Gavin Hastings: Il grande Gav

(di Roberto Vanazzi)

Non c’è uomo più rispettato per le sue capacità, dentro e fuori il campo di gioco, di questo delizioso scozzese, che è l’epitome dell’uomo di rugby: coraggioso, risoluto, avventuroso amante della propria squadra.” (Clem Thomas, scrittore scozzese)

61 caps con la maglia del cardo ed uno score di 667 punti; non ci possono essere dubbi sul fatto che Gavin Hastings sia uno dei più forti giocatori scozzesi della storia, se non addirittura il migliore. Egli è stato un estremo affidabile, forte nei calci, grande senso tattico, che non aveva paura dello scontro fisico. Oltre a questo, Hastings era anche un abile marcatore di mete, avendo varcato la fatidica linea bianca ben 17 volte, posizionandosi al quarto posto nella classifica dei metamen scozzesi di tutti i tempi, dietro Ian Smith, Tony Stanger e Chris Paterson. Dato il suo fenomenale talento e alla superba corporatura, che aveva in comune con un altro grande fullback della sua epoca, Serge Blanco, Gavin “Big Gav” Hastings è stato più volte paragonato a JPR Williams, quando questi era all’apice della carriera.

Gavin Hastings

Gavin Hastings

Nato ad Edimburgo, mercoledì 3 gennaio del 1962, Andrew Gavin Hastings ha iniziato a giocare a rugby nella squadra del George Watson’s College. Fin da subito il ragazzo ha posto il proprio sigillo nel regno della palla ovale scozzese, diventando il primo capitano della nazionale giovanile a vincere in Inghilterra. Nel 1985 poi, Gavin ha capitanato la squadra dell’Università di Cambridge nella gara vinta nello storico Varsity Match.

Il debutto internazionale di Hastings con la nazionale maggiore è arrivato il 18 gennaio 1986, quando ha sostituito il leggendario estremo Peter Dods per affrontare la Francia a Murrayfield, raggiungendo così sul campo il fratello minore Scott, tre quarti centro. Purtroppo, l’esordio di Big Gav non è stato dei migliori: ha sbagliato subito il calcio d’inizio, regalando così ai galletti l’occasione per marcare una meta con Pierre Berbizier. Un uomo con meno carattere sarebbe crollato, ma nel corso della gara, grazie a sei piazzati, ha realizzato tutti i punti con i quali la Scozia è riuscita a vincere 18 a 17. Più avanti nel torneo Hastings ha dato una grossa mano alla sua squadra per battere l’Inghilterra a Murrayfield 33 a 6, segnando 21 punti. Con la vittoria anche in Irlanda (10 a 9) quell’anno la Scozia si è aggiudicata il Cinque Nazioni a pari merito con i transalpini. Il cartellino personale di Gavin riportava “52 punti realizzati”.

Nel 1987 la Scozia ha terminato il Cinque Nazioni con due vittorie su quattro gare e si è recata in Nuova Zelanda per partecipare alla prima Coppa del Mondo con un ottimo spirito. Gavin ha brillato all’avvio della prima fase, stabilendo uno score di 27 punti contro la Romania e 19 nei confronti dello Zimbabwe. Tuttavia, il pareggio con la Francia nella partita di apertura e un’inferiore differenza punti, l’hanno collocata nel quarto di finale con i favoritissimi All Blacks. La partita, senza storia, è stata persa 30 a 3: i 3 punti segnati da Big Gav.

Nel 1989 Hastings si è guadagnato la chiamata dei British & Irish Lions per il tour in Australia. Indossando la maglia numero 15 in tutti e tre i test, Gav ha giocato in maniera superba ed ha segnato 28 punti cruciali per la vittoria finale nella serie.

L’anno seguente gli Highlanders hanno conquistato il Grande Slam, sconfiggendo nella gara decisiva l’Inghilterra a Murrayfield. Gli uomini di Ian McGeechan avevano vinto i primi tre incontri e così pure i bianchi, che sembravano però più forti. Si è trattato di un giorno memorabile per l’intera nazione scozzese. Gli inglesi erano favoriti, ma non avevano fatto i conti con l’orgoglio degli uomini del nord. Prima c’è stata quell’entrata diventata leggenda, lenta, funerea, con il capitano David Sole ad aprire la fila: l’ovale sotto il braccio e l’immancabile fascia bianca sulla fronte. E poi l’inno, un Flower Of Scotland da far venire la pelle d’oca, uno sfogo indirizzato al primo ministro inglese Margareth Thatcher e la sua Community Charge, la tassa sulla persona imposta proprio in Scozia. Gli scozzesi hanno dimostrato sin dall’inizio di possedere una marcia in più: probabilmente l’odio verso quella gente che abita a sud del Vallo di Adriano è stato determinante. Due penalties di Craig Chalmers, apertura di ruolo, hanno portato in avanti il XV del Cardo, ma gli inglesi hanno reagito e un’azione velocissima, portata avanti dalla premiata ditta CarlingGuscott, ha permesso al secondo di marcare una bellissima meta, con tanto di passaggio fintato e cambio di direzione. Solo la mancata trasformazione non ha provocato danni. Gli scozzesi sono rimasti avanti nel punteggio anzi, un terzo penalty sempre di Chalmers, con Gavin Hastings a tenere il pallone fermo con la mano a causa del vento, ha permesso ai padroni di casa di chiudere il primo tempo 9 a 4.
La ripresa si è aperta con la meta che ha definitivamente tagliato le gambe ai bianchi di Sua Maestà. Gli Highlanders hanno vinto una mischia a metà campo. La palla, raccolta dallo squalo bianco John Jeffrey, è finita tra le mani del mediano di mischia Gary Armstrong, il quale, a sua volta l’ha ceduta a Big Gav. L’estremo ha corso qualche metro, quindi è riuscito a calciare davanti a lui, giusto un attimo prima di essere spinto fuori dal campo. L’ovale è finito in area di meta, inseguito dalle due ali, lo scozzese Tony Stanger e l’inglese Rory Underwood. Il più veloce è stato il primo, che l’ha afferrato al volo e schiacciato a terra, marcando così la meta più importante dell’intera stagione.
A quel punto gli inglesi si sono buttati in avanti a testa bassa, mentre i padroni di casa hanno approntato una diga difensiva che ha concesso agli avversari solo 3 punti con il piede di Simon Hodgkinson. Il punteggio si è fissato sul 13 a 7 ed è rimasto tale fino a quando l’arbitro, il neozelandese Bishop, ha dichiarato chiuse le ostilità, dando via libera al tripudio.
La Scozia quel giorno ha vinto tutto: il Cinque Nazioni, il Grande Slam, la Triple Crown, la Calcutta Cup. Ma soprattutto, ha sconfitto gli odiati rivali inglesi.

