Ken Jones: il figlio del vento

(di Roberto Vanazzi)

La gente mi chiede spesso quale partita ho apprezzato di più. La verità è che mi sono piaciute tutte. È stata una meravigliosa esperienza giocare per il Galles.” (Ken Jones)

Quando si considera chi possa vantare il titolo di migliore sportivo gallese a tutto tondo, il nome di Ken Jones deve essere su ogni lista e dopo avere discusso sarebbe difficile giungere ad una conclusione diversa che l’uomo di Blaenavon dovrebbe stare in cima a quella lista.” (Steve Lewis)

Ken Jones sarà sempre ricordato come l’uomo che nel 1953, al Cardiff Arms Park, ha segnato la meta fondamentale che ha concesso l’ultima vittoria del Galles sugli All Blacks sino ad oggi. Eppure, ci sono stati momenti anche migliori in una delle più grandi carriere sportive del Regno Unito degli ultimi 60 anni. Ad esempio, il trequarti ala aveva già oltrepassato la linea proibita dei neozelandesi tre anni prima con la maglia dei British Lions, compiendo una corsa di 75 metri ad alta velocità che ancora oggi è ricordata come una delle più belle mete segnate all’Eden Park di Auckland.

Non sono stati, però, soltanto i successi nel rugby a rendere questo campione una leggenda sportiva. Le sue imprese sulle pista di atletica sono state ugualmente remunerative. Una su tutte: la conquista della medaglia d’argento nella staffetta alle Olimpiadi di Londra del 1948.

Ken Jones

Ken Jones

Figlio di John e Ella Jones, Kenneth Jeffrey Jones è nato il 30 dicembre 1921 a Blaenavon, nel sud-est del Galles, e ha studiato presso la West Monmouth Grammar School di Pontypool. Lì, sotto la guida di Gilbert Garnett, ha imparato ad amare il rugby e ha rappresentato il XV della scuola, mentre durante le vacanze giocava per la squadra di Talywain.

Nella stagione 1939-40 Ken è stato selezionato per la Welsh Secondary School XV e, lo stesso anno, ha frequentato il St. Paul’s Training College a Cheltenham. A quel punto, però, è scoppiata la Seconda Guerra Mondiale.

Jones ha servito il suo Paese verso la fine del conflitto, di stanza in India, schierato nella Royal Air Force con il grado di sergente. È stato durante lì che il ragazzo ha sviluppato la sua velocità sulle piste di atletica.
A Natale del 1945 Ken è arrivato primo nella gara sulle 100 yards agli All-India, mentre l’anno successivo è diventato campione gallese dei 100 e 200 metri, titoli che avrebbe continuato a vincere ogni anno sino al 1954, ad eccezione del 1950, quando non ha gareggiato perché si trovava in Nuova Zelanda con i Lions. Nel 1949 questo Figlio del Vento è stato anche campione nazionale di salto in lungo.

Nel 1948 Jones ha preso parte alle Olimpiadi di Londra, dove ha raggiunto le semifinali dei 100 metri e poi ha conquistato la medaglia d’argento nella staffetta 4 x 100 metri insieme ai suoi compagni di squadra Jack Archer, John Gregory (che ha guadagnato un cap con la nazionale inglese di rugby) e Alastair McCorquodale. Il quartetto è giunto alle spalle degli Stati Uniti e per pochi centesimi davanti all’Italia. Subito dopo la gara gli Stati Uniti sono stati squalificati a causa di un errore nel passaggio del primo testimone tra Barney Ewell e Lorenzo Wright. La medaglia del metallo più prezioso è passata così al collo degli inglesi, ma la gioia è durata poco. Gli americani sono ricorsi in appello e tre giorni dopo una giuria, visti i filmati della corsa, ha stabilito che il cambio era stato regolare. Jones e compagni sono allora stati chiamati di nuovo a Wembley dove hanno dovuto restituire le medaglie d’oro. Ci sono voluti quasi trenta giorni perché i britannici avessero le loro medaglie d’argento.

