Jason Robinson: Robbie il fenomeno

(di Roberto Vanazzi)

Non ho capito il rugby come gli altri, ma sapevo e capivo come battere qualcuno.” (Jason Robinson)

Archetipo dell’ala moderna, Jason Robinson era praticamente imbattibile nell’uno contro uno. Elettrico, rapido, sfuggente e così imprevedibile che neppure i suoi compagni potevano sapere cosa avrebbe fatto.
Robbie è stato sia nazionale di rugby XIII sia di rugby XV, ottenendo risultati di rilievo in entrambe le discipline, tant’é che ancora oggi è uno dei pochi giocatori ad avere disputato una finale di coppa del mondo in ciascuna di esse.

Jason Robinson

Jason Robinson

Jason Thorpe Robinson è nato a Leeds, il 30 luglio 1974. Il primo amore, rugbisticamente parlando, è stata la specialità a XIII, così nel 1991 lo troviamo tra le file dell’Hunslet, la squadra della sua città. Il ragazzo si è segnalato subito quale trequarti molto rapido e prolifico, tanto da realizzare 59 punti nella sua prima stagione professionistica, a 18 anni ancora da compiere.

L’anno successivo Jason si è trasferito ai Wigan Warriors, squadra dell’area di Manchester, che all’epoca dominava la lega britannica di specialità. Con i Cherry & Whites Robinson è rimasto otto stagioni consecutive, vincendo numerosi titoli nazionali e internazionali, tra cui cinque campionati del Regno Unito e una coppa del mondo per club.

In quel periodo è arrivata anche la convocazione per la squadra britannica di rugby XIII, con la quale Robinson ha preso parte alla Coppa del Mondo 1995, arrivando a disputare la finale di Londra. Purtroppo, la partita è stata vinta per 16 a 8 dai fortissimi australiani, una squadra che ha trionfato 10 volte in 14 edizioni.

Nel 1996 il rugby XV ha aperto al professionismo, cosa questa che ha causato lo spostamento dei calendari di rugby league. La stagione, da invernale a cavallo di due anni, è diventata estiva e, per tale motivo, Robinson ha deciso di accettare l’ingaggio del Bath. In quel modo poteva giocare a rugby XV nella stagione invernale e proseguire nel Wigan in quella estiva.

Nel 2000, a causa di controversie sul suo contratto, il giocatore ha lasciato la disciplina a XIII per passare in via definitiva al XV. Robinson ha così firmato un contratto con i Sale Sharks, con i quali ha esordito a novembre. Grazie al suo break devastante e alla sua corsa elettrica, non ci è voluto molto per lui ad avere un impatto notevole anche nel nuovo codice.

L’anno seguente Clive Woodward ha voluto Jason in Nazionale. L’esordio del trequarti è arrivato a Twickenham, contro l’Italia capitanata da Alessandro Moscardi, nel corso del Sei Nazioni. In quel momento lui è diventato il secondo rugbysta ad essere entrato in campo per entrambe le nazionali dei due codici, succedendo a Barrie-Jon Mather, anch’egli un trequarti, che lo aveva anticipato di un paio di anni. La partita è finita con un altisonante 80 a 23 per la squadra di casa.
Quell’anno l’Inghilterra ha vinto il Sei Nazioni, mancando però il Grande Slam a causa della sconfitta subita al Lansdowne Road di Dublino nella penultima giornata.

Grazie alle sue doti, Robinson è stato notato da Graham Henry, che doveva costruire i British & Irish Lions per il tour australiano del 2001. Il trequarti di Leeds ha giocato il primo test contro i Wallabies e ha segnato subito una splendida meta in solitaria, facendo impazzire l’estremo australiano Chris Latham. In quel modo il ragazzo ha annunciato se stesso sulla scena mondiale.

