Jonathan Davies: classe cristallina

(di Roberto Vanazzi)

Io e mio padre amavamo correre l’uno contro l’altro sulla spiaggia, quando c’era la bassa marea, e non sono mai riuscito a batterlo.” (Jonathan Davies)

Dotato di classe cristallina, Jonathan Davies fa parte di quella lunga schiera di numeri 10 gallesi che hanno fatto la storia del rugby: gente del calibro di Cliff Morgan, Barry John, Phil Bennett, Neil Jenkins e del più recente Stephen Jones.

Davies è considerato uno dei giocatori più dotati della generazione a cavallo tra l’era del dilettantismo e quella del professionismo. Il suo talento era così grande, che è stato premiato con il riconoscimento internazionale in entrambi i codici del rugby, quello a XV e quello a XIII, nel corso di una carriera durata 15 anni.

Jonathan Davies

Jonathan Davies

Nato il 24 ottobre 1962 a Trimsaran, nel Carmarthenshire, Jonathan Davies ha avuto come primo modello rugbistico il padre Len, operaio in acciaieria e capitano della locale squadra del Trimsaran, il quale ha tramandato il suo amore per la palla ovale al figlio fin dalla tenera età. A detta del genitore, Jonathan già allora mostrava di essere una grande promessa: la velocità e l’abilità che possedeva gli sono valsi il soprannome di Jiffy. Anche se non dotato di un fisico possente per uno sport di contatto, il suo talento è stato presto riconosciuto da molti, compreso dal grande Carwyn James, che ne ha tessuto le lodi.

Nel 1974 il bambino ha giocato per la prima volta al Cardiff Arms Park, quando è stato selezionato per il team Under 12 del Galles occidentale. Due anni più tardi, Davies ha subito la tragedia di perdere il padre, cui era molto legato. Len aveva sviluppato un tumore maligno al fegato ed era stato il primo gallese ad ottenere un trapianto di fegato.

All’età di 17 anni Jonathan ha lasciato la scuola ed è diventato un apprendista pittore e decoratore. Per quanto riguarda la palla ovale, invece, dopo avere fatto parte della locale squadra del Trimsaran RFC, ha usufruito di un periodo di prova con il Llanelli, ma è stato scartato. Il Neath, allora, gli ha dato una possibilità e nel 1982 il ragazzo ha firmato con questo club per giocare mediano d’apertura.

Dopo 35 partite col Neath, il numero 10 di Trimsaran ha debuttato in nazionale. Era il 20 aprile del 1985, una gara contro l’Inghilterra a Cardiff vinta 24 a 15. In quella sfida Davies, che ha giocato in coppia alla mediana con Terry Holmes, ha marcato una meta e messo fra i pali un drop, chiudendo gli 80 minuti con il titolo di Man of the Match.

Sei mesi più tardi Jonathan è entrato ancora in campo nella vittoriosa partita per 40 a 3 contro Fiji. Quindi, ha giocato in tutte le gare del Cinque Nazioni 1986, torneo chiuso dai Dragoni con 2 vittorie e 2 sconfitte, e in quelle del seguente tour nel Pacifico, dove i ragazzi allenati da Tony Gray hanno battuto nell’ordine Fiji, Tonga e Samoa. La sua visione di gioco, la velocità nel prendere decisioni, il ritmo elevato e la magica capacità di muovere la palla, hanno fatto di Davies un campione. Il Llanelli si è accorto dell’errore commesso in passato e lo ha assoldato fra i propri ranghi.

È stato nel 1987 che Jonathan Davies ha raggiunto l’apice del suo potere. Dopo un deludente Cinque Nazioni, che ha visto i rossi vincere solo contro l’Inghilterra, il ragazzo di Trimsaran ha giocato sei partite nella prima Coppa del Mondo, indossando anche la fascia di capitano contro il Canada. Le sue eccezionali performance in quel torneo hanno portato i gallesi fino al terzo posto, conquistato nella finale di consolazione con un memorabile 22 a 21 ai danni dei Wallabies. Con il ruolo di kicker affidato all’estremo Paul Thorburn, Jonathan non ha avuto modo di realizzare molti punti nell’arco del mondiale, così si è “accontentato” di mettere tra i pali tre drop: due all’Irlanda e uno a Tonga.

Davies ha avuto un ruolo fondamentale anche nella conquista della Triple Crown del 1988, prima con una magistrale prestazione contro l’Inghilterra, battuta 11 a 3 nel loro tempio di Twickenham, quindi con due calci di rimbalzo che hanno garantito la vittoria per 25 a 20 contro la Scozia a Cardiff.

