Mils Muliaina: il volo del calabrone

(di Roberto Vanazzi)

Quando si gioca trequarti centro si ha più la sensazione del gioco; ci sono compagni tutti intorno a te e si tocca molto di più la palla. Da estremo, invece, ci si deve dar da fare maggiormente con l’organizzazione e, a volte, ci si può sentire un po’ soli, un po’ isolati.” (Mils Muliaina)

Erede del grande Christian Cullen, Mils Muliaina è stato un estremo dinamico e affidabile, che ha giocato un ruolo chiave nel recente predominio della Nuova Zelanda sulla scena internazionale. Benedetto da un’elevata velocità, dall’innata capacità di innescare un contrattacco e da tanto sangue freddo, soprattutto sotto le palle alte, Mils è considerato uno dei migliori giocatori che gli All Blacks hanno avuto in quella posizione. Il ragazzo è stato un’arma preziosa per tutti gli allenatori che lo hanno schierato in campo: la sua capacità di giocare altrettanto bene trequarti centro e ala lo ha reso perfetto per il modo in cui il ruolo di fullback si è evoluto in epoca moderna.

Campione del mondo nel 2011, il giocatore dei Blues e dei Chiefs è stato il secondo All Black ha raggiungere quota 100 caps per la propria nazionale e, grazie all’abilità nel leggere il gioco e il talento di essere sempre nel posto giusto al momento giusto, che gli hanno permesso di realizzare ben 34 mete, è entrato di diritto nel gotha dei migliori marcatori neozelandesi di tutti i tempi.

Mils Muliaina

Mils Muliaina

Junior Malili Muliaina, meglio noto come Mils, è nato il 31 luglio 1980 nel piccolo villaggio di Salelesi, sull’isola di Samoa, ma all’età di due anni si è trasferito con la famiglia a Invercargill, la città più a sud della Nuova Zelanda.

Mils ha dimostrato di essere un ottimo giocatore di rugby già all’epoca in cui studiava presso la Southland Boys’ High School di Invercargill. Proprio grazie allo sport con la palla ovale, Muliaina ha vinto una borsa di studio per la Kelston Boys’ High School di Auckland, il cui XV era allenato dal preside dell’istituto, il futuro coach degli All Blacks Graham Henry.

Il ragazzo in quel periodo ha fatto parte della rappresentativa delle New Zealand Secondary School. Poi, si è guadagnato la convocazione nella nazionale Under-19 neozelandese, iniziando la scalata che lo avrebbe portato a giocare ai massimi livelli.

Entrato tra le fila di Auckland nel 1999, Muliaina ha conquistato il titolo NPC la medesima stagione. Due anni più tardi Mils ha assaggiato l’ebbrezza del Super Rugby con la franchigia dei Blues.

Nelle stagioni 2000 e 2001 il trequarti ha fatto parte dei New Zealand Colts, la nazionale Under-21, diventando campione del mondo di categoria entrambe le volte. Nel 2000, all’età di soli 20 anni, Muliaina ha giocato anche per la Nazionale A che ha intrapreso un breve tour europeo.

Nel 2002 Mils ha vinto la medaglia d’oro ai Giochi del Commonwealth a Manchester con la nazionale Seven.

Nella stessa stagione Auckland ha conquistato un altro titolo NPC, un successo ripetuto anche nel 2003. Quell’anno, poi, i Blues hanno vinto il campionato di Super Rugby.
Gli Aucklander, dopo avere terminato in testa la regular season e avere sconfitto i Brumbies in semifinale, si sono ritrovati di fronte i connazionali Crusaders nella finale disputata all’Eden Park. La sfida è stata vissuta sui calci tattici dei due grandi numeri 10 degli All Blacks, Carlos Spencer da una parte e Andrew Mehrtens dall’altra. I Crusaders hanno marcato tre volte, contro le due dei padroni di casa, con Doug Howlett e Daniel Braid, ma alla fine sono stati i Blues ha condurre in porto la vittoria per 21 a 17, grazie a tre piazzati di Spencer.

