Ma’a Nonu: lo scardinatore di difese

(di Roberto Vanazzi)

Probabilmente Nonu è il miglior linebreaker di questo gioco in questo paese.” (Graham Henry)

Linebreaker, colui che scardina le difese, ovvero quel giocatore che con potenza o agilità, o entrambe, passa attraverso la diga eretta a protezione dell’area di meta e va oltre la linea di vantaggio. Questo atleta in qualsiasi momento, quando nessuno se lo aspetta, prende la palla, salta gli avversari e la deposita in meta. Gli All Blacks sono sempre stati maestri in questo fondamentale (ma in cosa non lo sono?) e il più maestro tra i maestri è sicuramente Ma’a Nonu.

Ma’a Nonu, soprannominato Rock, è conosciuto per i suoi dreadlocks e per il fatto di sottolineare la durezza dello sguardo con l’eyeliner. Il ragazzo è altrettanto noto per l’esplosività e la potente in fase d’attacco, per le linee di corsa e per la capacità di rompere regolarmente la linea difensiva, oppure di aggirarla, tutte doti che gli hanno permesso di creare spazi per i compagni e segnare mete di notevole caratura.

Due titoli di campione del mondo, altrettanti slam conquistati in tour nel Regno Unito, 103 caps e 31 mete fanno di Nonu uno dei più grandi atleti ad avere vestito la maglia degli All Blacks.

Ma'a Nonu

Ma’a Nonu

Ma’a Allan Nonu è nato il 21 maggio 1982 a Wellington. Di origini samoane, Ma’a ha studiato presso la Strathmore Park Primary School in Wellington, quindi, nella stessa città, al Rongotai College, dove ha fatto parte del XV della scuola.

In quel periodo Nonu era schierato tra le fila del Rongotai, ha giocato per le Wellington Secondary School nella stagione 1999-2000, e il Wellington Under 19 nel 2001. Tanto per non farsi mancare nulla,il ragazzo si cimentava pure nella rugby League.

Nel 2002 Nonu ha fatto il suo debutto a livello provinciale con il Wellington. Un anno più tardi, invece, ha iniziato l’avventura nel Super Rugby con gli Hurricanes, la franchigia della capitale neozelandese, e si è anche messo in mostra con i Junior All Blacks.

Il 14 giugno 2003, proprio a Wellington, Ma’a ha disputato contro l’Inghilterra la sua prima partita con la maglia degli All Blacks, una gara dove i padroni di casa sono usciti battuti 13 a 15, nella quale hanno esordito in nero anche Joe Rokocoko e Mils Muliaina. Era un momento in cui la nazionale della Nuova Zelanda era benedetta dalla presenza di alcuni dei migliori tre quarti del mondo. Tana Umaga, simile a Nonu in quanto a forza, skillset e acconciatura, Aaron Mauger e Dan Carter sono stati preferiti al centro degli Hurricanes per disputare il Tri Nations, prima che il ragazzo trovasse spazio nella quadra che ha partecipato alla Coppa del Mondo in Australia.

Al mondiale Ma’a ha giocato tre partite della prima fase: contro il Canada, dove ha realizzato la sua prima meta internazionale, l’Italia e Tonga. In quest’ultima è entrato dalla panchina per sostituire Mils Muliaina nel ruolo di estremo. Il ragazzo ha impressionato in fase d’attacco grazie alla facilità con cui riusciva a bucare le difese, e la sua grande statura è risultata essere intimidatoria per gli avversari. Purtroppo, alcuni timori per le sue debolezze difensive hanno fatto sì che il coach John Mitchell lo trascurasse per il resto del torneo.

Nella stagione successiva, durante il Super 12, Nonu ha subìto un calo di forma che ha portato alla sua esclusione dalla rosa per il Tri Nations 2004. Il trequarti ha fatto comunque parte della nazionale Seven e ha migliorato le proprie prestazioni durante le sfide di NPC con Wellington, fatto questo che gli ha assicurato tre apparizioni durante l’imbattuto tour degli All Blacks in Italia, Galles e Francia. Tutte le volte il ragazzo è entrato dalla panchina; due come ala, tra cui la sfida di Roma con gli Azzurri. Allo Stade de France, Rock ha marcato la sua seconda meta con la felce sul petto, mentre un’altra l’ha realizzata nella sfida contro i Barbarians.

