Lucien Mias: Docteur Pack

(di Roberto Vanazzi)

L’arbitro è come il vento o la pioggia, fa parte del gioco.” (Lucien Mias)

Maestro di scuola diventato un eminente medico specializzato in geriatria, per questo motivo soprannominato Docteur Pack, il seconda linea Lucien Mias ha ottenuto ventinove caps per la Francia, dal 1951 al 1959, vestendo il ruolo di capitano nelle ultime due stagioni. Giocatore carismatico, con spiccate doti di leadership e il volto sfigurato dal rugby, questo seconda linea è stato l’artefice del primo successo francese sugli All Blacks, nel 1954, e ha guidato i suoi ragazzi nella vittoriosa serie di test con gli Springboks in Sudafrica nel 1958 e anche nel primo Cinque Nazioni vinto in solitaria dalla Francia l’anno successivo.

Mias è stato anche l’istigatore di importanti innovazioni tecniche per la Francia, tutte atte a promuovere il gioco degli avanti, come, ad esempio, l’introduzione della touche lunga in movimento.

Lucien Mias

Lucien Mias è nato il 29 settembre 1930 a Saint-Germain-de-Calberte, nel dipartimento occitano di Lozère, dove, una volta terminati gli studi, ha lavorato come insegnante di scuola.

Il ragazzo ha iniziato a giocare a rugby con il Narbonne, per poi passare, nei primi anni ’50, tra le fila dello Sporting Club Mazamétain, squadra con sede a Mazamet, nel dipartimento di Tarn.

Il 13 gennaio 1951 Lucien ha esordito per la nazionale francese a Parigi, agli ordini del capitano Guy Basque, in un incontro con la Scozia valido per il Cinque Nazioni, nel quale il seconda linea ha realizzato la sua unica meta internazionale. I Galletti hanno vinto 14 a 12. La seconda giornata la Francia ha perso a Dublino per un solo punto, 8 a 9, per poi rifarsi nella sfida successiva conquistando il primo successo a Twickenham, un 11 a 3 maturato grazie ad una prestazione magistrale di Jean Prat. La vittoria casalinga dell’ultima giornata con il Galles ha fatto sì che quell’anno la Francia terminasse il torneo al secondo posto alle spalle dell’Irlanda.

I transalpini si sono comportati decisamente peggio nel 1952, quando hanno realizzato soltanto la vittoria sulla Scozia a Murrayfield. Il 17 maggio 1952, però, hanno conquistato la Coppa FIRA dopo avere battuto l’Italia capitanata da Silvano Tartaglini all’Arena Civica di Milano, con il punteggio di 17 a 8, marcando tre mete con i signori Guy Basquet, René Bienes e Lucien Roge. Per gli Azzurri è andato oltre la linea proibita il Numero 8 del Parma Mario Percudani.

Nel Cinque Nazioni del 1953, sotto la guida del nuovo skipper Jean Prat, la Francia ha perso nuovamente tre gare su quattro, vincendo solamente con la solita Scozia, squadra che ha chiuso il torneo nuovamente in whitewash.
Les Bleus si sono rifatti parzialmente della delusione battendo a Lione un XV italiano guidato dalla panchina dalla coppia Renzo Maffioli e Lucien Saby e in campo da Maci Battaglini.

La stagione successiva i Galletti sono tornati in auge e hanno trionfato in tre partite, perdendo solo per mano del Galles. La squadra, anche se a pari merito con l’Inghilterra e gli stessi gallesi, ha raggiunto per la prima volta nella sua storia il vertice del torneo.
Proprio in mezzo al Cinque Nazioni, il 27 febbraio 1954, c’è stata la sfida allo Stade Colombes di Parigi con gli All Blacks, capitanati dal grande Bob Stuart. La sfida è stata dominata da questi ultimi, i quali hanno ottenuto un maggiore possesso di palla e del territorio. Nonostante ciò, è stata la Francia ad andare in meta al 35° minuto, dopo che l’estremo neozelandese Keith Davis ha perso l’ovale a 40 metri dalla linea proibita francese. La palla è stato raccolta dal terza centro francese Robert Baulon, il quale l’ha passata a Paul Labadie. Il tallonatore del Bayonne l’ha trasmessa a sua volta al proprio capitano Jean Prat che ha schiacciato sull’erba oltre la linea bianca. Sono stati questi gli unici 3 punti della partita. Anche se la Nuova Zelanda ha inesorabilmente attaccato la linea francese, calciando e sbagliando diversi drop e penalty, la difesa francese ha tenuto bene e ha condotto in porto il 3 a 0, centrando in quel modo il primo successo sugli All Blacks della loro storia.

