Maurice Colclough: un campione in “sala motori”

(di Roberto Vanazzi)

I muscoli dei polpacci di Maurice Colclough erano come palloni da calcio. Erano così grandi che lui aveva tagliato i lati delle calze per farceli entrare. ” (Fran Cotton)

Maurice Colclough è considerato una delle più forti seconde linee che hanno giocato per la nazionale inglese. Il gigante dai capelli ricci e color zenzero era così potente che le prime linee gli chiedevano spesso di spingere con meno foga per paura di danneggiare la loro colonna vertebrale. Fran Cotton, suo compagno nel pack dell’Inghilterra, lo ricorda come l’uomo di mischia più energico che abbia conosciuto, ma anche come il più scoordinato; un paio di volte, con il gomito, gli ha rotto il setto nasale.

Il ragazzo ha disputato venticinque gare con la maglia bianca, tra il 1978 e il 1986, formando, nella prima parte della sua carriera, una fantastica partnership con Bill Beaumont e svolgendo un ruolo decisivo nella conquista del Grande Slam del 1980. Colclough vanta anche otto presenze con i British Lions, nei tour del 1980 e del 1983, e anche se sette di questi incontri sono stati persi, lui è entrato comunque nella schiera dei leggendari atleti che hanno indossato la mitica maglia rossa.

Maurice Colclough

Maurice Colclough

Nato a Oxford, il 2 settembre 1953, John Maurice Colclough è stato educato presso la Duke of York’s Royal Military School di Dover, dove ha dimostrato di essere un atleta a tutto tondo, in grado di tenere testa a chiunque, sia nelle gare di atletica sia negli sport invernali.

Maurice ha iniziato a frequentare i campi da rugby in età precoce, con East Grinstead e Rosslyn Park, prima di iscriversi all’Università di Liverpool, dove si è unito al locale rugby club, il Liverpool St. Helen F.C. Purtroppo, il suo approccio allo studio non era così “deciso” quanto lo era con le touche e le mischie (ha frequentato il corso di egittologia soltanto perché includeva un minor numero di lezioni) ed è stato costretto ad abbandonare l’università. Al contrario, per quanto riguarda la palla ovale egli ha dimostrato una tale determinazione che lo ha portato, nel 1975, sino ad Angoulême, in Francia, dov’è diventato il capitano della squadra in maglia viola. Nel capoluogo del dipartimento di Charente il ragazzo ha aperto anche un locale, il Liverpool Bar, e un’impresa di noleggio barche. Maurice è stato il primo inglese a giocare per un club francese.

Il seconda linea ha giocato nel campionato delle contee per Sussex e Lancashire e la sua esperienza nel rugby d’oltralpe gli ha aperto la strada verso la nazionale, con la quale ha debuttato il 4 marzo 1978 nella vittoria per 15 a 0 contro la Scozia, giocando in seconda linea, la cosiddetta “sala motori”, al posto del poliziotto delle Midlands Nigel Horton. In seguito, ha disputato anche la partita vinta con l’Irlanda 15 a 9.

Nel 1979, Horton gli è stato preferito in tutte e quattro le partite del Cinque Nazioni, ma Maurice è tornato in campo in autunno, quando ha disputato una gara contro la Nuova Zelanda a Londra, persa per un solo punto 9 a 10.

Colclough è diventato a quel punto la prima scelta per affiancare Beaumont all’inizio della stagione 1980, anche se è stato costretto a perdere la partita inaugurale contro l’Irlanda a causa di un infortunio. Il suo posto è stato preso dal vecchio rivale Nigel Horton, il quale, durante il terzo tempo di quel match, ha ricevuto la notizia che non avrebbe più giocato a causa del rientro anticipato di Colclough. Così, Maurice ha disputato le restanti tre partite: con la Francia a Parigi, con il Galles a Londra e il match di Murrayfield. Tutte vittorie, che hanno consentito all’Inghilterra di conquistare il Grande Slam dopo quello ormai lontano del 1957.

