Michel Crauste: Le Mongol

(di Roberto Vanazzi)

Se non avessi avuto il rugby, sarei rimasto un uomo come tutti gli altri.” (Michel Crauste)

Soprannominato Le Mongol, a causa della sua aria vagamente asiatica e i baffi spioventi, ma anche Attila perché, come il sovrano degli Unni, dove passava lui non cresceva più l’erba, il terza linea Michel Crauste ha guadagnato 62 presenze con la nazionale francese tra il 1957 e il 1966, tra le quali 22 nel ruolo di capitano al braccio.

Crauste era un combattente generoso e leale, dotato di qualità fisiche non indifferenti, che ha sempre saputo guadagnarsi la fiducia dei propri compagni di squadra, ma era anche duro e orgoglioso. Ne sa qualche cosa il nostro Marco Bollesan, il quale, nel giorno del suo esordio con la nazionale azzurra, ha ricevuto in regalo dal capitano francese prima dei punti di sutura all’arcata sopraccigliare e poi, una volta rientrati negli spogliatoi, la sua maglietta numero 7 in segno di rispetto.

Michel Crauste

Michel Crauste

Michel Crauste è nato 6 Luglio 1934 a Saint-Laurent-de-Gosse, nelle Landes. Secondo di tre fratelli, tra il 1938 e il 1947 Michel ha vissuto a Saint-Sever, per poi tornare di nuovo nel paese natale.
Il primo amore di Michel, sportivamente parlando, è stato il calcio. Poi, il ragazzo ha provato con il basket e l’atletica (era bravissimo nel salto in lungo) finché, all’età di 13 anni, quando frequentava il collège d’Aire-sur-l’Adour, ha conosciuto il rugby. Michel ha iniziato l’attività ovale come tallonatore, quindi è passato a trequarti centro, arrivando infine a schierarsi definitivamente nel ruolo di flanker.

Crauste ha ottenuto un certificato di competenza professionale e un diploma di montatore meccanico e disegnatore industriale. A quel punto, a 16 anni, il ragazzo poteva scegliere fra tre scuole e lui si è iscritto presso la Scuola Nazionale di Mestieri de l’Électricité de France, la maggiore azienda produttrice e distributrice di energia in Francia, nel comune di Gurcy-le-Châtel. In quel periodo ad insegnare tecnica presso l’istituto c’era François Moncla, di due anni più vecchio di Crauste, il quale giocava nel Racing Club de France ed era responsabile della squadra juniores. François allenava anche il XV della scuola ed è stato lui, nel 1951, a convincere Michel ad unirsi al club parigino. Proprio allora Crauste ha conosciuto anche il fuituro compagno di squadra Arnaud Marquesuzaa, colui che sarebbe diventato il suo miglior amico.

Crauste si è aggregato al team juniores del Racing Club de France nel 1951. Tre anni più tardi il flanker è diventato campione di Francia di categoria, quando i bianco-azzurri hanno vinto la finale a Tolosa contro lo Stadoceste Tarbes. Lo stesso anno Michel è entrato a far parte della prima squadra, giocando la prima partita a Romans-sur-Isère contro il XV di Robert Soro, una sfida in cui il flanker ha imparato che il rugby può essere anche uno sport selvaggio.

Nel frattempo, terminati gli studi, il ragazzo era stato assunto nella sede parigina dell’Électricité de France, dove si occupava dell’alimentazione dei trasporti regionali su rotaia.

Nel 1955 Crauste è stato incorporato alla caserma Pérignon di Tolosa, assieme all’inseparabile amico Arnaud Marquesuzaa, quindi ha prestato il servizio militare presso il centro sportivo delle forze armate di Vincennes, il futuro battaglione di Joinville, posto sotto il comando del capitano Albier, leader del FC Grenoble campione di Francia nel 1954.
Michel e Arnaud sono poi stati trasferiti al D.A.T di Versailles, dove hanno giocato con i colori della Scuola di Rugby, laureandosi campioni di Francia interarmi. Quando qualche tempo dopo il team è stato sciolto, Michel Crauste è stato restituito al battaglione di Joinville, dove ha continuato a praticare rugby ogni giorno e dove ha trovato futuri atleti internazionali quali Jean Carrère e Jacques Meynard.

In quel momento Michel Crauste ha deciso che il rugby sarebbe stato parte della sua vita; un gioco che ha cominciato ad amare profondamente e per il quale avrebbe dato sempre tutto se stesso. Pieno di energia durante la partita, il terza linea ha sviluppato tutte le qualità di un grande rugbista: il coraggio, la determinazione, l’abilità tecnica, la forza fisica e l’intelligenza tattica.

