Jo Maso: il cavaliere biondo

(di Roberto Vanazzi)

Non dimenticate mai che questo gioco è stato inventato per unire le persone e non per dividerle.” (Jo Maso)

Trequarti centro e anche mediano d’apertura di Tolone, Perpignan e Narbonne, Jo Maso ha guadagnato venticinque caps per la nazionale francese dal 1966 al 1973, conquistando il primo Grande Slam nella storia del XV di Francia nel 1968. Il ragazzo avrebbe potuto ottenere più caps con i Blues, ma a causa dei capelli lunghi e della fama di ribelle è stato spesso accantonato dai selezionatori.

Una volta smesso di giocare, Jo è diventato il numero uno del rugby francese, una posizione che ha tenuto dal 1995 al 2011. Durante il suo mandato il team di Francia ha vinto cinque volte il Grande Slam e raggiunto due finali di Coppa del Mondo.

Jo Maso

Joseph Maso, detto Jo, è nato il 27 dicembre 1944 a Tolosa. Figlio di Jep Maso, dipendente comunale e figura leggendaria del Rugby a XIII, tra le fila dell’AS Carcassonne e del XIII Catalan, prima che il governo di Vichy dichiarasse “fuorilegge” il nuovo gioco dei Catari. Jo era un bambino che aveva ereditato dal padre il perfezionismo e il cromosoma dell’attacco e ha iniziato la sua avventura in Ovalia nel 1959 proprio nel Rugby a tredici giocatori con la squadra giovanile dei Blanc, Rouge et Doré catalani, con i quali ha conquistato un campionato francese di categoria.

Nel 1962 Jo è passato al rugby a XV e si è schierato tra le fila del RC Toulon, dove ha giocato due stagioni prima di aggregarsi all’USA Perpignan, all’epoca chiamata Union des Sports Athlétiques Perpignanais.
Nel 1965, alla sua prima stagione allo Stade Aimé-Giral, il trequarti è arrivato a giocarsi la finale della Challenge Yves du Manoir, la Coppa di Francia, perdendo 3 a 5 contro l’US Cognac.

Alla fine del Cinque Nazioni 1966 il XV di Francia allenato da Jean Prat ha visto il fenomenale trequarti centro André Boniface porre fine alla sua carriera internazionale. Nel mese di aprile, in una gara contro l’Italia di Antonio di Zitti a Napoli, è stato fatto debuttare al suo posto Jo Maso. In coppia al centro con Jean-Claude Lagrange, che ha disputato la sua unica partita in maglia blu, Jo ha segnato una meta, aiutando in quel modo la Francia del capitano Michel Crauste, alla sua ultima sfida con la maglia nazionale, a vincere facilmente per 21 a 0.

Maso era ancora presente, associato al trequarti centro debuttante Claude Dourthe, nella seguente partita che i francesi hanno disputato nel mese di novembre contro la Romania a Bucarest; incontro vinto 9 a 3.

L’accoppiata centrale Maso-Dourthe è scesa in campo anche il 14 gennaio 1967, in apertura del Cinque Nazioni, a Colombes contro la Scozia. Purtroppo, il ragazzo di Tolosa ha lasciato il campo poco prima della fine del primo tempo a causa di una distorsione al ginocchio ed è stato costretto a sedere in tribuna per il resto del torneo, che ha visto i Blues arrivare primi.

Il 27 dicembre successivo, a Nantes, Jo è stato schierato apertura nella sfida con la Romania, giocando al fianco del mediano di mischia Jean-Henri Mir.

Nel 1968 Maso è passato al Racing Club di Narbonne, ma ha disputato la sua prima stagione schierato con la squadra B a causa di questioni legali.

