John Beattie: più forte della sfortuna

(di Roberto Vanazzi)

Tu sei lo studente più difficile che abbiamo avuto in questa scuola. Senza dubbio giocherai a rugby per la Scozia.” (Il preside di John Beattie alla Uplands School)

Negli anni ottanta la Scozia ha avuto un’abbondanza di eccellenti flankers: i gemelli Jim e Finlay Calder, John Jeffrey, Ian Paxton, David Leslie e John Beattie. Tralasciando per un istante le sue abilità di rugger, John può essere preso ad esempio come il prototipo di una persona che riesce a mantenere il senso della realtà di fronte all’estrema sventura personale e ricominciare da zero per realizzare nuove ambizioni. Beattie, infatti, è stato martoriato da una serie innumerevole di infortuni debilitanti, che lo hanno costretto a perdere molte gare e che hanno seriamente rischiato di porre fine alla sua carriera proprio quando era al top. Lui, però, ogni volta si è rialzato ed tornato in campo più forte di prima; più forte anche della sfortuna.

John Beattie

John Ross Beattie è nato il 27 novembre 1957 nel Borneo, dove suo padre era dirigente di un azienda produttrice di gomme, e ha vissuto in Malesia fino all’età di undici anni. Lì il bambino ha studiato presso la Uplands School, scuola inglese di Penang, dove c’erano ragazzi provenienti da Nuova Zelanda, Scozia e Irlanda, con i quali John ha iniziato a giocare a rugby quando avevo circa sei anni.

Una volta arrivato in Scozia, Beattie ha giocato a rugby per la scuola di Glasgow presso la quale studiava, prima di passare all’università dove si sarebbe laureato in ingegneria civile. John ha giocato anche per la Scozia B, con la quale è andato a vincere in casa della Francia. È stata quella la prima volta che la squadra B francese ha perso in casa.

Questo flanker ha fatto il suo debutto in nazionale nel Cinque Nazioni del 1980, a 23 anni, in una partita in cui gli scozzesi sono stati sconfitti 22 a 15 dall’Irlanda. Quindi, ha disputato anche tutti gli altri incontri di quel torneo, dove l’unica vittoria è arrivata tra le mura amiche di Murrayfield contro la Francia (22 a 14).

Ad ogni modo, le ottime performance di John gli sono valse la chiamata dei British Lions per il loro tour in Sudafrica. Purtroppo per lui, in quel periodo i Leoni allenati da Noel Murphy erano ben sistemati con gli avanti, proponendo in terza linea gente come gli irlandese John O’Driscoll e Colm Tucker e i gallesi Derek Quinnell e Jeff Squire. Così i suoi servizi non sono stati necessari per nessuno dei test match.
Per la cronaca, gli uomini di capitan Bill Beaumont hanno perso le prime tre gare, salvando infine l’onore nella quarta, con i sudafricani ormai paghi per la conquista della serie.

Quando è tornato dal tour, John ha ottenuto il suo primo lavoro come ingegnere civile, a Edimburgo. Il ragazzo lavorando sette giorni la settimana per 4.000 Sterline all’anno.

La stagione 1981 ha visto la Scozia migliorare le proprie prestazioni rispetto l’anno precedente, avendo vinto entrambe le partite casalinghe del Cinque Nazioni: contro Galles (15 a 6) e Irlanda (10 a 9). Nel 1982, però, John non ha disputato nessuna partita a causa di un infortunio.

Il 1983 è stato un anno di alti e bassi per il XV del Cardo, anche se gli uomini del nord sono stati in grado di registrare una rara vittoria contro l’Inghilterra a Twickenham (22 a 12), che fino a questo momento risulta essere l’ultima vittoria degli scozzesi nel tempio ovale londinese.

Quell’anno John è stato ancora convocato dai British Lions, questa volta con destinazione Nuova Zelanda, dove ha fatto una comparsa come sostituto di Ian Paxton nel secondo test match a Wellington, perso 9 a 0. Tutti i punti della Nuova Zelanda nel primo tempo sono arrivati per mano di Dave Loveridge e Alan Hewson, con i Lions di Jim Telfer che non sono stati in grado di costruire la loro solida difesa e hanno mancato un’ottima chance di vittoria. La serie, da un punta di vista di risultati, è stata pessima, con i britannici che sono tornati in patria con quattro sconfitte in altrettante sfide.

