John Drake: Il passaggio di una cometa

(di Roberto Vanazzi)

John Drake è stato come una boccata d’aria fresca.” (Andy Dalton)

Valutare John Drake come uno dei più grandi piloni destri ad avere indossato la maglia degli All Blacks potrebbe sembrare, a prima vista, un’esagerazione. Dopo tutto, John è stato un nazionale per breve tempo, come il passaggio di una cometa; è arrivato sulle scene in ritardo, ha accumulato soltanto una dozzina di partite, tra cui otto test ufficiali spalmati su un paio di stagioni, dal 1985 al 1987, e ha svolto solo un tour completo, in Francia alla fine della stagione 1986. La maggior parte del coinvolgimento di Drake con gli All Blacks, però, è avvenuto durante un evento importante come la Coppa del Mondo del 1987. È stato per il suo contributo a quel trionfo che il pilone si è assicurato il diritto ad una posizione di rilievo tra l’élite degli uomini in nero. Il pilone ha disputato cinque delle sei partite del torneo, compresa la finale, formando una prima linea rocciosa con i suoi compagni di Auckland Steve McDowell e l’allora giovane Sean Fitzpatrick.

John Drake

John Drake

John Alan Drake è nato il 22 gennaio 1959 a Aukland. Pur studiando nella sua città natale, presso la Auckland Grammar, da piccolo ha giocato il suo primo rugby a Dunedin e si è messo in mostra con gli Otago Juniors.

In seguito John ha fatto parte del primo XV della Auckland Grammar, insieme con i fratelli Alan e Gary Whetton, ma, nonostante questo, non ha ottenuto molti riconoscimenti nei suoi anni dell’adolescenza e ha saltato tutti i passaggi delle nazionali giovanili, compresi i New Zealand Colts, l’under-21 neozelandese .

Nel 1980 Drake ha giocato per la squadra delle New Zealand Universities nel tour di Hong Kong e Giappone e due anni più tardi ha capitanato lo stesso XV in altre tre partite. Nel 1981, quando già frequentava la locale università, il pilone ha esordito per Auckland, apparendo prima nella selezione B, per poi essere promosso in prima squadra verso la fine della medesima stagione. Ma è successo nel 1982, quando John Hart è diventato coach, che Drake è stato finalmente eletto pilone destro titolare della mischia della provincia.

Con la sua squadra, durante la stagione 1985-86 e in quella successiva, lui, Sean Fitzpatrick e Steve McDowell si sono gradualmente trasformati in una potente front row e questo è stato un fattore importante che avrebbe contribuito al successo degli All Blacks al mondiale del 1987.

Com’era accaduto con Auckland, per John c’è voluto del tempo prima di stabilirsi anche a livello internazionale. Il ragazzo ha partecipato ad un trial degli All Blacks nel 1984, ma poi non ha avuto altre occasioni fino al 1987, quando ha giocato la prova finale del trial di Whangarei, dov’è stato selezionato da Brian Lochore nella squadra che avrebbe preso parte alla Coppa del Mondo di rugby.

Gran parte dello sviluppo di Drake come pilone e la sua superba analisi in mischia sono dovuti dalla sua esperienza in Francia nella prima metà degli anni ’80. Il pilone, infatti, ha giocato per tre stagioni con la squadra di Bourg-en-Bresse. A quel tempo l’US Bressans disputava il campionato di terza divisione, ma ha messo in campo una miscela di giocatori esperti e giovani di belle speranze che gli hanno permesso di raggiungere i 32esimi di finale del campionato francese. John Drake ha svolto un ruolo vitale lì, facendo da chioccia ad atleti come Olivier Joly, Claude Prompt, Jean-Luc Berthaud e Dede Fouquet. Per merito suo Les Violets sono diventati il club francese più famoso in Nuova Zelanda.

Proprio mentre disputava la sua terza stagione in Francia, il pilone è stato convocato per fare il suo debutto con gli All Blacks a causa dei tanti infortuni ai piloni durante il tour in Argentina. John è arrivato come rinforzo in tempo per giocare solo una partita, il 29 ottobre, schierato pilone sinistro contro un club di Mar del Plata.

