J.J. Williams: l’arte di correre veloce

(di Roberto Vanazzi)

Volevo segnare mete e se non fossi stato io a segnarle, anche se la squadra stava vincendo, non ero felice. E questo è un bene.” (J.J. Williams)

Negli anni ’70 un Paese intero si è identificata con la propria squadra di rugby: il Galles. Fra i numerosi fuoriclasse di quella nazionale c’era anche John James Williams, detto J.J. (per distinguerlo dall’altro Williams, J.P.R.) un’ala coriacea e veloce, dotata anche di una buona dose di creatività, nonché uno dei più letali marcatori di mete nella storia del rugby.

J.J. Williams

J.J. Williams

Nato il 1 aprile 1948 a Nantyfllyllon, J.J. la velocità l’aveva nel sangue. Da bambino, infatti, le sue intenzioni erano quelle di calcare le piste di atletica leggera. Studente presso la Maesteg Grammar School, e poi al Cardiff College, ha partecipato e vinto le gare sui 100 e 200 metri impressionando gli osservatori, che non hanno potuto esimersi dal fargli rappresentare prima il Galles ai Giochi del Commonwealth di Edimburgo nel 1970 e poi, sempre lo stesso anno, la squadra del Regno Unito ai World Student Games, tenutisi a Torino. Il ragazzo è stato a lungo campione gallese di velocità ma, nel 1971, per fortuna degli appassionati della palla ovale, ha sentito il richiamo del rugby e da quel momento le sue corse le ha fatte sulla touchline.

Le prime volate J.J. le ha effettuate per i Bridgend Ravens, la stessa squadra in cui hanno iniziato il quasi omonimo J.P.R. Williams e, più recentemente, Gareth Thomas. Poi, nel 1972, si è trasferito al mitico Llanelli RFC, a quel tempo allenato da Carwyn James, dov’è rimasto sino a fine carriera. Nella sua prima stagione allo Stradey Park, l’ala ha giocato nella famosa partita che il club ha vinto contro gli All Blacks.

La storica sfida si è disputata il 31 ottobre 1972, davanti a 26.000 tifosi in delirio. La prima meta dei gallesi è arrivata dopo soli 5 minuti, quando Phil Bennett ha visto il suo piazzato colpire la traversa. Il mediano di mischia avversario Lindsey Colling era sulla traiettoria del rimbalzo e ha raccolto la palla al volo. Sembrava ormai che la possibilità di fare punti fosse svanita, ma non appena l’All Black ha provato a calciare, è sbucato dal nulla il trequarti centro Roy Bergiers, che ha stoppato il calcio e si è tuffato sulla palla vagante per una meta passata alla storia. Lo stesso Bennett l’ha trasformata e i gallesi si sono trovati inaspettatamente sul 6 a 0. Gli All Blacks si sono immediatamente fatti sotto con un piazzato di Joe Karam, portandosi così sul 6 a 3, ma un penalty dalla lunga distanza di Andy Hill ha assicurato ai padroni di casa la vittoria per 9 a 3.

A quel punto per J.J. indossare la maglia della nazionale è stato un attimo. Selezionato per il Cinque Nazioni del 1973, il 24 marzo il ragazzo è entrato in campo dalla panchina contro la Francia a Parigi, in una partita che i rossi hanno perso 3 a 12.  È stato quello l’anno in cui tutte e cinque le contendenti hanno chiuso il torneo a pari merito.

Combinando abilmente con Gareth Edwards, il velocissimo Williams era una vera minaccia per le difese avversarie. Ne sanno qualcosa i Wallabies, che a Cardiff hanno perso 24 a 0, il giorno in cui l’ala di Nantyfllyllon ha guadagnato il suo secondo cap, questa volta partendo nel XV titolare.