John Beattie of the Lions

Più tardi, John ha fatto parte della squadra scozzese che ha pareggiato 25 a 25 con i medesimi All Blacks a Murrayfield, un promettente auspicio per la stagione che sarebbe seguita. Il 1984, infatti, è stato l’anno del Grande Slam, con la decisiva vittoria dell’ultima giornata a Murrayfield con la Francia, che si trovava a pari punti. Purtroppo Beattie ha disputato solo una piccola parte di quella stagione, a causa di un infortunio alla rotula, e in quel Cinque Nazioni ha giocato solamente nella vittoriosa sfida per 18 a 6 contro l’Inghilterra.

Tuttavia lo stesso anno, con grande perseveranza, il flanker è tornato per affrontare la Romania e l’Australia. Il test contro i giallo-blu è stato vinto 28 a 22 nella bolgia di Bucarest, ma i conquistatori del Grande Slam hanno avuto una severa lezione di rugby moderno ad opera dei Wallabies ad Edimburgo, dove hanno perso 37 a 12.

Faticando ancora, John Beattie ha fatto una sola apparizione anche nel 1985, una gara contro l’Irlanda persa 15 a 18. Poi, però, è riuscito ad essere in campo in tutti e quattro gli incontri del Cinque Nazioni del 1986, un torneo che la Scozia ha vinto in condivisione con la Francia. Fra le tre vittorie spiccano il 33 a 6 contro l’Inghilterra e quella al cardiopalma con la Francia della prima giornata, terminata 18 a 17.
Quella con l’Inghilterra è stata una delle più grandi performance della Scozia, resa ancora più dolce dall’arroganza dei loro avversari. Gli Highlanders hanno contrastato gli inglesi in ogni parte del campo e hanno segnato mete con Matt Duncan, John Rutherford e Scott Hastings, mentre il fratello di quest’ultimo, Gavin, ha centrato l’acca con otto calci. Questo rimane ancora oggi il miglior risultato ottenuto dagli scozzesi contro gli odiati “cugini del sud”.

In quel momento John Beattie si trovava all’apice della forma e la stagione 1987 è stata molto promettente, essendo anche diventato capitano della propria nazionale durante il tour pre-stagione in Spagna. Poi, sette anni dopo il suo debutto, John ha finalmente marcato la sua prima meta internazionale in un’emozionante gara contro la Francia a Parigi, finita con la sconfitta per 22 a 28. Siccome l’appetito vien mangiando, il flanker ne ha segnata subito un’altra al Galles nel match successivo, vinto dagli scozzesi 21 a 15.

Purtroppo, un altro incidente ha sancito la fine della carriera di John e gli ha negato la possibilità di capitanare ancora la Scozia, nonché di giocare la prima Coppa del Mondo di rugby. La sua ultima gara, giocata il 4 aprile 1987 a Twickenham, contro l’Inghilterra, si è risolta con una sconfitta per 12 a 21.

Comunque sia, Beattie non si è soffermato troppo a lungo a meditare sulla propria sventura e si è immediatamente fissato nuovi obiettivi. Infatti, si è subito fatto un nome come scrittore, prima per il Sunday e in seguito per l’Herald e per lo Scottish Rugby Magazine. Quindi è diventato anche commentatore televisivo e radiofonico.

Nel 2004 l’ex flanker di Scozia e British Lions è stato uno dei candidati per il posto di Rettore della Università di Glasgow, mentre 2 anni più tardi è diventato allenatore della squadra della West Scotland.

L’avventura ovale di questo grande atleta continua ai giorni nostri attraverso suo figlio Johnnie, giocatore del Montpellier, anch’egli flanker, che si è guadagnato il primo cap con la maglia della Scozia nel 2006, in una gara contro la Romania.

 

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