A quel punto Mils Muliaina era maturo per indossare la divisa della nazionale maggiore. Il 14 giugno 2003, al Westpac Stadium di Wellington, John Mitchell lo ha fatto entrare dalla panchina per sostituire il trequarti ala Joe Rokocoko nella sfida persa 13 a 15 con l’Inghilterra. Oltre a lui, quel giorno, hanno debuttato Ma’a Nonu e lo stesso Rokocoko.
Mils è sceso in campo anche una settimana più tardi a Hamilton, nella vittoria con il Galles, e ancora il 28 giugno a Christchurch, dov’è stata sconfitta la Francia.

Muliaina è stato parte integrante della squadra che ha vinto il titolo del Tri Nations lo stesso anno, terminando il torneo a punteggio pieno. Poi, è stato incluso nella rosa che ha preso parte alla Coppa del mondo del 2003 in Australia.

I Tuttineri hanno cominciato l’avventura mondiale l’11 ottobre a Melbourne, rifilando undici mete all’Italia, con la partita terminata 70 a 7. Il torneo è proseguito con un’altra pirotecnica vittoria con il Canada, sepolto da dieci mete, quattro delle quali marcate da un Mils Muliaina schierato trequarti ala. Tornato estremo, Mils ha varcato di nuovo la linea proibita nella sfida successiva con Tonga, partita terminata con un altro risultato straripante: 91 a 7. La sfida che ha chiuso il girone è stata giocata contro la squadra che sulla carta era la più equipaggiata per affrontare la marea nera: il Galles di Steve Hansen. La Nuova Zelanda ha annegato gli avversari sotto una pioggia di otto mete.

Con 282 punti realizzati e 57 concessi gli uomini di John Mitchell sono approdati ai quarti, dove hanno affrontato gli Springboks, arrivati secondi nel loro girone alle spalle dell’Inghilterra. A Melbourne è finita 29 a 9 per i neri. A quel punto, però, la macchina schiacciasassi si è inceppata. Al Telstra Stadium di Sydney gli All Blacks hanno dovuto giocarsi l’ingresso in finale con i padroni di casa, i quali, grazie ad una maggiore disciplina e con uno Stirling Mortlock indemoniato, hanno sconfitto i rivali di sempre 22 a 10. Decisivo l’errore di Carlos Spencer a soli 10 minuti di gara. Il mediano d’apertura si è fatto intercettare un passaggio da Mortlock, il quale ha scippato l’ovale ed è andato a depositarlo in meta dopo una corsa di 80 metri. Tanti saluti e addio finale.
La Nuova Zelanda si è consolata cinque giorni più tardi vincendo 40 a 13 la finalina per il terzo posto contro la Francia. Muliaina ha marcato ancora una meta, portando a sette il suo bottino nel torneo, un numero che lo ha reso il top try-scorer assieme al compagno di squadra Doug Howlett.

L’anno successivo l’estremo di Salelesi è stato l’unico giocatore ad essere selezionato dal nuovo coach Graham Henry per tutte le dodici partite giocate dagli All Blacks. Mils ha ringraziato realizzando un totale di cinque mete, tra cui una doppietta all’Italia a Roma. Il ragazzo ha marcato anche una settimana più tardi al Millenium Stadium, nella vittoria risicata sul Galles per 26 a 25.

Nel 2005 Muliaina ha disputato tutte le tre i vittoriosi test match contro i British & Irish Lions.

