Mario Ledesma: le cicatrici della bajadita

(di Roberto Vanazzi)

Per me, la passione è tutto; è l’unico motivo per cui gioco. Considero la mia squadra come una famiglia e farò qualsiasi cosa per essa.” (Mario Ledesma)

Nella nostra bella Italia “calciocentrica” quando si dice Super Mario (nome clonato dal famoso eroe di un video game) la mente rimanda immancabilmente a Mario Balotelli. Per quelli che la palla la preferiscono ovale, invece, Super Mario non può che essere il tallonatore argentino Mario Ledesma, il quale, a differenza di Balotelli, super lo era veramente.

Ledesma è stato probabilmente l’ultimo grande interprete della bajadita, l’orgogliosa mischia argentina dove gli otto uomini del pack si posizionano più bassi rispetto agli avversari, risultando in quel modo più compatti e difficili da affrontare. Assieme ai piloni Rodrigo Roncero e Martin Scelzo, Mario ha fatto parte di una prima linea ruvida e aggressiva, che ha aiutato non poco i Pumas a raggiungere uno storico terzo posto alla Coppa del Mondo del 2007. Il suo approccio maniacale al gioco, la mobilità in campo aperto, le doti tecniche e di leadership hanno fatto di Super Mario Ledesma uno dei migliori tallonatori del rugby moderno.

Mario Ledesma

Mario Ledesma

Mario Ezequiel Ledesma Arocena è nato a Buenos Aires, il 17 maggio 1973. Mario ha iniziato la sua avventura in Ovalia indossando la casacca rosso-blu del Curupaytí, club della capitale argentina, debuttando nel campionato provinciale de l’Unión de Rugby de Buenos Aires nel 1991, nel ruolo di terza linea centro. Successivamente il ragazzo è stato spostato tallonatore e da allora il suo gioco è migliorato notevolmente, tanto da essere incluso nella nazionale Under 19 e in quella studentesca. Finché, nel 1996, è stato notato da José Imhoff e Alex Willye, rispettivamente allenatore e consulente della nazionale maggiore.

Il debutto di Mario con i Pumas è avvenuto il 18 settembre 1996 a Hamilton, nella sfida contro l’Uruguay valida per il Campionato Panamericano. Tre giorni più tardi il tallonatore era in campo anche contro il Canada a Markham.

A giugno dell’anno successivo Ledesma ha preso parte con la propri nazionale ad un tour in Nuova Zelanda, dove ha disputato due test match; il primo entrando dalla panchina per sostituire Carlos Promanzio, il secondo inserito nel XV di partenza. Il tour è sfociato in una vera e propria débâcle per la squadra albi-celeste. Nelle due gare con gli All Blacks, disputate entrambe a Wellington, i sudamericani hanno subito un totale di ventitré mete, segnandone solo due. Come se non bastasse, gli uomini di José Luis Imhoff sono stati sconfitti anche dai New Zealand Maori e da Taranaki

A fine ottobre, sempre del 1997, i Pumas sono approdati in Francia per disputare la Coppa Latina. La squadra di Imhoff ha prima battuto la Romania, quindi ha pareggiato con gli Azzurri a Lourdes, per terminare con un 27 a 32 subito per mano dei padroni di casa.
Il mese seguente l’Argentina ha ricevuto in visita l’Australia di John Eales. Dopo avere perso il primo test match al Ferrocail Oeste di Buenos Aires, nel secondo, sull’erba dello stesso stadio, ha ottenuto una storica vittoria per 18 a 16, grazie alle mete di Agustin Pichot e Rolando Martin.

Nella primavera del 1998 l’Argentina ha perso due test casalinghi con la Francia. Poi, il 21 settembre a Tokyo, nella sfida persa con il XV nipponico, Super Mario ha indossato la fascia da capitano e ha marcato la sua prima meta internazionale.