Lasciatosi alle spalle l’anno di leva, il 21enne Michel ha disputato il suo primo campionato francese, quello datato 1955-56. Nella prima giornata il Racing si è imposto con il risultato di 38 a 3 su l’U.S Bergerac. Per la sfida con lo Stade Montois, nel marzo 1956, la terza linea formata da Moncla, Crauste e Brown si è resa protagonista di una prova strepitosa, così come tutto il pack parigino, che ha dominato la parte anteriore della squadra delle Landes.
È stato in quei giorni che l’allenatore del Racing, Poulain, ha coniato per il ragazzo il soprannome di Le Mongol.

Il 19 maggio 1957 Michel Crauste ha ottenuto il suo primo cap per la nazionale con il Galletto. Il ventiduenne è stato selezionato per affrontare la Romania di Dumitru Ionescu a Bucarest ed è sceso in campo con la maglia numero 8, affiancato in terza linea da Jean Barthe e dall’amico Moncla. La partita di rugby era associata ad un match di calcio e si è svolta davanti ad un pubblico di 95.000 spettatori. La Francia capitanata da Gerard Dufau si è imposta a fatica per 18 a 15.

Una settimana dopo, il 26 Maggio 1957, allo stadio Gerland di Lione i giocatori del Racing hanno disputato la finale del campionato francese, perdendo 13 a 16 contro il Lourdes. Per Crauste è stato un grande momento, lui che aveva tanta ammirazione per quel club e soprattutto per il leggendario Jean Prat. La squadra rosso-blu è andata subito in vantaggio 11 a 0 con tre mete segnate da Henri Rancoule, Henri Domec e Jean Barthe. Il Racing si è fatto sotto nella ripresa, realizzando due mete grazie a Michel Gri e Michel Vannier, e si è portato sul 10 a 11. Purtroppo, ad un’altra meta di Rancoule i parigini hanno risposto solo con un piazzato di Vannier e la sfida è finita 16 a 13 per i rosso-blu.

A dicembre, sempre del 1957, Crauste ha disputato la sua seconda partita internazionale, sempre contro la Romania, questa volta a Bordeaux, una gara che ha visto in campo il primo arbitro italiano a dirigere la nazionale maggiore francese. I padroni di casa hanno asfaltato i rumeni 39 a 0 e il ragazzo di Saint-Laurent-de-Gosse, che ha lasciato il ruolo di terza centro per schierarsi flanker, ha realizzato la sua prima meta con la divisa della Francia.

Michel Crauste ha giocato il suo primo Cinque Nazioni nel 1958, nel ruolo di flanker. Les Bleus hanno perso le prime due partite del torneo, a Murrayfield e in casa con l’Inghilterra. Il torneo è stato a quel punto momentaneamente interrotto per dare modo all’Australia di disputare con la Francia l’ultima partita di un tour disastroso. Durante la sfida Michel ha raccolto la palla in touche a due metri dalla linea proibita e ha marcato la sua seconda meta. Alla fine i padroni di casa hanno vinto la sfida 19 a 0.
Alla ripresa del Cinque Nazioni il terza linea ha fatto parte della squadra che ha battuto il Galles al Cardiff Arms Park per 16 a 6. Questa è stata la seconda vittoria francese in Galles nella storia e la prima in sei anni contro i Dragoni. La Francia ha vinto anche l’ultima partita casalinga con l’Irlanda, pochi giorni dopo avere sconfitto l’Italia capitanata da Sergio Lanfranchi a Napoli nell’ambito della Coppa FIRA.

Le Mongol non ha preso parte al tour che la nazionale in maglia blu ha intrapreso nell’estate del 1958 in Sudafrica, il primo di un XV che rappresentava la Francia in una nazione del Commonwealth del sud del mondo. Il flanker ha preferito rimanere al capezzale della moglie malata.

Nel 1959 la Francia ha vinto il suo primo Cinque Nazioni, o meglio, il primo vinto in solitaria, dato che nel 1955 aveva dovuto condividere il titolo con il Galles. Questa volta i francesi sono finiti da soli in testa alla classifica, con due vittorie, un pareggio e una sconfitta, patita all’ultima giornata in Irlanda, dove Michel è tornato d indossare la maglia numero 8. Il bottino è stato inferiore rispetto alle annate 1951, 1954 e 1955, quando erano state conseguite tre vittorie, ma gli avversari si sono neutralizzati tra di loro. Per la partita decisiva contro i Dragoni, vinta con il punteggio di 11 a 3, sono stati gli uomini del pack a regalare le due mete per la squadra guidata da Lucien Mias, entrambe marcate da François Moncla.