I britannici erano guidati da Clive Wooward, il coach che due anni prima aveva portato l’Inghilterra sul tetto del mondo. Capitano era Brian O’Driscoll, il quale ha resistito sino al primo test match. Proprio in quell’occasione, infatti, un infortunio alla spalla dovuto ad un doppio placcaggio spaccaossa da parte di Tana Umaga e Keven Mealamu ha costretto l’irlandese a tornare in patria, con la fascia che è passata al braccio del gallese Gareth Thomas.
Il primo test è stato giocato al Jade Stadium di Christchurch. I padroni di casa hanno realizzato 21 punti, lasciando agli ospiti solo un penalty di Jonny Wilkinson. Il secondo match è andato in scena Al Westpac Stadium di Wellington ed è finita 48 a 18 per i padroni di casa, con cinque mete segnate, il peggior risultato di sempre dei Lions conseguito nei test con gli All Blacks.
Nonostante la serie fosse già nelle loro mani, i ragazzi di Graham Henry hanno infierito sui Leoni anche nella terza e ultima sfida. A Auckland è finita 38 a 18, con altre cinque marcature realizzate.

È stato quello un anno magico per gli All Blacks. Dopo la vittoria sui Lions, i ragazzi capitanati da Tana Umaga hanno prima conquistato un altro Tri Nations, vincendo tutte le gare tranne quella di Pretoria contro i campioni in carica sudafricani, e poi sono riusciti a realizzare il Grande Slam nel tour del Regno Unito e Irlanda, a distanza di 27 anni da quello precedente. Le quattro sfide con le Union britanniche sono state vinte tutte con margini abbastanza ampi, a parte l’incontro di Twickenham, terminato 23 a 19 dopo ottanta minuti di pura battaglia, con Tony Woodcock e Neemia Tiatala che hanno ricevuto entrambi un cartellino giallo per gioco scorretto. Muliaina ha disputato due partite di quella tournée, quelle con Inghilterra e Galles.

Il 2005 ha visto anche il nativo di Samoa lasciare Auckland per accasarsi a Waikato, squadra con la quale la stagione seguente ha vinto il Campionato NPC. Proprio nel 2006 il trequarti ha lasciato i Blues, con i quali aveva disputato 49 partite, e ha cominciato la sua avventura nel Super 14 con i Chiefs.

Mils ha mantenuto il suo posto nel XV degli All Blacks per tutto il 2006, dove ha giocato in un altro vincente Tri Nations schierato prevalentemente trequarti centro, mentre la maglia numero 15 era stata affidata a Leon McDonald. Stesso discorso per il 2007, stagione quest’ultima sfociata nella Coppa del Mondo in Francia.

Come nel 2003, la Nuova Zelanda ha aperto le danze battendo l’Italia. I Tuttineri hanno rifilato undici mete ai ragazzi di Pierre Berbizier, una scorpacciata alla quale ha partecipato anche un Muliaina che ha giocato numero 13. Il samoano ha disputato da estremo la successiva sfida con il Portogallo, sconfitto con il rocambolesco risultato di 108 a 13. Quindi, è rimasto a riposo sino ai quarti di finale, quando al Millenium Stadium di Cardiff gli All Blacks hanno affrontato la Francia.

Quel giorno la perfetta astronave pilotata da Graham Henry si è inceppata. Alla mezz’ora gli oceanici erano avanti 13 a 0, grazie a due penalties di Dan Carter e alla meta di Luke McAllister trasformata dall’apertura. La Francia sembrava annichilita e ha saputo rispondere solo con un piazzato di Lionel Beauxis alla fine del tempo, tanto per non andare negli spogliatoi con lo zero sul tabellone. Nella ripresa i francesi hanno prima piazzato ancora con Beauxis, quindi hanno marcato con Thierry Dusautoir. Grazie alla trasformazione del loro numero 10 les Blues si sono ritrovati in parità. Dopo una manciata di minuti la Nuova Zelanda ha varcato la linea di meta con Rodney So’oialo. Sembrava il colpo di grazia, ma l’errore sulla trasformazione alla fine avrà il suo peso sul risultato finale. Poco dopo, infatti, la Francia ha trovato cinque punti grazie alla meta di Yannick Jauzion, viziata da un evidente passaggio in avanti, e altri due con la trasformazione di Jean-Baptiste Elissalde. Mancavano 10 minuti e gli uomini di Raphaël Ibañez erano avanti 20 a 18, un risultato che, nonostante l’assalto della marea nera, non cambierà più.