Nella stagione 1974 J.J. ha segnato la sua prima meta internazionale a Lansdowne Road, nel 9 a 9 con l’Irlanda, che avrebbe intascato il titolo, ripetendosi anche la settimana seguente a Cardiff contro la Francia, una partita che si è risolta ancora con un pareggio (16 a 16). A quel punto il ragazzo è stato scelto dai selezionatori dei British & Irish Lions per il viaggio in Sudafrica.

Il tour, ribattezzato Invincibile Series, è diventato famoso per il fatto che i rossi hanno finito le loro 22 partite senza sconfitte (3 vittorie e 1 pareggio nei test match) e per il Code 99, la chiamata con cui il capitano Willie John McBride ordinava ai suoi uomini di colpire duramente gli avversari, per difendersi dalle loro provocazioni. Williams è stato una vera e propria rivelazione di quel viaggio e ha segnato dodici mete. Nella partita contro South West Districts, finita 97 a 0, ha addirittura schiacciato l’ovale oltre la linea sei volte, eguagliando il record stabilito da David Duckham nel 1971. Nei test ufficiali, invece, ha marcato quattro mete, due doppiette nel secondo e nel terzo match. Ecco come sono andate.

Siamo nel secondo test, disputato a Pretoria il 22 giugno. Mischia a favore dei britannici. La palla tallonata è arrivata tra le mani di Gareth Edwards che l’ha calciata lunga in avanti sulla fascia sinistra. J.J. è scattato dai blocchi di partenza e con la sua velocità esplosiva ha superato il numero 14 avversario Chris Pope, ha dato un altro calcio all’ovale spingendolo in area di meta e poi gli si è tuffato sopra.
La seconda marcatura è probabilmente la più bella di tutte. A darle l’avvio è stato Phil Bennett, che da poco fuori la propria area di meta è scattato veloce in avanti con una corsa piena di finte e contro finte, come aveva fatto l’anno precedente nella famosa azione che ha portato alla meta di Edwards con i Barbarians contro gli All Blacks. Placcato, è riuscito a cedere l’ovale a Willie John McBride, il quale ha passato subito a Mervyn Davies. Il condottiero di Swansea ha tentato lo sfondamento, ma non essendoci riuscito ha ridato la palla al suo capitano, che questa volta ha servito Gordon Brown. Lo scozzese ha passato a Gareth Edwards sulla fascia e il numero 9 è partito veloce ridando abbrivio all’azione. A causa di un placcaggio la palla è caduta a terra e stava per rotolare fuori dal campo. Roger Uttley, però, con un magistrale colpo di tacco degno di un grande terzino, l’ha ributtata in mezzo. Il primo ad arrivare è stato J.J. Williams. L’ala gallese, dopo averle dato un altro paio di calcetti, l’ha raccolta e portata con se oltre la linea bianca.

Nel terzo test match, quello del 13 luglio a Port Elisabeth, J.J. ha siglato un’altra doppietta.
La prima marcatura è nata da una touche vinta dai Lions. La palla, arrivata a Gareth Edwards, è passata veloce da Phil Bennett a Richard Milliken a Ian McGeechan, prima di approdare tra le mani di J.J. Williams. L’ala l’ha ceduta a J.P.R. Williams, quindi i due quasi omonimi si sono incrociati, disorientando i difensori avversari, e l’ovale è tornato a J.J., il quale è corso ad appoggiarlo in mezzo ai pali.
L’altra meta ha visto tutta la forza esplosiva della corsa di J.J. Williams. La palla, calciata in avanti da uno sudafricano, è stata raccolta al volo da J.P.R. Williams. L’estremo si è voltato per cambiare lato del campo, ha percorso qualche passo e ha lanciato Ian McGeechan. Questi l’ha ceduta a J.J., che non ci ha pensato due volte a calciarla in avanti per se stesso. Il ragazzo ha battuto in velocità tre avversari, ha raccolto la palla a tre metri dalla linea di meta e con essa si è tuffato oltre.

