Mike Gibson: rugby ad alta definizione

(di Roberto Vanazzi)

Mike Gibson è stato uno dei migliori giocatori della sua generazione, uno dei più grandi atleti ad avere rappresentato l’Irlanda e i British & Irish Lions e l’uomo che incarna l’ethos del rugby e dei suoi valori.” (Syd Millar)

Negli anni ’70 il trequarti centro Mike Gibson è stato per l’Irlanda quello che tre decadi più tardi sarebbe diventato Brian O’Driscoll. Giocatore intelligente ed elegante, Mike era la luce di una squadra mediocre, sicuramente su un altro pianeta rispetto la maggior parte dei suoi contemporanei in maglia verde con il trifoglio, tanto da essere considerato il miglior rugbista irlandese di tutti i tempi. Sia che giocasse con la maglia numero 10 o con la numero 12, le sue capacità di gestire la backline è stata parecchi anni in anticipo sui tempi.

Mike ha rappresentato l’Irlanda in 69 test, un numero altissimo per quel periodo, ma il suo genio ha trovato la vera espressione nel momento in cui è sceso in campo per i British & Irish Lions, con i quali ha intrapreso ben cinque tour. Quando la rappresentativa in maglia rossa è arrivata in Nuova Zelanda, nel 1971, i locali hanno descritto questo trequarti come il catalizzatore del gioco degli avversari e la fonte di ogni loro bene.

Laureato a Cambridge e avvocato a Belfast, Gibson è sempre stato un perfezionista per natura e tale ricerca della perfezione lui l’ha adottata anche nel rugby. Nonostante si era in piena epoca dilettantistica, Mike si è avvicinato allo sport in un modo pienamente “professionale”.

Mike Gibson

Mike Gibson

Cameron Michael Henderson Gibson è nato a Belfast, il 3 dicembre 1942. Da ragazzo Mike ha studiato presso il Campbell College di Belfast, per poi proseguire gli studi a Cambridge, dove si è laureato in giurisprudenza. All’università Gibson ha disputato tre Varsity Match, dal 1963 al 1965, vincendo il primo, perdendo il secondo e pareggiando l’ultimo, quando ha giocato con i gradi da capitano dei Blues.

Il 27 gennaio 1963 Mike è stato l’unico giocatore al di fuori di inglesi e gallesi ad essere invitato dai Barbarians per la sfida con i Leicester Tigers. I bianco-neri hanno vinto 13 a 6 e lo studente di Cambridge ha cointribuito con tre punti.

Gibson ha fatto la sua prima apparizione con la Nazionale del Trifoglio proprio mentre studiava. L’8 febbraio 1964 è sceso in campo nel ruolo di apertura a Twickenham contro l’Inghilterra, con l’Irlanda che ha vinto la partita 18 a 5. Purtroppo, sarebbe stata questa l’unica vittoria di quel Cinque Nazioni, con la squadra in maglia verde che ha rimediato il Cucchiaio di Legno.
Mike ha giocato anche le altre sfide del torneo, trovando i suoi primi punti internazionali a Parigi grazie ad un drop.

Terminati gli studi nel 1965, Mike è rimasto in Inghilterra dove ha trascorso una stagione con i London Irish.

Intanto il giocatore di Belfast continuava la sua avventura nel torneo più prestigioso del rugby, schierato sempre con la maglia numero dieci.
Nel 1965 l’Irlanda ha vinto due gare, in casa con l’Inghilterra e a Murrayfield, partita quest’ultima in cui Gibson ha centrato i pali ancora con un calcio di rimbalzo.

L’anno successivo, contro la Francia a Colombes, è arrivata la prima meta di Mike con il trifoglio sul petto. All’ultima giornata invece, nella sfida con il Galles a Lansdowne Road, l’avvocato ha realizzato un calcio di punizione e un drop, regalando ai suoi una preziosa vittoria per 9 a 6, che ha evitato loro di finire in whitewash.

Nel 1966 Gibson è tornato in patria, dove ha iniziato la sua carriera con il North of Ireland Football Club, giocando apertura, centro e ala. La versatilità del giocatore ha portato a porre domande su quale fosse la migliore posizione in cui schierarlo. In realtà, le sue sublimi capacità di gestione, i precisi calci tattici e la brillantezza del suo gioco lo hanno reso un ottimo candidato per la grandezza nel ruolo di trequarti centro.