Sul fronte interno, durante il campionato 1958-1959 il Racing si è preso la rivincita sul FC Lourdes in semifinale, vincendo 19 a 3, provocando una crisi nel club degli Hautes-Pyrénées. Il 24 Maggio 1959, al Parc Lescure di Bordeaux, sotto la direzione dell’arbitro Albert Ferrasse, Michel Crauste e compagni hanno affrontato in finale lo Stade Montois dei fratelli Boniface. Prima della fine del primo tempo, a seguito di una mischia, Michel è fuggito palla in mano, ha passato ad Arnaud Marquesuzaa, il quale gli ha riconsegnato l’ovale. Dopo vari passaggi, è stato Stéphane Boize a marcare la meta che, grazie alla trasformazione di Michel Debet e ad un piazzato dello stesso estremo, ha concesso ai parigini di posizionarsi su un sicuro 8 a 0. I Landais hanno risposto con una meta di Guy Boniface non trasformata, ma, nonostante questo, il Racing ha mantenuto il risultato di 8 a 3 sino alla fine, regalandosi così il Bouclier du Brennus. Era dal lontanissimo 1902 che i Ciel et Blanc non vincevano il campionato.

Nel 1959 François Moncla, Michel Crauste e Arnaud Marquesuzaa, desiderosi di ritornare nella loro terra d’origine nel sud della Francia, si sono recati presso la sede del FC Lourdes. Michel ammirava il gioco di quella squadra e voleva entrarne a far parte. Inizialmente i tre giocatori hanno firmato un contratto per il club, ma Roger Lerou, il presidente del Racing Club de France, spaventato dal fatto di perdere tre validi giocatori si è rifiuto di dare il consenso per Moncla, il quale, alla fine, ha preso la strada per Pau. Michel e Arnaud, invece, sono passati tra le fila della squadra della città mariana, che nel frattempo aveva visto Jean Prat concludere la sua carriera da giocatore per diventarne l’allenatore, e anche suo fratello Maurice aveva detto basta.
Naturalmente questo ha richiesto anche una domanda di trasferimento e un cambio di mansioni per quanto riguarda il lavoro di Crauste. L’EDF lo ha accontentato, concedendogli di lavorare al servizio di controlli e ricerche del centro regionale di trasporti parigina, prima come responsabile del funzionamento del distretto di Tarbes e, più tardi, a Lourdes.

Nella sua prima stagione con il nuovo club, guidato in panchina da Jean Prat, Crauste si è laureato campione di Francia, nonostante un difficile inizio di stagione con tre sconfitte casalinghe. In semifinale gli uomini degli Alti-Pirenei hanno battuto con difficoltà l’U.S. Dax per 13 a 8. In finale, il 22 maggio 1960, il Lourdes si è trovato di fronte l’A.S. Béziers nello stadio di Tolosa. Le Mongol è stato eccezionale in touche e solido in difesa, così come tutta la terza linea, formata, oltre che da lui, da Roland Crancée e Henry Domec. I tre sono stati efficaci anche in attacco, tant’è che Crauste ha realizzato la seconda meta della sfida dopo essere stato servito da Roger Martine. Il Lourdes ha vinto 14 a 11, una vittoria decisamente più netta rispetto a quanto indica il punteggio.

Intanto, proprio quell’anno, François Moncla prendeva il posto di Lucien Mias come capitano della Francia.

Dopo avere espugnato Murrayfield con il risultato di 13 a 11 la prima giornata del Cinque Nazioni 1960, Les Blues hanno concesso il pareggio per 3 a 3 all’Inghilterra in quel di Colombes. Il 26 marzo successivo Crauste e compagni si sono imposti 16 a 8 sul Galles a Cardiff, per poi vincere 23 a 6 sul suolo irlandese quindici giorni più tardi, con il nuovo arrivato Pierre Albaladejo autore di tre drop. La Francia ha così vinto il torneo da imbattuta, a pari merito con il XV della Rosa, squadra che aveva anch’essa vinto tre gare.

