Graham Price, Bobby Windsor, Charlie Faulkner: la prima linea del Pontypool

(di Roberto Vanazzi)

Up and Under here we go, are you ready yes or no?
Up and Under here we go, it’s the song of the Pontypool Front Row.
(Max Boyce)

Dopo che nei primi anni ’70 il Galles aveva spadroneggiato in lungo e in largo su tutti campi da rugby, c’è stato un periodo durato 3 stagioni in cui l’incantesimo sembrava essersi spezzato. La causa era in parte dovuta all’incapacità di dominare gli avversari con gli avanti. Allora, nel 1975, i selezionatori hanno risolto il problema traslando in nazionale l’intera prima linea del Pontypool: Bobby Windsor, Charlie Faulkner e Graham Price.  In breve tempo i tre sarebbero entrati nella leggenda.

Altrimenti nota come Viet Gwent (gioco di parole con Viet Cong, dove Gwent era un regno medievale del Galles) la prima linea del Pontypool ha giocato insieme per la nazionale 19 volte, uscendo sconfitta solo in 4 occasioni. Con questo trio duro come la roccia, i dragoni hanno vinto il Grande Slam nel 1976 e nel 1978, nonché la Triple Crown nel 1977. Essa poi, è stata la prima front row di un unico club che ha rappresentato i British & Irish Lions: è accaduto durante la tournée del 1977, quando hanno giocato in Nuova Zelanda contro Bay of Plenty e, durante lo tesso tour, contro Fiji.

La prima linea del Pontypool era talmente venerata in patria che è stata resa immortale, in una canzone dal poeta gallese Max Boyce.

Graham Price, Bobby Windsor, Charlie Faulkner

Graham Price, Bobby Windsor, Charlie Faulkner

IL PILONE DESTRO

Graham Price è nato a Moascar, in Egitto, il 24 novembre 1951. Subito dopo avere conseguito la laurea in ingegneria navale presso l’University of Wales, Graham è stato assoldato tra le fila del Pontypool RFC. Egli era il più giovane di quella leggendaria prima linea, ma probabilmente era anche il migliore, dato che riusciva a combinare l’abilità in attacco con una capacità di classe mondiale in mischia chiusa.

Graham è riuscito a mostrare la sua qualità offensiva già nella partita d’esordio, il 18 gennaio 1975, contro la Francia a Parigi, segnando una meta correndo per oltre 60 metri palla al piede. La Francia stava attaccando pericolosamente, ma in una fase concitata, grazie ad un placcaggio di Ray Gravell, l’ala dei blues Jean-Pierre Lux ha perso la palla. Un secondo prima che lo stesso numero 11 la raccogliesse, Price, con un calcio degno del miglior terzino, lo ha buttato in avanti. Velocissimo, il tallonatore ha anticipato tre avversari, ha calciato ancora e con l’aiuto dell’accorrente J.J. Williams ha evitato l’intervento dell’apertura Jean-Pierre Romeu, ha raccolto la palla e ha percorso i pochi passi che ormai lo separavano dalla linea bianca. La meta ha aiutato la sua squadra a vincere 25 a 10 e ha segnato l’inizio di una nuova epoca d’oro per il rugby gallese.

I rossi hanno quindi inflitto un netto 20 a 4 all’Inghilterra, ma è sfuggito loro il Grande Slam, e anche la Triple Crown, a causa della sconfitta per 12 a 10 in cui sono incappati a Murrayfield. Tuttavia, sono riusciti a vincere il Cinque Nazioni battendo l’Irlanda a Cardiff per 32 a 4 nell’ultima partita della stagione. Quella gara è stata resa memorabile  dal fatto che il Galles ha marcato ben cinque mete, tra cui un’altra grazie alla prima linea del Pontypool, questa volta cortesemente concessa da Charlie Faulkner. La marcatura del pilone sinistro ha fatto si che tutti e tre i giocatori della Viet Gwent avessero segnato almeno una meta per la loro nazionale. Bobby Windsor, infatti, vi era riuscito al suo debutto contro l’Australia nel 1973. Per completare il set, un altro avanti del Pontypool, il flanker Terry Cobner, aveva segnato contro la Scozia nel 1974.

