Mike Burton: onda d’urto

(di Roberto Vanazzi)

Non c’erano arbitri neutrali e abbiamo preso un sacco di botte, ma siamo stati i portabandiera del nostro paese.” (Mike Burton, a proposito del tour del 1972 in Sudafrica)

Probabilmente Mike Burton non è tra i rugbisti più conosciuti dalle nostre parti. In Inghilterra, invece, questo pilone potente e aggressivo è una vera e propria leggenda. Soprattutto a Gloucester, dove ha trascorso tutta la sua carriera rugbistica. Mike ha guadagnato 17 caps per la nazionale inglese, tra il 1972 e il 1978, e ha partecipato con i British & Irish Lions a quello che è stato definitio “il tour degli invincibili”, nel 1974.

Mike Burton

Nato il 18 dicembre 1945 a Maidenhead, nel Berkshire, Michael Alan Burton ha giocato la prima partita per il Gloucester nel novembre del 1964, quando ancora non aveva compiuto i 19 anni.

Il 15 gennaio 1972, il coach dell’Inghilterra John Elders ha fatto esordire Mike nel XV che ha affrontato i fuoriclasse gallesi a Twickenham. In quella gara, la stessa in cui ha esordito anche Andy Ripley, il pilone ha giocato in una prima linea formata dal tallonatore John Pullin e dall’altro pilone Stack Stevens. La sfida è stata persa 3 a 12 e quella si sarebbe rivelata la disastrosa stagione del Whitewash, con quattro sconfitte in altrettante sfide. Per loro fortuna, il campionato non è stato omologato, in quanto Scozia e Galles si sono rifiutate di recarsi a giocare a Dublino, per paura di attentati da parte dell’IRA.

Il primo aprile dello stesso anno il pilone ha disputato la prima delle sue sette gare con i Babarians, giocando contro il Cardiff in una squadra che comprendeva solo giocatori britannici, tranne il francese Pierre Villepreux. Il club ad inviti ha vinto 43 a 10. Soltanto due giorni dopo, Mike ha indossato di nuovo la divisa bianco-nera per incontrare lo Swansea. A settembre, il ragazzone ha giocato ancora contro Llanelli.

In estate gli inglesi si sono parzialmente rifatti dalla delusione patita nel Cinque Nazioni con un tour trionfale in Sudafrica.

Quel tour, durante il quale gli inglesi hanno dovuto battersi, oltre che sul campo, anche con quelle persone che chiedevano loro di non partire a causa del regime di apartheid, sembrava destinato ad un altra cocente delusione. Invece, gli uomini di John Elders hanno rappresentato il loro Paese in maniera più che dignitosa. Prima di incontrare gli Springboks, il XV della Rosa ha disputato sei incontri con selezioni locali, iniziando il 17 maggio a Durban, dove hanno vinto 19 a 0 con Natal. Cinque partite si sono risolte in vittorie, mentre una, con Northern Transvaal, è stata pareggiata 13 a 13. Poi, il 3 giugno, all’Ellis Park di Johannesburg, di fronte a 100000 tifosi scatenati, il capitano John Pullin e i suoi ragazzi hanno affrontato la nazionale sudafricana. Nel tunnel che portava sul terreno di gioco Mike ha affermato di essersi spaventato quando si è trovato fianco a fianco con gli avanti avversari: “Gente come il loro capitano Piet Greyling, Jan Ellis e John Williams, erano davvero enormi. E quando ho visto la loro prima linea, formata da Niek Bezuidenhout, Piston van Wyk e Sakkie Sauermann, ho pensato – Cristo, cosa sta succedendo qui?“. Alla fine, però, i bianchi hanno conquistato la vittoria, grazie alla meta di Alan Morley e i punti al piede di Sam Doble.

Il 27 ottobre, sempre in quel suo primo anno di rugby internazionale, Mike ha rappresentato il XV delle Western Counties che hanno affrontato la Nuova Zelanda al Kingshall Stadium di Gloucester. Per la cronaca, gli All Blacks hanno vinto 39 a 12.

Burton non ha disputato alcun test con la nazionale nella stagione 1973, ma è sceso in campo altre quattro volte con i Baa-baas, contro East Midlands, Penarth, Newport e Leicester. Poi, il 27 ottobre, al recreation Ground di Bath, il pilone ha giocato anche nel XV combinato di South And South- West Counties che ha sconfitto l’Australia 15 a 14.