A quel punto, però, le cose hanno iniziato a girare storto per i Dragoni, a cominciare dal tour in Nuova Zelanda, dove tutti i problemi della squadra sono stati evidenziati dagli spietati All Blacks di Buck Shelford. Davies è stato capitano in 4 gare, compresi i due test match, dimostrando di essere l’unico atleta di classe in quella compagine. I due match sono stati persi entrambi con più di cinquanta punti al passivo (52 a 3 e 54 a 9), anche se nel secondo di essi Jonathan ha segnato un’incredibile meta correndo per 90 metri.

Il mediano d’apertura è tornato in patria con alcune idee su come migliorare il rugby gallese, ma è stato ignorato. Così, dopo la cocente sconfitta subita per mano della Romania a Cardiff (9 a 15) è stato messo sulla graticola e usato come capro espiatorio. A quel punto Jonathan ha deciso di cambiare codice e passare al Rugby a XIII, firmando un contratto di 225000 sterline con gli inglesi Widnes Vikings. Il talentuoso atleta è riuscito presto a divenire uno dei personaggi chiave anche nel gioco con 13 giocatori, entrando in pianta stabile nella nazionale gallese e in quella del Regno Unito.

Nel 1991 Davies ha deciso di trascorrere la stagione invernale in Australia, sempre nel XIII, dove ha indossato la divisa dei Bulldogs di Canterbury. Tornato in patria, dal 1993 al 1995 ha giocato con i Warrington Wolfes, con i quali nel 1994 è stato eletto giocatore dell’anno, vincendo il RFL’s Man of Steel Award.

Infine, nel 1995, è tornato nel sud del mondo per giocare ancora  in Rugby League, con i North Queensland Cowboys.

34225Dopo la nascita della figlia Gena, nel 1995, alla moglie Karen è stato diagnosticato un cancro allo stomaco. Anche per questo, e grazie all’avvento del professionismo che gli avrebbe consentito un budget più consistente per il sostentamento alla famiglia, Davies è rientrato nel circuito del rugby a XV, trovando casa presso il Cardiff RFC. Il popolo del rugby gallese ha accolto il ritorno di Jonathan con sentimenti contrastanti. Vi è stata l’euforia per il figliol prodigo, ma anche tristezza per la consapevolezza che le squadre di Rugby League, nella fattispecie Widnes e Warrington, hanno visto il meglio del talento di Davies.

Il giocatore ha fatto il suo ritorno in nazionale nel 1996, contro l’Australia a Cardiff, reclamando la maglia numero 10 dopo essere mancato per ben 67 partite nell’arco di otto anni. Contro i Wallabies, Jonathan ha centrato i pali con quattro penalties, mentre una meta d’intercetto di Gareth Thomas ha dato ai gallesi l’illusione della vittoria. Poi, nell’ultimo quarto, i canguri hanno messo in campo una maggiore convinzione e sono riusciti a chiudere l’incontro 28 a 19 in loro favore.

Nel 1996 una soddisfazione a livello personale per Jonathan, che è stato insignito dell’Ordine dell’Impero Britannico.

Nelle partite del Cinque Nazioni 1997 contro Scozia e Francia, Davies è entrato solo come sostituto di Arwel Thomas. Tuttavia, egli ha avuto ancora il suo momento di gloria giocando apertura nella sfida del 15 marzo contro l’Inghilterra, in quella che è stata la sua ultima gara. Quel giorno, come lui, hanno chiuso con il rugby internazionale anche Will Carling e Rob Andrew. Per la cronaca, la partita è terminata 34 a 15 a favore degli inglesi. Jonathan ha lasciato come regalo d’addio due penalties e la trasformazione della meta di Rob Howley.

La stagione 1996-97 è stata l’ultima da giocatore del mediano di Trimsaran anche a livello di club. Dopo di allora, Jonathan Davies è diventato un popolare commentatore per la BBC per entrambi i codici del rugby, sia in lingua inglese che in quella gallese.

Purtroppo, lo stesso anno Jonathan ha perso la moglie Karen. Davies si era rifiutato di rappresentare i Lions Britannici nel loro tour del 1997 in Sudafrica per prendersi cura di lei. Karen aveva 34 anni e ha lasciato il marito ad allevare tre bambini da solo. A quel punto la vita di Jonathan ha iniziato a scorrere un po’ fuori dai binari, con l’alcol a farla da padrone. La disciplina del suo nuovo lavoro alla TV e il fatto di aiutare i bambini con la scuola, lo hanno aiutato a mantenere la retta via. A quel punto Davies è diventato presidente del Velindre, il Cancer Centre di Cardiff, dove si è gettato nella raccolta fondi con lo stesso vigore col quale era solito avvicinarsi alla linea di meta avversaria sul campo da rugby.

Nel 2002 Jonathan si è risposato con Helen e l”anno successivo è nata Molly, la sua quarta figlia.

Membro attivo della società benefica Wooden Spoon, Jonathan è stato il presidente dei Crusaders, squadra di Rugby League, sino al 2009, quando è stato sostituito da David Watkins.

 

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