Il 1999 è stato essenzialmente l’anno della quarta edizione della Coppa del Mondo di Rugby, che si è disputata in Galles: la prima per Mario Ledesma, che è sceso in campo in tutte le partite svolte dai Pumas
I sudamericani, ora allenati da Alex Willye, sono arrivati terzi nel loro girone, alle spalle dei padroni di casa del Galles e a pari merito con Samoa, ma con una migliore differenza punti. La partita chiave è stata proprio quella disputata con gli oceanici a Llanaelli, dove gli albi-celeste sono usciti vincitori per 32 a 16.
Ai quarti di finale sono approdate le squadre prime classificate dei cinque gironi. Le restati tre dovevano uscire da uno spareggio tra le seconde e la migliore terza, che era l’Argentina. Sull’erba dello Stade Bollaert-Delelis, a Lens, i Pumas hanno affrontato la favorita Irlanda di Keith Wood. A sorpresa, Ledesma e compagni hanno vinto la sfida 28 a 24, con la meta di Diego Albanese e i punti al piede di Gonzalo Quesada. Per la prima volta nella storia della Coppa del Mondo l’Argentina si sarebbe giocata i quarti di finale.
Purtroppo per loro i sudamericani hanno incontrato la compagine più in forma del momento, la Francia, che sarebbe arrivata sino alla finale lasciando sulla strada un cadavere illustre come la Nuova Zelanda. A Dublino è finita 47 a 26 per i transalpini, che hanno varcato la linea proibita cinque volte, contro le due dei Pumas: una meta l’ha segnata Lisandro Arbizu e l’altra Agustin Pichot.

A causa di un infortunio Mario ha giocato solo una partita nel 2000, contro il Sudafrica, tra l’altro entrando dalla panchina. Il suo rientro tra i ranghi della nazionale è avvenuto in punta di piedi. Tre le sfide del 2001, sempre come sostituto, tra cui la vittoria sull’Italia a Buenos Aire e quella più prestigiosa al Millenium Stadium con il Galles.

Intanto, con il nuovo millennio Ledesma è diventato professionista firmando per i francesi del Racing Club di Narbonne, dove giocavano anche i suoi compagni di nazionale Ignacio Corleto e Gonzalo Quesada, oltre agli azzurri Cristian Stoica e Federico Pucciariello.

Durante la sua prima stagione in Francia la squadra nero-arancio ha raggiunto la finale di Challenge Cup.
Arrivati primo nel proprio girone, che comprendeva anche Viadana, il Narbonne ha superato il Perpignan ai quarti e l’Agen in semifinale, con Ledesma che ha oltrepassato la linea di meta di questi ultimi.
Il 20 maggio 2001, a Reading, è andata in scena la finale contro gli inglesi Harlequins. Quel giorno Super Mario ha dovuto vedersela con un altro leggendario numero 2, l’irlandese Keith Wood, alias Zio Fester. La partita ha visto un botta e risposta tra le due squadre. A cinque minuti dalla fine, con i ‘Quins avanti di sette punti, Ledesma è riuscito ad andare oltre e, grazie alla trasformazione di Quesada, le due squadre si sono ritrovate sul 26 pari. Sono serviti i tempi supplementari per decidere a chi assegnare il titolo. Alla fine sono stati i londinesi ha vincere la sfida 42 a 33, grazie soprattutto a Paul Burke, autore di nove piazzati.

Martin Scelzo, Mario Ledesman e Rodrigo Roncero

Martin Scelzo, Mario Ledesman e Rodrigo Roncero

Nel 2002 Ledesma è stato eletto capitano del Narbonne. Lo stesso anno, tra il 26 maggio e il 1 giugno, Mario ha disputato tre partite tra le fila dei Barbarians, con i quali ha affrontato Scozia, Galles e Inghilterra, vincendo le prime due sfide e uscendo sconfitto per mano degli inglesi. Per l’occasione Mario ha diviso il compito di tallonatore l’ovale con un altro grande numero 2 quale Raphaël Ibañez.