Nel 1954 Ken ha partecipato ai Giochi del Commonwealth a Vancouver e ha vinto una medaglia di bronzo nello sprint sulle 220 yard. Lo stesso anno il gallese ha ricevuto l’onore di essere il capitano della squadra britannica nei Campionati Europei di Berna. Durante questi campionati Jones ha fatto parte di nuovo della staffetta sui 100 metri che ha vinto la medaglia d’argento. Il team composto da Jones, George Ellis, Kenneth Box e Brian Shenton è arrivato dietro l’Ungheria.
Quando si è ritirato dall’atletica, l’uomo di Blaenavon era l’orgoglioso proprietario di quattro record gallesi di velocità e diciassette titoli nazionali.

Intanto, per quanto riguarda il rugby, una volta terminato il conflitto mondiale Ken si è messo alla ricerca di un club. Durante la fine della stagione 1945-46 il ragazzo è riuscito a giocare qualche partita sia per Blaenavon che per Pontypool, ma quando la stagione 1946-1947 ha aperto i battenti ha fatto domanda per entrare nel Newport RFC, riuscendo ad ottenere un posto nel primo XV. Ken ha trascorso il resto della sua carriera al Rodney Parade, giocando solo una partita per i Leicester Tigers durante la stagione 1948-1949.

Il 18 gennaio 1947 Jones ha guadagnato il suo primo cap con la nazionale gallese, in una partita contro l’Inghilterra. La sfida è stata la prima a livello internazionale per entrambi i paesi a partire dall’inizio della guerra e non sorprende che le squadre fossero piene di esordienti. Il capitano HaydnTanner e Howard Davies erano gli unici giocatori del Galles con un po’ di esperienza a quel livello, mentre Jones ha avuto il vantaggio di partire con due dei suoi compagni di squadra del Newport: Reg Blackmore e George Parsons. I Dragoni hanno perso la sfida 6 a 9 e anche se Blackmore e Parsons non avrebbero mai più rappresentato il loro Paese, Ken è sceso in campo in tutte e tre le partite rimanenti del torneo.
Nella successiva gara a Murrayfield, il velocista di Blaenavon ha ricompensato la fiducia dei selezionatori marcando due mete. Il Galles ha trionfato per 22 a 8, che era il più alto punteggio realizzato alla Scozia dal 1911.
I rossi hanno poi espugnato Parigi vincendo con il risultato di 3 a 0 grazie ad una meta del seconda linea Bill Tamplin e, infine, hanno sconfitto l’Irlanda 6 a 0 al St.Helen di Swansea, arrivando in quel modo al primo posto del Cinque Nazioni a pari merito con l’Inghilterra.

Il 20 dicembre dello stesso anno il Galles ha sconfitto al Cardiff Arms Park l’Australia con il risultato di 6 a 0, grazie a due mete ancora di Tamplin e ad una grande prova difensiva. Quella in maglia rossa è stata l’unica nazionale a battere i Wallabies durante quel tour.
Dal canto suo, Jones aveva affrontato gli australiani anche il 23 ottobre precedente con il Newport, perdendo 4 a 8. Si è trattato di un match molto duro, nel quale l’ala giallo-oro Charlie Eastes si è fratturato un braccio e ha chiuso il suo tour.

Il 1947 è anche l’anno in cui il trequarti ala ha sposato la sua fidanzata Irene Edmunds, dalla quale avrà un figlio.

Il 17 gennaio 1948 Jones ha iniziato il Cinque Nazioni superando la linea di meta dell’Inghilterra a Twickenham; un incontro terminato 3 a 3. Ken ha marcato di nuovo tre settimane più tardi alla Scozia, sull’erba del Cardiff Arms Park, dove il Galles ha asfaltato i rivali con il punteggio di 14 a 0.
A quel punto, però, sono seguite due sconfitte: in casa con la Francia di Jean Prat e a Belfast, per mano dell’Irlanda di Jack Kyle, che quell’anno ha conquistato il primo Grande Slam della sua storia. A Ravenhill è terminata 6 a 3 per il XV del Trifoglio. Una meta per parte, ma i gallesi hanno sbagliato la trasformazione.
Pochi mesi più tardi Ken ha preso parte alle Olimpiadi di Londra, dove ha conquistato la medaglia d’argento nella staffetta 4 x 100.

Il 1949 è stato un anno povero per il Galles: Il Cinque Nazioni ha visto i Dragoni vincere solo la partita con l’Inghilterra e conquistare un poco onorevole Cucchiaio di Legno, che mancava loro dal 1937. Jones ha marcato una meta nel match finale a Parigi, ma poi ha lasciato passare l’ala avversaria Jean Lassegue, il quale ha schiacciato l’ovale regalando ai suoi la vittoria per 5 a 3.