Drake è tornato a Auckland a metà della stagione 1986, ma non è stato convocato per i test casalinghi di quell’anno, nonostante numerosi titolari non fossero disponibili a causa della sospensione dovuta al tour illegale dei Cavaliers. La buona forma mostrata con Auckland, però, con la squadra che ha difeso ottimamente il Ranfurly Shield (lo ha fatto ininterrottamente per 61 sfide, dal 1985 al 1993) gli ha permesso di ottenere un posto nel tour in Francia, dove ha esordito l’8 novembre a Tolone, a quasi 28 anni, giocando per la prima volta insieme a Fitzpatrick e McDowell.
La Nuova Zelanda capitanata da Jock Hoobs ha vinto 19 a 7, grazie ad un’ottima prova dell’estremo Kieran Crowley, ma nella seconda prova contro la nazionale del Galletto, una settimana dopo a Nantes, la sua mischia è stata crudelmente surclassata. Questo ha portato i critici d’oltremare a concludere che la prima linea degli All Blacks era al di sotto dei migliori standard mondiali. Ciò che è stato trascurato è che proprio in quella sfida né Drake né McDowell era in piena forma e non avrebbero dovuto neppure giocare. Oggi, quasi certamente, i giocatori non sarebbero stati schierati, ma in quei giorni dilettantistici le squadre itineranti si limitavano a non più di 26 giocatori e non c’erano molte valide alternative in caso d’infortuni.

L’anno seguente John era a disposizione di Brian Lochore per disputare la prima edizione della Coppa del Mondo, che si è disputata proprio in Nuova Zelanda.

Drake, Fitzpatrick e McDowell

Drake, Fitzpatrick e McDowell

Quando si pensa alle stelle più luminose della squadra All Black del 1987 vengono in mente, John Gallagher, John Kirwan, Grant Fox e, naturalmente, il capitano David Kirk, tutti trequarti o addetti alla mediana. Tra gli avanti, invece, i nomi che si ricordano sono quelli di Michael Jones, Wayne Shelford e Alan Whetton. Ma altrettanto eroici sono stati i tre uomini in prima linea, anzi, si potrebbe sostenere che il loro contributo sia stato ancora più grande. Fitzpatrick, McDowell e Drake, hanno affrontato la pressione maggiore, in quanto, a seguito della sfida di Nantes dell’anno precedente, erano stati percepiti come il punto debole degli All Blacks. Quello che doveva essere una debolezza, però,  si è dimostrata in realtà la vera forza della squadra. Drake in particolare ha disputato uno splendida torneo, mancando solo la partita d’esordio contro l’Italia, dove al suo posto ha giocato l’esordiente Richard Loe.

Il debutto di John Drake al mondiale è arrivato il 27 maggio a Christchurch, nella sfida che gli uomini in nero hanno vinto con le Fiji 74 a 13. Cinque giorni più tardi gli All Blacks hanno battuto anche l’Argentina, con Drake che ha giocato assieme a Loe, e sono approdati a punteggio pieno ai quarti di finale, dove hanno trovato ad attenderli la Scozia.
Con la gara di Nantes ancora viva nella mente, gli Highlanders sono arrivati al Lancaster Park di Christchurch fiduciosi che con la loro forte ed esperta prima linea, composta da David Sole, il capitano Colin Deans e Iain Milne, avrebbero surclassato gli avversari e vinto la gara. Questa è stata la partita preceduto dalla leggendaria sessione di mischia al Rugby Park supervisionata dall’assistente allenatore Alex Wyllie e, come si è scoperto, questa preparazione, più il fatto di avere sottovalutato il vero valore di Drake e compagni, ha aiutato gli All Blacks a mandare in frantumi gli scozzesi. La vittoria per 30 a 3 contro una delle squadre più in forma del torneo ne ha reso ancora più scontata la conclusione.
In semifinale la Nuova Zelanda ha asfaltato il Galles 46 a 9, superando la linea di meta otto volte, con Drake che ha partecipato all’abbuffata marcando la sua unica segnatura ufficiale con la maglia degli All Blacks.