Il 2002 internazionale di Super Mario, invece, è cominciato ancora come riserva di Federico Mendez, un ragazzo che poteva giocare sia pilone che tallonatore. Poi, il 16 novembre, ha finalmente riconquistato la maglia numero 2 titolare nella sfida del Flaminio di Roma, dove i Pumas hanno asfaltato l’Italia 36 a 6, realizzando cinque mete. Ledesma, che da questo momento sarebbe rimasto praticamente il titolare inamovibile della propria nazionale, ha giocato in prima linea tra il pilone-baritono Omar Hasan Jalil e Roberto Grau.
Una settimana più tardi gli albi-celeste hanno perso 7 a 16 a Lansdown Road.

Nel giugno del 2003 i Pumas hanno vinto due test match con la Francia, disputati entrambi a Buenos Aires.
Poi, a ottobre, si è disputata la Coppa del Mondo in Australia.

L’Argentina, schierata in un girone di ferro che comprendeva i Wallabies e l’Irlanda, si è vista costretta a giocare quattro partite in una quindicina di giorni e non è riuscita a passare il turno. Mario ha disputato tre delle quattro sfide, mancando solo quella con il XV del Trifoglio.

Dopo il mondiale, Ledesma ha lasciato il Narbonne e si è trasferito al Castres Olympique.

Causa infortuni, Mario ha preso parte solo a quattro incontri internazionali nell’arco della stagione 2004, tra i quali spicca la bella vittoria per 24 a 14 al Vélodrome di Marsiglia sulla Francia, che in primavera aveva conquistato il Grande Slam.

L’Argentina di quel periodo era una squadra in costante crescita, grazie anche al fatto che i giocatori chiave erano finalmente entrati nell’era del professionismo e avevano attraversato l’Atlantico per disputare i campionati europei. L’ingiustizia causata dalla loro esclusione dalle competizioni di alto livello e la mancanza di riconoscimento internazionale spronavano i Pumas a rivendicare più scalpi di alto profilo.

Il 2005 del tallonatore è iniziato con la vittoria sull’Italia a Salta, Una settimana più tardi a Cordoba, però, sono stati gli azzurri a centrare il colpo grosso. Quel giorno gli uomini di Pierre Berbizier, che iniziava proprio allora la sua avventura sulla panchina italiana, si sono imposti 30 a 29 grazie alle mete di Gonzalo Canale, Sergio Parisse e Ramiro Pez, tre atleti nati in Argentina, due proprio a Cordoba.
In inverno, dopo avere perso a Buenos Aires con gli Springboks, i Pumas hanno ricambiato la visita all’Italia e hanno vinto 32 a 29 sull’erba del Ferraris di Genova. È stato un tour eccellente per i sudamericani: oltre che nel Bel Paese, infatti, hanno trionfato anche con la Scozia a Murrayfield.

Quell’anno Ledesma si è accasato al Clermot-Auvergne, squadra con la quale, nella stagione 2006-07 ha conquistato la Challenge Cup, battendo nella finale di Twickenham il Bath per 22 a 16, realizzando tre mete contro una sola degli avversari.

Nell’estate del 2006 gli uomini di Loffreda hanno sconfitto il Galles in due test match casalinghi. Poi, l’11 novembre, sono usciti vincitori per la prima, e finora unica volta, da Twickenham. Nel tempio del rugby inglese i Pumas hanno vinto 25 a 18. L’eroe del giorno è stato il mediano d’apertura Federico Todeschini, autore di una gara strepitosa condita da ventidue punti.
Una settimana più tardi l’Argentina ha sconfitto l’Italia a Roma per 23 a 16, per poi concedere un solo punto, 26 a 27, ai Blues a Parigi.
Il 2006 ha fatto registrare anche due mete da parte di Mario, una doppietta ai danni del Cile il 1 luglio, nell’ambito del Campionato Panamericano.