Il 3 marzo, sempre del 1949, Ken ha disputato la prima delle sue cinque partite con la maglia dei Barbarians. Quel giorno il club ad inviti ha incontrato East Midlans vincendo 24 a 11.

La stagione successiva ha visto un incredibile ritorno della fortuna in casa gallese e l’innalzamento della reputazione di Ken Jones a livello mondiale. Nell’incontro di apertura del Cinque Nazioni il Galles ha ottenuto una rara vittoria a Twickenham con il punteggio di 11 a 5. Nella seguente partita, in casa con la Scozia, Jones ha realizzato una meta aiutando i suoi a vincere 12 a 0.
L’11 marzo al Ravenhill di Belfast lo sprinter olimpico ha valicato di nuovo la linea proibita. I Dragoni hanno vinto 6 a 3, grazie anche alla marcatura dell’altra ala, Malcom Thomas, conquistando in quel modo la loro ottava Triple Crown. Purtroppo, le celebrazioni sono state di breve durata, perché il giorno dopo l’aereo che trasportava i sostenitori festanti di ritorno in Galles si è schiantato a Llandow uccidendo ottanta persone. Era quindi in un’occasione triste che il Galles affrontava la Francia il 25 marzo al Cardiff Arms Park. La partita in sé è stato un successo per i padroni di casa, che hanno vinto 21 a 0 e conquistato il Grande Slam per la prima volta dal 1911.

A quel punto Jones è stato inserito nella rosa dei British Lions che in primavera hanno intrapreso un tour in Nuova Zelanda a Australia. Per viaggiare con i Leoni, il ragazzo ha rinunciato ad un posto nella squadra di atletica gallese per gli Empire Games.

Proprio durante questo tour la compagine itinerante britannica ha assunto per la prima volta la denominazione di British Lions, anziché British Isles, e ha indossato la nuova divisa rosso fiammante. Condotti dal capitano irlandese Karl Mullen, i ragazzi, tra i quali erano presenti quattordici gallesi, si sono cimentati in un tour della durata di quattro mesi (tra cui cinque settimane trascorse in mare) durante i quali sono riusciti a vincere 22 partite e a pareggiarne una sulle 29 in programma.
I Lions hanno pareggiato 9 a 9 il primo test match con gli All Blacks a Dunedin, con una meta di Ken e una della Primula Rossa Jack Kyle. In seguito i Lions hanno perso tre incontri, con il velocista gallese che, dopo essere stato a riposo nel terzo test match, è andato di nuovo oltre la linea di meta nel quarto, all’Eden Park di Auckland. È stata una marcatura splendida. Dopo avere ricevuto la palla dal compagno Lewis Jones, Ken ha corso per 75 metri con quattro neozelandesi che gli davano la caccia, Il ragazzo, però, ha mostrato la sua olimpica finezza e ha fatto mangiare la polvere agli avversari. Purtroppo, la partita è stata persa per soli tre punti (8 a 11) e lo stesso Ken ha avuto l’occasione per un’altra marcatura, quella del pareggio, ma l’ovale calciato di fronte a lui si è allontanato con un rimbalzo sbagliato.
Gli europei hanno comunque vinto tutti i loro incontri con le selezioni locali, così come hanno vinto tutte le partite in Australia, tranne quella che ha chiuso il tour contro il XV del New South Wales a Newcastle. I Leoni hanno stropicciato gli Aussies in entrambi i test match, a Brisbane e a Sydney, ma Jones non era in campo in nessuno di essi. Il trequarti ha disputato in tutto 17 partite, tra cui tre test con gli All Blacks, e ha totalizzato 16 marcature. Oltre le due ai neri, va segnalata anche quella rifilata ai New Zealand Maori. A fine tour il ragazzo è stato nominato dal New Zealand Rugby Almanac’s tra i cinque migliori giocatori dell’anno.

C’è da tenere presente che i Lions in quel periodo non avevano un vero e proprio allenatore. Il capitano Mullen, che era tallonatore, si occupava degli avanti, mentre i trequarti erano curati dal centro gallese Bleddyn Williams. Ken Jones, così come John Robins, erano entrambi insegnanti di educazione fisica e hanno aiutato i giocatori a mantenersi in forma.