Quello stesso anno Mias ha ricevuto l‘oscar di Midi Olympique quale miglior giocatore francese. A questo punto, però, il ragazzo ha interrotto la sua carriera per iscriversi tardivamente a medicina presso la facoltà di Tolosa, dove avrebbe conseguito la laurea in geriatria.

Dopo una pausa durata tre anni, il 15 dicembre 1957 Lucien ha fatto il suo ritorno con la maglia della nazionale per affrontare la Romania di Alexandru Penciu a Bordeaux.

Il Cinque Nazioni del 1958 ha visto la nazionale transalpina perdere le prime due sfide con la Scozia a Murrayfield e con i futuri campioni dell’Inghilterra a Parigi.
Il torneo è stato a quel punto momentaneamente interrotto per dare modo all’Australia di disputare con la Francia l’ultima partita del suo disastroso tour. Alla fine i padroni di casa hanno vinto con l’altisonante punteggio di 19 a 0, con tre mete di Michel Crauste, del pilone Aldo Quaglio e di Henri Rancoule.
Alla ripresa del Cinque Nazioni, il seconda linea ha fatto parte della squadra che ha battuto il Galles al Cardiff Arms Park con il punteggio di 16 a 6. Questa è stata la seconda vittoria francese in Galles nella storia (prima c’era stata quella del 1948 al St.Helen di Swansea) e la prima dopo sei anni di incontri contro i Dragoni. La Francia ha vinto anche l’ultima partita casalinga con l’Irlanda, terminando il torneo in terza posizione.

Finito il Cinque Nazioni, il 18 maggio 1958 Docteur Pack e i suoi compagni dello Sporting Club Mazamétain sono arrivati a disputare la finale del Campionato Francese, dopo avere sconfitto il Paris Université Club in semifinale per 18 a 6. L’ultimo atto, andato in scena a Tolosa, ha visto il club di Mias perdere con il punteggio di 8 a 25 contro l’FC Lourdes di Jean Prat. Quest’ultimo, che durante la sfida ha realizzato tre mete, ha vinto il suo sesto e ultimo titolo. È stato soprattutto il confronto tra questi due grandi personaggi che ha acceso gli spiriti della sfida: «Tu non sei il Signor Rugby, sei il Signor Anti-rugby.” ha urlato Mias. Prat ha risposto: “E a te, se ti si toglie la bocca, non ti rimane niente!”

Il club di Mazamet si è rifatto poco dopo conquistando il Challenge Yves du Manoir, battendo in finale lo Stade Montois per 3 a 0.

Lucien Mias e Bernard Momméjat

Nel 1958 la Francia ha intrapreso uno storico tour in Sudafrica. Lucien Mias, che da quel momento sarebbe diventato un eroe, era l’unico giocatore ad aver subito la sconfitta di sei anni prima a Colombes contro gli stessi Springboks: un 3 a 25 con sei mete incassate a zero. La Francia era orfana di alcuni dei suoi campioni più prestigiosi, come Maurice Prat, assorbito dai festeggiamenti del centenario del Lourdes, André Boniface, Jacky Bouquet, Pierre Albaladejo, Henry Domec, Amedee Domenech, tutti infortunati, e Michel Crauste, rimasto al capezzale della moglie malata.

La prima partita del tour si è disputata il 12 luglio 1958 contro la nazionale della Rhodesia (oggi Zimbabwe), squadra capace, nel 1949, di battere gli All Blacks. Quel giorno, però, i francesi hanno avuto vita facile e si sono imposti per 18 a 0, ma hanno perso due uomini a causa di infortuni: il capitano Michel Celaya, che ha subito una distorsione al ginocchio, e Jacques Lapatey per alcune costole incrinate. A quel punto, il ruolo di capitano è stato affidato a Lucien Mias.

