Ieuan Evans: le magie di Mago Merlino

(di Roberto Vanazzi)

Per noi giocatori, e per tutti i soggetti coinvolti, recarci in Nuova Zelanda per la prima Coppa del Mondo di rugby è stato un vero e proprio passo verso l’ignoto; non sapevamo cosa aspettarci. Noi eravamo abituati alle Coppe del Mondo di altri sport, ma, per quanto riguarda il rugby, siamo stati i pionieri. Guardando indietro, quel mondiale sembrava come una festa parrocchiale rispetto a quello che il torneo è diventato oggi. ” (Ieuan Evans)

20 febbraio 1988: Cardiff Arms Park. Le nazionali di Galles e Scozia si stanno affrontando in una partita valida per il Cinque Nazioni. Ad un certo punto l’arbitro decreta una mischia nei pressi della line-out sinistra; introduzione gallese da parte di Robert Jones. È lo stesso mediano di mischia a recuperare l’ovale quando questi esce dal fondo del pacchetto e, velocemente, da avvio ad un’azione corale che si dipana orizzontalmente per tutta la larghezza del campo sino alla fascia destra, con la palla che passa da non meno di sei paia di mani. L’ultimo a raccoglierla, quasi sulla linea dei 22 metri, è un ragazzo con il numero 14 sulle spalle che ha esordito nel rugby internazionale soltanto l’anno precedente: il suo nome è Ieuan Evans, Huw per gli amici. Di fronte a lui c’è l’area di meta, ma anche la difesa della Scozia. Allora cosa fare? Ci vuole una magia. Ed è questo che succede. Huw si presenta davanti all’avversario, si dissolve e poi riappare alle sue spalle. Sono ben cinque che tentano di fermarlo, dai fratelloni Gavin e Scott Hastings a Andrew Ker, che proprio quel giorno esordiva, da Matt Duncan a Derek White. Evans passa in mezzo a loro senza che nessuno riesca a toccarlo, con una corsa diagonale ricca di finte e controfinte, sino a tuffarsi in mezzo ai pali per marcare la meta. Il famoso commentatore scozzese Bill McLaren non crede ai propri occhi e dalle labbra gli esce un nome che resterà affibbiato al ragazzo per sempre: Mago Merlino.

Ieuan Evans è considerato una delle più grandi ali della storia del rugby gallese, assieme a personaggi del calibro di Ken Jones, Gerald Davies, JJ Williams e Shane Williams. In undici anni di carriera internazionale Evans ha segnato 33 mete per il Galles in 72 partite, alle quali vanno aggiunte le 9 che ha realizzato nei tre tour con i British Lions cui ha partecipato. Nel suo palmares, Mago Merlino annovera anche una Heineken Cup, conquistata con il Bath nel 1998.

Ieuan Evans

Ieuan Evans

Ieuan Cennydd Evans è nato il 21 marzo 1964 a Capel Dewi, nel Carmarthenshire, e ha studiato presso la Queen Elizabeth Grammar School di Carmarthen, giocando a rugby nelle giovanili del club locale, il Carmarthen Quins. Emigrato in Inghilterra per laurearsi all’Università di Salford, Evans ha fatto parte del XV dell’ateneo.

Nel 1983, a diciannove anni, mentre ancora studiava in Inghilterra, Huw è approdato al Llanelli, mettendosi in mostra da subito grazie alle sue qualità di finisher.

Tra l’ottobre 1985 e lo stesso mese del 1986 il ragazzo ha disputato tre partite per i Barbarians, due contro Newport e una con il Leicester, segnando un totale di quattro mete, tutte alla squadra gallese.

Il 7 febbraio 1987 Ieuan ha debuttato come ala destra della nazionale gallese a Parigi, perdendo 16 a 9 con i futuri campioni della Francia. Il trequarti ha disputato tutte le altre partite di quel Cinque Nazioni, terminato con la sola vittoria contro l’Inghilterra all’Arms Park. Nella sfida che ha chiuso il torneo, con l’Irlanda a Cardiff, il trequarti ha marcato la sua prima meta con la maglia dei Dragoni.