Così, dopo tre tornei delle Cinque Nazioni giocati all’apertura, è stato nella posizione di centro che il coach dei British Lions John Robins ha fatto giocare Mike nel tour in Australia e Nuova Zelanda del 1966.
Gibson non ha disputato i due test con i Wallabies, ma è sceso in campo nei quattro i match con gli All Blacks di Brian Lochore, purtroppo sfociati tutti in brucianti sconfitte.
Il ragazzo di Belfast ha giocato anche quindici gare con selezioni locali, realizzando un totale di nove mete e tre piazzati. Dopo quattro mesi di sfide, il tour si è chiuso il 17 settembre 1966 in Canada, dove i Leoni hanno vinto 19 a 8.

Tornato tra i ranghi della propria nazionale, Mike ha trovato ad attenderlo nuovamente la maglia numero 10. Il 21 gennaio 1967 l’Irlanda ha sconfitto l’Australia a Dublino per 15 a 8, grazie anche ad una marcatura della loro apertura.

Quindi, dopo due mediocri edizioni del Cinque Nazioni, quelle del 1967 e del 1968, con il XV del Trifoglio a vincere un paio di partite per torneo, Gibson è stato convocato per un altro tour dei British Lions: destinazione Sudafrica.
Questa volta il coach Ronnie Dawson ha schierato il giocatore del North of Ireland FC nel ruolo dove giocava in nazionale. Nel primo test match, a Pretoria, Mike è stato tenuto in panchina, per poi entrare in campo a gara iniziata al posto dell’infortunato Barry John. È stato questo il caso della prima sostituzione internazionale nella storia del rugby. L’apertura irlandese ha giocato da titolare gli altri test match, con i Lions che sono riusciti a strappare solo un pareggio per 6 a 6 a Port Elisabeth.

Nel 1969 lo stesso Ronnie Dawson è diventato il primo selezionatore della nazionale irlandese. Da questo momento Mike è stato spostato definitivamente nel ruolo di trequarti centro, tranne un paio di apparizioni di nuovo all’apertura e quattro gare in cui ha giocato trequarti ala a fine carriera.

Quell’anno la Nazionale del Trifoglio ha vinto tre partite del Cinque Nazioni, uscendo sconfitta solo dall’Arms Park contro la squadra che avrebbe vinto il torneo. Gibson ha marcato una meta proprio a Cardiff e poi un’altra con la Scozia a Murrayfield, dove i verdi si sono imposti 16 a 0.

Il numero 12 ha oltrepassato la linea bianca della Scozia anche nel deludente torneo del 1970, con l’Irlanda che ha vinto solo le due partite casalinghe: con la Scozia e il Galles, battuto 14 a 0.

Il 31 gennaio 1970 Mike ha giocato per i Barbarians contro il Sudafrica, una sfida in cui gli Springboks si sono imposti con il risultato palindromo di 21 a 12.

Nel 1971, a causa dell’uscita di scena di Tom Kiernan per infortunio dopo la prima sfida del torneo con la Francia, Gibson ha ricevuto la fascia da capitano della nazionale. L’Irlanda ha terminato il torneo con una vittoria, sulla solita Scozia, e un pareggio con Les Blues.

In estate Gibson ha preso parte al tour con i British Lions in Nuova Zelanda, agli ordini di Carwin James. Durante la tournée Mike è stato schierato accanto a Barry John e John Dawes in una backline tra le più potenti di sempre messe in campo dai Leoni Britannici. La fantasia di John e il rigore tattico di capitan Dawes sono stati completati perfettamente dalla propensione di Gibson ad aprire gli spazi con i suoi spettacolari angoli di corsa. Grazie ai fuoriclasse gallesi, e grazie a Gibson, i Lions hanno portato a casa la loro prima, e fin’ora unica, vittoria sul suolo del Paese della Lunga Nuvola Bianca.
Oltre ai quattro test match, il talento irlandese ha giocato anche dodici sfide infrasettimanali. Gibson ha descritto i quattro mesi del tour come la possibilità di lavorare a tempo pieno con un hobby che nel mondo di oggi sarebbe stata la sua carriera.