Il dominio dei Tuttineri nel Tri Nations è proseguito anche nel 2008, con Muliaina che ha realizzato una meta all’Australia a Sydney.
Il 3 settembre, a New Playmouth, il trequarti ha marcato contro Samoa l’unica hat trick della sua carriera. Mils è andato oltre la linea anche una settimana più tardi a Brisbane, di nuovo con i Wallabies. Poi, in autunno, è sceso in campo in tre prove nel tour il Regno Unito e Irlanda, sfociato in un altro Grande Slam.

Il tour del 2008 è stato uno dei più prolifici di sempre per gli All Blacks. Le quattro Home Union sono state battute con punteggi altisonanti e nessuna di esse è riuscita a segnare anche una sola meta ai ragazzi arrivati dall’Emisfero Sud.
Il primo stadio ad essere conquistato è stato Murrayfield, dove i neri hanno vinto 32 a 6, marcando quattro volte e lasciando agli scozzesi solo due piazzati di Chris Paterson. Una settimana più tardi è stata l’Irlanda ha subire la marea nera. Sconfitti 22 a 3, i padroni di casa sono riusciti a centrare i pali soltanto con una punizione con Ronan O’Gara. In Galles è stato ancora una volta un cecchino a mettere tutti punti sul tabellone per la propria squadra. Si tratta di Stephen Jones, autore di tre penalties, con la sfida che è terminata 29 a 9 per la Nuova Zelanda. Lo slam è stato completato il 29 novembre a Twickenham, dove Mils Muliaina ha varcato la linea di meta due volte in otto minuti, due marcature che, unite a quella di Ma’a Nonu e ai punti al piede di Dan Carter, fanno 32 a 6 per la combriccola di Graham Henry.

Nel 2009, con il capitano Richie McCaw costretto alla resa per un infortunio al ginocchio, Muliaina è stato nominato capitano degli All Blacks per i test estivi della stagione internazionale: due sfide con la Francia, sfociate nella sconfitta di Dunedin e nella vittoria a Welington, e poi una con l’Italia a Christchurch, partita vinta 26 a 6.

Il 30 maggio dello stesso anno, a Pretoria, i Chiefs hanno disputato la finale di Super Rugby. Arrivati secondi in campionato ad un solo punto dai Bulls, quel giorno hanno sfidato proprio i Tori sudafricani. La partita non ha avuto praticamente storia. I ragazzi guidati da Victor Matfield hanno vinto 61 a 17, realizzando otto mete contro le due dei neozelandesi. Una di queste è stata marcata dal capitano dei Chief Mils Muliaina, all’inizio del secondo tempo.

In autunno gli All Blacks hanno vinto tutte e quattro le sfide giocate in Europa: con il Galles, la Francia, dove Mils ha segnato una meta, l’Inghilterra e l’Italia, nella famosa partita di San Siro, con Muliaina entrato dalla panchina per sostituire Cory Jane.

Un pollice rotto e poi uno stiramento al polpaccio hanno ridotto le presenze dell’estremo di Salelesi nel Super Rugby del 2010, ma lui ha lottato di nuovo per reclamare un posto in nazionale nel corso dell’anno. Nel Tri Nations ha aiutato la sua squadra a vincere il torneo realizzando un totale d quattro marcature, tra le quali una doppietta ai Wallabies a Melbourne. A novembre gli All Blacks sono saliti in Europa per il tour down-under, dove hanno realizzato ancora una volta il Grande Slam. Mils ha contribuito al successo con tre mete: una doppietta alla Scozia, dove gli All Blacks hanno vinto 49 a 3, e una al Galles nell’ultima partita del tour, con i neri che si sono imposti 37 a 25.