In primavera il coach della nazionale Tony Gray ha confermato Evans in squadra e lo ha convocato per la prima edizione della Coppa del Mondo in Nuova Zelanda.

Con il professionismo lontano ancora 8 anni i gallesi erano arrivati nella terra della Lunga Nuvola Bianca sullo stesso volo della squadra scozzese e di quella irlandese, dopo un viaggio in classe economy durato 25 ore. Appena il tempo di atterrare e i giocatori erano già sul campo per una sessione d’allenamento. È stata un’idea sconsiderata. A causa del lungo viaggio, con i muscoli ancora rattrappiti, molti di loro hanno subito lesioni muscolari che avrebbero pesato sul resto del torneo.
Schierato nel girone B, il Galles ha esordito proprio con l’Irlanda in un ventoso 25 maggio, all’Athletic Park di Wellington, vincendo contro ogni previsione per 13 a 6. Evans è stato tenuto a riposo quattro giorni più tardi, quando i Dragoni hanno sconfitto Tonga, per poi tornare in campo il 3 giugno a Invercargill, dove ha marcato quattro mete al Canada, la prima dopo soli tre minuti di gioco.
Arrivati primi nel loro girone, gli uomini di Gray hanno incontrato l’Inghilterra a Brisbane per i quarti di finale. I Celti hanno vinto meritatamente la sfida con un secco 16 a 3, grazie a tre mete gentilmente concesse da Gareth Roberts, Robert Jones e John Devereaux, due delle quali trasformate da Paul Thorburn.

Purtroppo, la semifinale contro gli All Blacks si è rivelata troppo dura per una squadra devastata da infortuni ed è stata persa 6 a 49.
Restava comunque da giocare la finale di consolazione con i favoriti australiani. Tra la sorpresa generale, i rossi hanno sbancato il Roturua Int’l Stadium vincendo 22 a 21, in quella che è considerata la partita più bella del torneo. Matthew Burke e Peter Grigg hanno attraversato la linea per i Wallabies, così come Paul Moriarty e Gareth Roberts hanno fatto per il Galles. Nel frattempo, Michael Lynagh e Paul Thorburn calciavano tra i pali tutto quanto c’era da calciare. Quando mancava poco al fischio finale l’Australia era avanti 21 a 16. Poi, all’80’, è arrivata la marcatura di Adrian Hadley e la trasformazione vincente dell’estremo gallese, che ha regalato il sorpasso ai suoi. Ad influire sul risultato è stato anche il cartellino rosso comminato dall’arbitro all’australiano David Codey.

Nel 1988 Ieuan ha giocato tutte le partite di un ottimo Cinque Nazioni, nel quale il Galles è arrivato in cima alla classifica a pari merito con la Francia. Gli uomini capitanati da Bleddyn Bowen hanno vinto tre sfide, perdendo per un solo punto (9 a 10) proprio quella decisiva con Les Blues a Cardiff, all’ultima giornata. Ieuan ha realizzato una meta in questa partita e poi un’altra con la Scozia, quella descritta all’inizio, che gli è valsa il soprannome di Mago Merlino.

In estate il Galles ha effettuato un deludente tour in Nuova Zelanda, dove ha rimediato due sonore sconfitte dagli All Blacks e un pareggio con il XV di Taranaki.

Nel 1989, dopo un altrettanto deludente Cinque Nazioni, dove i rossi hanno vinto soltanto la gara casalinga cono l’Inghilterra, Evans è stato convocato da Ian McGeechan per intraprendere il tour in Australia con i British & Irish Lions.
Huw ha disputato tutti e tre i test match, contribuendo non poco alla conquista della serie. Con le squadre che avevano vinto una gara a testa, nella decisiva sfida di Sydney è stato lui a sfruttare un clamoroso errore di David Campese per segnare la meta della vittoria. Campo ha recuperato l’ovale in area di meta a seguito di un drop sbagliato da Rob Andrew, ma, anziché calciare lontano o involarsi in una delle sue folli corse, ha pensato di passare la palla al compagno Greg Martin, nonostante si vedesse chiaramente che l’estremo non aveva alcuna possibilità di prenderla. Mago Merlino era al posto giusto al momento giusto, si è impossessato dell’ovale e senza neppure ringraziare ha spinto da parte Martin e marcato la meta. La partita è terminata 19 a 18 per i britannici.

