Mervyn Davies: Merv il combattente

(di Roberto Vanazzi)

Il giocatore che più di chiunque altro è stato determinante  per battere la Nuova Zelanda è Mervyn Davies. Non potevamo competere contro di lui nella parte posteriore delle touche. Lì, ci ha distrutto.” (Colin Meads)

Siamo nel periodo d’oro del rugby vestito di rosso, quando trequarti gallesi come Barry John, Gareth Edwards, Phil Bennett, Gerald Davies e J.P.R. Williams terrorizzavano le difese avversarie. Nonostante fossero questi i nomi che dominavano i titoli dei giornali, probabilmente la chiave di volta della squadra era un giocatore con il numero 8 stampato sulla maglia, un personaggio del pack che forniva alla propria cavalleria leggera palle pulite da portare oltre la linea di meta. Un tassello importante del grande Galles degli anni ‘70 e dei British Lions dei tour leggendari. Un combattente eccezionale, la vera e propria anima di quegli squadroni che hanno elevato il rugby allo stato di arte: il terza linea centro Mervyn Davies.

Mervyn, conosciuto anche come Merv the Swerve, era alto e magro, facilmente riconoscibile in campo grazie alla fascia bianca attorno alla fronte e a quei baffi alla Zapata che, narra la leggenda, si era fatto crescere per apparire più aggressivo agli occhi degli avversari. Grazie al suo dinamismo e alla capacità di gestire l’ovale, questo atleta ha contribuito a trasformare la posizione di terza linea centro, che era stata precedentemente vista solo come un ruolo in gran parte difensivo. Nel giro di pochi anni, la maggior parte delle squadre ha adottato un Numero 8 con la gamma di competenze di Mervyn Davies .

Mervyn Davies

Mervyn Davies

Nato a Swansea, lunedì 9 dicembre 1946, Thomas Mervyn Davies, ha studiato presso la Penlan Multilateral School e poi allo Swansea College of Education. Nel 1968 il ragazzo si è trasferito a Guildford, dopo essersi assicurato un posto di insegnante presso la Mytchett County Primary School di Frimley Green. Merv si è unito al locale rugby club, ma ha trovato uno standard piuttosto basso e, lo stesso anno, si trasferito nei mitici London Welsh, che in quel periodo era la squadra di maggior successo in Gran Bretagna.

Famosa è l’affermazione di un allenatore del Guilford, quando ha visto Davies: “C’è un ragazzo che gioca con il Numero 8. Non è molto bravo, ma sarà lui a garantire qualche palla ai trequarti nelle rimesse laterali.” Mai affermazione è stata poco veritiera. Il ragazzo si è dimostrato da subito un talento eccezionale, tant’é che dopo solo sei partite di campionato, è arrivato per lui l’esordio internazionale. Era il 1 febbraio 1969, nella prima sfida del Cinque Nazioni giocata con la Scozia a Murrayfield e vinta dai dragoni 17 a 3. Durante la stessa gara ha esordito un’altro giovane di belle speranze, l’estremo J.P.R. Williams. È stata quella la prima di 38 partite consecutive con la maglia numero 8 della nazionale gallese per Mervyn, che ha subito trionfato nel Cinque Nazioni, con il Galles che ha vinto 3 partite, conquistando la Triple Crown, e pareggiato 8 a 8 a Parigi.

I Dragoni si sono si ripetuti anche l’anno seguente, arrivando al primo posto del torneo a pari merito con la Francia. Mervyn ha avuto la soddisfazione di segnare la sua prima meta a Twickenham, nella sfida vinta dal Galles contro l’Inghilterra per 17 a 13.

Nel 1971 i rossi hanno vinto il loro terzo Cinque Nazioni consecutivo, questa volta con tanto di Grande Slam e, viste le sue performance durante quel torneo, Mervyn si è guadagnato un posto nel tour dei British & Irish Lions in Nuova Zelanda.

Si è trattato, come tutti sanno, di un tour favoloso. I fuoriclasse gallesi hanno contribuito a rendere epiche le battaglie con i tuttineri e, nonostante la sconfitta iniziale subita ad opera della selezione del Queensland (11 a 15), la squadra si è imposta due volte contro la nazionale padrona di casa: 9 a 3 a Dunedin e 13 a 3 a Wellington. Gli uomini di Carwyn James hanno perso solo la sfida di Christchurch (22 a 12), pareggiando l’ultima 14 a 14 all’Eden Park di Auckland, una gara diventata famosa per il bellissimo drop nei minuti finali di J.P.R. Williams.

Mervyn ha disputato tredici incontri di quel tour, costituendo con Fergus Slattery, John Taylor, Peter Dixon e Derek Quinnell parte di una fenomenale terza linea che gli All Blacks non sono riusciti mai a contrastare. La sua forza nelle maul, la sua altezza dietro la prima linea, la capacità di saltare e la pulizia con cui distribuiva l’ovale hanno garantito la supremazia dei Lions in questo settore e, in definitiva, hanno aperto la strada per la vittoria finale nella serie di test.

In quella leggendaria selezione dei Lions giocavano ben sette atleti dei London Welsh, un record ancora oggi imbattuto. Oltre a Mervyn, infatti, c’erano il capitano John Dawes (oggi presidente dei Welsh ), J.P.R. Williams, Gerald Davies, John Taylor, Mike Roberts e Geoff Evans.