Didier Codorniou, François Sangalli e Jo Maso

Didier Codorniou, François Sangalli e Jo Maso

Per quanto riguarda la nazionale, nel 1968 la Francia, guidata dal nuovo allenatore Fernand Cazenave, ha conquistato il suo primo Grande Slam. Dopo il successo dell’anno precedente, nel ’68 la generazione di giocatori francesi chiamata Chelemardsi ha firmato quattro vittorie consecutive. Erano passati circa 50 anni da quando i Blues erano entratati nel prestigioso torneo; avevano ottenuto prestigiose vittorie, per sei volte era arrivati in cima alla classifica, ma lo scopo non troppo segreto era quello di conquistare il Grande Slam e ottenere la consacrazione definitiva di fronte alle quattro Union britanniche.
Il ragazzo di Tolosa ha disputato la prima partita a Murrayfield, il 13 gennaio, allineato al centro con Jean Trillo. I francesi hanno vinto 8 a 6 grazie ad una meta di Bernard Duprat (la meta allora valeva tre punti), una di André Campaès e la trasformazione di Guy Camberabero.
Assente per infortunio nelle partite contro l’Irlanda, dove ha debuttato il mediano di mischia Jacques Fouroux, futuro allenatore della nazionale francese con un passaggio anche a L’Aquila, e contro l’Inghilterra, Jo ha ritrovato la maglia blu durante l’ultima sfida contro il Galles di Keith Jarrett e Gareth Edwards.
Questa gara è andata in scena il 15 marzo 1968. Una settimana prima l’Inghilterra aveva battuto la Scozia 8 a 6 e la Francia si era assicurata matematicamente la vittoria del torneo. Dopo 80 minuti di una partita giocata sul campo fangoso dell’Arms Park, i Galletti hanno battuto i Dragoni 14 a 9. Guy Camberabero ha fatto registrare una trasformazione, un penalty e un drop, suo fratello Lilian e Christian Carrère hanno varcato entrambi la linea proibita. Il XV di Francia ha vinto il suo primo Grande Slam e ha finalmente ricevuto un riconoscimento da parte delle quattro nazioni britanniche.
Ventisette diversi giocatori sono stati utilizzati dagli allenatori nell’arco del torneo. Gli unici ad aver giocato tutti i match sono stati Christian Carrère, Elie Cester, André Campaès e Walter Spanghero.

Maso ha in seguito disputato una partita contro la Cecoslovacchia. Quindi, in primavera, ha fatto parte della squadra che ha intrapreso un tour in Nuova Zelanda e Australia.
Durante i primi due test con gli All Blacks, vinti dai padroni di casa 12 a 9 e 9 a 3, Jo ha giocato trequarti centro in coppia con Jean Trillo, mentre Pierre Villepreux, Andrea Piazza e André Campaès formavano il triangolo allargato. Apertura era il capitano Claude Lacaze. Durante la prova finale a Auckland, invece, il ragazzo si è spostato nella posizione di apertura al posto di Lacaze, formando la mediana con il numero 9 Jean-Louis Bérot. Jean-Pierre Lux ha giocato trequarti centro e Christian Carrère ha ricevuto la fascia da capitano. Gli All Blacks hanno trionfato ancora una volta, 19 a 12, ma il gioco francese ha entusiasmato il pubblico e la stampa neozelandese, tant’è che il titolo del New Zealand Herald recitava “Gli All Blacks hanno vinto il test, ma i francesi hanno vinto con il cuore“.
Maso ha giocato apertura anche con l’Australia a Sydney, dove Les Blues hanno ottenuto un’altra sconfitta onorevole: 10 a 11. Considerato dai critici sino a quel momento un giocatore dotato di un placcaggio troppo morbido, il trequarti di Tolosa ha fatto loro cambiare idea durante questo tour, dove ha messo in pratica le lezioni difensive imparate nel rugby a XIII, che lo hanno fatto paragonare ad un diavolo.

A causa di un infortunio ad una mano Maso è stato assente in entrambi i test casalinghi che la Francia ha giocato con gli Springboks in novembre. Il trequarti ha giocato nuovamente il mese seguente, schierato centro per sfidare la Romania a Bucarest, con i Galletti che si sono imposti 15 a 14.