In estate il terza linea Lourdais è stato selezionata per il tour che la Francia ha intrapreso in Argentina, Cile e Uruguay. I Galletti hanno vinto tutte le tredici sfide in programma, tra cui due test match con i Pumas e un 59 a 0 rifilato alla nazionale uruguaiana. Crauste ha marcato tre mete nella partita con il club del San Fernando e un’altra hat trick l’ha realizzata contro il San Isidro qualche giorno più tardi. Le Mongol ha superato la linea bianca anche con il Pucarà: sette mete, tutte segnate all’Estadio Gimnasia y Esgrima di Buenos Aires.

Il Cinque Nazioni del 1961 ha visto la Francia comportarsi esattamente come nel torneo precedente; un’altra vittoria con il Piccolo Slam, grazie a tre vittorie e ad un pareggio di nuovo con gli inglesi, a Twickenham, gara che ha visto Crauste marcare la sua terza meta con il gallo sul petto. I Bleus sono arrivati ancora al primo posto, ma questa volta senza compagnia.

Il 18 febbraio 1961, a metà torneo, la nazionale capitanata da Moncla è stata impegnata a Colombes in un match molto difficile con gli Springboks di Avril Malan, ancora imbattuti nel loro tour europeo; una vera battaglia che si è conclusa sull’insolito punteggio di 0 a 0.

Alla fine di luglio l’equipe di Francia è partita per un tour in Nuova Zelanda e Australia. Michel Crauste ha giocato il primo test match a Auckland, con i Coqs che si sono inchinati 6 a 13 agli All Blacks di Wilson Whineray, Colin Meads e Don Clarke. La seconda prova a Wellington è stata giocata in mezzo alla tempesta, rendendo così difficili i tiri e i riferimenti al piede. I padroni dic casa hanno vinto ancora, stavolta per 5 a 3, e si sono imposti pure in occasione della terza e ultima sfida a Christchurch, dove Crauste ha realizzato una meta che è valsa gli unici tre punti francesi dell’incontro, terminato con un roboante 32 a 3.
Il XV in blu si è consolato vincendo a Sydney il match con i Wallabies per 15 a 8. Michel Crauste è sceso in campo per giocare 11 dei 15 incontri del tour, tra cui tutte le quattro sfide ufficiali, sempre con la maglia numero 6 sulle spalle, mentre la numero 7 era affidata al capitano Moncla. Durante una partita contro una squadra locale in Nuova Zelanda, una donna è arrivata sino al centro del campo e ha colpito Michel con l’ombrello per avere placcato duramente un proprio giocatore.

A fine anno Le Mongol è stato votato migliore giocatore dell’anno dal mensile Midi Olympique.

Les Blues hanno iniziato il Cinque Nazioni del 1962 vincendo con la Scozia a Murrayfield. Poi, il 24 febbraio, in occasione della seconda partita contro l’Inghilterra a Colombes, Crauste è stato nominato capitano della nazionale. Per ringraziare i selezionatori, il flanker ha segnato tre mete, due delle quali trasformate da Albaladejo, conducendo così la sua squadra al successo per 13 a 0. Quel giorno Le Mongol è diventato il secondo giocatore degli avanti a realizzare una tripletta nel torneo dopo il gallese Jehoida Hodges nel 1903. L’impresa verrà ripetuta soltanto nel 2017 dal flanker irlandese CJ Stander a Roma.
La Francia ha quindi perso 0 a 3 a Cardiff, per poi rifarsi nell’ultima giornata con l’Irlanda, battuta 11 a 0, con Crauste ad oltrepassare nuovamente la linea di meta. I Transalpini si sono così laureati nuovamente campioni del prestigioso torneo.

