazionale gallese Allan Martin. Al termine della stagione il club nero-blu ha vinto il primo trofeo della sua storia e Redman ha talmente impressionato da costringere il nazionale irlandese Ronnie Hakin ha sedere in panchina per cedergli il posto da titolare.

Nel frattempo Nigel, che lavorava come elettricista, aveva cominciato anche la scalata verso la nazionale maggiore, giocando prima con gli England Colts e poi nella Under23, dov’è stato capitano in una partita contro la Spagna.

Il 3 novembre 1984 il coach dell’Inghilterra Dick Greenwood ha fatto esordire il ventenne di Cardiff contro l’Australia a Twickenham, assieme agli altri giocatori come Stuart Barnes e Gareth Chilcott. Quell’Inghilterra è stata probabilmente la squadra più debole incontrata dai Wallabies durante il loro tour, sfociato in un esaltante Grande Slam, e la partita in questione, nonostante il primo tempo si fosse chiuso sul 3 a 3, è terminata con un netto 19 a 3 per i ragazzi capitanati da Andrew Slack. Redman ha vissuto una brutta giornata a causa del seconda linea opposto Steve Cutler e per questo motivo è stato escluso dalle successive uscite della nazionale.

Big Nige ha dovuto attendere fino al 1986 per ottenere il suo secondo cap, quando il nuovo coach Martin Green lo ha mandato in campo per sostituire un flanker contro la Scozia.

Il 5 marzo, sempre del 1986, Nigel ha giocato la prima di undici partite con la maglia dei Barbarians. La sfida, che lo ha visto affrontare East Midlands, è finita 35 a 6 per i Baa-baas.

Nella stagione seguente Redman ha disputato cinque gare, di cui due nel Cinque Nazioni, con Irlanda e Scozia, e tre nella prima edizione della Coppa del Mondo in Nuova Zelanda.
Ai mondiali Ollie ha dato il cambio generazionale a Steve Bainbridge e si è trovato di fronte ancora l’Australia, contro la quale l’Inghilterra ha avuto una prestazione lodevole nonostante la sconfitta per 6 a 19. Quindi, il ragazzo ha affrontato il Giappone, partita finita 60 a 7 dove lui ha segnato la sua unica meta internazionale. La terza presenza è stata la disastrosa gara dei quarti di finale contro il Galles a Brisbane, finita 16 a 3 in favore dei Dragoni.

Il 1987 è anche l’anno in cui è nato il massimo campionato di rugby inglese, con il nome di Courage Leagues. Il Bath di Redman è stata la squadra che in quel periodo ha vinto più di tutte, conquistando sei campionati nelle prime nove edizioni, di cui quattro consecutivi, dal 1990/91 al 1993/94.

A partire dal 1988, quando si è affermato il binomio Paul Ackford e Wade Dooley, le apparizioni di Nigel in maglia bianca sono tornate ad essere scarse: due gare nella tournée argentina del 1990, sfociate in una vittoria ed una sconfitta, ed una con le Fiji nel 1991, il giorno in cui in seconda linea ha esordito Martin Bayfield.
Tuttavia, quello stesso anno, Redman ha fatto parte della squadra che ha partecipato alla Coppa del Mondo in Inghilterra agli ordini di Geoff Cooke, dove ha disputato le partite contro l’Italia, terminata 36 a 6, e gli Stati Uniti, battuti 37 a 9.

Nella primavera del 1994 l’Inghilterra ha intrapreso un tour in Canada. Nigel non ha giocato nessuno dei due test match con i padroni di casa, ma è stato eletto capitano della squadra in un paio di partite infrasettimanali.

Il successivo cap di Ollie ha visto probabilmente il suo miglior risultato internazionale; una bella vittoria per 15 a 9 contro la Nuova Zelanda, il 27 novembre 1993, con quattro piazzati di Jon Callard e un drop di Rob Andrew. Nigel quel giorno ha giocato in coppia con un giovane di belle speranze di nome Martin Johnson.

Dopo il ritiro di Wade Dooley finalmente Nigel ha avuto maggiori occasioni di entrare in campo.
Nel 1994 il seconda linea ha disputato due partite durante il Cinque Nazioni, fra le quali spicca il 18 a 14 col quale i bianchi hanno vinto a Parigi. L’Inghilterra è arrivata in testa al torneo a pari merito con il Galles, ma proprio quell’anno si è deciso di assegnare per la prima volta il titolo contando la differenza punti e a trionfare sono stati i Dragoni, nonostante fossero usciti sconfitti da Twickenham l’ultima giornata. A negare il trionfo ai sudditi di Sua Maestà è stata l’Irlanda, che ha vinto a Londra con un solo punto di scarto: 13 a 12.

