Jean Prat: l’extraordinaire Monsieur Rugby

(di Roberto Vanazzi)

Il rugby è uno sport. Al di là del risultato, è un modo di essere e di comportarsi.” (Jean Prat)

Non era né il più grosso né il più potente; neppure il più veloce. Jean Prat, però, sapeva fare tutto, tanto con le mani quanto con i piedi. Amante dei dettagli e della perfezione, il francese era un flanker eccezionale, ma poteva eccellere in quasi tutti i ruoli e possedeva una forma fisica superiore rispetto ai rugbisti del suo tempo, acquisita grazie alla corsa campestre e all’alpinismo. E poi, era un leader incredibile: “Alcuni sono fatti per comandare, altri no. Io appartengo alla prima categoria“, ha detto per giustificare la sua autorità.
Nel gioco del tempo il flanker aveva per missione semplicemente quella di rafforzare la linea arretrata. In possesso di un fiato inesauribile, Jean ha messo a disposizione le sue doti anche in fase di attacco, segnando mete, raccogliendo palle perse e giocando al piede, sentendosi spesso abbastanza sicuro da calciare tra i pali drop decisivi. Il suo soprannome, Mr. Rugby, affibbiatogli dal giornalista inglese Pat Marshall nel 1955, sarebbe sufficiente per individuare questo giocatore straordinario.

Jean Prat era spietato in ogni gesto tecnico e rispettoso dei valori collettivi del rugby, ma non aveva un carattere facile: era solitario e scontroso. Una volta ha schiaffeggiato nel mezzo di una partita suo fratello minore Maurice, anch’egli atleta internazionale nel ruolo di trequarti centro, per non avere passato la palla. In allenamento cronometrava il tempo che impiegava la palla a lasciare il pack e arrivare tra le mani dell’ala, spingendo tutti a compiere il movimento giusto.
Da capitano Jean ha condotto la Francia alla conquista dei primi due titoli del Cinque Nazioni della sua storia e, sempre da capitano, ha vinto ben sei campionati francesi con l’F.C. Lourdes, club al quale ha dedicato tutta la sua vita rugbistica.

Jean Prat

Jean Prat

Jean Prat è nato il 1 agosto 1923 a Lourdes, fatto questo che ha portato a dire che fosse un giocatore miracoloso e dato origine al suo soprannome, l’Extraordinaire. In effetti Jean ha dimostrato sin da piccolo di possedere un notevole talento per quanto riguarda la palla ovale, probabilmente ottenuto per uno straordinario regalo del destino. Suo padre, che faceva il contadino, ha venduto un campo ai dirigenti del F.C. Lourdes, i quali vi hanno costruito lo stadio Antoine-Beguere. Così, il ragazzo ha vissuto la sua infanzia in una casa adiacente al luogo delle sue imprese future, guardando le partite e trascorrendo lunghe ore ad affinare la sua condizione fisica e a ripetere i gesti che avrebbero fatto di lui un fuoriclasse.

La squadra della sua città natale ha scoperto Jean Prat nel 1939, facendolo esordire a soli 16 anni. A quel punto, però, il ragazzo è stato chiamato alle armi ed è partito per combattere la Seconda Guerra Mondiale, dove, nel 1941 è stato fatto prigioniero dai tedeschi.

Tornato in patria, Jean ha ripreso le attività rugbistiche e il 1 gennaio 1945 ha disputato la sua prima sfida con la maglia della nazionale francese; un match a Parigi contro il XV dell’esercito britannico. Era una squadra tutta nuova quella dei Bleus, con ben 13 esordienti. Solo il capitano Pierre Thiers, flanker al fianco di Prat, e il mediano d’apertura Joseph Desclaux contavano già caps prima della guerra. Jean ha realizzato due trasformazioni quel giorno, che hanno contribuito a far vincere la Francia 21 a 9.
Il 28 aprile seguente, due giorni prima della morte di Adolf Hitler, è andata in scena la rivincita a Richmond; questa volta a trionfare sono stati i militari britannici.

Il 1 gennaio 1946 la Francia ha sfidato nuovamente l’Esercito Britannico a Parigi. I padroni di casa hanno vinto 10 a 0 e la sfida ha visto Prat segnare la prima meta con la divisa della nazionale.