Nel 1963 la Francia ha vinto due partite del Cinque Nazioni e perse altrettante.
Il 14 aprile di quell’anno, a Grenoble, i Transalpini hanno affrontato l’Italia del CT Aldo Invernici e del capitano Sergio Lanfranchi. Quel giorno gli azzurri sono andati vicinissimi a sconfiggere la Francia. A 5 minuti dal fischio finale stavano vincendo 12 a 6 grazie alle mete di Umberto Levorato e di Erasmo Augeri e dei punti al piede di Franco Perrini, ma proprio in quel momento hanno subito la marcatura di Jean-Vincent Dupuy. Poco male, la meta all’epoca valeva 3 punti, ai quali vanno aggiunti i 2 della trasformazione, e gli uomini di Invernici, anche se di una sola lunghezza, erano ancora avanti. Purtroppo, ad un minuto dal termine, gli avanti francesi hanno conquistato un pallone in rimessa. Il mediano di mischia Jean-Claude Lasserre ha servito Pierre Albaladejo, il quale ha prima fissato Augeri, si è spostato di lato e ha passato a Guy Boniface. Il più giovane dei Les Boni ha consegnato l’ovale al proprio capitano Crauste e lui lo ha donato al trequarti ala dello Stade Montois Christian Darrouy, che con la sua potenza è partito in avanti, ha superato Perrini con un abile cambio di passo e ha schiacciato sull’erba in mezzo ai pali la meta del sorpasso. La sfida è finita 14 a 12 per i padroni di casa.
È successo durante questa sfida che Le Mongol ha aperto con un pugno l’arcata sopraccigliare dell’esordiente Marco Bollesan, reo di averlo mandato a quel paese con una spinta dopo una mischia. A fine gara, però, il capitano dei Blues ha regalato la propria maglia al giovane italiano come segno di rispetto.

Jean Prat è diventato il primo capo allenatore del team francese nel 1964, mentre il fratello Maurice ha preso il suo posto sulla panchina del Lourdes. Poi, ad allenare il club sono arrivati Guy Faget e, infine, Roger Martine.

I Galletti quell’anno hanno disputato un pessimo Cinque Nazioni. Disfatta a Murrayfield per 0 a 10 contro la forte Scozia di Mike Campbell-Lamerton, sconfitta casalinga con l’Inghilterra per 3 a 6 e pareggio 11 a 11 con il Galles, grazie ad una meta di Crauste. L’unica vittoria è arrivata a Parigi sull’Irlanda, squadra che in quel periodo era abbonata alla conquista del Cucchiaio di Legno. Michel ha realizzato anche qui una meta, la decima della sua carriera; l’ultima.

In mezzo al torneo c’è stata un’altra sfida all’Italia, nell’ambito della Coppa FIRA. Si è giocato il 29 marzo al Tardini di Parma. Memori del pericolo scampato l’anno precedente, questa volta i Bleus sono stati più accorti e hanno vinto 12 a 3, anche se la marcatura di André Boniface, l’unica dell’incontro, è arrivata ad un minuto dal termine.

Il 25 luglio 1964 la Francia ha affrontato gli Springboks a Springs. La pressione era alta: l’ultimo tour della nazionale col Galletto in Sudafrica era avvenuto nel 1958 e aveva visto gli europei vincere un match e pareggiare il secondo. Anche in questo caso la Francia ha dominato il gioco con il pacchetto di mischia e ha preso il comando con una meta dell’ala dell’ Stade Montois Christian Darrouy. Pierre Albaladejo ha trasformato da una posizione difficile e ha calciato tra i pali pure un penalty. I sudafricani hanno replicato realizzando anch’essi un piazzato e una meta, ma non sono riusciti a trasformarla e la partita è finita 8 a 6 in favore dei transalpini.
La squadra di Jean Prat ha vinto anche quattro incontri non ufficiali su cinque, perdendo solo per mano di Western Province. Michel Crauste era il capitano di questa squadra ed è stato lui che ha soprannominato i propri uomini di mischia “pacchetto di bestiame”.

Tornato dal tour, Crauste è stato ordinato Cavaliere della Legione d’Onore per mano del generale Charles de Gaulle. Il ragazzo sarebbe stato elevato al rango di Ufficiale della Ordine Nazionale della Legion d’Onore nel 2010 dall’allora ministro degli affari esteri ed europei Michèle Alliot-Marie.

Michel Crauste ha disputato ancora il mediocre Cinque Nazioni del 1965 e poi quello del 1966, prima di ritirarsi dalla nazionale.
Il 26 Marzo 1966 le nazionali di Galles e Francia si sono scontrate a Cardiff con la vittoria del torneo come posta in gioco. I Dragoni hanno vinto 9 a 8 grazie ad una meta di Stuart Watkins, il quale ha intercettato un passaggio sbagliato di Jean Gachassin. La Federazione ha colto l’occasione per chiudere l’avventura di Jean Prat sulla panchina della squadra e per escludere dai giochi Jean Gachassin, Guy e André Boniface e Michel Crauste. Eppure, tra il marzo 1964 e il marzo 1966, la Francia aveva conseguito 11 vittorie, 3 pareggi e solo 2 sconfitte.

L’ultima battaglia del Mongolo con la divisa della nazionale è stata giocata il 9 aprile 1966 a Napoli, contro gli azzurri capitanati da Antonio di Zitti, con la Francia che si è imposta 21 a 0.