Nel 1975 John James ha continuato la sua prolifica serie con due mete, ad Inghilterra e Irlanda, nel Cinque Nazioni vinto dal Galles. Quindi, il 20 dicembre, ha realizzato una stupenda tripletta contro l’Australia, una gara in cui i Reds si sono imposti per 28 a 3. Contro i Wallabies, quel giorno, il Galles ha dominato tutte le touche e le ruck, registrando così quello che al tempo era la loro vittoria col punteggio più alto rifilato all’Australia. Una meta di Gareth Edwards, convertita da Steve Fenwick, e un penalty dello stesso Fenwick hanno dato al Galles un vantaggio per 9 a 3 a metà gara. I 3 punti dei rivali erano frutto di un piazzato di Paul McLean. Il capitano australiano John Hipwell è stato costretto a lasciare il campo appena prima dell’intervallo, a causa di una ricaduta del suo infortunio ai legamenti del ginocchio, una perdita che Rothmans Yearbook (l’almanacco del rugby) ha suggerito potrebbe aver influito sul punteggio, ma non sulla sconfitta.
Nella seconda metà della gara J.J. Williams ha segnato la sua tripletta, con Fenwick e Allan Martin che hanno centrato una trasformazione ciascuno. John Bevan ha chiuso i conti con un drop.

L’anno seguente per i Dragoni è arrivato anche il Grande Slam, con il trequarti ala che ha contribuito con un altro paio di mete, rifilate alla Scozia e alla Francia, entrambe sul terreno amico di Cardiff.

Nel 1977 il Galles ha conquistato “solo” la Triple Crown e Williams è stato nuovamente selezionato per giocare con i British Lions in Nuova Zelanda. Quella squadra non possedeva i trequarti di talento delle due tournée precedenti, ma J.J. è riuscito comunque a brillare segnando dieci mete, tra cui quella che ha portato i britannici a vincere la seconda gara 13 a 9. Purtroppo, il suo tour si è chiuso nella terza prova, per colpa di un infortunio al bicipite femorale, mentre per i Lions quella di Christchurch è stata la loro unica vittoria nei test.

Prima di ritirarsi J.J. Williams ha avuto ancora il tempo di conquistare il suo secondo Grande Slam, quello del 1978, e la Triple Crown nel 1979, la quarta consecutiva. La sua ultima apparizione con la maglia del Galles è arrivata il 17 marzo di quell’anno, contro l’Inghilterra a Cardiff, dove i rossi si sono imposti 27 a 3 e dove lui ha chiuso la carriera con un’ultima meta internazionale.

Per i Dragoni Williams ha totalizzato 30 caps e ha segnato 12 mete. Ha vinto 5 volte il Cinque Nazioni, conquistando 2 Slam e 4 Triple Crown.

A livello di club, invece, nell’arco della sua carriera è riuscito a vincere quattro Cup Finals, tre campionati, due Snelling Sevens e due trofei Floodlight Alliance.

Williams ha anche giocato dieci partite con i Barbarians e due per Natal, in Sudafrica.

jj

Oggi J.J. è un rispettato commentatore televisivo, impegno che divide con il lavoro presso la sua società commerciale ed industriale, la J.J. Williams Painting Services Ltd., con sede a Pyle, vicino a Bridgend. Con essa Williams ha partecipato a un consorzio per la gestione del Millenium Stadium.

I suoi successi sportivi continuano oggi attraverso i tre figli che, significativamente, ha incoraggiato a realizzarsi nello sport che lui aveva a suo tempo abbandonato: l’atletica leggera. Il figlio maggiore James è l’attuale capitano del Cardiff Athletics Club e corre i 1500 siepi. La figlia Kathryn, invece, gareggia nei 400 ostacoli. La nuova star della famiglia però, è Rhys, il più giovane dei tre. Egli, infatti, è il numero uno dei 400 ostacoli in Gran Bretagna, nonché il nuovo detentore del record gallese della specialità. Lo abbiamo visto gareggiare anche durante le Olimpiadi di Londra del 2012.

 

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