Nel 2005 Nonu ha disputato buona parte del Super 12 schierato all’ala, con Conrad Smith preferito come partner di Umaga al centro. Una delle migliori performance di Rock in quella stagione lo ha visto realizzare una tripletta ai futuri campioni dei Brumbies: un record per quanto riguarda gli Hurricanes. Il trequarti ha segnato un’altra hat trick con la maglia del Wellington nella partita di NPC contro Northland.
Quell’anno Nonu ha giocato tutte le partite degli Hurricanes e di Wellington, marcando sette mete per entrambe le squadre.

Il 2 giugno 2005 il ragazzo ha disputato la seconda sfida contro i British & Irish Lions di Clive Woodward, a Wellington, entrando dalla panchina per sostituire Sitiveni Sivivatu sulla fascia.

Lo stesso anno, ancora una volta, Ma’a ha mancato la selezione per il Tri Nations, ma in assenza di Tana Umaga è stato promosso capitano di Wellington in NPC. Il trequarti è entrato in piena forma durante il torneo, dimostrandosi uno dei corridori più pericolosi della Nuova Zelanda e costringendo così il nuovo allenatore degli All Blacks Graham Henry a rivedere i suoi piani per inserirlo in rosa. Ma’a ha fatto tre apparizioni durante il famoso tour nel Regno nel novembre 2005, sfociato in un Grande Slam, giocando come sostituto con il Galles e la Scozia e guadagnandosi la maglia da titolare nella terza prova contro l’Irlanda. In questo test Nonu è stato citato per un presunto contrasto pericoloso ai danni di Brian O’Driscoll, ma è stato successivamente scagionato.

Nel 2006 Nonu ha mancato nuovamente il Tri Nations a causa di un intervento chirurgico al pollice dopo un infortunio patito con Wellington, consentendo così a Mils Muliaina di cimentarsi nel ruolo di trequarti centro. Il ragazzo di Wellington è tornato in campo per disputare il campionato provinciale ed è stato nuovamente incluso per il tour europeo degli All Blacks, dove la squadra è uscita imbattuta dagli scontri con Inghilterra, Galles e due volte con la Francia. Nel secondo incontro con Les Blues, il 18 novembre a Parigi, Nonu ha varcato ancora la linea di meta.

A dicembre, sempre del 2006, Rock ha avuto un attimo d’incertezza e ha espresso il desiderio di passare alla Rugby League. L’idea gli è venuta nel momento in cui Graham Henry ha deciso di non includerlo nella lista dei partenti per la Coppa del Mondo del 2007 in Francia, preferendogli nel ruolo di trequarti centro Aaron Mauger, Luke McAlister, Conrad Smith e Isaia Toeava. Per fortuna, alla fine, il ragazzo di Wellington non ha cambiato codice.

Nonu ha disputato solo due partite internazionali nel 2007, entrambe contro i francesi, a Auckland e a Wellington, e entrambe le volte entrando a gara iniziata.
A causa della sua assenza dal Tri Nations, il trequarti è stato in grado di giocare ogni partita con i Wellington Lions nella Air New Zealand Cup.

Il 1 dicembre, sempre del 2007, Nonu ha disputato la sua prima sfida con la maglia dei Barbarians, Gli avversari erano gli Springboks e, per la cronaca, i bianco-neri hanno vinto 22 a 5.

Ma’a è tornato ad indossare la casacca nera nel 2008, diventando finalmente il centro titolare della squadra.
A giugno il ragazzo ha giocato una sfida casalinga con l’ Irlanda e due con l’Inghilterra, realizzando una meta ad entrambe. Poi, in agosto, ha dato un grosso contributo agli All Blacks per vincere il Tri Nations. Nella sfida del 2 agosto con i Wallabies a Auckland Rock ha realizzato una doppietta.
In autunno Nonu è partito con la nazionale per il tour europeo, dove è stato schierato nel XV titolare in tutti i quattro i test match, che hanno fruttato agli All Blacks un altro Grande Slam. Il ragazzo ha realizzato mete a Irlanda, Galles e Inghilterra ed è stato giudicato tra i migliori giocatori del tour.