Nella stagione 1950-51 Jones è stato eletto capitano del Newport. Proprio allora, il club bianco-nero ha vinto il campionato gallese per la prima volta dal 1922-23.

Dopo il Grande Slam dell’’anno precedente ci si aspettava molto dal team gallese nell 1951, ma alla fine il torneo è risultato essere mediocre. Jones ha segnato una meta nella netta vittoria contro l’Inghilterra nel mese di gennaio, ma si è trovato dalla parte dei perdenti quando la Scozia ha battuto i Dragoni con il punteggio di 19 a 0 a Murrayfield. Dopo un pareggio contro l’Irlanda per 3 a 3, nel giorno del debutto in maglia rossa di Cliff Morgan, Jones ha segnato un’altra meta alla Francia nell’ultima partita del Cinque Nazioni. I suoi, però, sono stati gli unici punti gallesi in una sconfitta per 3 a 8.

Il 22 dicembre del medesimo anno Jones ha giocato una sfida con gli Springboks. I sudafricani, che hanno vinto tutti gli incontri del tour tranne quello con le London Counties, sono usciti vincenti anche dall’Arms Park con il punteggio di 6 a 3.
Il velocista ha affrontato gli stessi avversari il 26 gennaio 1952 schierato con i Baa-baas, ma anche in questo caso il successo ha sorriso agli ospiti, che hanno asfaltato il club ad inviti per 17 a 3.

Proprio il 1952 ha visto il Galles risorgere e conquistare di nuovo il Grande Slam.
La partita di apertura a Londra si è rivelata decisiva per campionato. Mentre Lewis Jones era fuori dal campo per un infortunio, il XV della Rosa ha approfittato del vantaggio numerico segnando due mete con Albert Agar e Ted Woodward. Nel secondo tempo, però, hanno dominato i gallesi, soprattutto in touche, e la pressione ha portato a due marcature da parte di Ken Jones, una convertita da Malcolm Thomas, che ha dato la vittoria al Galles per 8 a 6.
Le successive sfide contro Scozia e Irlanda sono state vinte dai Dragoni senza particolari patemi: 11 a 0 in casa con i primi e 14 a 3 a Dublino, con Jones che ha marcato una meta in ciascuna gara. Nella partita finale, giocata a Swansea contro la Francia di Lucien Mias, il Galles non ha marcato mete, ma ha realizzato due piazzati con Lewis Jones e un drop con il piede dell’apertura Alun Thomas. Tanto è bastato agli uomini capitanati da John Gwilliam per vincere 9 a 5. Jones, che aveva giocato 25 partite consecutive per il suo paese, ha raccolto così il suo secondo Grande Slam.

Il Galles, sotto la guida del nuovo capitano Bleddyn Williams, ha disputato in maniera soddisfacente anche il Cinque Nazioni 1953. Il XV del Principato ha perso soltanto contro i futuri campioni dell’Inghilterra, un 3 a 8 sull’erba amica del Cardiff Arms Park. Jones è stato nuovamente schierato in tutte e quattro le partite, ma stavolta è riuscito a marcare solo una meta alla Scozia.

Il 19 dicembre 1953 le nazionali di Galles e Nuova Zelanda si sono incontrate nella capitale gallese. A causa della sconfitta dei neri con il Cardiff ed il pareggio con lo Swansea conseguito soltanto sei giorni prima, i Dragoni erano dati per favoriti. Il match, però, non è iniziato come ci si aspettava e il Galles si è trovato ad inseguire dopo che gli All Blacks hanno preso subito una meta con il flanker Bill Clark, trasformata da Ron Jarden, il quale ha centrato l’acca anche con una punizione. I Dragoni hanno reagito con una meta di Sid Judd, alla quale Gwyn Rowlands ha aggiunto i due punti della trasformazione, ed il primo tempo è finito 8 a 5 in favore degli ospiti venuti dal sud del mondo.
Negli ultimi venti minuti il Galles ha aumentato la propria intensità e ha iniziato a macinare un rugby più offensivo. L’ala Gareth Griffiths è tornata in campo nonostante una lussazione alla spalla ed il Numero 8 Clem Thomas, che aveva preso il suo posto sulla fascia, è rientrato nel pack, rendendo così il gioco gallese più mirato. Gwyn Rowlands ha piazzato un penalty e ha portato le due squadre sul pareggio 8 a 8. A cinque minuti dalla fine Clem Thomas ha raccolto l’ovale sulla fascia e ha preso gli All Blacks alla sprovvista calciando in diagonale nella loro area dei 22 metri. Ken Jones ha agganciato la palla vagante, ha saltato Ron Jarden all’interno e ha segnato la sua meta più memorabile, l’ultima della sua carriera internazionale. Con la trasformazione di Rowlands il punteggio si è stabilizzato sul 13 a 8 per il Galles. Questo trionfo è ad oggi l’ultimo della nazionale gallese sulla Nuova Zelanda.

