Gerald Davies: diritto alla meta

(di Roberto Vanazzi)

C’è un qualcosa di malizioso nell’usare le proprie abilità per sconfiggere l’avversario.” (Gerald Davies)

La nazionale gallese degli anni ’70 è stata una squadra mitica, un insieme di campioni straordinari che hanno cambiato per sempre il modo di concepire il gioco con la palla ovale. Si può tranquillamente affermare che i Dragoni sono stati per il rugby quello che l’Olanda era per il calcio. Il periodo è più o meno lo stesso ed entrambe le compagini hanno portato nei rispettivi sport una ventata di novità, tanto che rugby e calcio da allora non sono stati più gli stessi. Il gioco totale di Rinus Michels e la tattica d’attacco di Clive Rowlands e di John Dawes, infatti, hanno rivoluzionato tutto quanto c’era prima e influenzato la palla ovale e quella tonda nei decenni che sono seguiti.

Il Galles come l’Olanda quindi, allora mi viene da azzardare qualche similitudine. La fantasia e la classe si Johann Crujiff e quella di Barry John. Il libero Ruud Krol e l’estremo J.P.R. Williams, gli ultimi baluardi. Johan Neeskens, il mediano difensivo che sapeva segnare, e Gareth Edwards, il mediano di mischia che marcava le mete. Le veloci ali Rob Rensembrink e Johnny Rep, con le altrettanto veloci ali Gerald Davies e J.J.Wiliams. L’unica differenza, probabilmente, è che mentre Cruijff e compagni in bacheca hanno portato poco o niente, i gallesi di trofei ne hanno vinti parecchi. Ed è un vero peccato che la Coppa del Mondo di rugby era ancora lungi dall’essere anche solo pensata, perché, ma questa è solo una mia supposizione, gli uomini in rosso avrebbero potuto benissimo mettersi in tasca almeno un paio di edizioni.

Gerald Davies

Gerald Davies

Thomas Gerald Reames Davies è nato a Llansaint, il 7 febbraio 1945, e ha studiato alla Camarthen Grammar School, dove ha sviluppato la sua velocità attraverso allenamenti da puro velocista. A differenza di molti altri, però, Gerald ha successivamente dimostrato di essere ugualmente veloce anche indossando un paio di scarpe da rugby.

Benedetto da una grande agilità, che gli permetteva di scartare ed eludere facilmente gli avversari, il modo di giocare di Gerald era in netto contrasto con quello di altri wingers dell’epoca moderna, i quali si basano esclusivamente sulla forza e la prestanza fisica per raggiungere il loro fine.

Il ragazzo ha proseguito gli studi, giocando a rugby all’Università di Cambridge prima di passare al Cardiff RFC, con i quali ha disputato la sua partita probabilmente più famosa, l’incontro di Welsh Cup contro il Pontypool RFC, in cui ha marcato quattro mete. In seguito si è trasferito ai London Welsh.

Davies in quel periodo giocava trequarti centro e come tale ha fatto il suo debutto internazionale, sabato 3 dicembre 1966, all’età di 21 anni. La partita era contro l’Australia, a Cardiff, e il Galles ha perso di soli 3 punti (11 a 14). Il ragazzo non è stato fortunato in quell’occasione: perdendo un possesso, infatti, ha praticamente concesso una meta ad Alan Cardy.

La stagione 1967 ha visto Gerald disputare il suo primo Cinque Nazioni, dove ha giocato in tutte e quattro le partite. Il titolo è andato alla Francia, mentre il Galles è arrivato ultimo, riuscendo a vincere solo la partita casalinga contro l’Inghilterra per 34 a 21. È stato proprio durante questa gara che l’ala di Llansaint ha registrato la sua prima doppietta internazionale. Purtroppo per lui, quell’impresa è stata oscurata dalla prestazione di un ragazzo di Newport, Keith Jarrett, che quel giorno ha segnato 19 punti per il Galles .

Lo stesso anno Gerald è stato anche selezionato per giocare con i Barbarians contro gli All Blacks ma, nonostante la squadra a pochi minuti dalla fine stesse vincendo 6 a 3, i neri sono riusciti a ribaltare il risultato in loro favore e a chiudere il match sul 11 a 6.

Il 1968 ha visto nuovamente il titolo Cinque Nazioni finire nella bacheca della Francia. Gerald, che ha disputato un ottimo campionato, si è guadagnato comunque l’ammirazione di Ronnie Dawson, coach dei British & Irish Lions, che lo ha voluto con se nel lungo tour in Sudafrica. La serie è stata un fiasco per i Leoni, che hanno perso 3 test e pareggiato un quarto. Davies ha giocato una sola gara contro gli Springboks di Frik Du Preez, la sconfitta per 6 a 11 a Città del Capo.

L’anno seguente il Galles ha visto finalmente i suoi giovani campioni fiorire e ha vinto tre delle quattro partite del Cinque Nazioni, conquistando così la Triple Crown. Solo il pareggio 8 a 8 con la Francia a Parigi ha negato loro la gioia del Grande Slam. In questa partita Gerald si è rotto il braccio quando è stato affrontato in un doppio placcaggio.

Dopo avere recuperato dall’infortunio, Davies ha preso parte al tour estivo del Galles in Nuova Zelanda. È stato nella seconda gara della serie, persa 12 a 33, che il coach Clive “Top Cat” Rowlands lo ha spostato all’ala, una posizione che aveva già occupato quando giocava per l’Università di Cambridge. Anche se questo passaggio è stato fin da subito un grande successo, Gerald ha commentato: “Al momento l’ho visto come una retrocessione.“.