A quel punto gli argentini erano nelle condizioni per entrare fiduciosi nella Coppa del Mondo del 2007.

I Pumas hanno aperto il mondiale il 7 settembre allo Stade de France. Di fronte c’era la Francia, squadra che ha ospitato il torneo e considerata tra le favorite per la vittoria finale. I sudamericani, dicevano gli esperti, avrebbero dovuto giocarsi il passaggio del turno con l’Irlanda. Invece, tra la sorpresa generale, gli uomini messi in campo da Marcelo Loffreda hanno dominato fisicamente gli avversari, riuscendo a vincere 17 a 12, con una meta di Ignacio Corleto e dodici punti al piede realizzati da Felipe Contepomi. Il capitano Agustin Pichot ha tormentato il suo opposto, motivando continuamente la squadra, mentre l’apertura Juan Martin Hernandez ha terrorizzato le linee arretrate francesi con i suoi calci tattici. La bajadita guidata da Ledesma, poi, ha dominato per tutti gli 80 minuti il pack opposto.
L’Argentina ha proseguito la sua marcia travolgendo la Georgia e la Namibia, totalizzando novantasei punti in due gare e subendone solo sei. Infine, ha affrontato il XV del Trifoglio. Già sconfitti a maggio a Santa Fè, dove Mario era assente, Brian O’Driscoll e compagni sono caduti ancora sotto i colpi dei sudamericani, perdendo la sfida 15 a 30.
Nei quarti di finale gli Albi-celeste hanno trovato ad attenderli la Scozia, che aveva eliminato l’Italia nella pioggia di Saint-Étienne. Sull’erba di Parigi, però, Chris Paterson ha perso la sfida balistica con Felipe Contepomi: solo una trasformazione e un penalty per lo scozzese, contro i tre piazzati e la trasformazione della meta di Gonzalo Longo del rivale. È finita 19 a 13, con i Pumas che hanno assaggiato per la prima volta nella loro storia il sapore della semifinale.
A quel punto, gli avversari da affrontare si chiamavano Springboks, gli unici, oltre agli argentini, ad essere ancora imbattuti. La gara è terminata con un secco 37 a 13 per gli africani. Tutti i punti dei Pumas sono stati segnati dalla famiglia Contepomi: una meta di Manuel, la trasformazione della stessa e due piazzati per Felipe.
Il risultato raggiunto, pur prestigioso, non bastava ancora ad squadra argentina consapevole di poter ottenere di più. Nella finale di consolazione la squadra di Loffreda ha ritrovato la Francia. Ai padroni di casa, sconfitti in semifinale dall’Inghilterra, non restava che vendicare l’umiliazione patita nella gara d’esordio per raddrizzare un mondiale deludente. Purtroppo per loro hanno incontrato sulla loro strada un Felipe Contepomi che dire ispirato è poco. Il trequarti centro ha realizzato la sua prima doppietta con la maglia della nazionale e sul conto ci ha messo anche una trasformazione, un calcio di punizione e un placcaggio all’orco Sébastien Chabal, che vale quanto una meta. Il resto lo hanno fatto le marcature di Omar Hasan Jalil, Martín Aramburú e Ignacio Corleto, per un 34 a 10 che ha regalato ai Pumas la medaglia di bronzo e l’ingresso nella storia.

Ancora una volta Mario Ledesma è sceso in campo in tutti gli incontri cui ha preso parte la sua squadra, tranne la sfida con la Namibia, dov’è rimasto a riposo in vista di sfide più impegnative.

La Francia ha ottenuto la sua personale vendetta l’8 novembre del 2008, quando ha sconfitto l’Argentina a Marsiglia per 12 a 6, nell’ambito dei test down-under. Gli uomini del nuovo allenatore Santiago Phelan si sono rifatti la settimana successiva vincendo 22 a 14 a Roma con l’Italia di Nick Mallett. Il tour degli argentini, piuttosto deludente dopo l’exploit dell’anno precedente, si è chiuso con un 3 a 17 patito al Lansdown Road.