Lo stesso Mias ha subito un infortunio durante la seconda partita del tour contro una selezione mista del Northern Transvaal e del Western Transvaal, vinta da questi ultimi con il punteggio di 19 a 18, che gli ha fatto perdere le seguenti due sfide, ma che non gli ha impedito di essere in campo il 26 luglio a Città del Capo per il primo test match con gli Springboks.
L’incontro è stato piuttosto ruvido. Già alla prima mischia i francesi sono stati sanzionati con una punizione che Johan Steenekamp ha calciato fuori. Anche la seconda mischia ha portato ai Blues un’altra punizione, pure questa non realizzata.
Per la prima mezz’ora i francesi si sono limitati ad erigere una diga per contenere gli avanti avversari, poi, ad un certo punto, l’ala Jean Dupuy ha trovato un varco e ha percorso quasi quaranta metri prima di essere placcato a dieci metri dalla linea bianca. Poco dopo Bernard Momméjat ha fallito un drop. Dieci minuti ancora e, a seguito di una ripartenza da una mischia sulla linea dei ventidue metri sudafricani, i francesi hanno consegnato l’ovale a Pierre Danos, che si trovava quasi sulla linea di touche, e questi ha centrato l’acca con un calcio di rimbalzo.
Grazie ad una difesa ferrea, i Galletti sono riusciti a contenere gli avversari, la cui apertura, Ian Kirkpatrick, non riusciva a fare altro che calciare in fallo laterale per guadagnare terreno. Il primo tempo si è chiuso con gli ospiti in vantaggio 3 a 0.
Nella ripresa l’andamento della sfida non è cambiato. La Francia è andata in meta con Pierre Danos, ma l’arbitro ha annullato a causa di un passaggio in avanti. A quel punto i padroni di casa hanno provato a dare una scossa. Dopo avere fallito una meta facile in un due contro uno, con Wilf Rosenberg che ha sbagliato il passaggio alla propria ala, Butch Lochner ha eluso un placcaggio e ha schiacciato l’ovale in meta. L’errore di Johann Steenekamp sulla trasformazione ha lasciato il punteggio sul 3 a 3.
Nell’ultimo quarto d’ora i francesi hanno sofferto parecchio, ma sono riusciti a conquistare cinque palloni in mischia sull’introduzione avversaria. Nell’ultimo attacco, l’apertura Roger Martine ha preferito tentare il drop, uscito di lato, anziché trasmettere l’ovale a Henri Rancoule, che si trovava libero sulla fascia. Il pareggio, comunque, era un ottimo risultato.

Quattro giorni più tardi i francesi hanno subito un pesante passivo, 8 a 38, da una selezione mista di tre province: Western Province, Boland e South Western Districts, dove erano impiegati dieci Springboks. A loro discolpa, c’è da dire che gli europei avevano tenuto molti giocatori a riposo e avevano schierato il tallonatore Robert Vigier nel ruolo di mediano di mischia.

La successiva gara è stata giocata il 2 agosto a Port Elisabeth conto i Junior Springboks, ovvero la seconda nazionale sudafricana. Il match è stato probabilmente il più duro dell’intero tour, con l’arbitro sudafricano a favorire senza ritegno i propri connazionali, annullando addirittura tre mete francesi. I padroni di casa placcavano in ritardo e senza palla e numerosi erano i colpi proibiti, tra cui uno durissimo subito da Mias. A quel punto, in un anticipazione di quello che sarebbe accaduto nel 1974 con il Code 99 di Willie John McBride, gli ospiti hanno iniziato a farsi giustizia da se e due sudafricani sono usciti dal campo sulla barella. Il culmine è stato toccato quando i francesi hanno lanciato una touche sulla linea dei ventidue metri avversaria. L’ovale, conquistato da Jean Carrère, è stata giocata orizzontalmente per tutto il campo finché è arrivato tra le mani di Jean Dupuy, il quale lo ha schiacciato in meta. Mentre Lacaze stava per tentare la trasformazione, ecco entrare in campo un poliziotto a segnalare all’arbitro che il guardalinee aveva da dirgli qualcosa. Quest’ultimo ha dichiarato che la touche era da assegnare ai sudafricani, così l’arbitro ha annullato la marcatura. L’incontro, se possibile, è proseguito in maniera ancora più dura, con i padroni di casa che hanno realizzato due delle molte punizioni loro concesse, vincendo alla fine 9 a 5.
Mias, per protesta, voleva tornare in patria, mentre il manager francese Saulnier ha minacciato di volere interrompere il tour. Per scongiurare questo, è seguito un incontro con il presidente della federazione sudafricana Danie Craven.