Dopo due sconfitte nel torneo nel 1969, con la Scozia e l’Irlanda, entrambe giocate al centro della backline, Jo è stato uno dei molti giocatori, tra cui Christian Carrère, Walter Spanghero, Jean Gachassin, Michel Yachvili e Jean Salut, che sono stati sostituiti nella seguente sfida contro il XV della Rosa. A seguito di un’altra sconfitta, Maso è tornato per affrontare il Galles a Colombes, dove ha giocato apertura al fianco del compagno di squadra del Narbonne Gérard Sutra. Le due squadre hanno pareggiato 8 a 8 e Les Blues hanno così evitato di passare dal Grande Slam al Whitewash.

Terminato il torneo, il ragazzo di Tolosa ha disputato tre partite per i Barbarians, unico francese invitato assieme ad André Campaès. Nell’arco di quattro giorni, dal 5 all’8 aprile 1969, sono state affrontate le squadre di Cardiff, Swansea e Newport, con i Baa-baas che hanno vinto le ultime due sfide e perso con il XV della capitale.

Assente dalle selezioni francesi per tutto il 1970 e per il Cinque Nazioni dell’anno successivo, Maso ha ritrovato il livello internazionale nel mese di aprile del 1971, schierato tra le fila del President XV che ha sfidato l’Inghilterra nel centenario della federazione francese. Il President ha vinto 28 a 11.

Nel mese di giugno, sempre del 1971, il trequarti è stato selezionato da Fernand Cazenave per un tour in Sudafrica. Jo ha disputato entrambe le prove ufficiali, sfociate nella sconfitta per 9 a 22 a Bloemfontein e, una settimana più tardi, nel pareggio 8 a 8 di Durban. Durante quest’ultima gara Maso ha subito una lussazione acromio-clavicolare a seguito di un placcaggio. Da questo tour, sino alla fine della sua carriera, il ragazzo di Tolosa avrebbe giocato sempre schierato centro, con il ruolo di apertura affidato a Jean-Louis Berot.

Jo è tornato ad indossare ancora la maglia con il galletto a dicembre, contro i rumeni a Béziers, segnando una delle quattro mete francesi.

Nel 1972 Maso ha mancato le prime due partite del Cinque Nazioni, due sconfitte con Scozia e Irlanda, ma è sceso in campo per l’incontro contro gli inglesi, vinto con il punteggio di 37 a 12, con sei marcature dei Blues, e nella sconfitta per 6 a 20 subita a Cardiff l’ultima giornata.

A giugno la Francia ha intrapreso un tour in Australia. Maso non ha disputato il primo test match di Sydney, sfociato in un 14 a 14, ma ha trovato posto a Brisbane, in una linea di trequarti composta, oltre che da lui, da Dourthe, Trillo e Lux, quando ha realizzato una doppietta che ha regalato ai suoi la vittoria per 16 a 15.
Il ragazzo ha realizzato due mete anche nella partita infrasettimanale con New South Wales South, dove ha giocato come ala.

 

Assente per scelta dei selezionatori nella solita sfida dicembrina con la Romania, Maso ha indossato la divisa del team di Francia il 24 marzo per affrontare il Galles al Parc Des Princes, nel Cinque Nazioni 1973. I Blues del nuovo coach Jean Desclaux, capitanati da Walter Spanghero, hanno vinto 12 a 3.
Jo è stato ancora presente nel centro della trequarti, in coppia con Christian Badin, anche nell’ultima sfida del torneo, persa 4 a 6 per mano dell’Irlanda di Willie-John McBride, Fergus Slattery e Mike Gibson. Quello è stato l’anno in cui, caso unico nella storia, il Cinque Nazioni è terminto con tutte le squadre a pari merito, con due vittorie ciascuna.