Sempre nel 1946 il Lourdes ha raggiunto la finale del primo campionato francese del dopoguerra. Il 24 marzo, a Parigi, la squadra di Jean Prat si è giocata il titolo con la Section Paloise, club con sede a Pau, perdendo 0 a 11.

A causa dell’indisponibilità di molti giocatori ancora sotto le armi, in quel periodo si disputavano soltanto match ufficiosi. Finalmente, il giorno di capodanno del 1947, è ricominciato il Cinque Nazioni. La Francia era stata riammessa al torneo nel maggio del 1939, dopo l’estromissione avvenuta nel 1932 dovuta al fatto che alcuni giocatori avevano percepito somme di denaro, ma lo scoppio della guerra ha fatto slittare il rientro.
La prima sfida dei francesi nell’antico campionato, dopo 15 anni di attesa, è andata in scena a Colombes contro la Scozia, con i padroni di casa che hanno vinto 8 a 3 e Jean che ha calciato tra i pali una trasformazione.
Tre settimane più tardi Les Blues hanno espugnato Dublino, vincendo con un risultato di 12 a 8, frutto di quattro mete, tra cui una di Prat.
A quel punto, però, sono arrivate le note dolenti. La Francia ha perso 0 a 3 in casa con il Galles e poi è caduta 3 a 6 a Twickenham l’ultima giornata, dove Prat ha realizzato un calcio di punizione. Le due nazionali, quella di Galles e Inghilterra, si sono aggiudicate il torneo a pari merito.

Il Cinque Nazioni del 1948 se lo è aggiudicato l’Irlanda di Jack Kyle, con tanto di primo Grande Sam della sua storia. Per i Galletti è da ricordare il primo successo sul terreno del Galles, a Swansea, con il risultato di 5 a 3. Per Prat, invece, è da ricordare la meta segnata all’Inghilterra a Colombes.

L’anno seguente la Francia è diventata la prima nazionale europea a compiere un tour in Argentina. Les Bleus hanno vinto tutti i dieci incontri disputati, compresi due test match. Nel secondo di essi Jean ha marcato una meta e centrato i pali con un drop e un penalty.

I francesi hanno gustato la loro  prima vittoria a Twickenham nel 1951. Prat, tanto per cambiare, ci ha messo del suo, marcando una meta, da lui stesso trasformata, e calciando un altro dei suoi micidiali drop-kick. Quell’anno la Francia ha terminato il Cinque Nazioni al secondo posto, alle spalle dell’Irlanda, contro la quale i Coqs hanno subito l’unica sconfitta, tra l’altro per un solo punto: 8 a 9 a Dublino.

Il 17 maggio 1952 i francesi hanno conquistato la Coppa FIRA dopo avere battuto l’Italia all’Arena Civica di Milano per 17 a 8, con Prat che ha realizzato due piazzati e una trasformazione. Durante il Cinque Nazioni il ragazzo era andato oltre la linea bianca due volte: nelle sfide con la Scozia e l’Irlanda. Grazie ai tiri dalla piazzola, il flanker ha totalizzato venti punti nell’arco del torneo.

Nel Cinque Nazioni del 1953 di punti Jean non ne ha segnato nessuno, ma ha guadagnato i gradi di capitano della nazionale. La Francia, purtroppo, ha perso tre gare su quattro, vincendo solo contro una Scozia che ha chiuso il torneo in whitewash.
Les Blues si sono rifatti parzialmente della delusione battendo a Lione un XV italiano guidato da Renzo Maffioli e Lucien Saby.

La stagione successiva i Galletti sono tornati in auge e hanno trionfato in tre partite su quattro, perdendo solo per mano del Galles. La squadra, anche se a pari merito con l’Inghilterra e gli stessi gallesi, ha raggiunto per la prima volta il vertice del torneo.

Proprio in mezzo al Cinque Nazioni, a spezzare in due la competizione, c’è stata la sfida di Parigi con gli All Blacks capitanati dal grande Bob Stuart. La Francia ha vinto 3 a 0, grazie ad una meta di Jean Prat, centrando in quel modo il primo successo sui neozelandesi della loro storia.