A causa di un infortunio Evans ha saltato tutta la stagione 1990. Lo ritroviamo nuovamente in campo il 17 novembre con la maglia dei Barbarians per affrontare l’Argentina, partita in cui ha segnato una meta. Quindi, ha indossato quella rossa della nazionale il 19 gennaio del 1991, quando è sceso in campo per giocare con l’Inghilterra nella prima sfida del Cinque Nazioni.
I ragazzi allenati da Ron Waldronl non hanno vinto alcuna partita di quel torneo, salvandosi dal whitewash soltanto grazie al pareggio di Cardiff con l’Irlanda.

In estate i Dragoni hanno eseguito un fallimentare tour in Australia, dove hanno perso 63 a 6 con i Wallabies, subendo ben 12 mete. Non sono andate meglio le partite con le selezioni locali. I rossi, infatti, hanno perso con Queensland e, soprattutto, sono stati asfaltati da New South Wales, capace di imporsi sugli europei con l’eclatante 71 a 8. Dopo questa partita Waldron si è dimesso, cedendo la panchina a Alan Davies.

Con l’addio di un disgustato Paul Thornburn alla fine di questo tour, Alan Davies ha consegnato a Evans la fascia da capitano della nazionale. Il trequarti ha iniziato il nuovo incarico conducendo la squadra alla Coppa del Mondo del 1991, disputata nel paese cimbrico. Purtroppo, il Galles non aveva ancora raggiunto il suo nadir e lo ha fatto proprio in quel torneo.

Nella partita di esordio, a Cardiff, gli uomini di Davies sono stati umiliati dallo sconosciuto XV di Western Samoa. Quel 13 a 16, unito alla sconfitta patita ancora per mano della rampante Australia, ha escluso il Galles dal passaggio del turno. Nelle tre gare disputate Ieuan è andato una volta oltre la linea proibita, proprio quel 6 ottobre contro gli isolani; una meta inutile, dato che è arrivata a tempo ormai scaduto.

Il Cinque Nazioni del 1992 ha visto il Galles esordire con la vittoria a Lansdowne Road di Dublino. In questo torneo i Dragoni hanno mostrato segni di miglioramento, tant’è che dopo due edizioni senza vittorie stavolta ne hanno realizzate ben due. Oltre che l’Irlanda, infatti, i gallesi sono riusciti a sconfiggere anche la Scozia in casa.

L’anno successivo Evans ha segnato un’altra meta memorabile a Cardiff, che ha consentito al Galles di vincere sull’Inghilterra 10 a 9 quando stava perdendo 3 a 9. Mago Merlino ha recuperato la palla calciata in avanti dal flanker Emyr Lewis, superando in velocità nientemeno che il suo omologo inglese Rory Underwood, l’ha calciata a sua volta oltre la linea e vi si è tuffato sopra.
Huw ha marcato anche all’Irlanda, ma, purtroppo, quella con il XV della Rosa è stata l’unica vittoria dei Dragoni di quel torneo e nella loro bacheca è finito un altro Cucchiaio di Legno.

Il trequarti di Capel Dewi si è consolato con la chiamata da parte di Ian McGeechan per il tour dei British Lions in Nuova Zelanda a giugno.
I Leoni hanno perso il primo test match con gli All Blacks per soli due punti, subendo il penalty del sorpasso di Grant Fox all’ultimo minuto. Quindi, si sono imposti 20 a 7 nel secondo, a Wellington, per poi capitolare in quello decisivo all’Eden Park con un sonoro 30 a 13. Evans è sceso in campo in tutti gli incontri della serie, senza però marcare mete. Le sue quattro segnature Ieuan le ha ottenute nelle sfide infrasettimanali: con North Harbour, Otago, Auckland e i New Zealand Maori. Purtroppo, Ieuan è stato costretto a lasciare in anticipo il tour a causa di un infortunio all’inguine.

Huw ha marcato ancora il 16 ottobre a Cardiff, contribuendo con una doppietta alla vittoria per 55 a 5 del Galles con il Giappone. Poi, il 10 novembre, è arrivata la bruciante sconfitta casalinga per mano del Canada.