Il 17 novembre dello stesso anno Robinson ha marcato la bellezza di quattro mete in una sola gara, quando l’Inghilterra ha sconfitto con il risultato stratosferico di 134 a 0 la Romania a Twickenham. Nel 2002, invece, Jason ha segnato una doppietta nella più impegnativa trasferta di Murrayfield.

Nel 2003 Robbie è stato titolare fisso della squadra che ha vinto il Grande Slam, contribuendo alla conquista del titolo con una meta alla Francia e un’altra doppietta alla Scozia, questa volta a Londra.

L’inghilterra è così partita con grandi speranze verso la Coppa del Mondo in Australia. Nella terra dei canguri Robinson ha disputato tutti i sette incontri, segnando due mete nella prima fase, alla Georgia e all’Uruguay, e poi una in finale ai Wallabies padroni di casa. Una marcatura fondamentale, stupenda, che ha dato un grosso contributo alla vittoria dell’Inghilterra in quel torneo. La palla, uscita da una ruck, è finita tra le mani del mediano di mischia Matt Dawson, che l’ha passata a Lawrence Dallaglio. Il terza centro, che arrivava come un treno dalle retrovie, è avanzato qualche metro resistendo ad un placcaggio, quindi ha dato l’ovale all’interno all’accorrente Jonny Wilkinson. Il numero 10 ha visto con la coda dell’occhio Robinson che correva sulla fascia alla sua sinistra, veloce come una freccia scoccata da un arco. Lo ha servito e questi, dopo qualche passo, si è tuffato in meta. L’immagine del trequarti che si rialza da terra e allontana con un pugno la palla, con un misto di rabbia e gioia, è diventata un’icona del rugby inglese, così come il drop di Wilko all’ultimo secondo dell’extra time e il capitano Martin Johnson che alza il trofeo al cielo di Sydney.

jason-robinsonDopo la Coppa del Mondo del 2003 Jason ha brevemente capitanato l’Inghilterra, mentre Jonny Wilkinson era fuori per infortunio.

Nel 2004, durante il Sei Nazioni, Robinson ha rifilato una tripletta all’Italia, al Flaminio di Roma, per un 50 a 9 finale che ha disintegrato il morale degli azzurri.

Il 21 maggio del 2005 gli Sharks, capitanati da Robinson, hanno conquistato la European Challenge Cup, sconfiggendo nella finale di Oxford i francesi del Pau per 27 a 3.

Il trequarti di Leeds ha quindi partecipato ad un altro tour dei British Lions, quello del 2005 in Nuova Zelanda, agli ordini di Clive Woodward, dove ha ottenuto due ulteriori caps. La serie, sfortunata per i rossi, è stata vinta dagli All Blacks con un netto 3 a 0.

Terminato il tour, Jason ha sorpreso il mondo con l’annuncio del suo ritiro dal rugby internazionale.

Nel 2006 il Sale ha vinto la Premiership, dopo avere sconfitto in finale i Leicester Tigers per 45 a 20. In quel modo Robinson può vantarsi di avere trionfato nel campionato nazionale in entrambe le specialità del rugby.

Al termine della stagione 2006/07 il trequarti si è ritirato anche dalle scene nazionali. Il 13 aprile 2007, infatti, Jason ha disputato l’ultimo incontro per gli Squali di Sale. Era la penultima giornata del campionato e in campo, da avversario, c’era il Bath, l’altra squadra con cui Robinson aveva giocato. La partita è finita 25 a 23 per gli Sharks e Jason ha deciso di chiudere lì, in modo da salutare entrambe le sue tifoserie, saltando l’ultima giornata.

Nel frattempo il C.T. dell’Inghilterra Brian Ashton lavorava per fare tornare sui propri passi il trequarti di Leeds. L’idea era quella di usare il ritmo di Robinson per fare aprire le difese avversarie. Nessuno, in quel momento, lo sapeva fare meglio di lui. Fortunatamente Jason ha ceduto ed è rientrato in vista del Sei Nazioni 2007, un torneo deludente per i bianchi di Sua Maestà, che hanno portato in bacheca solo la Calcutta Cup. Per Robbie il bottino è stato di quattro mete, due alla Scozia, una squadra che gli ha sempre portato bene, e una ciascuna all’Italia e al Galles.

