Naka Drotské: nel cuore della mischia

(di Roberto Vanazzi)

Le partite si vincono davanti, in prima linea, dove operano gli oscuri proprietari del successo: piloni e tallonatore.” (Marco Bollesan)

Allen Erasmus Drotské, meglio conosciuto come Naka, è nato il 15 marzo 1971 a Senekal, un piccolo villaggio del Free State. Ha iniziato a calcare i campi da rugby con la nazionale scolastica sudafricana nel 1992, sistemandosi in terza linea. Nella stessa stagione, una volta entrato a far parte di Orange Free State (oggi Cheetahs), è stato “trasformato” in un tallonatore, posizione nella quale sarebbe diventato famoso.

Naka Drotské

Naka Drotské

Il giorno dell’esordio con la maglia degli Springboks, il 13 novembre 1993, nella seconda prova della serie contro l’Argentina a Buenos Aires, il giocatore aveva iniziato la partita nella sua nuova posizione in mezzo ai piloni, Guy Kebble e Keith Andrews, per poi ritornare flanker nel corso del match. La partita, per la cronaca, è stata vinta dai sudafricani 52 a 23, ed è interessante notare che anche la perla nera Chester Williams ha fatto il suo debutto lo stesso giorno.

Dopo essere rimasto fermo tutto il 1994, Naka ha mancato di un soffio la convocazione per far parte della rosa che avrebbe disputato la Coppa del Mondo del 1995, con il posto di tallonatore occupato da Chris Rossouw e James Dalton. Ma quando quest’ultimo ha ricevuto una sospensione per essere stato espulso durante la partita con il Canada, l’atleta di Senekal è stato prontamente chiamato per sostituirlo.

Ai mondiali Drotske ha giocato solo una partita, la vittoriosa sfida per 42 a 14 contro West Samoa, quindi ha seguito il torneo seduto in panchina, compresa l’epica finale con gli All Blacks, con la maglia numero 2 ben salda sulle spalle di Rossouw.

La stagione 1996 ha restituito alla nazionale anche Dalton, il quale è tornato ad essere la prima scelta dei Boks. Quell’anno Naka ha trovato posto solo nella sfida persa 21 a 16 contro l’Australia a Sydney.

Il tallonatore è tornato in auge nel 1997. A giugno, contro Tonga, ha segnato la sua prima meta internazionale. Un mese più tardi si è guadagnato la chiamata degli Springboks per giocare contro i British & Irish Lions, alla loro prima visita nel Paese arcobaleno dopo la fine dell’apartheid. I britannici di Ian McGeechan e Jim Telfer hanno vinto il primo match 25 a 16, nonostante il pack sudafricano avesse funzionato bene (la prima linea, oltre a Naka, vedeva in campo il suo compagno del Free State Os Du Randt e il turbo-pilone Adrian Garvey). Nella seconda prova, le seconde linee dei rossi, l’inglese Martin Johnson e l’irlandese Jeremy Davidson, hanno dominato la line-out, permettendo così alla squadra di strappare una seconda vittoria (18 a 15, grazie al famoso drop di Jeremy Guscott a 3 minuti dal termine) e guadagnare un inattaccabile 2 a 0 nella serie.
Drotské, insieme ad altri giocatori, è stato il capro espiatorio delle disastrose sconfitte e per la prova finale il coach Nick Mallett lo ha relegato in panchina, lasciando spazio a Dalton. Gli Springboks hanno salvato la faccia vincendo 35 a 16.

Grazie a questo risultato, Dalton è tornato ad essere il titolare della maglia numero 2. A Naka è rimasta la consolazione di una meta rifilata agli All Blacks il 19 luglio del 1997, la sua seconda personale, durante il Tri Nations.

Dalton ha disputato anche la maggior parte della stagione successiva, quella in cui il Sudafrica di Nick Mallett ha vinto il suo primo Tri Nations a punteggio pieno e ha inanellato il record di 17 vittorie consecutive, una serie impressionante che si è conclusa il 5 dicembre 1998, con la sconfitta contro l’Inghilterra a Twickenham. Naka, in quel periodo, ha disputato solo 3 partite, entrando sempre come sostituto a gara iniziata: contro Irlanda e Galles, a Pretoria, e ancora con il XV del Trifoglio a Dublino.