Nel Cinque Nazioni del 1994 la squadra in rosso è partita alla grande, vincendo le prime tre partite del torneo: contro la Scozia all’esordio, con meta del capitano Ieuan Evans, l’Irlanda a Dublino e la Francia. Il sogno del Grande Slam si è infranto l’ultima giornata tra le mura di Twickenham, dove la banda di Will Carling ha vinto 15 a 8. Il torneo, però, dopo sei anni (quindici, se si pensa all’ultima vittoria in solitaria) è tornato tra le mani dei gallesi.

A maggio i Dragoni hanno disputato due gare con il Portogallo e la Spagna valide per la qualificazione alla Coppa del Mondo del 1995. Le partite sono state vinte facilmente e Ieuan ha marcato tre mete in entrambe le sfide.

La squadra è quindi partita per un tour in Canada, dove Huw è andato ancora oltre la linea bianca, per concludere poi a fine giugno con un trittico contro le squadre del Pacifico, Fiji, Tonga e Samoa: vittorie sulle prime due e sconfitta con i samoani.
A settembre il trequarti ala ha marcato ancora una meta a Bucarest nella sfida con la Romania.

Se il 1994 aveva fatto sperare i tifosi gallesi in un ritorno ai fasti del passato, la nazionale in rosso li ha smentiti la stagione seguente, chiudendo il Cinque Nazioni con un altro whitewash.

Il 1995, però, è stato l’anno dei mondiali in Sudafrica. Evans ha ceduto la fascia da capitano a Mike Hall, ma questo non ha impedito che il torneo si rivelasse un fallimento, con il Galles che per la seconda volta consecutiva non è riuscito a qualificarsi ai quarti di finale.
Gli uomini di Alex Evans hanno iniziato vincendo 35 a 12 con il Giappone a Bloemfontein, con Huw che ha realizzato una doppietta. Quindi, è arrivata la prevedibile sconfitta con la Nuova Zelanda. L’ultima gara del girone era la cruciale sfida tra i Dragoni e l’Irlanda di Jerry Murphy; i rossi sono riusciti a perdere di un solo punto, 23 a 24, e sono tornati mestamente in patria.

Nel 1996 la federazione gallese ha aperto per la prima volta le porte di un proprio stadio all’Italia, squadra che si stava guadagnando sul campo l’onore di entrare nel giro del rugby che conta. Il match si è giocato martedì 16 gennaio al National Stadium di Cardiff e gli azzurri, che solo due giorni prima avevano giocato in campionato, hanno mostrato tutta la loro stanchezza. Dopo un’ora stavano perdendo 6 a 31, con Ieuan che ha oltrepassato due volte la linea di meta. Poi, con una rimonta tutta grinta e orgoglio, gli uomini di George Coste si sono portati sotto grazie alle mete di Franco Properzi e Julian Gardner, sino a chiudere l’incontro sul 31 a 26, ad un soffio dall’impresa.

Evans ha marcato una doppietta anche a marzo, nella sfida con l’Irlanda nell’ambito del Cinque Nazioni. Il torneo ha visto il Galles perdere tutte le partite con le altre Union Britanniche, per poi salvarsi da un ulteriore whitewash con il successo all’ultima giornata sulla Francia per un solo punto.

In estate la squadra, ora guidata da Kevin Bowring, è volata in Australia, dove ha incontrato i Wallabies in un paio di test match, sfociati in due pesanti sconfitte. I Dragoni hanno disputato anche sei incontri con franchigie e selezioni locali, vincendone la metà. Huw ha marcato due volte nell’arco del tour, nella sfida con New South Wales e con New South Wales Country, una selezione della campagna di Sydney.

Il 24 agosto, sempre del 1996, il Galles ha sconfitto 31 a 26 i Barbarians al Cardiff Arms Park. Un mese più tardi, invece, i rossi hanno giocato in casa con la Francia un match al quale solo all’ultimo Les Blues hanno conferito l’ufficialità e che ha avuto pesanti strascichi a causa delle frequenti risse scoppiate nell’arco degli 80 minuti. Ieuan è andato oltre la linea avversaria ma, alla fine, nonostante i gallesi avessero chiuso il primo tempo in vantaggio 21 a 10, gli ospiti hanno ribaltato l’incontro vincendo 40 a 33.