Nel 1976 il Galles è andato ancora meglio dell’anno prima, il che significa Grande Slam. Probabilmente, la partita più dura è stata proprio l’ultima, quella che ha concesso loro lo Slam, una sofferta vittoria casalinga contro la Francia per 19 a 13. Quel match ha visto Graham lasciare il campo con una lesione all’occhio, sostituito dal poliziotto di Cardiff Mike Knill, ed è diventata famosa per il leggendario placcaggio con il quale JPR Williams ha negato all’ala Jean-François Gourdon una sicurissima meta.

L’anno seguente Graham ha contribuito alla conquista di un’altra Triple Crown per il Galles, ma Cinque Nazioni e Grande Slam sono finiti nella bacheca della Francia.

Price si è consolato grazie al tour in Nuova Zelanda con i British and Irish Lions allenati da John Dawes. Il pilone ha giocato in tutte e quattro le prove ufficiali, al fianco di grandi atleti quali Phil Orr, Fran Cotton e Peter Wheeler, ma la serie è stata persa 3 a 1.

Il pilone destro del Pontypool ha vinto ancora il Grande Slam nel 1978, quindi, più avanti nel corso dell’anno, ha partecipato ad un difficile tour in Australia. Dopo aver perso il primo test 8 a 18, Graham ha lasciato il campo all’inizio del secondo con il sangue che sgorgava dalla bocca e la mascella rotta. Il colpevole è stato il pilone avversario Steve Finnane, soprannominato “il pistolero” dai suoi compagni di squadra. Finnane, da parte sua, non ha mai negato di aver colpito Price e più tardi nel suo libro “The Game They Play in Heaven” ha scritto che il colpo era stato sferrato in parte per autodifesa e in parte per vendetta, a causa dei continui falli commessi dal pilone gallese contro di lui nella gara precedente. Egli ha anche ammesso che l’incidente gli è costato la carriera. In effetti, da quella volta Finnane non ha mai più indossato la maglia dei Wallabies. Per la cronaca, i rossi hanno perso anche il secondo test match 17 a 19.

Nel 1979 il Galles ha vinto nuovamente il Cinque Nazioni, mentre l’anno seguente Price ha disputato altri 4 incontri per i British Lions in Sudafrica, segnando pure una meta nel primo test match a Cape Town. Il tour, molto contrastato dal governo britannico a causa della situazione politica sudafricana, è stato un disastro per i Leoni capitanati da Bill Beaumont, che hanno perso le prime tre sfide, per poi vincere inutilmente la quarta 17 a 13.

Graham ha continuato a giocare per il Galles fino al 1983, anche se il periodo d’oro era ormai arrivato al capolinea. L’ultima gara, così come aveva iniziato, è stata una sfida contro la Francia a Parigi, il 19 marzo, dove i dragoni hanno perso 9 a 16.

A maggio dello stesso anno Graham è partito verso la Nuova Zelanda per la sua terza tournée con i Lions, dove ha giocato altri 4 match ufficiali, raggiungendo così un totale di 12 caps. I britannici, allenati da Jim Telfer, quella volta hanno però conquistato un poco onorevole Whitewash, avendo perso 4 partite su 4.

In totale, con la nazionale gallese Graham Price ha guadagnato 41 caps che, se aggiunti ai 12 test match consecutivi con i Lions, fanno di lui un altro personaggio da leggenda di questo sport.

Graham Price

Graham Price

IL TALLONATORE

Il numero 2 della straordinaria prima linea del Pontypool era Bobby “The Duke” Windsor. Duca è un soprannome nato spontaneo, a causa dell’omonimia con i nobili inglesi, anche se lui era un semplice operaio gallese..

Nato il 31 gennaio 1946 a Newport, Robert William Windsor ha iniziato la sua carriera nel rugby come estremo e mediano d’apertura, giocando per il Brynglas e il Cross Keys, prima di trasferirsi al Pontypool RFC. Il suo lavoro di metalmeccanico gli ha permesso di sviluppare un fisico forte e muscoloso e questo ha fatto sì che presto si spostasse verso il mondo della prima linea. Essendo un rugger estremamente mobile e aggressivo, Bobby era l’ideale per il pacchetto di mischia creato dal Pontypool negli anni settanta, un pack che ha reso il club tra i più temuti nel Paese.

Il 10 novembre 1973, grazie al buon lavoro svolto per la sua squadra, Windsor è stato ricompensato con un cap in nazionale contro i Wallabies. Il Galles ha vinto 24 a 0 e il Duca ha disputato una prova eccellente, nella quale ha marcato pure una meta.