Il seconda linea è entrato quello stesso anno a far parte del potente pacchetto di mischia dei British and Irish Lions, durante la loro tournèe in Sudafrica. Il tour, nato tra le polemiche a causa del regime di apartheid vigente nel Paese africano, ha visto scontri molto duri sul terreno di gioco, che hanno causato il ritorno a casa di parecchi leoni infortunati. Il pack messo in campo dal coach Noel Murphy è stato decisamente superiore a quello dei padroni di casa. Le performance di Colclough e Beaumont, contro le potenti seconde linee sudafricane Louis Moolman and Moaner van Heerden, hanno portato a battaglie epiche. Purtroppo, i trequarti non sono stati all’altezza e la squadra ha perso i primi tre test match, anche se con margini ristretti, per vincere poi l’ultimo, influente soltanto per l’onore.

Il 9 agosto del 1980 Maurice è stato convocato per giocare nel World XV contro l’Argentina di Hugo Porta, a Buenos Aires. La partita è stata vinta dai Pumas 36 a 22.

Nel 1981 Maurice ha lasciato la Francia per indossare la casacca giallo-nera dei London Wasps, squadra della quale è diventato anche il capitano. Con la nazionale, il ragazzo si è fatto notare in tutte e quattro le partite del Cinque Nazioni, ma quella volta il XV della Rosa non è riuscito a ripetere le performance dell’anno precedente e ha rimediato solo due vittorie, con Scozia e Irlanda, e altrettante sconfitte, contro Francia e Galles. Tutto è andato storto per l’Inghilterra nella partita di apertura contro questi ultimi. A un certo punto, infatti, sembrava che i bianchi fossero riusciti nell’impresa di vincere la loro prima sfida a Cardiff dal 1963. Tuttavia, sul punteggio di 19 a 18, essi sono stati penalizzati da un grossolano errore di Clive Woodward, che ha concesso un penalty ai gallesi. Il pallone spedito tra i pali da Steve Fenwick ha fissato il risultatosul 21 a 19 per i Dragoni.

All’inizio della stagione 1982 l’Inghilterra si è trovata di fronte l’Australia in un test match a Twickenham. Per l’occasione la squadra in bianco ha messo in campo un pack monumentale, che è riuscito ad annullare una squadra Wallaby di grande talento. L’Australia ha segnato due mete, entrambe con Brendan Moon, ma l’Inghilterra ha vinto 15 a 11 grazie ai calci precisi di Marcus Rose e ad una meta di Nick Jeavons.

maurice4Il Cinque Nazioni del 1982 ha prodotto fortune alterne per i sudditi di Sua Maestà, con due partite vinte, una sconfitta e un pareggio con la Scozia a Murrayfield. Proprio questa gara ha visto l’addio di Bill Beaumont al rugby internazionale. Colclough, da quel momento, si è ritrovato come partner in seconda linea il gigante di Newcastle Steve Bainbridge. Maurice è entrato nel folklore del rugby alla cena ufficiale dopo la vittoria sulla Francia, a Parigi. Durante il banchetto è iniziata la solita sfida di bevute. Colclough, ad un certo punto, ha svuotato di nascosto il contenuto della sua bottiglia di dopobarba, un regalo da parte dei francesi, lo ha riempito d’acqua e ne ha bevuto il contenuto, sfidando chiunque a fare altrettanto. Ad accettare la sfida è stato il pilone Colin Smart, il quale, però, ha ingoiato veramente il dopobarba, finendo la serata all’ospedale per una lavanda gastrica. Il mediano di mischia Steve Smith ha ricordato in seguito: “Colin era conciato male, ma il suo alito profumava in maniera incantevole.”

A causa di un infortunio al ginocchio, nel 1983 Colclough ha giocato una sola partita, una sconfitta subita per mano della Francia a Twickenham. Nonostante questo, il seconda linea è stato selezionato di nuovo dai British Lions per il loro tour in Nuova Zelanda. Ancora una volta il ragazzo ha giocato tutte e quattro le prove. Più maturo rispetto al 1980, Maurice ha goduto di un tour migliore e, anche se tutte le partite ufficiali hanno visto gli uomini allenati da Jim Telfer sconfitti, il seconda linea di Oxford ha aiutato il gruppo a competere sugli stessi livelli degli All Blacks .

