George Nepia: palla alta nel vento

(di Roberto Vanazzi)

Sono un estremo da troppo poco tempo; chissà cosa combinerò.” (George Nepia, sulla nave che lo ha portato in Gran Bretagna per il tour del 1924)

La palla ovale è approdata in Nuova Zelanda alla fine del 1860, grazie a tale Charles Monro, il quale l’aveva scoperta mentre studiava a Londra. La prima partita è stata giocata dieci anni più tardi, tra la squadra di Nelson e quella di Wellington. Nel 1908 veniva al mondo quella che sarebbe diventata la prima icona rugbistica del Paese della Lunga Nuvola Bianca: George Nepia. Maori purosangue, in un’epoca in cui nativi e bianchi riuscivano a convivere tranquillamente da buoni vicini, Nepia è considerato il precursore di tutti i grandi campioni che hanno vestito la divisa nera degli All Blacks: da Jonah Lomu a Richie McCaw.

Estremo dotato di un fisico eccezionale per quel periodo, George possedeva velocità naturale, mani sicure, un calcio preciso, un tackle feroce e non aveva paura di buttarsi tra i piedi dell’avversario per recuperare la palla. Egli è stato il volto dei leggendari Invincibles del tour del 1924-1925, conclusosi con 32 vittorie in altrettante sfide. A soli diciannove anni, infatti, il ragazzo ha disputato tutte le partite che gli All Blacks hanno svolto in Gran Bretagna, Francia e Canada; unico giocatore a mostrare una tale impressionante prova di resistenza.

George Nepia

George Nepia

George Nepia è nato a Wairoa, nella Hawke’s Bay, Isola del Nord. La sua nascita è stata registrata come 25 aprile 1905, ma successivamente si è dichiarato che è nato nel 1908. Suo padre, Peta Piripoi Nepia, e la madre, Riripeti “Peti” Pirihi, si sono separati presto per poi risposarsi entrambi con altre persone. Dopo un brutto periodo trascorso con il padre e la matrigna, il bambino è andato a vivere con la nonna materna nei pressi di Taihoa, frequentando la scuola elementare a Wairoa e godendo finalmente di un’infanzia felice. George ha affettuosamente ricordato che giocava tutto il giorno con un pallone da rugby e poi la sera si sedeva a mangiare un piatto abbondante di uova d’anatra e pane maori. Una volta che la nonna è diventata troppo anziana per accudirlo, Nepia è tornato con il padre e ha studiato presso la Nuhaka Native School. La sua vita all’epoca era orientata ai giochi e, in assenza di un pallone ovale, il suo berretto della scuola è stato sottoposto a forti sollecitazioni e calci.

Dopo aver lasciato la scuola primaria, George ha lavorato in un centro per la tosatura delle pecore e anche in un’impresa di costruzione ferroviaria, risparmiando il denaro per pagarsi il college. La sua idea era quella di studiare al prestigioso Te Aute College di Hawkes Bay ma, a seguito di sollecitazioni da parte di alcuni amici, si è iscritto al Maori Agricultural College, a sud di Hastings. Suo padre non lo perdonò mai per questo, anche perché le tasse scolastiche al Te Aute erano già state pagate.
Nepia si è iscritto al college anche se non era un membro della Chiesa Mormone, che lo amministrava. Il suo mentore è stato l’americano Erwin Moser, il quale lo ha assistito con le tasse e ha affinato le sue abilità nel rugby. Moser gli ha insegnato a calciare con abilità e precisione e ha impiantato nel ragazzo i semi formativi della sua futura abilità.

Nel 1921 il sedicenne Nepia ha esordito come trequarti ala in un trial che i New Zealand Maori hanno approntato per selezionare gli atleti che avrebbero intrapreso il tour in Australia. Lo stesso anno, a settembre, George è stato spettatore a Napier della partita tra gli stessi New Zealand Maori e il Sudafrica, dov’è rimasto impressionato dal grande estremo Gerhard Morkel. Quell’anno il ragazzo è stato selezionato per East Coast District e nel 1922, notato dall’allenatore Norman McKenzie, è stato ingaggiato dalla leggendaria squadra di Hawke Bay. Negli anni successivi i bianconeri hanno dominato il rugby neozelandese vincendo cinque volte consecutive il Ranfurly Shield. Nepia è stato inizialmente utilizzato sulla fascia, ma in seguito si è spostato nel ruolo di trequarti centro.

Nel 1924 il Te Mori Rose Bowl, partita tra maori del nord e maori del sud, è stato considerato un trial per il tour che gli All Blacks avrebbero intrapreso in autunno nelle isole britanniche. A Nepia è stata affidata la maglia di estremo, per consentire al nipote del selezionatore di giocare centro. Sorpreso, ma desideroso di mettersi in mostra nella sua nuova posizione, George ha chiesto consigli a suo cugino Walter McGregor, un’ala della squadra maori del nord, il quale gli ha consigliato di “calciare nel mucchio, contrastare duro e buttare il pallone in touche”. Altre due partite nel New South Wales a luglio hanno confermato la presenza di Nepia al tour della nazionale in nero. Con lui erano stati scelti altri due maori: Jimmy Mill e Lui Paewai.