In inverno sono approdate in Galles le nazionali di Australia, Sudafrica e Stati Uniti. Perse le prime due sfide, l’11 gennaio 1997 i Dragoni hanno sconfitto 34 a 14 le Aquile americane, grazie anche a due mete del loro Mago Merlino.

Huw ha segnato una meta pure la settimana successiva con la Scozia, nella gara d’esordio del Cinque Nazioni 1997, con il Galles che è andato ad espugnare Murrayfield. In seguito il trequarti ha realizzato una doppietta all’Irlanda, sull’erba amica di Cardiff: sono state queste la meta numero 32 e la numero 33 di Evans per la propria nazionale, le ultime della sua gloriosa carriera in maglia rossa.

A giugno Ieuan è partito in direzione Sudafrica per il suo terzo tour con i British & Irish Lions, ancora agli ordini dello scozzese Ian McGeechan. Il trequarti ha giocato uno solo dei tre test match con gli Springboks, il primo a Città del Capo, vinto dai Leoni 25 a 16. Evans è sceso in campo anche in cinque partite infrasettimanali, realizzando una meta a Western Province e una doppietta contro Mpumalanga.

Il 1997 è stato l’anno in cui Ieuan ha lasciato Llanelli e ha firmato un contratto da professionista per il Bath. Con il club gallese Huw ha segnato 193 mete in un arco di 13 anni, capitanandolo nella stagione 1996/97 e conquistando un titolo di Welsh Premier Division e cinque Welsh Cup.

Nella sua prima stagione in Inghilterra Mago Merlino ha conquistato l’Heineken Cup.

Gli uomini allenati da Andy Robinson sembravano avere poche possibilità di diventare i primi britannici a vincere la prestigiosa coppa. Il loro destino, in un opprimente pomeriggio del 31 gennaio del 1998, era quello di affrontare i campioni in carica del Club Athlétique Brive Corrèze Limousin, più semplicemente Brive, sul neutro, ma solo in apparenza, Stade Lescure di Bordeaux. Non erano, però, solo il luogo della sfida e la folla tutta di parte a giocare in loro sfavore. La stagione in corso, infatti, era stata a dir poco turbolenta sulle rive del fiume Avon. Sconfitte poco onorevoli, contestazioni e un futuro incerto avevano trasformato il club d’élite più stabile della terra in uno costruito sulle sabbie mobili. Nonostante questo, però, la squadra del Somerset era arrivata alla finale con un cammino convincente. Nella prima fase Bath e Brive erano schierati nello stesso girone e negli scontri diretti avevano ottenuto una vittoria a testa, anche se, alla fine, erano stati gli inglesi a terminare in prima posizione. Quindi, sono arrivate le facili vittorie sul Cardiff nei quarti e in semifinale con il Pau.