Il 1955 è stato l’ultimo anno di rugby internazionale per il flanker di Lourdes.
La Francia ha iniziato il suo Cinque Nazioni l’8 gennaio, strapazzando la Scozia 15 a 0 con quattro mete realizzate, compresa la nona personale di Jean: nove, come le sinfonie di Beethoven.
Due settimane più tardi Les Bleus hanno vinto a Dublino con il risultato di 5 a 3. Mentre i ragazzi in maglia blu subivano gli assalti finali dei padroni di casa, il capitano Prat ha gridato loro: “ci hanno smerdato per un centinaio di anni, si può ben resistere cinque minuti!”.
Il 26 febbraio è arrivata anche la seconda vittoria francese a Twickenham; un 16 a 9 realizzato grazie a due drop di Jean Prat, oltre alle marcature di Michel Celaya e Robert Baulon. È stato dopo questo successo che il giornalista inglese Pat Marshall ha coniato per Prat il soprannome di Mr. Rugby.
Il 26 marzo 1955 tutta la Francia ovale ha invaso Parigi per cantare, bere, insomma, per festeggiare il primo Grande Slam che sembrava dovesse approdare in terra francese. Invece, il Galles ha rotto le uova nel paniere, vincendo 16 a 11. Jean, che durante la gara ha calciato in mezzo ai pali un altro drop, al fischio finale è stato portato in trionfo dagli avversari, che hanno voluto così tributare al campione il giusto saluto per quella che è stata la sua ultima partita del torneo.
Anche se a pari merito con il Galles, i francesi hanno conquistato il loro secondo titolo del Cinque Nazioni.

Jean ha detto addio alla nazionale quindici giorni dopo, quando ha giocato e vinto una sfida a Grenoble contro l’Italia. A lungo il giocatore ha detenuto il record mondiale di punti segnati da un attaccante: 145, suddivisi in 9 mete, 26 trasformazioni, 17 penalties e 5 drop, in 51 partite. Si è dovuto attendere il 2000 prima che l’australiano John Eales lo superasse. Nell’arco della sua carriera il ragazzo di Lourdes ha mancato solo una partita a causa dell’influenza, nel 1951 con L’Irlanda, e ha lasciare il campo solo una volta, e con buona ragione, quando a Cardiff si è fratturato una gamba.

Dopo il ritiro Prat ha ricevuto la Legion d’Onore, l’onorificenza più alta attribuita dalla Repubblica Francese, istituita nientemeno che da Napoleone Bonaparte. A richiederla a gran voce, già da parecchio tempo, erano stati i suoi tifosi.

Jean non ha compiuto solo gesta memorabili con la nazionale, ma ha esercitato il proprio talento anche con la maglia rossa e blu del F.C. Lourdes, dove è stato un fantasista arrogante e, dal 1947, dove ha svolto il ruolo di capitano. Il ragazzo aveva giurato di portare il primo Scudo di Brenno a Lourdes e consegnarlo al suo vecchio insegnante, il signor Dupierris. Ha mantenuto la promessa. Con lui in campo la squadra ha vinto sei campionati francesi, tre Challenge Du-Manoir e due Coppe di Francia: undici titoli, dal 1948 al 1958.

Prat ha appeso definitivamente le scarpe al chiodo nel 1959, dopo la semifinale di campionato persa contro il Racing Club de France. A quel punto, l’ormai ex flanker è diventato direttore tecnico del Lourdes, una carica che ha visto suo fratello Maurice succedergli nel 1963. In seguito, il campione si è riconvertito in allenatore.

Nel 1963 a Prat è stata affidata la panchina della nazionale francese, con la quale ha conseguito una prestigiosa vittoria contro gli Springboks, durante il tour in Sudafrica del 1964, e ha conquistato il titolo del Cinque Nazioni nel 1967.

Proprio nel 1967, concluso il suo incarico di coach, Jean è tornato a Lourdes per aprire un ristorante, Le Winger, insieme al fratello Maurice.

Nel 2001 Prat è stato inserito nella International Rugby Hall Of Fame, quarto francese dopo Serge Blanco, Jean-Pierre Rives e Philippe Sella.

Il 25 febbraio del 2005, dopo una lunga malattia, il campione francese ha passato l’ovale. Aveva 81 anni.

Nel 2011 Jean è stato giustamente indotto anche nella IRB Hall of Fame.

 

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