Ledesma è sceso in campo solo tre volte per la propria nazionale nel 2009: un test match casalingo con l’Inghilterra a giugno, sfociato in una risicata vittoria per 24 a 22, e due sconfitte nei test autunnali con lo stesso XV della Rosa e con il Galles.

Mario è tornato ad essere Super nella stagione successiva. Innanzitutto, il tallonatore è stato un componente chiave del Clermont che ha vinto il titolo di Top 14 nel 2010.

La squadra di Vern Cotter ha terminato al terzo posto il campionato, alle spalle del Perpignan di Jaques Brunel e del Tolone. Poi, dopo avere sconfitto il Racing Metrò ai quarti, i giallo-blu hanno affrontato e vinto proprio con le prime due della classe. Il Tolone è stato annientato 35 a 29 in semifinale, mentre il Perpignan ha assaggiato la sconfitta in finale, il 29 maggio allo Stade de France.
Dopo tre finali consecutive perse, con lo Stade Français, il Tolosa e lo stesso Perpignan l’anno precedente, questa volta la sorte ha arriso al Clermont. La sfida è terminata 19 a 6, grazie ad un ottimo Morgan Parra e a Napolioni Nalaga, autore dell’unica meta dell’incontro. Ledesma ha disputato la finale in una prima fila composta, oltre che da lui, dal compagno di nazionale Martin Scelzo e dal pilone francese Thomas Domingo.

A livello internazionale Super Mario ha disputato tutti i test match con i Pumas, sia quelli estivi, dove spicca il trionfo sulla Francia, asfaltata 41 a 13, sia in autunno, con l’Argentina che è riuscita a vincere solo con la solita Italia a Verona. 22 a 16 il risultato, grazie ad un grande Felipe Contepomi, autore di 17 punti.

Nel 2011 Mario Ledesma ha ricevuto la lieta notizia che avrebbe partecipato alla sua quarta Coppa del Mondo, questa volta in Nuova Zelanda.

L’Argentina, schierata nel gruppo B, ha perso la prima gara con l’Inghilterra, per poi trionfare nelle rimanenti contro Romania, Georgia e, soprattutto, quella decisiva sulla Scozia, vinta con un solo punto di scarto, 13 a 12, che gli ha permesso di approdare ai quarti di finale.
Purtroppo, ad aspettare gli uomini di Phelan c’erano gli All Blacks, i quali non prevedano ostacoli sulla loro strada verso la gloria. Il 9 ottobre è finita 34 a 12 e gli argentini hanno fatto le valige.

La partita con la Nuova Zelanda è stata il canto del cigno di Super Mario Ledesma, il quale ha annunciato il suo ritiro dal gioco internazionale alla fine della stagione. Quando mancavano 10 minuti al termine della partita il trentottenne tallonatore è uscito dal campo salutato da un’ovazione, sostituito dal giovane Agustin Creevy. Il Daily Telegraph ha eletto Mario miglior numero 2 del torneo.

Mario ha continuato a giocare a livello di club sempre tra le fila del Clermont sino al 2011, anno del suo definitivo abbandono.

Come spesso accade in questi casi, il campione argentino si è convertito al ruolo di coaching. Prima lo Stade Français per una stagione, quindi il Montpellier per due hanno affidato alle sue cure gli uomini delle loro mischie.

Il 16 novembre 2014, dopo che il Montpellier era scivolato all’ottavo posto nel Top 14 e non aveva conseguito alcuna vittoria in Heineken Cup, Ledesma si è assunto le proprie responsabilità e si è dimesso. A quel punto l’ex tallonatore dei Pumas ha lasciato la Francia e si è trasferito in Australia dove, nel 2015, è diventato allenatore degli avanti dei Warathas e poi ha assunto lo stesso ruolo nei Wallabies; medico chiamato a curare una mischia ammalata in vista della Coppa del Mondo.

 

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