La finale è iniziata in mezzo ad un frastuono impressionante, con i 6000 tifosi del Bath che tentavano inutilmente di farsi sentire tra quelli francesi, che erano sei volte tanto.
Christophe Lamaison, che da lì a poco avrebbe spinto a suon di calci la Francia verso il Grande Slam, ha portato avanti i suoi con tre piazzati. Jon Callard ha risposto poco dopo con un paio dei suoi e la gara è degenerata in un braccio di ferro tra i due calciatori. Lamaison ha avuto l’ultima parola nei primi 40 minuti con il suo quinto calcio da tre punti, che ha portato i bianco-neri al riposo sul 15 a 6.
Il punto cruciale della partita è arrivato al decimo minuto del secondo tempo, quando il Bath ha dovuto resistere con un gigantesco sbarramento difensivo alla pressione francese, che ha coinvolto ben sette consecutive mischie a cinque metri dalla loro linea. Come spesso accade, da una probabile meta subita si è passati ad una marcata. Attorno all’ora di gioco, da una mischia a pochi passi dalla linea bianca del Brive, il terza linea centro statunitense Dan Lyle ha raccolto l’ovale ed è partito con una corsa laterale. Il mediano di mischia scozzese Andy Nicol era lì in sostegno, ha passato a Jeremy Guscott il quale, anziché sfondare, ha aperto alla sua destra per Callard. L’estremo non ha dovuto fare altro che varcare la linea avversaria. Lo stesso Jon ha convertito e gli uomini di Robinson si sono portati a due punti dai rivali. Poco dopo Alain Penaud, con un drop da 40 metri, ha ridato ai suoi un vantaggio di cinque punti, ma ancora Callard, due minuti più tardi, ha colpito con un penalty. Il risultato adesso era di 18 a 16 per gli uomini di Laurent Seigne.
Mentre l’estremo inglese stava guadagnando fiducia, Lamaison cominciava a mostrare segni di vulnerabilità. A cinque minuti dalla fine l’apertura del Brive ha avuto la possibilità di mettere la vittoria al sicuro, ma ha sbagliato il calcio di punizione. Nel finale la tensione era insopportabile. Il trequarti ala del Bath Adedayo Adebayo ha tentato un up & under ed è stato fermato in maniera irregolare da Yvan Manhes. L’arbitro scozzese ha concesso un piazzato, con i giocatori del Brive che si sono lamentati invano che la collisione era stata accidentale. Accompagnato dai fischi, Jon Callard, ancora lui, ha posizionato a terra l’ovale con calma, l’ha calciato e l’ha guardato passare attraverso i pali. Per la prima volta nel match gli inglesi erano in vantaggio.
Nell’azione successiva Lamaison ha avuto la possibilità di afferrare di nuovo la vittoria con un penalty assegnato per un’entrata laterale in maul, ma la pressione era troppa e ha sbagliato clamorosamente. A quel punto, però, l’arbitro ha assegnato una mischia ai francesi a cinque metri per un fallo di Nicol. La palla tallonata è arrivata tra le mani di Lamaison che ha tentato un drop di fronte ai pali. L’ovale è uscito di lato per un soffio e la partita è finita. Sul tabellone luminoso campeggiava “Bath 19 – Brive 18“. Jon Callard, segnando tutti i punti inglesi, è diventato l’eroe della finale, ma anche Evans ha contribuito a portare la coppa nel Somerset. Un suo placcaggio, infatti, ha evitato al Bath di subire una meta francese ormai sicura.

Il 7 febbraio 1998 Huw ha chiuso la sua carriera per il Galles con la vittoria per 23 a 20 sull’Italia a Llanelli.

Ieuan ha giocato un’altra stagione con il Bath, chiudendo con un sesto posto in Premiership. Quindi, nel 1999, si è ritirato definitivamente dal rugby giocato.

Dopo il pensionamento Evans ha lavorato per la sua società di pubbliche relazioni e anche come commentatore per la televisione britannica: la BBC prima e Sky Sport in seguito. L’ex trequarti ha ricoperto anche la posizione di ambasciatore in varie aziende, come ad esempio l’Ente del Turismo Gallese.

Nel 1996 Mago Merlino è stato insignito dell’Ordine dell’Impero Britannico per i servizi resi al paese grazie al rugby, mentre nel 2007 è stato inserito nella International Rugby Hall of Fame.

Ieuan è coinvolto in una serie di enti di beneficenza. Nel 2010 ha organizzato una partita tra un XV internazionale e l’Inghilterra, con lo scopo di raccogliere fondi per Help for Heroes. Sempre nel 2010, Huw ha preso parte al Capitans Climb, che ha visto quindici capitani gallesi del passato scalare il monte Kilimanjaro, racimolando in quel modo migliaia di sterline da devolvere a varie opere di carità. Evans è anche coinvolto nel sostegno di alcune enti e fondazioni a carattere medico, quali il Velindre Cancer Centre Galles, la Nicholls Spinal Injury Foundation e numerose altre.

Nell’aprile del 2012 il campione è rimasto sconvolto dalla morte della sorella minore Non. La donna, ex campionessa gallese di corsa ad ostacoli, sposata e madre di due figli, si è suicidata gettandosi da una scogliera per non riuscire a sopportare il peso dello scandalo dopo la scoperta di una sua relazione gay.

 

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