Il 1972 è l’anno in cui il Cinque Nazioni non è stato completato. Galles e Scozia si sono rifiutate di recarsi in Irlanda a causa di lettere minatorie inviate loro, pare, dagli estremisti dell’IRA, a seguito della Bloody Sunday. Il XV del Trifoglio, che già aveva vinto le sue partite in trasferta con Francia e Inghilterra, ha perso una grossa occasione per conquistare il titolo.

La stagione seguente è iniziata bene per la squadra allenata da Ronnie Dawson, che il 21 gennaio ha pareggiato al Lansdowne Road con la Nuova Zelanda. Una meta di Tom Grace e due piazzati di Barry McGann hanno fatto il pari con le marcaure di Sid Going e Alex Wyllie, una delle quali trasformata da Joseph Karam.

Una settimana più tardi Mike è sceso in campo nella famosa sfida tra i Barbarians e gli stessi All Blacks. Quell’epica gara, caratterizzata dalla segnatura di Gareth Edwards, considerata la più bella di tutti i tempi, è terminata con la vittoria dei Baa-baas per 23 a 11. Mike era uno dei quattro irlandesi presenti alla sfida; gli altri erano Willie John Mcbride, Fergus Slattery e John McLoughlin.

In seguito è andato in scena un Cinque Nazioni nel quale le contendenti hanno vinto due gare ciascuna e sono finite tutte a pari merito. All’epoca non esisteva la differenza punti, altrimenti a conquistare il titolo sarebbe stato il Galles. Le due vittorie irlandesi sono arrivati contro Inghilterra e Francia, con Mike Gibson che ha realizzato una meta contro il Galles.

Nel 1974 l’Isola di Smeraldo ha finalmente festeggiato il successo nel torneo, che mancava loro dal lontano 1951. l’Irlanda ha vinto due gare, pareggiato contro il Galles e perso la sfida con la Francia al Parc des Princes. A Twickenham, dove i verdi hanno sconfitto l’Inghilterra 26 a 21, Gibson ha realizzato la sua unica doppietta internazionale. Il ragazzo di Belfast da questa stagione è passato a giocare con la maglia numero 13, mentre centro interno è stato schierato Dick Milliken.

Quell’anno Mike è partito ancora una volta con i British & Irish Lions per la tournée che si è svolta in Sudafrica, dove i rossi hanno vinto tutte le partite tranne l’ultimo test match, terminato in parità. Causa impegni di lavoro Gibson ha raggiunto i compagni solo a metà del tour e per tale motivo è stato escluso dai test match. L’irlandese ha però giocato sette sfide contro squadre locali, realizzando due mete ai Leopards.

Il 7 settembre, sempre del 1974, l’Irlanda ha pareggiato a Dublino la partita per il centenario della IRU contro il President XV, squadra che comprendeva stelle del calibro di Gareth Edwards, Andy Irvine, Phil Bennett, Bobby Windsor, Tony Neary e Andy Ripley, che era il capitano. Gibson ha messo punti sul tabellone con due piazzati e le trasformazioni delle mete di Fergus Slattery e Stewart McKinney.

Mike Gibson e Ian McGeechan

L’Irlanda non si è più ripetuta nel Cinque Nazioni, non lo avrebbe fatto fino al 1982, quando Gibson aveva ormai appeso le scarpe al chiodo. I tornei del 1975 e del 1976 sono stati piuttosto parchi di gioie per gli uomini ora allenati da Roly Meates: due vittorie nel primo e una soltanto nel secondo, con Gibson che ha realizzato una meta all’Inghilterra.

Una soddisfazione per Mike è arrivata il 27 dicembre 1975, quando ha ottenuto la soddisfazione di capitanare i Barbarians nella sfida con il Leicester Tigers, vincendo 20 a 11. Un mese più tardi il trequarti di Belfast ha disputato contro l’Australia la sua nona partita con la divisa bianco-nera: i Baa-baas sono usciti dal campo vittoriosi per 19 a 7.