Nonostante i dubbi personali sulle proprie capacità, sorti sulla nave che ha portato la squadra in Inghilterra, il giovane Nepia ha giocato praticamente un rugby impeccabile in tutte le 32 partite disputate in Gran Bretagna, Francia e Canada. Gli All Blacks capitanati prima da Cliff Porter e poi, dopo l’infortunio di questi, da Jock Richardson, hanno vinto tutti i loro incontri e sono passati alla storia con il nome di Invincibili. Oltre a Nepia, quella squadra annoverava altri miti quali Bert Cooke, Mark Nicholls e i fratelli Cyril e Maurice Brownlie.

Il tour è iniziato il 13 settembre al Rectory Ground di Devonport, dove gli uomini arrivati dall’altro mondo hanno sconfitto 11 a 0 il Devon. A questa sono seguite altre tre gare in cui gli All Blacks hanno lasciato gli avversari a quota zero. I primi punti subiti sono arrivati il 27 settembre a Swansea, quando la squadra di casa è riuscita nell’impresa di realizzarne 3, contro i 39 degli ospiti. La successiva sfida con il Newport è probabilmente quella in cui i neozelandesi sono stati messi maggiormente in difficoltà: il risultato, infatti, è stato in bilico sino alla fine e la gara è terminata 13 a 10.

Per quanto riguarda i test match, il 1 novembre 1924 i neri hanno iniziato vincendo 6 a 0 sul terreno del Lansdown Road di Dublino. Un mese più tardi hanno sconfitto 19 a 0 il Galles a Swansea e poi l’Inghilterra a Twickenham il 3 gennaio 1925, per 17 a 11. Il 18 gennaio, invece, è stata la Francia a capitolare a Tolosa, sconfitta 30 a 6. Purtroppo, la federazione scozzese ha deciso di non far giocare la squadra per ragioni economiche, facendo mancare in questo modo un probabile Grande Slam ai neozelandesi.

Gli All Blacks a quel punto hanno navigato sino in Canada, dove hanno disputato due gare: a Vancouver, con Nepia che ha marcato la sua unica meta in carriera, e a Victoria, il 18 febbraio 1925, dove si è chiuso il lunghissimo viaggio.

George ha totalizzato 77 punti durante quel tour ed è stato selezionato come uno dei cinque giocatori dell’anno da parte del John Wisden Rugby Football Almanack. L’estremo di Wairoa si è messo in mostra per il feroce placcaggio, la capacità di cattura la palla, i calci precisi e la velocità. Prima di ogni partita il ragazzo ha guidato la squadra in una haka che era stata composta appositamente per il tour durante il viaggio in nave. Al loro ritorno in patria, Nepia e Paewai hanno ricevuto accoglienze entusiastiche a Hawkes Bay e su tutta la costa orientale.

The Invincibles

Nel 1925 Nepia ha giocato un match per l’inaugurazione della chiesa di Tikitiki. Durante il ballo celebrativo il campione ha incontrato Huinga Raupani Kohere, di Ngati Porou, che stava suonando il piano. Il padre di Huinga, il tenente Henare Kohere, aveva servito con il battaglione dei New Zealand Pioneer in Francia nella prima guerra mondiale, dove ha trovato la morte in battaglia. La madre Ngarangi, invece, era morta quando la figlia aveva solo cinque anni. Quel giorno la ragazza ha trovato in Nepia molto più di un compagno di ballo, ma la coppia ha dovuto attendere oltre un anno prima di sposarsi, perché la famiglia di lei prendeva tempo. L’intervento di Apirana Ngata, un importante uomo politico maori, si dice abbia facilitato il matrimonio, che ha avuto luogo il 6 maggio 1926. Il loro è stato il primo sposalizio ad essere celebrato nella nuova chiesa maori di Tikitiki.

George e Huinga hanno abitato in una fattoria a Rangitukia, nella East Coast, su un terreno donato dalla famiglia della moglie, dove il rugbista mungeva il bestiame da latte offerto da suo padre e lavorava per far crescere le ginestre. La coppia ha avuto tre figli maschi: George Jr, Te Omanga e Winston, e una femmina, Kiwi Rauponga, chiamata così per onorare il simbolo nazionale del rugby della foglia di felce.

Nella stagione 1926-27 è sorta una polemica a causa dell’omissione di Nepia dalla squadra Maori che ha intrapreso un tour in Francia, l’Inghilterra, Galles, Australia, Ceylon (oggi Sri Lanka) e British Columbia. La New Zealand Rugby Football Union ha affermato che lui non era disponibile; George, invece, ha sempre sostenuto il contrario.