Mias ha disputato i successivi due incontri, con Border, Eastern Province & North East District e con S.A. Universities, entrambi vinti dai francesi. Quindi, il 16 agosto, è sceso sull’erba dell’Ellis Park per il secondo test match con gli Springboks.
La Francia aveva ormai ridotto ai minimi termini i propri atleti. Solo diciotto erano disponibili e non tutti in piena forma. Alla viglia del match, anche Robert Vigier è stato costretto a dare forfait a causa di un malore. Solo più tardi si scoprirà che il tallonatore ha avuto un infarto. Dal canto loro i sudafricani, che non perdevano una serie contro avversari in tournée dal 1896, dovevano cancellare l’onta del pareggio del primo test.
A inizio match il pilone Alfred Roques è stato subito placcato senza palla dal seconda linea Jan Pickard. I Blues, però, non si sono fatti intimidire, anzi, si sono portati in vantaggio al 15° minuto grazie ad un piazzato di Pierre Lacaze. Il pareggio degli Springboks è arrivato dieci minuti più tardi, con la meta dell’ala Loftie Fourie. L’altra ala, Mickey Gerber, ha trasformato portando in vantaggio i sudafricani. Per due volte i francesi sono arrivati ad un passo dal marcare a loro volta, prima con André Haget e poi con Jean Barthe, ma entrambi sono stati fermati un istante prima di riuscire a schiacciare l’ovale a terra.
Alla ripresa, nonostante l’imperioso lavoro del pack sudafricano, gli ospiti sono riusciti a resistere con grande tenacia. Quindi, a seguito di una touche in zona d’attacco, la seconda linea Bernard Momméjat ha conquistato l’ovale, l’ha trasmesso a Pierre Danos, che a sua volta l’ha ceduto a Pierre Lacaze. L’estremo ha fatto partire un micidiale drop che si è infilato in mezzo ai pali, portando i suoi avanti sul 6 a 5. A sette minuti dalla fine Roger Martine ha realizzato un altro calcio di rimbalzo che ha fissato il risultato sullo storico 9 a 5.

Mias ha disputato otto delle dieci partite giocate dalla Francia in questo tour, tra le quali entrambi i test match. La sua prestazione nel secondo di essi è stata talmente elevata che la stampa sudafricana ha scritto che lui era “il miglior avanti internazionale mai visto in Sudafrica.” Più tardi, Robert Vigier ha dichiarato a proposito del proprio capitano: “è stato così grande che ho smesso di giocare per ammirarlo.


Per la prima partita del Cinque Nazioni del 1959, contro la Scozia, il pacchetto di mischia dei Cocq ha salutato il rientro di Amédée Domenech, Michel Celaya e Michel Crauste. Il pack è stato dominante in questo incontro, tanto che il Sunday Time ha scritto: “Bisogna prestare attenzione alla Francia, che possiede uno dei migliori pacchetti di avanti che siano mai stati visti in campo internazionale!“. Purtroppo, Docteur Pack si è Infortunato al ginocchio ed è stato costretto a saltare l’incontro con l’Inghilterra e a lasciare il ruolo di capitano a Jean Barthe.
Mias è tornato per un match di Coppa FIRA con l’Italia di Andrea Taveggia, il 29 marzo a Nantes, dove i transaplini ci hanno asfaltato 22 a 0. Poi, il seconda linea dello Sporting Club Mazamétain è sceso in campo per il proseguo del Cinque Nazioni, con la vittoria per 11 a 3 sul Galles a Parigi e infine, il 18 aprile 1959 a Dublino, dove una nazionale francese indebolita da numerosi infortuni e assenze ha perso 5 a 9. Nonostante questa sconfitta, i francesi hanno terminato il torneo al primo posto in solitaria per la prima volta nella loro storia.

Quella con l’Irlanda è stata l’ultima partita internazionale di Lucien Mias, che poco dopo ha ricevuto per la seconda volta nella sua carriera il premio quale miglior giocatore francese dell’anno.

In totale, Docteur Pack ha disputato 29 sfide con la maglia della Francia, diventando, assieme al trequarti centro Roger Martin, il primo francese a vincere contro tutte le superpotenze dell’Emisfero Sud e con tutte le squadre del Cinque Nazioni.

Nel 1983 Lucien ha lavorato presso l’emittente televisiva Antenne2 in qualità di commentatore per le gare del Cinque Nazioni, dando un grande esempio di fair play in ogni decisione arbitrale discutibile.

Nel 1987 Mias è diventato capo del dipartimento di Geriatria presso l’Ospedale Generale di Mazamet. Poco dopo, l’ex capitano della nazionale francese ha aperto il suo studio medico, sempre a Mazamet. Da questo servizio trae origine un progetto in cui l’anziano non è più visto come un semplice “essere bio-meccanico” ma piuttosto come un “essere bio-psico-socio-culturale”.

Nel 2011 Mias è stato introdotto, con Jean Prat, i fratelli Guy e André Boniface e Serge Blanco, nella International Rugby Hall of Fame.

tre anni più tardi si è verificata una tragedia. L’ex seconda linea ha perso il proprio nipote, che lavorava come insegnante, accoltellato e ucciso dal genitore di uno studente.

Ad oltre 80 anni, questo grande campione, che oggi vive nella periferia di Castres, riesce ancora ad animare l’autorevole sito nel settore di Gerontologia Papidoc .

 

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