Kel Tremain: oltre la linea bianca

(di Roberto Vanazzi)

“Tremain era un giocatore efficace in rimessa laterale, un atleta dotato di un riflesso nitido e di una anticipazione naturale. Entro le dieci yards dalla linea di meta, con la palla in mano, era l’uomo più difficile da contenere nel mondo del rugby.” (Colin Meads)

Prima di Ian Kirkpatrick, Zinzan Brooke e Richie McCaw, c’è stato Kel Tremain.
Tornando ai giorni in cui gli avanti avevano il solo scopo di spingere in mischia, saltare in touche, azzuffarsi nelle ruck e lasciavano ai trequarti la maggior parte delle mete, Tremain era una specie di uomo arrivato dal futuro. Flanker dotato di grande fisico, estremamente mobile e con un occhio acuto per cogliere l’occasione vicino alla linea di meta, Kel ha totalizzato ben 136 marcature in 268 match tra nazionale e squadre provinciali, un record per un uomo del pack, fino al momento in cui Zinzan Brooke lo ha superato nel 1990.

Kel è stato anche il capitano della squadra provinciale di Hawkie’s Bay che dal 1962 al 1969 ha difeso il Ranfurly Shield 21 volte. In quel periodo, in Nuova Zelanda, questa terza linea ha avuto uno status paragonabile a quello del suo compagno di squadra e amico Colin Meads.

Kel Tremain

Kel Tremain

Kelvin Robin “Kel” Tremain, soprannominato Bunny, è nato il 21 febbraio 1938 a Auckland e ha studiato presso la locale Grammar School, rappresentandone il XV di rugby nel 1954 e nel 1955.

Kel era un perito agrario, lavoro che lo ha portato in giro per tutto il paese. Di conseguenza, il ragazzo ha giocato per cinque diverse squadre provinciali e per lo stesso motivo ha fatto due apparizioni per la rappresentativa delle Isole del Sud e sette per quelle del Nord.

La provincia con la quale Tremain ha iniziato la sua avventura ovale nel 1957 è stata quella di Southland, dove ha disputato dieci partite. L’anno successivo il ragazzo era schierato tra le fila di Manawatu, con la quale ha ottenuto sei caps.

Nel 1959 Tremain si è trasferito a Canterbury per un master presso il Massey and Canterbury Agricultural Colleges e ha giocato nella locale squadra agli ordini dell’ex capitano All Black Bob Stuart. Sino a quel momento Kelvin aveva giocato seconda linea, ma Stuart lo ha reinventato flanker e questa è stata la sua fortuna. Durante lo stesso anno, infatti, il ventunenne ha ottenuto il suo debutto con la nazionale per affrontare i British & Irish Lions.

La Nuova Zelanda aveva già vinto il primo test con i britannici per 18 a 17 quando il coach Jack Sullivan ha inserito Tremain nel XV per il secondo incontro a Wellington. Oltre a lui quel giorno hanno esordito altri due uomini che avrebbero avuto un grande impatto sui futuri All Blacks: l’ala Ralph Caulton e il terza centro Red Conway, colui che si sarebbe fatto amputare un dito piuttosto che rischiare di perdere il tour in Sudafrica. E poi rientrava Colin Meads, assente nel primo incontro a Dunedin. I neri hanno vinto 11 a 8, grazie alla prima meta internazionale dell’estremo Don Clarke.
Kel ha giocato anche il terzo match a Christchurch, dove i padroni di casa hanno chiuso il discorso vincendo 22 a 8, e poi l’ultimo a Auckland, ormai utile soltanto per l’orgoglio, lasciato come consolazione agli ospiti venuti dal nord del mondo.

Nella primavera del 1960 gli All Blacks hanno intrapreso un lunghissimo tour che li ha portati in Australia e in Sudafrica, un tour che, ancora prima di iniziare, aveva acceso le polveri delle polemiche a causa del permesso negato ai giocatori maori di entrare nel paese.
Il 14 maggio, durante la sfida che ha aperto la tournée contro New South Wales, Tremain ha marcato la sua prima meta con la felce sul petto. Il flanker si è ripetuto tre giorni più tardi nella gara con New South Wales County, mentre il 28 maggio ha realizzato una doppietta a Northern Universities, primo match in terra sudafricana. Nel proseguo del tour, Kel ha segnate altre tre mete in partite non ufficiali e ha affrontato tutti quattro i test match con gli Springboks, che si sono conclusi con una vittoria, due sconfitte e un pareggio. Quest’ultimo è stato un vero e proprio incontro al cardiopalma. A sei minuti dal termine, con gli All Blacks in svantaggio 6 a 11, l’arbitro ha concesso loro un penalty. Era un tiro da quasi 55 metri, angolato, con una brezza, anche se dolce, che soffiava contro. Eppure, Don Clarke è riuscito ad infilare l’ovale tra i pali. La partita, però, era ancora saldamente nelle mani dai ragazzi capitanati da Avril Malan, un potente seconda linea di 23 anni. A due minuti dal termine l’ala della Nuova Zelanda Frank McMullen ha schiacciato in meta, nei pressi dell’angolo. Era ancora a terra dolorante quando Clarke ha calciato la trasformazione ad una trentina di metri dalla porta. Il capitano Wilson Whineray non ha voluto guardare per scaramanzia, ma le bandierine si sono alzate ancora prima che la palla raggiungesse i pali, tanto era la precisione con la quale era stata colpita. La sfida si è chiusa sul punteggio di 11 a 11.