Nel corso del 1973 il trequarti di Tolosa ha giocato due nuovi incontri con la maglia blu: contro il Giappone a Bordeaux, vincendo 30 a 18, e con la Romania a Valence d’Agen, un altro trionfo per 7 a 6.

Poco prima dell’inizio del torneo del 1974 Jo ha disputato la tradizionale sfida tra Probabili e Possibili: la vittoria di questi ultimi ha privato Maso della chiamata da parte dei selezionatori. Per questo motivo la gara con la Romania del 11 novembre dell’anno precedente è stata l’ultima del trequarti per la propria nazionale.

Con la Francia Jo Maso ha totalizzato venticinque caps e segnato quattro mete. Ha vinto dodici partite, ne ha perse undici e ha conseguito due pareggi. L’avere giocato poco per la nazionale si dice fosse dovuto al fatto che il ragazzo portava i capelli lunghi e aveva la fama di ribelle, anche se lui ha sempre detto che: “Non è stato a causa dei capelli lunghi. Jean-Pierre Rives è arrivato due anni dopo di me e ha giocato il doppio del tempo. Il mio errore è stato quello di aver dichiarato la mia ammirazione per Les Boni.” I fratelli Boniface, eroi della passata generazione, erano in quel periodo invisi da chi governava il rugby transalpino.
Maso ha sempre rifiutato anche l’appellativo di ribelle che gli era stato appiccicato addosso: “Ho avuto troppi sostenitori della stampa e troppi riconoscimento tra i giocatori per essere considerato un ribelle.”

Nel 1974 Jo ha vinto con il Narbonne la finale dell’Yves du Manoir contro il Brive, con il punteggio di 19 a 10. Lo stesso anno Les Blacks de Méditerranée hanno disputato anche la finale del campionato francese, uscendo sconfitto 14 a 16 per mano del Béziers a causa di un drop dell’apertura Henri Cabrol all’ultimo minuto.

Le due squadre si sono incontrate di nuovo l’anno successivo, durante la semifinale del Challenge Yves du Manoir, con il Beziers che ancora una volta ha vinto la sfida 21 a 9. Il Narbonne di Maso e Walter Spanghero ha fallito pure la semifinale del campionato di Francia con il Brive.

Nel 1977, l’anno in cui si è sposato, Maso è tornato al Perpignan, dove nel 1983 ha terminato la sua carriera di giocatore.

Nel dicembre 1995, quando il Manager Generale della nazionale francese André Herrero si è dimesso, per protestare in particolare contro il rifiuto della Federazione di nominare Pierre Villepreux al fianco di Jean-Claude Skrela sulla panchina della nazionale, Jo Maso ha preso la sua poltrona.

All’inizio del 1997 il ruolo dell’ex trequarti centro è aumentato in qualità quando è stato eletto Presidente del Comitato dei Selezionatori. Il compito di Jo era quello di organizzare gli allenatori, la federazione, i giocatori, e di occuparsi dei contratti che regolano la vita di una squadra; un lavoro enorme se si pensa che la squadra in questione è una nazionale di alto livello. La sua frase preferita, che lo avrebbe fatto finire nei guai se si fosse trattato di politica, era: “Sono qui per fare un favore ai miei amici.“.
È stato lui a nominare finalmente Pierre Villepreux assistente allenatore di Jean-Claude Skrela, creando il binomio che già aveva lavorato insieme al Tolosa, vincendo tre Bouclier de Brennus.

Il trio Maso-Villepreux-Skrela ha portato la Francia alla conquista di due Slam consecutivi al Cinque Nazioni, nel 1997 e l’anno successivo, e di un secondo posto alla Coppa del Mondo del 1999, con la leggendaria vittoria in semifinale contro gli All Blacks.