Il 19 novembre dello stesso anno, a Twickenham, Colclough ha ottenuto la sua vendetta personale contro gli uomini in nero. Il capitano degli All Blacks Andy Dalton aveva dato forfait e la fascia era finita sul braccio del trequarti ala Stu Wilson. Il coach inglese Dick Greenwood, invece, aveva scelto come skipper il tallonatore del Leicester Peter Wheeler, il quale, scartato dai Lions l’anno prima, aveva qualche cosa da dimostrare. La partita è stata a tratti brutale, con gli avanti con la rosa sul petto hanno surclassato quelli con la felce. Proprio un loro carrettino, a seguito di una palla conquistata in touche da Steve Bainbridge, ha portato Maurice oltre la linea bianca. La meta gli è valsa il soprannome, affibbiatogli da Wheeler, di “Marchese de Colclough”, un riferimento al principe Obolensky, il russo che aveva segnato due mete alla Nuova Zelanda nel 1936, regalando così l’unica altra vittoria contro gli All Blacks a Twickenham fino a quel momento.

Purtroppo, il trionfo sugli All Blacks non è stato il preludio di una nuova era e gli inglesi, nel Cinque Nazioni del 1984, hanno giocato male e perso tre partite, tra cui una sonora sconfitta 18 a 32 contro la Francia a Parigi.

Il 1984 è stato l’anno in cui Maurice è passato tra le fila dello Swansea, fatto questo che lo ha innalzato a figura di culto anche tra i fan gallesi.

Dopo essere stato fermo per infortunio tutta la stagione 1985, l’anno successivo Maurice ha giocato le quattro sfide di un torneo che ha visto i bianchi uscire sconfitti contro la Francia e la Scozia, e vincere gli incontri casalinghi con Galles e Irlanda.

Maurice sperava a quel punto di giocare nell’inaugurale Coppa del Mondo del 1987 ma, dopo un attacco debilitante di parotite, si è visto costretto a bilanciare i suoi impegni e si è ritirato dal gioco internazionale nel gennaio 1987. La partita con la Francia del Cinque Nazioni 1986 ha visto quindi la sua ultima apparizione. Al momento dell’addio il seconda linea era l’ultimo membro della squadra che aveva vinto il Grande Slam del 1980.

L’anno successivo Colclough ha detto addio anche allo Swansea e si è ritirato dal rugby giocato.

Maurice si è rimasto comunque a vivere in Galles, dove si è messo a costruire la replica di una nave pirata del 18° secolo dentro un night club di Swansea. I suoi progetti l’hanno in seguito portato in Sudafrica, dove ha lavorato come amministratore delegato di una società operante nel settore delle slot-machine. È successo allora che gli è stato diagnosticato un tumore al cervello. Tornato a vivere in Galles, la sua positiva accettazione della malattia ha stupito gli amici più stretti. Anche se gli sono state date poche possibilità di sopravvivere a sei mesi, Maurice ha goduto di altri tre anni con la propria famiglia ed è riuscito anche a prendere parte a una rimpatriata con i vecchi compagni di squadra a Twickenham.

Maurice Colclough ha passato l’ovale il 27 gennaio 2006, all’età di 52 anni, lasciando la moglie Annie e i suoi cinque figli.

Forse Colclough non aveva la classe di campioni quali Bill Beaumont e Tony Neary, ma è stato comunque un giocatore molto importante in ogni XV cui ha fatto parte e un punto di riferimento per le future stelle della seconda linea inglese, come Paul Ackford, Wade Dooley e Martin Johnson. Di lui, Beaumont ha detto : “Il rugby è stato una parte importante della vita di Maurice Colclough, ma lui non era ossessionato da esso. Io lo colloco tra i migliori giocatori con cui ho giocato, insieme o contro.

Maurice possedeva forza e prestanza fisica, unite a una delle menti più acute del pack inglese del suo tempo. Dotato di un carattere goliardico, con quel pizzico di follia che lo portava sempre a sfidare l’autorità (per esempio, ha soprannominato il suo capitano, Bill Beaumont, chief school prefect) oltre allo scherzo del dopobarba a Colin Smart, si ricorda il suo tuffo senza vestiti nel fiume Liffey, dopo una partita a Dublino, con la polizia ad aspettarlo sulla riva. Se fosse stato un altro, i selezionatori lo avrebbero lasciato volentieri fuori rosa. Ma essi hanno riconosciuto e visto solo le sue qualità tecniche e hanno capito di potere non farne a meno.

 

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