Nel 1928 Nepia, così come anche Jimmy Mill, è stato estromesso anche dal tour in Sudafrica a causa del regime di apartheid vigente nel paese che non permetteva l’ingresso ai maori. George ha protestato per questo, diventando un contestatore prima che fosse di moda manifestare, ma la Federazione Neozelandese non ha mosso un dito.

L’estremo di Wairoa è tornato ad indossare la divisa della nazionale durante il tour in Australia nel 1929, dove però, a causa di infortunio alla schiena, è riuscito a giocare solo la metà del primo test, realizzando comunque cinque punti grazie ad un piazzato e ad una trasformazione; i suoi unici punti nei test match.

Nella primavera dell’anno successivo in Nuova Zelanda sono arrivati i British Lions allenati da James Baxter. George ha giocato in ciascuna delle quattro prove, con la serie che è stata conquistata dai padroni di casa 3 a 1. La sfida dell’8 agosto 1930, a Wellington, ha visto l’addio di Nepia agli All Blacks. In tutto, l’estremo ha disputato 46 partite per la sua nazionale, anche se solo 9 test match, segnando un totale di 99 punti. Altre 24 gare Nepia le ha giocate tra le fila dei New Zealand Maori.

Nel 1933 George era in campo in una gara tra Isole del Nord e Isole del Sud. Due anni più tardi, a sorpresa, è stato escluso dalla lista dei partecipanti al tour in Gran Bretagna. L’estremo si è consolato indossando la fascia da capitano dei New Zealand Maori in Australia.

A quel punto, però, le tensioni finanziarie causate dalla Grande Depressione si sono riflesse nella decisione di Nepia di giocare nella remunerativa Rugby League in Inghilterra. Così, lo stesso anno, il ragazzo si è accasato per 500 Sterline tra le fila del club londinese Streatham and Mitcham, il quale, grazie al suo nome, ha attirato 20.000 spettatori per la prima partita contro Oldham. In seguito George si è trasferito a Halifax.

Nel 1937, a causa della nostalgia della propria famiglia, Nepia è tornato in Nuova Zelanda e ha preso parte al campionato di Rugby a XIII con la squadra di Manukau. Il trequarti è stato selezionato per giocare anche nella nazionale di codice della Nuova Zelanda contro l’Australia; una partita memorabile che ha visto i Kiwis vincere 16 a 15 dopo essere stati sotto 6 a 15 a metà gara.

Essendo il rugby dell’epoca un gioco rigorosamente amatoriale, i soldi guadagnati da Nepia hanno impedito un suo ritorno al Rugby a XV. Tuttavia, nel 1947, un’amnistia ha permesso ai giocatori della League di essere riammessi. George ne ha approfittato e a 42 anni ha giocato due partite con East Coast.

Tre anni più tardi Nepia ha guidato l’Olympians Club in una sfida contro Poverty Bay, squadra capitanata da suo figlio George Jr. È stata questa l’unica occasione in cui padre e figlio hanno giocato uno contro l’altro in una sfida di campionato in Nuova Zelanda. Nella medesima partita Nepia è anche diventato il più vecchio neozelandese a scendere in campo.

Una volta ritiratosi Nepia si è riconvertito ad arbitro. Poi, si è trasferito nella sua fattoria nel distretto di Wairoa, dove ha lavorato presso una fabbrica a Masterton. La morte del figlio maggiore George Jr, ucciso in Malesia nel 1954 durante gli scontri tra le truppe del Commonwealth e i guerriglieri filo-comunisti, e della moglie Huinga nel 1975, sono stati duri colpi per George. Nel 1981 l’ex campione si è trasferito a Ruatoria dove ha vissuto con il figlio Winston.

L’anno successivo Nepia ha viaggiato con il team dei New Zealand Maori in Galles, dove i tifosi assiepati sulle gradine del St Helen’s di Swansea, quando lo hanno riconosciuto, gli hanno attribuito un’ovazione degna di una leggenda.

Nel 1986 George è stato eletto vice presidente a vita del Rugby Board del Sudafrica; un onore concesso da un paese che non gli era mai stato permesso di visitare.

Il 27 agosto dello stesso anno, all’età di 81 anni, George Nepia è morto a Ruatoria: il suo spirito vive in ogni All Black, maori e no, che lo ha seguito.

Nel 1990 l’ex estremo è stato introdotto nella New Zealand Rugby Hall Of Fame. A rappresentarlo durante la celebrazione c’era il nipote, George Nepia III. Nel 2014, durante una cerimonia speciale a Auckland, Nepia è entrato a far parte anche della International Rugby Board Hall of Fame.

Oltre che un grande rugbista George Nepia è stato anche un ottimo cantante, dotato di una voce sopraffina. Una registrazione di lui che canta “Beneath the Maori Moon” è stata prodotta dalla casa discografica Decca; un fatto questo che tinge di romantico la straordinaria carriera e la vita di questo personaggio leggendario.

 

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