Henry ha mantenuto in squadra Nonu anche nel 2009, con il ragazzo che ha marcato altre due volte all’Australia nel corso di un Tri Nations finito nella bacheca degli Springboks.

Un infortunio alla fine della stagione 2010 di Super 14 ha fatto saltare gli scontri internazionali dell’anno di Ma’a. Sono bastati, però, solo 70 minuti di rugby con il suo club per fargli riguadagnare il posto al centro della backline in nero per la gara di apertura del Tri Nations, a Auckland contro Sudafrica, dove ha segnato pure una meta.
Un’altra marcatura il ragazzo l’ha realizzata una settimana più tardi sempre agli Springboks, contribuendo in questo modo al ritorno al successo degli All Blacks nel torneo.

Nonu ha varcato la linea proibita anche il 30 ottobre a Hong Kong, nella sfida con i Wallabies valida per la Bledisloe Cup. Poi, il 4 dicembre, ha giocato la sua seconda sfida tra i Baa-baas, anche questa volta contro il XV sudafricano. I Barbarians, tra le cui fila giocavano anche i nostri Totò Perugini e Quintin Geldenhuys, hanno vinto 26 a 20.

La stagione 2011 di Rock è cominciata con un cartellino rosso che gli è stato appioppato nella sfida inaugurale del Super Rugby contro gli Highlanders, che gli è valsa l’esclusione dal gioco per una settimana. Più avanti nella stagione è stato confermato che il suo servizio non era più richiesto dai ‘Canes, così il trequarti centro è stato messo alla porta insieme al veterano tallonatore Andrew Hore.
Il 1 luglio del 2011 Nonu ha annunciato di aver firmato un contratto di due anni con i Blues di Auckland.

Ma’a ha mostrato una forma notevole con la maglia degli All Blacks durante il Tri Nations, con due mete segnate all’Australia, e ciò gli ha consentito di essere meritatamente incluso nella lista dei 30 uomini che avrebbero preso parte alla Coppa del Mondo casalinga.

Il ragazzo ha realizzato una meta strepitosa in apertura del torneo, il 9 settembre contro Tonga, dopo una corsa di pura potenza. Il trequarti ha schiacciato l’ovale oltre la linea anche nella successiva sfida con il Giappone, dove è stato eletto Man Of The Match, ha disputato la partita con la Francia, vinta dalla la Nuova Zelanda 37 a 17, è rimasto a riposo con il Canada, per poi riapparire nei quarti di finale contro l’Argentina all’Eden Park di Auckland. Gli All Blacks hanno trionfato sui Pumas con un netto 33 a 10 e si sono ritrovati in semifinale contro gli eterni rivali dell’Australia.
L’unica meta della sfida tra i “cugini” di Oceania è stata realizzata al 6° minuto di gioco da Ma’a Nonu. Il resto dei venti punti con cui gli All Blacks hanno avuto la meglio sui Wallabies sono frutto di quattro piazzati di Piri Weepu e di un drop di Aaron Cruden, contro un penalty di James O’Connor e un calcio di rimbalzo di Quade Cooper per gli avversari.

Il 23 ottobre 2011 ad Auckland è andata in scena la finale della settima edizione della Coppa del Mondo di rugby. Di fronte ai padroni di casa c’era la Francia, capace di sbarazzarsi del Galles in semifinale grazie ad un cartellino rosso comminato al capitano dei Dragoni Sam Wartbuton dopo soli 18 minuto dall’inizio.
A differenza della sfida che si era disputata nella prima fase, questa è stata brutta e tignosa, con gli All Blacks che non hanno giocato da All Blacks ma da squadra disperata che non poteva permettersi di perdere. Una sola meta nel primo tempo, del pilone Tony Woodcock, ha mandato gli atleti negli spogliatoi sul risultato di 5 a 0. Sei minuti dopo il rientro in campo è stato Stephen Donald (la quarta apertura schierata da Henry dopo gli infortuni di Dan Carter, Colin Slade e Aaron Cruden) a centrare l’acca per l’8 a 0. Un minuto più tardi è arrivata la meta di Thierry Dusautoir trasformata da Francois Trinh-Duc a sistemare il punteggio sull’8 a 7 e a dare speranza ai Blues. Lo score, però, non è più cambiato. Gli uomini di Graham Henry, dopo la finale vinta 14 anni prima nello stesso stadio e con lo stesso avversario, sono stati proclamati campioni del mondo.
Di quella sfida Nonu ha disputato 36 minuti, poi è uscito per dare spazio a Sonny Bill Williams.