Nel 1972 Merv ha lasciato Londra ed è tornato ad indossare la casacca della squadra della sua città natale, rinunciando all’insegnamento per lavorare come responsabile delle vendite per la WA Blyth di Swansea, ditta fornitrice di indumenti di sicurezza per le industrie minerarie e le acciaierie.

Quell’anno il Cinque Nazioni non ha avuto alcun vincitore, in quanto gallesi e scozzesi si sono rifutati di recarsi in Irlanda a causa delle minacce da parte dell’IRA. L’anno seguente, invece, il torneo ha visto, caso fino ad ora unico, tutte le contendenti a pari merito. Con le regole attuali, cioè tenendo conto della differenza punti, avrebbe vinto il Galles.

Nel 1974 è stata l’Irlanda a trionfare nel Cinque Nazioni, ma Davies ha avuto l’onore di marcare la sua seconda e ultima meta internazionale. Ancora a Twickenham, ancora contro gli odiati “cugini” inglesi. Quella volta però, i rossi non hanno sbancato Londra, ma sono usciti sconfitti 12 a 16. La meta è arrivata a seguito di una touche, con la palla smanacciata indietro dai sudditi di Sua Maestà. Velocissimo, il flanker Day Morris s’è intrufolato tra le maglie bianche e l’ha colpita con un calcio appena toccato terra. L’ovale è rotolato nell’area di meta, rincorso da David Duckham, Peter Dixon e Mervyn Davies. Il numero 8 gallese è stato il primo ad arrivare: gli si è tuffato sopra è l’ha schiacciato sull’erba.

Sempre nel ’74 Merv è stato nuovamente convocato per il tour dei Leoni Britannici in Sudafrica. C’è da dire che fino all’ultimo è stato in lizza per il posto di terza centro con il numero 8 inglese Andy Ripley, ma è risultata determinante la superba prestazione nella gara contro Orange Free State, dove Mervyn ha segnato la meta decisiva.
Anche in questa tournée Davies è stata una delle figure chiave per il successo nella serie: i suoi potenti breaks hanno caratterizzato il gioco dei campioni  in maglia rossa.

MDAVIES_22_532x360_1472044aÈ stato quello il tour della famosa chiamata 99, con la quale i Lions, a seguito dell’estrema violenza e delle intimidazioni messe in campo dagli Springboks nei due precedenti incontri di Città del Capo e Pretoria, hanno deciso di colpire per primi nel terzo test, in programma a Port Elizabeth. Ogni leone, al grido di  ninety-nine da parte del capitano Willie John McBride, doveva aggredire il proprio corrispettivo sudafricano, basandosi sul fatto che l’arbitro non avrebbe potuto espellere  tutta la squadra. Come tutti sanno la serie ha visto i rossi, guidati dall’irlandese Syd Millar, vincere tre test match e pareggiare l’ultimo 13 a 13.

Con i Lions, in totale Mervyn ha giocato 27 volte, 14 nel 1971 e 13 nel 1974, delle quali 8 test match, marcando 5 mete.

Nel 1975 Davies si è finalmente guadagnato i gradi di capitano del Galles e ha condotto i suoi a vincere ancora il Cinque Nazioni.

La sua ultima gara in maglia rossa è stata la vittoria per 19 a 13 con la Francia, il 6 marzo 1976, con conseguente, ennesima, conquista del Cinque Nazioni e Grande Slam. Quattro partite vinte su quattro, tra le quali spcca il netto 21 a 9 di Twickenham, con gl inglesi dominati in ogni parte del campo.

Mervyn era quindi accreditato per capitanare i Lions nel tour del 1977, ma la sua carriera è drasticamente finita nel 1976, a 29 anni, quando nella semifinale di coppa del Galles tra Swansea, di cui era capitano, e Pontypool, è crollato a terra a causa di un’emorragia cerebrale. Già una volta, quattro anni prima, gli era capitato di collassare in campo; quella volta però, si era pensato ad una meningite.
Dopo questo “incidente” Davies ha trascorso vari mesi in convalescenza presso l’University Hospital of Wales. Per fortuna, a parte avere interrotto la carriera nel rugby, la vicenda non ha avuto conseguenze sulla sua salute.

Dopo il ritiro Davies ha continuato a lavorare per la Blyth, quindi ha fatto un po’ l’allenatore di rugby, intraprendendo anche una carriera come speaker televisivo.

Nel 2001 il leggendario numero 8 è stato ammesso nella International Rugby Hall of Fame.

Purtroppo, il 15 marzo del 2012 Merv il combattente ha passato l’ovale a 65 anni, a causa di un tumore al polmone che gli era stato diagnosticato a novembre dell’anno precedente. L’ex nazionale gallese è sempre stato un forte fumatore.

In un sondaggio svolto nel 2002 tra i tifosi gallesi, Davies era stato votato come “il più grande capitano gallese di sempre” e anche come ” il miglior terza linea centro gallese di tutti i tempi“.

C’è da notare un’ultima cosa. Nelle 46 partite internazionali da lui giocate, divise tra Galles e Lions, Davies è uscito sconfitto dal campo solo 9 volte. Ordinaria amministrazione, per un combattente come lui.

 

TORNA ALLA PAGINA INIZIALE

I commenti sono chiusi.