Il 28 dicembre Ken ha realizzato una hat trick al Leicester Tigers schierato tra i Barbarians e poi, il 21 gennaio 1954, ha affrontato gli stessi All Blacks con il suo Newport. Al Rodney Parade è finita 11 a 6 per i neri. Infine, il seguente 20 febbraio, il velocista ha incontrato per la terza volta la nazionale neozelandese, stavolta schierato con i Baa-baas, a Cardiff, dove gli ospiti hanno vinto 19 a 5.

Nel 1954 si è verificata una ripetizione della stagione precedente. Il Galles ha perso la prima partita in Inghilterra a causa di una meta all’ultimo minuto di Chris Winn, quando le squadre stavano pareggiando 6 a 6. I bianchi hanno vinto la sfida 9 a 6, ma non il campionato. I rossi, infatti, hanno trionfato nelle ultime tre partite e hanno conquistato il Cinque Nazioni, anche se a pari merito con Inghilterra e Francia (quest’ultima alla sua prima vittoria nel torneo in 44 anni di presenze). Se si fosse deciso con la differenza punti, a vincere sarebbero stati i Dragoni.
Jones è stato uno dei giocatori cardine della sua nazionale; ha giocato in tutte e quattro le partite, ma ha concluso la campagna senza mete, anche se ha ricevuto l’onore di essere capitano per la sua unica volta nella partita contro la Scozia.

Il Cinque Nazioni 1955 è iniziato su una nota positiva sia per il Galles che per il trequarti ala di Blaenavon. I Dragoni hanno battuto l’Inghilterra 3 a 0 nel match di apertura all’Arms Park, mentre Jones, nella stessa partita, ha conquistato il cap numero 36 ed è diventato il giocatore con più presenze del Galles.
I Rossi hanno perso la sfida seguente contro la Scozia, tornata alla vittoria dopo 16 sconfitte consecutive (il XV del Cardo non vinceva dal 1951, quando aveva battuto proprio il Galles) per poi vincere contro l’Irlanda e la Francia, arrivando di nuovo primi nel torneo per la quarta volta negli ultimi sei anni, a pari merito con Les Blues di Jean Prat.
Ken, ancora una volta, è sceso in campo da titolare in tutte le sfide, raggiungendo quota 39 presenze.

Il campionato dell’anno seguente è stata una competizione molto combattuta, con la maggior parte delle partite decise da un gap di uno o due punti. Il Galles, adesso sotto il capitanato di Cliff Morgan, ha giocato un ottimo rugby e ha guadagnato di nuovo il titolo di campione. Purtroppo, la sconfitta per 3 a 11 subita in Irlanda ha fatto mancare l’occasione del Grande Slam e della Triple Crown. Jones ha giocato nuovamente tutte e quattro le partite e ancora una volta non è riuscito a segnare una meta in nessuna di esse, anche se nell’ultima, contro la Francia il 24 marzo, ha guadagnato il cap numero 43. Questo ha fatto di lui il giocatore con più presenze nel rugby al mondo, avendo superato il record detenuto dall’irlandese George Stephenson.

Il 30 marzo, sempre del 1956, Jones ha condotto da capitano i Barbarians alla vittoria per 9 a 3 sul Penarth, nella sua quinta e ultima apparizione con i bianco-neri.

La stagione 1957 si è aperta come al solito con la sfida tra l’Inghilterra ed il Galles, per la prima volta da quando il rugby aveva ripreso nel 1947, i Dragoni sono scesi in campo senza Ken Jones. Il trequarti del Newport è stato escluso dai selezionatori (al suo posto ha giocato Geoff Howells) fermando così la sua corsa a 43 partite consecutive.
Nella successiva sfida, una sconfitta contro la Scozia il 2 febbraio a Murrayfield, Jones ha giocato l’ultima volta per la propria nazionale.