Jason ha preso parte pure al successivo mondiale, che si è svolto in Francia, anche se è stato costretto a saltare circa tre settimane di torneo a causa di un infortunio al bicipite femorale, accusato in occasione della pesante sconfitta subìta nella fase a gironi contro il Sudafrica (0 a 36). Quando il 33enne trequarti si è fermato, stringendo la sua gamba destra, in pochi hanno pensato che avrebbe giocato un’altra partita di quella Coppa del Mondo. Invece, neppure n mese dopo, Jason era in campo per il quarto di finale contro l’Australia, vinto 12 a 10 dai ragazzi di Ashton, grazie a 4 penalties di Jonny Wilkinson.
Robinson ha quindi disputato la successiva semifinale a Saint-Denis contro la Francia da capitano, per celebrare la sua 50ª partita. È stato lui, a sei minuti dal termine, a procurarsi il fallo che poi Wilkinson ha buttato tra i pali, per il 14 a 9 che ha fatto approdare l’Inghilterra alla sua seconda finale consecutiva.

Ad aspettare il XV della Rosa, però, c’era il Sudafrica, che già l’aveva umiliato nella fase a gironi. La partita, di per se, è stata brutta, con un gioco spezzettato e zero mete, se si esclude quella di Mark Cueto in apertura di ripresa, probabilmente regolare, ma annullata dall’addetto al TMO Stuart Dickinson. A farla da padrone sono stati i calci di Jonny Wilkinson da una parte e di Percy Montgomery dall’altra, con il biondo sudafricano che ha avuto la meglio sul biondo inglese. Alla fine è stato John Smit, capitano degli Springboks, a sollevare la coppa al cielo, grazie al 15 a 6 con il quale i suoi uomini hanno chiuso la partita.

Dopo avere perso la finale, Jason ha annunciato per la seconda volta l’addio al rugby, lasciando in eredità 28 mete in 51 incontri.

Jason Robinson è stato salutato a Twickenham, il 1° dicembre 2007, quando è sceso in campo per la sfida benefica Help for Heroes, indossando la maglia dei Barbarians, per sfidare ancora il Sudafrica. Per l’occasione il club ad inviti ha trionfato per 22 a 5. Quando al 68’ Robbie il fenomeno è uscito dal campo, è stato accompagnato da una standing ovation del pubblico. Quel giorno, tanto per inserire una curiosità, nei Baa-baas giocava anche l’italiano Federico Pucciariello.

robinsonNel febbraio 2009 Robinson ha accettato un invito dal direttore dei Sale Sharks, Kingsley Jones, per unirsi alla sua squadra come Head Coach. Jason, però, si è separato dal club dopo una sola stagione.

Il 26 luglio 2010, a distanza di tre anni dal suo ritiro, Jason ha annunciato un ritorno shock per giocare con la squadra di Rugby League del Fylde RFC, nella National Division Two, dove ancora una volta si è trovato con Brian Ashton, che era stato nominato consulente allenatore del club all’inizio dello stesso anno. Robinson è stato determinante nella promozione di Fylde, segnando quattro mete in 13 gare.

Il 7 luglio 2011 Robbie il fenomeno, probabilmente uno dei più grandi trequarti di tutti i tempi, ha annunciato il suo ritiro definitivo dal rugby, lasciando anche la carica di ambasciatore del club e il suo ruolo di coaching.

Non saprei dire se Jason Robinson abbia amato maggiormente il rugby XIII o il rugby XV. Una volta, però, il fenomenale trequarti ha dichiarato: ” il mio tempo nel campionato a XIII è stato dedicato ad attaccare, difendere e a gestire la palla, piuttosto che pulire le ruck, in attesa che finissero le rimesse laterali, le mischie o le rolling maul.

 

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