71d8ac6e1ec84d5189801f2a1cf032aaDrotské ha raggiunto una forma strepitosa nel 1999, durante il Super 12, e questo, grazie anche ad un infortunio subito da Dalton, gli ha permesso finalmente di essere considerato la prima scelta degli Springboks, sei anni dopo il suo debutto.

Il tallonatore ha giocato bene tutta la stagione, marcando anche la sua terza e ultima meta internazionale all’Italia, nell’incredibile partita del 19 giugno a Durban, finita 101 a 0. La peggiore sconfitta di sempre per il team azzurro. L’ultima partita di George Coste sulla panchina italiana.

La maglia numero 2 è rimasta in possesso di Naka anche durante la Coppa del Mondo 1999, in cui ha giocato da titolare in tutti i test (tranne che con la Spagna, dove è entrato dalla panchina) formando una front row di grande peso con Os Du Randt e Cobus Visagie.
Gli Springboks sono arrivati primi nel loro girone, vincendo facilmente le sfide con Scozia, Spagna e Uruguay. Quindi, nei quarti di finale, hanno sconfitto i padroni di casa dell’Inghilterra allo Stade de France, una gara diventata famosa per i cinque drop messi nell’acca da Jannie De Beer. I problemi sono iniziati in semifinale, dove ad attenderli c’era l’Australia di John Eales. La partita, tiratissima e senza mete, è finita ai tempi supplementari con la vittoria dei Wallabies per 27 a 21. I sogni dei sudafricani di bissare il successo di quattro anni prima sono così andati in frantumi.

La magra consolazione per la vittoria nella finale per il 3-4° posto, dove i verdi hanno sconfitto gli altrettanto delusi All Blacks 22 a 18, ha chiuso definitivamente i conti. È stata quella, infatti, la ventiseiesima e ultima partita internazionale del tallonatore di Senekal.

In tutto, Drotské ha effettuato 26 test per gli Springboks, segnando 3 mete, e ha totalizzato ben 127 presenze per i Free State Cheetahs a livello provinciale, e altre 50 con i Cats (oggi Lions), nel Super 12.
L’unica sfortuna di questo atleta è stata quella di dovere fare i conti con un altro grande tallonatore qual’era James Dalton, ed è stato anche sfortunato a giocare gran parte della sua carriera in un periodo in cui le regole delle sostituzioni erano diverse e la possibilità per i giocatori in panchina di entrare sul terreno di gioco non erano frequenti come lo sono oggi.

Naka vanta anche 4 chiamate dai Barbarians. Il 29 maggio del 2001, appena entrato dalla panchina, ha marcato una strepitosa meta nella loro vittoria per 40 a 38 contro il Galles, al Millennium Stadium.

Nel 2000 Drotské si è accasato ai Blue Bulls, dopo molti anni ricchi di successi con i Free State Cheetahs, e ha rappresentato Northern Bulls nel Super 12.

Le successive tre stagioni il tallonatore le ha trascorse con i London Irish, nella Premiership inglese, vincendo la Powergen Cup nel 2002. L’anno dopo ha ricevuto il “London Irish Player of the Season Award” e anche il premio speciale dei tifosi.

Nel 2004 Naka è tornato in patria per giocare ancora con i Cheetahs e, nel Super 12, con i Cats. Uno dei punti più alti della carriera di Drotské è stato il titolo di ABSA Currie Cup Man of the Match, conquistato quando, in qualità di capitano, ha condotto la squadra del Free State ad un fantastico trionfo per 29 a 25 nella finale del 2005, contro i campioni uscenti del Blue Bulls, nella loro fortezza di Loftus Versveld. È stata quella la sua ultima partita, uno spettacolare canto del cigno culminato, per i Cheetahs, con la conquista del loro secondo titolo in Currie Cup, quasi 30 anni dopo il primo.

Nel 2007 Drotské, che già allenava gli avanti dei Cheetahs, è diventato Head Coach degli  stessi succedendo a Rassie Erasmus, il quale ha accettato l’incarico di consulente tecnico per gli Springboks. Ancora oggi Naka guida la squadra di Bloemfontain.

 

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