Il ragazzo di Maidenhead è tornato ad indossare la maglia bianca con la Rosa nel 1974, con un paio di ottime prestazioni contro Francia (12 a 12) e Galles (16 a 12) che gli sono valse la convocazione da parte dei British Lions per la tournée in Sudafrica, nonostante il Cucchiaio di Legno portato in bacheca dall’Inghilterra..

È stato quello il miglior tour della storia dei Leoni che, violenza a parte, ha visto una serie di ventidue gare senza sconfitte, con tre vittorie ed un pareggio nella serie con gli Springboks. Mike non ha giocato i test match, dove in prima linea erano inamovibili Fran Cotton e Ian McLauchlan, ma si è comunque dimostrato un elemento efficace nelle gare infrasettimanali. Durante una di queste, il capitano Willie John McBride ha avuto un momento difficile a causa dell’opposizione del seconda linea avversario Johann De Bruyn, un giocatore con un occhio solo. Alla fine del primo tempo Willie si è rivolto a Mike e gli ha detto: “Tu stai per fare qualcosa di assolutamente spregevole. Stai andando a colpire quel giocatore nel suo occhio buono.“.

Prima della partita con il Transvaal, all’Ellis Park, Willie John ha chiesto di nuovo aiuto a Burton: Ho bisogno che tu mi demoralizzi quel giocatore.” Ha chiesto il capitano indicando il grande pilone Johan Strauss, una vera e propria leggenda. Alla fine della gara, che i Lions hanno fatta loro per 23 a 15, McBride si è chinato verso Burton e ha detto: Vedo che hai fatto quello che ti ho chiesto. Il suo cuore non potrà mai più essere riparato.” 

L’anno seguente Mike ha disputato una partita del Cinque Nazioni, la vittoria sulla Scozia per 7 a 6, che ha consegnato ai suoi la Calcutta Cup. Quindi, è entrato in campo in entrambe le prove del tour che l’Inghilterra ha intrapeso in Australia, dove è uscito sconfitto 9 a 16 a Sydney e 21 a 30 a Brisbane. Nella seconda di queste prove, Mike si è guadagnato una certa notorietà per essere diventato il primo giocatore inglese a subire un’espulsione a livello internazionale, dopo soli tre minuti di gioco, a causa di un placcaggio in ritardo all’ala Doug Osbourne. Il reato è stato visto nel contesto della violenza che ha caratterizzato la gara, diventata famosa come “la battaglia di Brisbane“, e il pilone non ha subito sospensione.

Il 3 gennaio 1976 Burton si è vendicato facendo parte della squadra che ha battuto 23 a 6 gli stessi Wallabies a Twickenham, con le mete di Barry Corless, David Duckham e Mike Lampowsky. Purtroppo, Burton ha subito un altro Whitewash, con l’Inghilterra che ha perso tutte le partite del Cinque Nazioni per la seconda volta in cinque stagioni.

L’ultimo cap del pilone del Gloucester è arrivato il 4 febbraio 1978, perdendo, così come aveva cominciato, contro il Galles a Twickenham, a causa di tre penalties di Phil Bennett contro due dell’estremo in maglia bianca Alastair Hignell.

Al termine della medesima stagione Burton ha appeso definitivamente le scarpe al chiodo anche a livello di club. Con il Gloucester, squadra dove ha speso tutta la sua carriera sportiva, il pilone ha disputato in totale 360 gare, indossando la fascia da capitano nella stagione 1975 e vincendo due volte la coppa anglo-gallese: nel 1972, affrontando in finale il Moseley, e nel 1978, contro il Leicester. Egli ha rappresentato anche la contea del Gloucestershire quaranta volte e per ben sette volte è stato invitato a giocare per i Barbarians.

Dopo essersi ritirato dall’attività agonistica, Mike Burton si è dedicato all’imprenditoria. Attualmente è titolare di un’impresa che organizza ospitalità in occasione di eventi sportivi.

Nel 2005 Mike è entrato a far parte del comitato dei Barbarians, diventato responsabile dei contratti commerciali e dei reclutamenti.

Nel 2011 Mike, assieme a Fran Cotton e Ian McLoughlin, ha presentato una proposta all’IRB per modificare le leggi d’ingaggio della mischia.

 

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