L’ultima tappa del tour ha portato un po’ di sollievo alla squadra in rosso, con una vittoria contro l’Australia a Sydney per 19 a 6. In quella partita Gerald ha segnato una delle tre mete dei dragoni ed ha contribuito anche alla marcatura del compagno Keith Jarrett.

Tornato a casa, Davies ha saltato la stagione 1970 al fine di concentrarsi sugli studi di letteratura inglese presso l’Università di Cambridge.

gerald daviesDopo averlo sfiorato nelle precedenti stagioni, finalmente il Galles è riuscito a conquistare il tanto atteso Grande Slam. Siamo nel 1971 e Gerald Davies ha svolto un ruolo determinante, contribuendo al successo con due mete sia contro l’Inghilterra sia contro l’Irlanda, nonché quella cruciale con la Scozia, nella leggendaria sfida di Murrayfield finita 19 a 18. Con i rossi in svantaggio, Davies è riuscito a segnare all’ultimo minuto, dopo una bella azione dei Dragoni che si è dipanata per tutta la larghezza del campo. La difficile trasformazione dall’angolo di John Taylor ha regalato la vittoria al Galles, permettendo così anche la conquista dello Slam.

Con tale risultato in tasca, Gerald ha preso parte al famoso tour in Nuova Zelanda con i British Lions di Carwyn James. La squadra, infarcita di fuoriclasse gallesi, ha iniziato la tournée perdendo 11 a 15 contro la selezione del Queensland, ma, in seguito, la fiducia è cresciuta sino a che i ragazzi di James sono diventati i primi Leoni a battere gli All Blacks: due vittorie, un pareggio e una sconfitta nei test match. Questo tour ha visto Gerald al picco massimo della sua carriera. Il trequarti ala ha segnato due mete nella seconda prova, quella persa a Christchurch, per poi portare un contributo notevole nella fondamentale vittoria per 13 a 3 del terzo game. Lui e Barry John sono considerati gli uomini più rappresentativi di quel tour.

Nel 1973 Davies ha giocato ancora con i Barbarians, nel leggendario incontro al Cardiff Arms Park dove sono stati sconfitti gli All Blacks di Ian Kirkpatrick. 23 a 11 il risultato finale, grazie anche alla meta di Gareth Edwards, segnata dopo solo 2 minuti e considerata la più bella di sempre. Una meta nata dall’idea folle di Phil Bennett, il quale ha preferito scartare quattro avversari piuttosto che calciare in touche, e terminata con il volo del mediano di mischia a schiacciare l’ovale, dopo che questo era passato da almeno cinque paia di mani.

Davies, che nel 1974 era tornato tra le file del Cardiff, diventandone il capitano l’anno seguente, ha vinto i tornei Cinque Nazioni del 1975, del 1976, quest’ultimo ancora con tanto di Grande Slam, e del 1978. Il trequarti, però, si è rifiutato di partecipare ai tour dei British Lions del 1974, perché contrario al regime di Apartheid.

Nell’estate del 1978 il Galles ha effettuato un mini tour in Australia, dove ha giocato due partite con la squadra di casa, perdendole entrambe. La seconda di queste, disputata il 17 giugno, al Sydney Crickett Ground, ha visto Gerald Davies scendere in campo per l’ultima volta con la maglia della nazionale. Così come aveva esordito 22 anni prima, il ragazzo ha terminato la carriera ancora contro i Wallabies. Gerald, per l’occasione, ha indossato la fascia da capitano.

In totale Davies ha disputato 46 match per il Galles, mettendo a segno 72 punti. Con le sue 20 mete l’ala aveva eguagliato il record di Gareth Edwards, un record che sarebbe stato superato un decennio e mezzo più tardi da un altro grande gallese, Ieuan Evans. L’unico rammarico di Gerald è stato quello di non avere mai segnato alcuna meta nelle cinque visite che il Galles ha fatto a Twickenham.

Gerald1971Dopo il ritiro dall’attività agonistica, avvenuto nel 1980, Gerald Davies è diventato un giornalista e ha collaborato con il Times su argomenti di rugby.

Dal 1999 Gerald fa parte della International Rugby Hall Of Fame, mentre nel 2002 è diventato membro dell’Ordine dell’Impero Britannico per meriti sportivi.

Nel 2005 Gerald Davies è entrato nel Consiglio di Amministrazione della Welsh Rugby Union Limited, in qualità di Rappresentante Nazionale.

Quattro anni più tardi, l’ex nazionale gallese è stato il manager dei British Lions per il loro tour in Sudafrica.

In Galles gira una vecchia barzelletta in cui tre leggende del rugby locale, Mervyn Davies, Gareth Edwards e Gerald Davies, si trovano sulla riva del fiume Taff a Cardiff, a due passi da dove sorgeva l’Arms Park e dove oggi si trova il Millennium Stadium:
Attraversiamo il fiume qui“, dice Gerald. E l’ala fulminea, il cui scatto elettrico ha lasciato tanti difensori annichiliti nel corso della sua brillante carriera, corre leggero sopra l’acqua sino alla riva opposta.
Arrivo!” Fa eco Gareth. E il più grande mediano di mischia del Galles si unisce a Gerald sul lato opposto. Anche Mervyn li segue, ma affonda immediatamente nelle acque.
I suoi due colleghi iniziano a ridere, mentre l’avanti si dibatte. “Lui, ovviamente, non sapeva della pietra su cui appoggiarsi, che si trova li in mezzo al fiume.” Dice Gareth.
Quale pietra?” Chiede Gerald stupito.
Questo sta ad indicare quanto fosse veloce Gerald Davies; talmente veloce da riuscire a camminare sulle acque.

 

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