Crauste ha totalizzato 62 presenze con la nazionale del Galletto, indossando per 22 volte la fascia da capitano e totalizzando 30 punti grazie a dieci mete. Tra il 1960 e il 1966 il flanker ha disputato 44 sfide consecutive, un record per quel periodo, superato in seguito solo da Roland Bertranne (46) e da Philippe Sella (45).

Prima di appendere definitivamente le scarpette al chiodo, Michel è riuscito a vincere con il Lourdes il trofeo Yves du Manoir nelle stagioni 1965-1966 e 1966-1967.

Durante il campionato 1967-1968 il Lourdes ha dato una grande dimostrazione offensiva negli ottavi di finale contro il Charmes dei fratelli Guy e Lilian Camberabero, conseguendo una vittoria per 47 a 9 con nove mete marcate a zero. Quindi, il club si è imposto 9 a 3 contro lo Stade Montois nel il quarto di finale ed è riuscito a raggiungere la finale eliminando il Tarbes in semifinale. La finalissima è andata in scena il 16 giugno 1968 presso lo Stadio Comunale di Tolosa, rimandata di tre settimane a causa degli eventi accaduti in Francia nel 1968. I rosso-blu avevano di fronte l’RC Toulon. Le squadre sono rimaste ferme sul 9 a 9 anche dopo i tempi supplementari, ma non si è potuto rigiocare la partita a causa del ritardo, con la nazionale che doveva anche partire per un tour in Nuova Zelanda pochi giorni dopo. Il Lourdes è così stato eletto vincitore grazie alle due mete realizzate contro le zero degli avversari. Il Tolone, ovviamente, è rimasto frustrato da questa decisione, ma con il modo di contare i punti odierno la squadra di Michel Crauste avrebbe vinto 13 a 9.

Rimasto fuori a lungo per infortunio, Le Mongol è tornato in campo con l’FC Lourdes il 30 dicembre 1968, nella sfida contro Cognac, ricavandone una convincente vittoria per 20 a 0.
La stagione 1968-1969 è stata piuttosto complicata per il Lourdes. Un conflitto interno ha visto quattro giocatori della trequarti (Jean Latanne, Raymond Halçaren, Michel Arnaudet e André Campaes) opporsi apertamente all’allenatore Roger Martine a causa della sua decisione di schierare all’ala Latanne e passare Pierre Mir al centro. Dopo il rifiuto dei primi a giocare una partita di campionato, i rosso-blu sono stati eliminati ai sedicesimi di finale. Martine si è dimesso e molti giocatori hanno deciso di partire. Il 18 maggio 1969 Jean Prat è stato estromesso dal ruolo di direttore del comitato del FC Lourdais e Jean Gachassin ha deciso anch’egli di lasciare il club. Crauste, invece, è rimasto, ma nel 1971, durante un match amichevole tra Pau e Bayonne cui ha preso parte, ha subito un grave incidente con la frattura e lo spostamento di una vertebra, rimanendo praticamente paralizzato. L’operazione è stata lunga e delicata, così come la riabilitazione. Michel ne è uscito bene, ma è stato costretto a mettere la parola fine su una gloriosa carriera nel 1972, all’età di 38 anni.

Dopo il pensionamento, Crauste ha continuato a giocare a livello aziendale, lavorando anche come allenatore, dapprima nello stesso Lourdes all’inizio degli anni settanta, per poi trasferirsi per circa un decennio sulla panchina del Morlaàs, portando il club in seconda divisione, e terminare con lo Stade Bagnérais, dov’è rimasto due anni.

In seguito Michel è stato delegato allo sport per i comuni di Lons e Pau e, nel 1991, ha fatto parte del comitato direttivo della Fédération Française de Rugby. Nel frattempo, l’ex-flanker ha raggiunto la carica di dirigente dell’EDF.

Nel 1995 Michel è stato manager della nazionale francese in preparazione della Coppa del Mondo e ha accompagnato la squadra negli Stati Uniti per un tour di tre settimane.

Tornato a Lourdes e impegnatosi con alcuni amici nel tentativo di rilanciare il suo vecchio club retrocesso nelle serie inferiori, nel 1998 Crauste ha accettato di diventarne presidente. Michel ha mantenuto il ruolo sino al 2013, quando si è ritirato all’età di 79 anni.

Le Mongol è stato anche consigliere comunale della città di Lourdes dal 2002 al 2014.

 

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