Nel 1961 Kel è tornato a Canterbury dopo la parentesi di tre partite giocate con Auckland l’anno precedente. Quindi, ha guidato da capitano la squadra delle New Zealand Universities in un tour del Nord America.

Lo stesso anno in Nuova Zelanda è arrivata la nazionale francese. Tremain non è sceso in campo per il primo test della serie, con la maglia numero 6 affidata a Stan Meads, fratello di Colin, ma ha disputato i rimanenti due realizzando una meta in ciascuno. La prima di queste è stata marcata nel leggendario match all’Athletic Park di Wellington, sotto una tempesta violentissima. La Francia aveva preso un vantaggio di 3 a 0, che in quelle condizioni climatiche sembrava quasi imprendibile. Subito dopo, però, Kelvin ha galoppata in una prateria e ha segnato una meta all’angolo la quale, grazie alla difficile trasformazione di Don Clarke, ha regalato ai neri la vittoria.

Il flanker di Auckland ha varcato di nuovo la linea bianca il 26 maggio 1962 contro l’Australia, durante gli Home and Away Test: due sfide nella terra dei canguri e tre in quella della Grande Nuvola Bianca, che hanno visto gli All Blacks vincere quattro volte e pareggiare una. Di questi test, Tremain ha disputato solo quelli in Australia. Per quanto riguarda i casalinghi, infatti, a causa di un infortunio, tanto lui quanto Meads sono stati considerati fuori forma ed esclusi dalla rosa.

Proprio nel 1962 Kel, dopo tanto girovagare, ha trovato stabilità a livello provinciale con la squadra di Hawkie’s Bay, dove avrebbe ottenuto i suoi maggiori successi.

Nella primavera del 1963 la Nuova Zelanda ha incontrato e sconfitto l’Inghilterra di Mike Weston in due test, a Auckland e a Christchurch. Kel ha affrontato gli stessi inglesi anche il 28 maggio a Napier con Hawkie’s Bay, vincendo la sfida 20 a 5.

Poi, in inverno, gli All Blacks sono approdati in Europa per un estenuante tour nel Regno Unito e Francia, con una coda anche in Canada.

Tremain ha esordito il 23 ottobre nel match d’apertura contro Oxford Universities realizzando una meta. Più avanti, all’altra grande università inglese, quella di Cambridge, il flanker di mete ne ha rifilate due.
I ragazzi allenati da Neil McPhail hanno vinto tutti gli incontri infrasettimanali, tranne quello con il Newport di Brian Price al Rodney Parade, terminato 3 a 0 per i padroni di casa, e hanno mancato il Grande Slam solo a causa dello 0 a 0 conseguito con la Scozia a Murrayfield.
Kel ha giocato 22 partite, compresi tutti i test match, e ha realizzato dieci mete, tra cui una all’Irlanda e una ai Barbarians. Nelle sfide con il Galles e la Francia, il ragazzo ha lasciato momentaneamente la maglia numero 6, prima a David Graham e poi a Waka Nathan, per vestire quella della terza linea centro.

Nell’agosto del 1964 la Nuova Zelanda ha accolto la nazionale australiana per una serie di tre test match. Tremain li ha disputati tutti, con il XV capitanato da David Graham che ha vinto i primi due per poi perdere l’ultimo a Wellington. In questo modo la Bledisloe Cup, contesa a due anni distanza dall’ultima volta, è rimasta nella bacheca degli All Blacks.

L’anno successivo la squadra allenata da Neil McPhail ha ospitato gli Springboks. Fischiati per la loro politica razzista, e per il fatto che nel 1960 avevano dichiarato i giocatori maori non graditi sul loro territorio, i sudafricani sono stati puniti pesantemente anche sul terreno di gioco. Il capitano Wilson Whineray e compagni hanno vinto tre test su quattro e Kel Tremain è andato oltre la linea proibita in tre match differenti. Il flanker ha segnato una meta anche l’11 settembre, una settimana prima dell’ultimo test match, quando i sudafricani hanno affrontato Hawke’s Bay a Napier.

Nel 1966 sulla panchina degli All Blacks si è seduto Fred Allen il quale, con il ritiro di Whineray, ha nominato capitano Brian Lochore, nonostante ci fossero in alternativa atleti più esperti quali Colin Meads, Ken Gray e lo stesso Kel Tremain. La prima sfida del nuovo allenatore è stata quella di affrontare i British Lions.