Muliaina ha impressionato nella stagione 2011 di Super Rugby con i Chiefs. Per questo motivo, e grazie anche ad un ottimo Tri Nations, non ci è voluto molto per far decidere Graham Henry di includerlo tra i convocati per la Coppa del Mondo casalinga. Tuttavia, il suo posto è stato minacciato da un grande Israel Dagg, con il coach che sembrava preferire l’estremo dei Crusaders. Muliaina si è guadagnato il suo cap numero 99 il 2 ottobre contro il Canada, nella fase a gironi, dove ha segnato quella che sarebbe stata la sua ultima meta internazionale. Una settimana più tardi, contro l’Argentina, Mils è diventato il secondo All Black di sempre a raggiungere le 100 presenze, dopo che il suo capitano Richie McCaw vi era arrivato pochi giorni prima. Purtroppo, proprio a metà di quella partita è arrivata la frattura alla spalla che lo ha escluso dal resto del torneo. La sfida con i Pumas è stata l’ultima con la felce sul petto per Mils Muliaina, che ha chiuso la sua carriera da campione del mondo.

Nel 2011 Muliaina ha lasciato la Nuova Zelanda per spostarsi in Giappone, dove si è accasato presso i NTT Docomo Red Hurricanes, club con sede a Osaka con il quale è rimasto due stagioni, realizzando quattro mete.

Il 27 maggio del 2012 Muliaina ha ricevuto un invito da parte dei Barbarians per giocare contro Inghilterra. La partita è terminata 57 a 26 per il XV della Rosa e lui ha realizzato due mete. Una settimana più tardi l’estremo è sceso in campo anche contro il Galles, con i Baa-baas che hanno perso 21 a 30.

Nel febbraio 2014 Mils è tornato a Waikato per giocare di nuovo nel Super Rugby con i Chiefs. Il suo campionato, però, è durato solo due mesi. Ad aprile, infatti, un infortunio al gomito patito nella sfida con i Crusaders lo ha costretto a subire un intervento chirurgico e a dire addio al resto della stagione.

Il 4 maggio 2014 Muliaina è volato in Irlanda per firmare un contratto di un anno con il Connacht, primo All Black ha giocare per la provincia. Il 21 novembre l’allenatore Pat Lam lo ha fatto debuttare nella vittoriosa sfida per 43 a 3 con la franchigia italiana delle Zebre, allo Sportgrounds.

Il primo giorno di aprile del 2015 è stato rilasciato l’annuncio che per il campionato di Pro12 del 2016 Mils Muliaina sarebbe diventato un giocatore proprio della squadra di Parma. Due giorni dopo, però, l’estremo è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale. Muliaina è stato prelevato dalla polizia del Gloucestershire direttamente dagli spogliatoi, al termine della partita al Kingsholm Stadium tra il Gloucester e il Connacht. L’arresto è avvenuto in relazione a un presunto atto di violenza ad una donna nel Brewery Quarter di Cardiff, il 6 marzo precedente, dopo la gara tra la squadra irlandese e i Cardiff Blues. Mils è stato rilasciato il giorno seguente su cauzione. In attesa di un giudizio definitivo le Zebre hanno deciso di congelare il contratto, che potrebbe essere rescisso nel caso di una sentenza di colpevolezza.

Il 19 ottobre 2105 Muliaina ha ricevuto la bella notizia che il tribunale di Cardiff ha fatto cadere ogno capo d’imputazione per mancanza di prove. A quel punto, l’estremo ha finalmente potuto esordire nella franchigia federale.

Tra le Zebre Mils ha trascorso solo una stagione, durante la quale ha guadagnato 9 presenze in Rabodirect Pro12 (6 da titolare) e 2 in Challenge Cup, competizione dove ha realizzato una meta nella sfida vinta 25 a 5 con i francesi de La Rochelle. A quel punto, nel 2016, l’estremo è volato negli Stati Uniti e si è accasato presso i neonati San Francisco Rush.

 

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