Il 20 giugno, all’Eden Park di Auckland, è andata in scena la prima finale di un mondiale di rugby, giocata tra la Nuova Zelanda e la Francia, la quale aveva sconfitto in semifinale i Wallabies in quella che è considerata la partita più bella di quel torneo. Quando l’arbitro australiano Kerry Fitzgerald ha dato il via alla battaglia si è capito subito che anche in questo caso non ci sarebbe stato nulla da fare per gli avversari. La Nuova Zelanda ha dominato dall’inizio alla fine, e questo è tutto. L’apertura degli All Blacks Grant Fox ha trascorso la maggior parte del tempo a calciare lungo a caccia di territorio, o tra i pali per mettere sul tabellone qualche punto, piuttosto che scatenare il talento dei propri trequarti. Comunque, i ragazzi di Lochore sono riusciti ugualmente a segnare tre mete, grazie a John Kirwan, a Michael Jones e a David Kirk. Alla fine Pierre Berbizier ha schiacciato l’ovale oltre la linea per l’unica marcatura francese, che ha fissato il risultato sul 29 a 9. Gli All Blacks sono stati eletti campioni del mondo.

Poco prima del terzo tempo che è seguito alla finale, Drake e l’estremo francese Serge Blanco hanno deciso di regalare le loro cravatte a due tifosi. Siccome il rigido protocollo dell’epoca prevedeva che al party tutti dovessero indossare la cravatta, la loro generosità ha comportato che i due atleti ne fossero esclusi. Così, John e Serge hanno festeggiato da soli con una bottiglia di vino rosso nella cucina accanto al salone delle feste.

Terminati i mondiali, il 25 luglio il pilone ha giocato un’ottima gara nella sfida della Bledisloe Cup contro i Wallabies a Sydney, vinta dai neri 30 a 16. È stata questa l’ultima partita internazionale di John Drake. Assieme agli altri atleti della sua fascia d’età, come Joe Stanley, Murray Pierce e Warwick Taylor, è stato escluso dalla rosa quando gli All Blacks sono stati invitati ad un tour in Giappone. Il sospetto è che l’accantonamento di Drake sia stato prematuro. Il pilone, infatti, non aveva ancora compiuto ventinove anni e si trovava nel pieno della maturità atletica. Se si fosse stato nell’epoca del professionismo, forse, John avrebbe proseguito per altre quattro o cinque stagioni.

Per uno che era considerato tra i migliori piloni destri della Nuova Zelanda, John ha avuto una carriera di prima classe straordinariamente breve. Ha giocato più di centodieci partite, di cui 85 erano per Auckland, e appena dodici, tra cui otto match ufficiali, per gli All Blacks.

Terminata la stagione, Drake ha lasciato anche Auckland ed è entrato nei circuiti dei media, prima come commentatore radiofonico al fianco di Peter Montgomery per le gare all’Eden Park, e poi, nel 1998, sulla carta stampata, dove ha ottenuto una sua rubrica fissa per il quotidiano New Zealand Herald. Ma è stato con la sua incursione nelle analisi di rugby per Sky Television che John ha davvero trovato la sua nicchia. L’ex pilone era rispettato per le sue opinioni sempre accorte e incisive, in particolare nell’arte oscura di mischia, e non aveva paura di esprimere un giudizio schietto e onesto.

Con la sua formazione universitaria a sfondo commerciale, Drake si è dedicato con successo anche al mondo degli affari, soprattutto con la Cotton Traders.

Purtroppo, il 13 dicembre 2008 John è morto nella sua casa di Mt Maunganui, colpito da un infarto all’età di 49 anni mentre lavava la sua auto. Ha lasciato la moglie Cathy e tre figlie.

Oggi a Drake è dedicato il torneo provinciale The John Drake Boot Trophy; il trofeo in palio è una scarpetta da gioco placcata in argento. Ogni anno poi, viene assegnata una borsa di studio che porta il suo nome al più meritevole tra gli studenti della Auckland University.

 

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