A giugno Nigel è partito con la squadra per un tour in Sudafrica, dove ha affrontato gli Springboks in due test match. Il primo di essi, a Pretoria, è terminato con una vittoria dei bianchi per 32 a 15, con Rob Andrew autore di tutti i punti per i suoi. Il secondo, giocato a Città del Capo ha visto il XV della Rosa perdere 9 a 27.

Il 18 maggio 1996 Nigel ha giocato ancora per i Barbarians, questa volta contro l’Irlanda. La partita è stata vinta dai Baa-baas 70 a 38, con il giocatore del Bath che ha segnato una meta.
Redman ha varcato altre due volte la linea avversaria il 2 giugno successivo contro Kansai, sempre con la maglia del club ad inviti. La gara è stata persa 66 a 76.

Con Martin Johnson e Simon Shaw titolari nella seconda linea della nazionale, e alcuni giovani che scalpitavano alle loro spalle, come Martin Bayfield, John Fowler e Chris Murphy, sembrava non esserci più spazio per Redman nel pack della Rosa. Invece, nel 1997 Big Nige ha goduto di una sorta di rinascita che lo ha portato a disputare ancora un paio di gare.

A causa dell’assenza di Johnson e Shaw, in tour con i British & Irish Lions, e di alcuni infortuni, Redman si è guadagnato la chiamata da parte di Jack Rowell per il tour primaverile dell’Inghilterra in Argentina, dove ha giocato il primo di due test con i Pumas a Buenos Aires, vinto 46 a 20.

In estate Ollie è stato convocato dal tour manager dei Lions, Fran Cotton,  per giocare in Sudafrica in sostituzione del connazionale Doddie Weir, costretto a tornare in patria a causa di un infortunio. Con i rossi Nigel non ha disputato test match, ma è sceso in campo in quattro sfide infrasettimanali, ricevendo l’onore, giustamente meritato, di indossare la fascia di capitano contro Northern Free State a Bloemfontein, sfida vinta 52 a 30.

Redman ha concluso la sua lunga carriera internazionale il 12 luglio 1997 a Sydney, perdendo 6 a 25 contro l’Australia, lo stesso team col quale aveva debuttato nel lontano 1984.

L’11 novembre 1997 Nigel Redman ha capitanato i Barbarians contro i Combined Services. La partita, l’ultima di undici con il club ad inviti, è stata vinta 40 a 33.

Il 31 gennaio 1998 il Bath è diventato il primo club britannico a conquistare l’Heineken Cup, dopo avere sconfitto 19 a 18 i francesi del Brive nella finale al cardiopalma di Bordeaux , con Jon Callard che ha realizzato tutti i punti per gli inglesi. Redman quel giorno era in campo, così come in tutte le nove partite del torneo.

Nel 1999, esattamente il 7 marzo contro Newcastle, Ollie ha giocato la sua ultima partita per il proprio club, lasciando il team dopo 349 caps, 34 mete marcate e 146 punti. Redman è stato presente in tutti i successi che il Bath ha coseguito dal 1984 alla fine degli anni ’90, mancando soltanto la finale della Coppa Anglo-Gallese nell’aprile del 1989, vinta contro il Leicester, in quanto aveva giocato da novembre con un problema all’inguine per paura di perdere il posto in squadra.

A quel punto, come capita spesso, l’amore per il rugby ha fatto sì che Nigel continuasse l’avventura ovale nel ruolo di allenatore.
Dopo essere stato responsabile dell’accademia del Worcester, Redman ha guidato per tre anni la nazionale inglese Under 19. Poi, nella stagione 2007/2008, quando le rappresentative nazionali sono state modificate da U19 e U21 a U18 e U20, è diventato Head Coach di quest’ultima, portandola subito a vincere un Grande Slam nel Cinque Nazioni di categoria.

Il 15 maggio 2008 Nigel ha accettato la carica di coordinatore del rugby di alto livello presso l’Accademia Nazionale, sotto la supervisione di Kevin Bowring. L’incarico è stato assunto solo il 1 luglio, in quanto l’ex seconda linea ha dovuto guidare il team al Campionato del Mondo Under 20, che si è svolto in Galles a giugno.

Nel 2012, a 47 anni, Redman è tornato ai Worcester Warriors come allenatore degli avanti, agli ordini di Richard Hill, prendendo il posto lasciato vacante dal dimissionario Phil Davies. Il suo lavoro a Sixways, però, è durato solo un anno, perché al termine della stagione 2012-13 il club non ha rinnovato il contratto né a lui né a Hill.

L’ex seconda linea del Bath è un allenatore qualificato di livello cinque, lo stesso di Stuart Lancaster, e possiede una laurea nel programma della UK Sport Elite Coach. Per questo motivo nel 2014 Redman ha ricevuto l’incarico di allenare la squadra di nuoto britannica.

 

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