Nel 2000 la Francia targata Jo Maso è entrata nel Sei Nazioni con Bernard Laporte in panchina. Dopo un secondo posto nel torneo inaugurale, la squadra francese ha realizzato il Grande Slam nell’edizione del 2002 e poi ancora nel 2004, grazie ad una vittoria nell’ultima partita contro i campioni del mondo dell’Inghilterra.
Nonostante la sconfitta in Scozia nella prima giornata del torneo del 2006, il XV di Laporte ha vinto ugualmente il torneo. Stesso discorso per l’anno successivo, Sei Nazioni in bacheca con una sola battuta d’arresto a Twickenham.

Prima dell’inizio della Coppa del Mondo 2007, che si è disputata proprio in Francia, Maso ha esteso per altri quattro anni il proprio contratto come manager. Il torneo iridato, però, è stato un fallimento per la squadra di Francia, la quale, nonostante le aspettative, si è dovuta accontentare di un quarto posto che le andava stretto.

Nel 2008 Marc Lievremont è stato nominato allenatore della nazionale, coadiuvato da Émile Ntamack e Didier Retière. Questo trio era assistito da un comitato di selezione composto da Jo Maso, Jean-Claude Skrela, dal vice-presidente della Federazione Jean Dunyach e da Philippe Sella in qualità di responsabile dell’Under 20. La squadra è emersa nel giugno del 2009, quando a Dunedin ha conseguito una vittoria con All Blacks. È stato questo il quarto successo dei Blues sul suolo del Paese della Lunga Nuvola Bianca. Nel 2010, invece, Lievremont ha ottenuto il successo del Grande Slam.

Nel 2011 la Francia è arrivato seconda, subendo due sconfitte con l’Italia e l’Inghilterra. Nonostante le critiche sulla gestione Lievremont, Maso si è dimostrato solidale con il CT e gli ha rinnovato la fiducia in vista della la Coppa del Mondo in Nuova Zelanda. La fiducia è stata ripagata, in quanto Les Blues sono arrivati per la terza volta nella loro storia a giocarsi una finale mondiale, persa di un solo punto, 7 a 8, con i padroni di casa.

Prima della semifinale contro il Galles Maso aveva annunciato di voler mettere la parola fine al suo ruolo di direttore al termine della Coppa del Mondo, pur rimanendo all’interno della Federazione, dove è stato eletto fino alla fine del 2012. L’ex trequarti ha dichiarato che era ora di avere un manager più giovane di lui alla guida del rugby francese. Questo impegno è stato confermato con la nomina ad allenatore di Philippe Saint-André, il quale desiderava occupare un ruolo di allenatore-manager, coadiuvato sul campo da uomini quali Yannick Bru e Patrice Lagisquet. Maso si è visto inizialmente nominare presidente del comitato di selezione, composto da Yannick Bru, Patrice Lagisquet, Fabién Pelous, Jean-Claude Skrela, Philippe Sella, con il solito incarico all’Under 20, Jean Dunyach, vice presidente della FFR responsabile del alto livello, e lo stesso Saint-André.
Nel dicembre 2012 tale comitato di selezione è stato cancellato: conservato fino a tale data per ragioni di stato. Questa eliminazione è avvenuta per volontà della federazione di dare più responsabilità agli allenatori, come negoziato con Philippe Saint-André prima della firma.

Nel 2015, a seguito della fallimentare Coppa del Mondo disputata in Inghilterra, Jo ha fatto parte della commissione per nominare il nuovo allenatore del XV di Francia sotto la presidenza di Pierre Camou, al fianco di Serge Blanco, Dunyach Jean, Jean-Claude Skrela, Jean-Pierre Lux e Didier Retière. La commissione ha affidato il lavoro a Guy Noves, coach dello Stade Toulousain dal 1993.

Nel 2003 Jo è diventato il quinto francese ad essere introdotto nella International Rugby Hall Of Fame, dopo Serge Blanco, Jean-Pierre Rives, Philippe Sella e Jean Prat.

Maso, che ha creato una griffe di prêt-à-porter, è anche il fornitore della Nike in Francia.

 

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