Terminata la Rugby World Cup Nonu si è unito ai giapponesi Ricoh Black Rams per un breve periodo sabbatico. In 12 partite con i Rams, il centro ha segnato sei mete e ha ricevuto un cartellino giallo.

Nella terza giornata della stagione di Super Rugby del 2012 Nonu fatto il suo debutto con i Blues. È stata una stagione sotto tono per il ragazzo di Wellington in termini di forma. Le sue performance dopo il ritorno dal Giappone sono state di scarso entusiasmo e successivamente hanno portato alla sua esclusione dalla serie di test con la Francia. Il posto di Nonu è stato riempito da uno straripante Sonny Bill Williams, la cui forma e consistenza hanno escluso Ma’a dai test match primaverili.

A causa di un infortunio patito dall’ex compagno degli Hurricanes Conrad Smith, però, Nonu è stato restituito agli All Blacks in tempo per l’inaugurale Rugby Championship del 2012 (il Tri Nations con l’aggiunta dell’Argentina) anche se con la maglia numero 13, mentre Sonny Bill indossava la numero 12, formando quello che era considerato il più distruttivo accoppiamento centrale del rugby mondiale. Nell’arco del torneo, vinto dagli uomini del nuovo allenatore Steve Hansen a punteggio pieno, Rock ha marcato una meta all’Argentina a La Plata ed una agli Springboks a Johannesburg.

Nonu ha ritrovato la sua t-shirt nera numero 12 a seguito della partenza di Sonny Bill Williams per il Giappone, dove ha giocato tra le fila dei Panasonic di Ōta. Il trequarti dei Blues ha disputato tutti i test match dell’autunno 2012 partendo titolare nel ruolo di primo centro, o second five-eighth come si dice dalle sue parti, salvo contro la Scozia dove è rimasto in panchina. Il ragazzo ha giocato a Roma con l’Italia il 17 novembre, marcando la sua meta numero 25, a Cardiff la settimana successiva e, infine, a Twickenham, dove ha subito l’ultima sconfitta in carriera con la divisa degli All Blacks.

Dopo una stagione ad Auckland, Nonu si è trasferito a Dunedin per giocare con gli Highlanders, anche se i Blues non erano felici di vederlo partire. Ma’a ha firmato un contratto di un anno con la sua nuova squadra per la stagione di Super Rugby 2013, stagione che non è iniziata bene: in 12 giornate gli Highlanders hanno vinto solo una delle dieci gare.

A livello internazionale il 2013 ha visto Nonu disputare praticamente tutte le sfide cui gli All Blacks hanno preso parte (ha saltato solo la partita del 2 novembre con il Giappone a Tokyo) sfide che hanno fatto registrare un tasso di vittorie del 100%.

La prima ha patire lo strapotere della squadra di Hansen è stata a giugno la Francia, che ha subito tre pesanti sconfitte, tra cui un 30 a 0 a Christchurch.
In seguito la Nuova Zelanda ha conquistato ancora il titolo del Rugby Championship a punteggio pieno. La partita contro l’Argentina del 28 settembre 2013 è stata quella in cui Nonu e Conrad Smith hanno raggiunto quota cinquanta caps assieme; un record per la nazionale in nero.
A novembre i ragazzi capitananti da Richie McCaw hanno fatto il pieno anche in Europa, dove hanno sconfitto nell’ordine Francia, Inghilterra e Irlanda.

Nel 2014, con i Blues e i Chiefs interessati ad averlo in squadra, Nonu ha scelto di tornare tra i primi, visto anche  l’imminente ritorno di Sonny Bill Williams a Waikato. L’allenatore dei Blues, Sir John Kirwan, nonostante si fosse dichiarato deluso dal fatto che il trequarti aveva voltato le spalle alla franchigia di Auckland un anno prima, ha chiaramente fatto capire di avere un buco da riempire al centro della backline e che poteva ottenere il meglio dal senior All Black.

Ma’a, però, già a novembre ha firmato un contratto per trascorrere un’ultima stagione con i suoi Hurricanes, prima di partire per Tolone alla fine della Coppa del Mondo 2015.