Nel maggio 1976 il XV del Trifoglio è partito per un tour in Nuova Zelanda, dove ha giocato sei gare con selezioni locali, vincendone quattro e perdendo con Auckland e Canterbury. Quindi, il 5 giugno, sono stati affrontati gli All Blacks a Wellington, con i padroni di casa che si sono imposti 11 a 3. Prima di tornare in Europa gli irlandesi hanno fatto una sosta alle Fiji, vincendo il match 8 a 0.

Nel 1977 l’Irlanda ha toccato il punto più basso di quel periodo. La squadra è andata in Whitewash nel Cinque Nazioni, perdendo tutte le sfide e ricevendo l’onta del Cucchiaio di Legno. Gibson è tornato a giocare apertura nelle sfide iniziali con Galles e Inghilterra, per poi spostarsi di nuovo centro nelle restanti due. Da segnalare per lui quella che risulterà essere l’ultima meta della sua carriera internazionale, marcata a Murrayfield alla fine del torneo. Quel giorno Mike ha realizzato punti anche con due piazzati e la trasformazione della meta.

Nella stessa stagione Mike ha compiuto il suo quinto viaggio con i British & Irish Lions, eguagliando così il suo connazionale Willie John McBride. Il tour si è svolto in Nuova Zelanda e gli uomini in rosso erano guidati da John Dawes, colui che era schierato al fianco di Gibson durante il tour del 1971. L’irlandese però, a causa di problemi alla schiena e al ginocchio, è stato schierato soltanto nei test infrasettimanali. Ne ha disputati undici marcando due mete, una a Southland e l’altra ai New Zealand Maori.

Il Cinque Nazioni del 1978 ha visto la novità di un Mike Gibson schierato trequarti ala dal nuovo coach Noel Murphy. Il ragazzo di Belfast ha giocato tre gare di quel torneo, con l’Irlanda che ha vinto solo la sfida con la Scozia.
Il 4 novembre Mike è tornato a schierarsi centro nella partita di Dublino con la Nuova Zelanda, per poi giocare di nuovo ala il 3 marzo del 1979, nel pareggio di Murrayfield, l’unica gara di quel suo ultimo Cinque Nazioni.

Nel 1979 la squadra capitanata da Fergus Slattery ha intrapreso un tour vincente nella terra dei canguri. I verdi hanno giocato sei gare con selezioni locali, perdendone solo una, quella con Sydney. Quindi, sono usciti vittoriosi in entrambi i test match con i Wallabies. A Brisbane è finita con il dirompente 27 a 12, grazie a due mete di Colin Patterson e al piede preciso di Ollie Campbell. Il 13 giugno a Sydney, nella partita che ha chiuso il tour, è finita 9 a 3, con Campbell che ha realizzato tutti i punti per i suoi. È stata la partita dell’addio per Mike Gibson e tutti sono concordi nell’affermare che la sua performance migliore per l’Irlanda sia stata proprio questa.

Alla fine Gibson ha giocato 25 volte apertura, 40 al centro e 4 sulla fascia per l’Irlanda. Il suo record di 69 caps è resistito sino al 2005, quando è stato superato da Malcolm O’Kelly. Il primato di 56 partite nel Five Nations, dal 1964 e 1979, invece, è resistito sino al 2011, finché è stato eguagliato da Ronan O’Gara. I 15 anni e 23 giorni che Mick ha dato al Cinque Nazioni sono stati superati nel 2015 da Mauro Bergamasco, che ha giocato nel torneo per 15 anni e 47 giorni.

Gibson ha disputato cinque tour dei Lions tra il 1966 e il 1977, giocando 68 partite, tra cui 12 test match. Il ragazzo ai rossi ha regalato 119 punti, suddivisi in 18 mete e 5 drop. Si può dire che è stato con la selezione britannica-irlandese che la sua reputazione si è alzata a livelli mondiali.

Premiato con l’Ordine dell’Impero Britannico per i servizi resi al Paese attraverso il Rugby, Gibson ha continuato a praticare legge a Belfast, dove ha svolto anche un ruolo attivo nella comunità del rugby. Nel suo studio legale ha lavorato come tirocinante l’apertura della nazionale irlandese anni ’90 David Humphreys.

Nel 1997 Gibson è stato tra i primi giocatori ad essere ammesso nella neonata International Rugby Hall of Fame. Nel 2011 Mike è stato introdotto anche nella International Rugby Board Hall Of Fame.

 

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