I RUOLI NEL RUGBY

squadrarugby(di Roberto Vanazzi)

Otto giocatori forti e attivi, due leggeri e furbi, quattro rapidi e un ultimo modello di flemma e di sangue freddo. Una squadra di rugby é la proporzione ideale fra gli uomini.” (Jean Giraudoux, giornalista e scrittore francese)

n° 1 e 3 PILONI
I piloni nella mischia ordinata sostengono il tallonatore. I piloni nelle touche aiutano le seconde e le terze linee a saltare. I pilone fanno il “lavoro sporco”, puliscono l’ovale nelle ruck e recuperano i palloni vaganti. I piloni in mischia spingono più di chiunque altro, anche se le seconde linee dicono lo stesso di loro. I piloni, oggi più che mai, partono di corsa con l’ovale tra le mani per cercare di sfondare la diga avversaria, sfruttando la loro stazza da rinoceronte. I piloni hanno le orecchie a cavolfiore, a causa dello sfregamento continuo, e le sfoggiano come il più bello dei trofei. Insomma, il pilone è un ruolo di puro sacrificio, e se è vero quello che dice Serge Blanco che “il rugby è come l’amore, devi dare prima di prendere”, allora i piloni sono ottimi amanti.

n°2 TALLONATORE
Nell’architettura vivente che è la mischia ordinata, il tallonatore è quel giocatore tarchiato e con il collo taurino che si schiera al centro della prima linea, abbracciato ai due piloni. Lui ha il compito di catturare l’ovale con il tallone, da cui il termine tallonatore, per poi calciarlo all’indietro, nella foresta di gambe dei propri compagni, finché esce tra le mani sapienti del Numero 8. Il tallonatore è anche l’addetto a lanciare il pallone nelle touche. Lo deve tirare al centro del corridoio formato dai giganti delle seconde e terze linee, sul blocco di salto che i suoi compagni hanno stabilito in precedenza. Per l’occasione lui deve essere preciso; un suo errore, anche di un millimetro, anche di un secondo, può regalare la palla agli avversari.

n°4 e 5 SECONDE LINEE
I giocatori di seconda linea sono i più alti della squadra, inversamente proporzionali al mediano di mischia. Essi devono spingere in mischia ordinata con la testa infilata tra le chiappe del pilone e del tallonatore, bilanciando e chiudendo il pacchetto come farebbe un lucchetto, da cui il termine inglese lock. Il loro regno è la touche. Si librano in aria come se volessero accarezzare il cielo, per poi tornare a terra con il pallone tra le mani. A quel punto devono prendere una rapida decisione: passarla a quel furbetto del numero 9, che sicuramente inventerà qualche cosa, oppure tenerla ben stretta per dare avvio al carrettino umano chiamato maul. Le seconde linee sono anche maestre nel creare gli spazi e altrettanto brave a proteggere l’ovale nelle ruck. Questi giganti hanno probabilmente l’impatto più fisico sulla partita e per questo motivo sono dotati di un pizzico di pazzia e di coraggio in più rispetto agli altri.

n°6, 7 e 8 TERZE LINEE
Le terze linee sono quei giocatori che fanno finta di fare la mischia. Così dicono, scherzando, le prime e le seconde linee. La loro spinta, in effetti, è piuttosto trascurabile se paragonata a quella dei cinque compagni che stanno davanti, ma il pacchetto non rimarrebbe unito se essi non svolgessero bene il loro lavoro. E da quel pacchetto sono le terze linee che si staccano per prime; per andare a caccia dei mediani avversari, se la mischia è stata persa, o per creare spazio per i compagni, quando il pallone esce dalle loro parti. Il terza linea centro, o Numero 8 com’è ormai universalmente conosciuto, ha un compito ancora più particolare. Lui la mischia la dirige dall’interno, guidandola e aggiustandola come un timoniere fa con la nave. L’ovale, il più delle volte, esce tra le sue mani e lui deve avere la prontezza di darla al mediano di mischia, oppure ai propri trequarti. Se è particolarmente ispirato poi, è lui stesso a lanciarsi in avanti in cerca di gloria.

n°9 MEDIANO DI MISCHIA
Il mediano di mischia è la cerniera che collega gli avanti ai trequarti, colui che organizza la tattica della partita e che da il via a tutte le giocate della propria squadra. Sempre al centro dell’azione, egli deve saper lanciare le proprie retrovie all’attacco con passaggi precisi, mentre in fase difensiva deve placcare gli avversari in sostegno al pack. Anche se a volte è l’uomo più piccolo tra i XV in campo, l’abilità tecnica di questo giocatore, la visione di gioco, il tempismo, il passaggio con le mani, il gioco al piede, la velocità, ne fanno un gigante in mezzo al campo. Il ruolo di mediano di mischia è tra quelli perennemente coinvolti nel centro dell’azione, eppure è anche un ruolo che può essere interpretato con approcci molto diversi, in maniera appariscente e spettacolare, oppure più riservata.

n°10 MEDIANO D’APERTURA
Il mediano d’apertura scrive le note sul pentagramma e crea la musica che i suoi compagni devono eseguire alla perfezione. Lui decide le tattiche, lancia i propri trequarti in attacco e deve essere un bravo placcatore. A questo giocatore, solitamente, sono affidati tutti i calci: quelli tattici, per conquistare il territorio, e quelli piazzati, punizioni e trasformazioni di mete. Quindi, è su di lui che l’occhio della telecamera si sofferma più spesso, cercando di capire da un suo battito di ciglia se l’ovale entrerà tra i pali oppure no. Per tale motivo, il mediano d’apertura è il più bello della squadra.

n°12 e 13 TREQUARTI CENTRO
Ruolo ingrato quello dei trequarti centro; il loro compito è di attaccare e allo stesso tempo difendere. Per questo devono essere veloci, ma anche robusti, per sfondare la linea di difesa che si trovano di fronte e per bloccare gli avversari che nel frattempo provano a passare dalle loro parti. Devono perciò sapere placcare e avere la capacità di rompere i placcaggi che subiscono.

n° 11 e 14 TREQUARTI ALA
Ai trequarti ala si chiede di essere veloci. Di gambe naturalmente, per correre più veloce di tutti, ma anche con le mani, quando c’è bisogno di passare alla svelta la palla per eludere gli avversari. I trequarti ala sono quelli che gli avanti dicono, prendendoli in giro, che non si sporcano mai la maglietta. Sono gli attaccanti della squadra, l’ultima fase dell’azione, quelli che si tuffano oltre la linea di meta, schiacciando l’ovale sull’erba con impresso il loro DNA.

n°15 ESTREMO
Un grande estremo deve essere coraggioso, un libero pensatore e deve possedere una notevole capacità di calciare. Un grande estremo deve avere velocità per rifinire l’azione d’attacco, deve essere senza paura sotto le palle alte, capire l’importanza del tempo e dello spazio e agire come ultimo baluardo della squadra in fase di difesa. Un grande estremo ha l’intuizione di anticipare ciò che sta per succedere un attimo prima dell’avversario e la capacità di arrivare nel punto giusto al momento giusto.

 

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