Sul fronte internazionale il dominio nero è proseguito anche nel 2014. In primavera è stata sconfitta tre volte l’Inghilterra in casa, con Nonu che è andato oltre la linea di meta nel secondo test di Dunedin, vinto dagli All Blacks 28 a 27.

Il Rugby Championship si è aperto con il pareggio per 12 a 12 con i Wallabies a Sydney, che ha interrotto la lunga sequenza di vittorie consecutive. Il resto del torneo ha visto gli All Blacks vincere ogni sfida sino al 4 ottobre, quando proprio all’ultima giornata sono stati battuti dal Sudafrica a Johannesburg; un 27 a 25 maturato grazie al piazzato di Pat Lambie all’ultimo minuto di gioco. Era dal 17 novembre 2012, nella partita con l’Inghilterra a Twickenham, che la nazionale neozelandese non perdeva. Nonostante questo, gli uomini di Steve Hansen hanno mantenuto nella loro bacheca il titolo per il terzo anno consecutivo.
Di quel Championship Nonu ha disputato soltanto tre partite, poi, a causa della frattura dell’avambraccio, è stato costretto a saltare il resto del torneo, compresa la sconfitta con il Sudafrica, e anche i test match autunnali.

Nella stagione di Super Rugby del 2015 Nonu è tornato agli Hurricanes, squadra che aveva lasciato nel 2011. Pare che la partenza dell’ex allenatore dei ‘Canes, Mark Hammett, approdato sulla panchina dei Cardiff Blues, abbia aperto la strada per il ritorno del Figliol Prodigo. Nonu si è sistemato al centro in coppia con il suo socio All Black Conrad Smith.

Il ragazzo è tornato tra le fila della nazionale il 17 luglio 2015 nella sfida di Championship con l’Argentina, dove si è messo in mostra marcando una meta. Nonu ha giocato anche una settimana più tardi a Johannesburg con il Sudafrica e poi il giorno di ferragosto con l’Australia ad Auckland, dove ha realizzato una doppietta.

A quel punto, con il titolo di un torneo ridotto finito tra le mani dei Wallabies, Ma’a è partito per l’Inghilterra dove ha disputato la Coppa del Mondo.

Il trentatreenne Nonu è sceso sul terreno di gioco in sei delle sette partite disputate dagli All Blacks: cinque da titolare e una, con la Namibia, alzandosi dalla panchina. Il trequarti di Wellington ha mancato soltanto la sfida con la Georgia nella prima fase, in quanto, il lunedì precedente la sfida, ha subìto un colpo alla spalla mentre stava affrontando un compagno di squadra in allenamento. Così Steve Hansen, dopo essersi consultato con il personale medico dei neri, ha deciso di non rischiarlo.
Il suo contributo alla vittoria finale degli uomini capitanati da Richie McCaw è stato enorme, non tanto per le due mete realizzate, una a Tonga, nel giorno del suo centesimo cap, e l’altra in finale con l’Australia, ma per il suo spingersi tra le linee nemiche, bucare le difese, portare avanti palloni e creare spazi, senza tenere conto del lavoro difensivo grazie a micidiali placcaggi.

Il 31 ottobre 2015, sull’erba di Twickenham, gli All Blacks hanno sconfitto l’Australia 34 a 17 e si sono laureati per la seconda volta consecutiva campioni del mondo. Nonu quel giorno ha compiuto la sua ultima apparizione per la propria nazionale e la sua meta al secondo minuto della ripresa è stata il regalo d’addio più gradito. Una meta delle sue, una corsa di oltre 50 metri in diagonale, fatta di finte elettriche e brusche sterzate, dopo essere apparso dal nulla alle spalle di un nugolo di avversari e compagni. Veloce, potente, imprendibile.

Finito il mondiale, com’era stato annunciato Il 20 dicembre del 2014, Nonu ha lasciato la Nuova Zelanda e si è accasato alla squadra di Top 14 del Toulon, con un contratto di due anni. In patria il trequarti ha disputato 160 partite di Super Rugby, tra Hurricanes, Blues e Highlanders, e realizzato 265 punti.

Il due volte campione del mondo esordirà nel campionato francese il 5 dicembre 2015 nella sfida casalinga contro l’Agen.

 

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