I Leoni erano arrivati in Nuova Zelanda forti delle vittorie nei due test match con l’Australia. Head Coach era John Robins e capitano lo scozzese nativo di Malta Mike Campbell-Lamerton: una sorpresa, visto che quell’anno non era stato lui ad indossare la fascia con la nazionale del Cardo. In Nuova Zelanda i britannici hanno disputato venticinque partite, vincendone quindici, pareggiandone due e perdendone otto, compresi tutti quattro i test match.
Kel è sceso in campo per tutte le sfide ufficiali, in un pack considerato tra i migliori nella storia del rugby neozelandese, assieme a gente del calibro di Ken Gray, Bruce McLeod, Jack Hazlett, Colin and Stan Meads, Waka NathanBrian Lochore. Il terza linea di Auckland ha realizzato una meta nel secondo incontro a Wellington e ha affrontato i britannici anche il 20 agosto con la maglia di Hawke’s Bay, riuscendo ad imporre un pareggio per 11 a 11.

Sempre nel 1966, i bianco-neri della baia hanno strappato il Ranfurly Shield a Waikato. Lo Scudo sarebbe rimasto in mano ai Magpies capitanati da Kel Tremain sino al 1969, con un record di 21 difese.

Gil avanti di Hawke's Bay e di Poverty Bay schierati per la touche. Tremain è il quarto in maglia a righe.

Gil avanti di Hawke’s Bay e di Poverty Bay schierati per la touche. Tremain è il quarto in maglia a righe.

Nel 1968 gli All Blacks hanno intrapreso un tour in Australia, disputando due test match con i Wallabies, dei quali Tremain ha giocato quello di Sydney, risolto con un netto 27 a 7 grazie ad una hat trick del nuovo fenomenale terza linea Ian Kirkpatrick, entrato dalla panchina per sostituire Lochore.
Kel ha giocato anche sette sfide con le selezioni locali, realizzando cinque mete e con l’onore in due occasioni di vestire il ruolo di capitano: con i Brumbies e con Queensland.

Pochi giorni dopo in Nuova Zelanda è arrivata la Francia per una serie di tre test, sfociati in altrettante vittorie per i padroni di casa. Nella prima di queste, causa l’assenza di Brian Lochore per infortunio, Kel Tremain ha indossato la sua unica fascia da capitano in una gara ufficiale.

Nel 1969, a 31 anni, Tremain è apparso nel suo 16° trial per gli All Blacks, ma ha avuto la sfortuna di trovarsi in una squadra imbattuta ed è stato omesso per le prove della stagione contro il Galles. La sua esclusione ha causato quasi una rivolta nazionale, soprattutto a Hawke’s Bay, dove questo è stato descritto come il più grande shock nella provincia dopo il tragico terremoto del 1931. Così, la sfida che ha chiuso il trittico con la Francia, il 10 agosto 1968 ad Auckland, è stata l’ultima di Kelvin per la propria nazionale.

In tutto Tremain ha disputato 86 partite per gli All Blacks, tra cui 38 test internazionali, realizzando 36 mete.

Il terza linea ha continuato a scendere in campo a livello provinciale fino al 1970, guadagnando 96 presenze con i Magpies. A quel punto, ha dato il suo definitivo addio al rugby giocato.

Quando i suoi giorni da giocatore sono terminati e la sua famiglia è cresciuta, Tremain ha lavorato nel mondo del turismo e nel business immobiliare. Quindi, ha detto di voler correggere alcuni dei problemi nel rugby come amministratore, cominciando con il suo club, il Napier High School Boys, e poi con Hawkie’s Bay. Kel è stato un presidente impegnato e intraprendente della squadra della Baia dal 1985 al 1990, l’anno in cui ha aderito al Consiglio dell’Unione della Nuova Zelanda.

Purtroppo, Tremain ha passato l’ovale il 2 maggio 1992 a Napier, dopo una breve malattia, subito dopo aver gestito la squadra nazionale Seven nel torneo internazionale di Hong Kong. L’ex flanker ha lavorato davvero bene come amministratore; la sua presenza intorno al tavolo della sala riunioni era impressionante. Probabilmente, senza la sua morte prematura avrebbe potuto diventare nel giro di pochi anni il presidente della NZRU.

Kel è stato inserito nella New Zealand Sports Hall of Fame e il suo posto nel rugby del Paese della Lunga Nuvola Bianca è stato riconosciuto con l’istituzione nel 1994 del Kelvin Tremain Memorial Trophy, il premio annuale conferito al miglior giocatore della stagione. Richie McCaw con le sue quattro vittorie (2003, 2006, 2009 e 2012) è l’atleta che fino ad ora lo ha ricevuto il maggior numero di volte.

Uno dei figli di Kel, Simon, è stato anch’egli un giocatore di successo e ha giocato flanker come suo padre per Otago, Wellington e Hawke’s Bay. Un’altro figlio,  Chris Tremain, è stato memebro del Parlamento per Napier tra il 2005 e il 2014.

Nel 1986 Kel e Russell Pettigrew hanno fondato la New Zealand Rugby Foundation, fondazione che assiste i giocatori di rugby gravemente feriti.

 

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