Ken Jones ha disputato 44 partite per il Galles, allora un record che ha fatto di lui l’uomo con più caps al mondo. Il trequarti era velocissimo, un bel lettore del gioco, capace di essere sempre nel posto giusto al momento giusto, ed era un placcatore potente. In molti sono concordi nel valutare questo giocatore come una delle migliori ali nella storia del rugby gallese, insieme a Gerald Davies e Ieuan Evans. Durante la sua carriera, però, Ken ha sofferto sovente la mancanza di occasioni da meta, anche quando ha giocato al fianco di fuoriclasse del calibro di Bleddyn Williams e Cliff Morgan. Jones, in effetti, ha marcato soltanto 17 volte. Il fatto è che il ragazzo non è riuscito a segnare nelle ultime 13 partite in quanto la squadra ha cambiato le proprie tattiche in un gioco basato sui calci, mentre lui era affamato di palloni.

Nel 1958 Jones ha lasciato anche il Newport e ha chiuso con il rugby giocato. Per il suo club Ken ha compiuto innumerevoli gesta eroiche in una carriera durata 293 partite, che ha compreso 145 mete e due stagioni da capitano.

Ken ha trascorso gran parte della sua vita lavorativa come insegnante al Liceo di Newport, ma è stato coinvolto pure in un business di pneumatici a Cardiff. Il velocista ha lavorato anche come corrispondente sportivo per il giornale gallese Sunday Express occupandosi principalmente di rugby e atletica, dal 1958 al 1985, l’anno in cui è diventato presidente del Newport Athletic Club, che ha incorporato anche il Newport Rugby Club. Jones si è dimesso da tale carica nel 1995, dopo aver servito il club per quasi 50 anni. Il motivo dell’addio è dovuto all’avvento del professionismo nel rugby, del quale lui è sempre stato contrario.

Nel 1954 l’ex trequarti è stato il vincitore della prima edizione del BBC Wales Sports Personality of the Year.
Quattro anni dopo, in occasione della cerimonia d’apertura dei Giochi del Commonwealth al Cardiff Arms Park, Jones ha portato il testimone contenente la pergamena con il discorso della Regina. È stato quasi un disastro, perché il corridore precedente non è riuscito a raggiungere l’ingresso dello stadio nel momento in cui il principe Filippo era pronto a riceverlo. I funzionari, in preda al panico, hanno messo un nuovo testimone in mano a Jones e gli hanno detto di correre. Agitato dall’inconveniente, un po’ sovrappeso e accecato dal sole, Ken ha corso in modo errato, prendendo molto più tempo del previsto. Quando è arrivato sul podio, poi, ha scambiato Lord of Glamorgan, splendente nella sua uniforme militare decorata da medaglie scintillanti, per il principe Filippo, il quale, invece, indossava un abito civile. Quando Jones finalmente ha consegnato il discorso in mano Reale, il principe ha detto seccamente: “Dove sei stato? Sei in ritardo.“. Ken ha dichiarato in seguito di essere rimasto talmente sconvolto da questa osservazione che ha cercato conforto in un pub.

Nel 1960, in occasione dei Queen’s Birthday Honours, Ken è stato nominato Ufficiale dell’Ordine dell’Impero Britannico (OBE) per i servizi resi al Galles attraverso lo sport.

Nel 1990, Jones è stato introdotto nell’inaugurale Welsh Sports Hall of Fame, primo rugbista ad esservi ammesso (se si esclude l’atleta del rugby a XIII Billy Boston) anticipando campioni quali Cliff Morgan, Gerald Davies, Gareth Edwards, Bleddyn Williams, J.P.R. Williams e Barry John.

A seguito di un ictus, Jones è stato confinato su una sedia a rotelle nella sua casa di Newport per gli ultimi anni della sua vita, sino al 18 aprile 2006, quando questo grande campione di rugby e atletica leggera ha passato l’ovale. Aveva 84 anni.

Nel 2013, a Blaenavon, è stata inaugurata una statua in bronzo di Ken Jones, lavorata dalla scultrice parigina Laury Dizengremel. Il monumento commemorativo è stato installato dopo due anni di raccolta fondi da parte di un comitato della città, composta da consiglieri comunali e residenti.

 

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