La stagione successiva è andata alla grande, più per lui che per la nazionale, la quale nel Cinque Nazioni ha vinto solo la partita interna con la Scozia. Nonostante questo, le ottime performance del talonatore gli sono valse la selezione per il tour in Sudafrica dei British Lions. In quella occasione Windsor ha fatto parte di un gruppo formidabile, che con gli avanti ha totalmente dominato gli Springboks. Stretto tra le spalle dei piloni Fran Cotton e Ian McLauchlan, il giocatore del Pontypool è stato valutato come uno dei migliori tallonatori del mondo, grazie ad una capacità tecnica abbinata al grande dinamismo in mischia chiusa, che avevano pochi uguali. Il ventiseienne ha praticamente rubato il posto al più esperto rivale, l’irlandese Ken Kennedy. I Lions da quel tour, diventato famoso anche per la chiamata 99 del loro capitano Willie John McBride, sono usciti imbattuti .

Nel 1975, Bobby è stato raggiunto in nazionale da Graham Price e Charlie Faulkner, suoi compagni di squadra del Pontypool.

Dopo tre anni di dominio nel Cinque Nazioni, nel 1977 i tre hanno affrontato insieme il tour dei British Lions in Nuova Zelanda, entrando in campo contemporaneamente contro Bay Of Planty (23 a 16) e Fiji (21 a 25), ma non nei match ufficiali. Dopo il primo test, che i Lions hanno perso 12 a 16, Windsor ci ha rimesso il posto, sostituito dall’inglese Peter Wheeler. Il tallonatore non è mai stato al top in quella tournée, così il pubblico neozelandese non ha avuto modo di godersi il meglio di questa leggenda del rugby gallese.

Bobby ha giocato l’ultima sfida internazionale il 17 febbraio 1979, sconfiggendo la Francia a Parigi 14 a 13. In totale ha giocato in nazionale 28 volte, marcando 1 meta.

Nell’ottobre del 2010 Windsor ha pubblicato la sua autobiografia, dal titolo The Iron Duke.

Bobby Windsor

Bobby Windsor

IL PILONE SINISTRO

Il terzo personaggio della prima linea del Pontypool è il pilone sinistro Anthony George Faulkner, meglio conosciuto come “Charlie”. Forte e insolitamente mobile per un pilone, egli era la roccia su cui si basava il pack gallese. Cintura nera di judo e operaio in acciaieria, Faulkner è stato un feroce scrummager, in grado di distruggere senza apparente fatica il pilone opposto.

Nato anche lui a Newport, il 27 febbraio 1941, Charlie era pressoché sconosciuto in patria quando ha ottenuto la sua prima chiamata internazionale. Il riconoscimento è arrivato al crepuscolo della carriera del pilone il quale, infatti, ha fatto il suo debutto con i dragoni quando aveva già compiuto i 33 anni. L’attesa comunque è valsa la pena e lui è diventato una figura di spicco in quel periodo d’oro del rugby gallese.

Charlie ha esordito il 18 gennaio 1975 vincendo contro la Francia, nella stessa gara in cui hanno iniziato anche Graham Price è Ray Gravell, e ha concluso una straordinaria stagione con una  meta di rara bellezza nella partita vinta 32 a 4 contro l’Irlanda: la sua unica segnatura a livello internazionale.

La stagione successiva Faulkner ha fatto parte della squadra che si è assicurata il Grande Slam, evento che si è ripetuto per lui anche nel 1978.

La partita dell’addio al rugby internazionale, dopo 19 caps, è la medesima in cui ha salutato anche Bobby Windsor, il 17 febbraio 1979, a Parigi contro la Francia.

Insieme con gli altri lavoratori siderurgici della squadra gallese, Faulkner ha fatto enormi sacrifici per indossare la divisa del suo Paese, ma lui l’ha sempre ritenuto un onore e ne era orgoglioso. Forse il suo unico rammarico è stato quello di non avere giocato test match con i British Lions. Inizialmente non selezionato per il tour del 1977 in Nuova Zelanda, Faulkner è stato in seguito chiamato per una sostituzione, ma alla fine è stato l’inglese Fran Cotton a giocare le gare ufficiali al suo posto.

Una volta smessa l’attività agonistica, Charlie ha allenato il Newport dal 1982 al 1986.

Charlie Faulkner

Charlie Faulkner

 

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