Nel 1991, però, gli uomini di McGeechan non hanno avuto successo nella difesa del titolo e hanno perso con la Francia a Parigi e contro una determinata Inghilterra a Twickenham.

Le due rivali si sono incontrate ancora nel corso dell’anno, nella sfida valida per la Coppa del Mondo. In un incontro molto ruvido, l’Inghilterra si è guadagnata una dolce vendetta sulla Scozia grazie ad una vittoria per 9 a 6, dopo che Gavin aveva sbagliato un facile calcio quando il punteggio era ancora fissato sul 6 a 6. Gli scozzesi hanno poi perso per 13 a 6 con la Nuova Zelanda, in una gara dei quarti che ha visto Hastings proporre uno dei migliori tackles del torneo. Usciti di scena dal mondiale, i giocatori scozzesi sono arrivati a Twickenham il giorno della finale vestiti con la divisa verde e oro dell’Australia, per tifare gli avversari dell’Inghilterra.

gavin-hastings-iA seguito del ritiro di David Sole, alla fine del 1992, per il tour in Australia la fascia di capitano della nazionale è stata assegnata a Gavin Hastings. Gav, a dire il vero, non aveva lo stesso approccio alla leadership fatto di fiamme e fuoco come i suoi predecessori, Sole e Finlay Calder, ma la sua auto convinzione e la capacità di infondere fiducia negli altri ha fatto comunque di lui uno skipper ugualmente efficace.

Dopo il Cinque Nazioni del 1993, in cui la Scozia ha vinto due gare e perse le rimanti, Gavin è stato nominato capitano anche dei British Lions per il loro tour in Nuova Zelanda: l’ultimo dell’era del dilettantismo. Big Gav Si è guadagnato quell’onore a scapito di Will Carling, le cui azioni erano diminuite per colpa della scarsa vena dell’Inghilterra in quel periodo. Anche se la tournée è stata piena di difficoltà, sia in campo sia fuori, la sconfitta dei Lions nella serie per 2 test a 1 è solo da attribuire alla sfortuna. Infatti, per tutto il tour i rossi hanno dovuto far fronte ad un arbitraggio contrario e all’aggressività delle squadre provinciali. Frequenti infortuni nelle mediocri gare infrasettimanali hanno fatto sì che molti giocatori si siano persi per strada e questo non può avere certo aiutato ne il gioco ne tanto meno il morale. La squadra aveva subito un duro colpo già all’inizio del tour, quando il seconda linea inglese Wade Dooley era dovuto rientrare in patria a causa di un lutto. Peggio è stato quando il suo sostituto, Martin Bayfield, è stato ferito durante la partita contro Otago, una gara durissima in cui anche il fratello di Gavin, Scott Hastings, ha subito un incidente. Nel primo test match i britannici, dopo che un superbo penalty di Big Gav, angolato e contro vento, aveva centrato i pali, hanno subito l’ingiustizia di una meta dubbia di Frank Bunce che ha portato la sua squadra ad un solo punto dai rossi, che stavano conducevano 18 a 13. Come se non bastasse, gli All Blacks si sono visti assegnare anche un ridicolo penalty negli ultimi minuti che è stato convertito con facilità da Grant Fox. Il risultato finale è stato di 20 a 18 in favore dei neri. La sfortuna comunque non era terminata. Un incidente ha messo in pericolo la partecipazione alla seconda gara di Gavin, ma l’allenatore Ian McGeechan ha insistito sul fatto che giocasse ugualmente, convinto che se il capitano fosse durato anche un solo minuto la sua presenza avrebbe avuto un forte effetto psicologico sugli altri giocatori. Hastings ha giocato l’intera partita e grazie alle superbe performance di Rob Andrew, di Dewi Morris, nonché di tutti gli avanti, i Lions hanno vinto 20 a 7. Purtroppo, nella terza prova i leoni sono stati travolti 30 a 12. In ogni caso, nonostante la serie di test sia stata persa, il tour si è rivelato un enorme successo a livello personale per Hastings che, a differenza di Phil Bennett nel 1977, è effettivamente cresciuto come uomo e come atleta grazie anche alla responsabilità cui ha dovuto fare fronte in qualità di capitano. Gav ha lasciato la Nuova Zelanda con una serie di record, fra cui il maggior numero di punti effettuati da un giocatore in una serie (35), il maggior numero di penalty centrati, sempre in una serie (12), il maggior numero di penalty centrati in un singolo match (6), il  maggior numero di punti in un test dei Lions (66) e, al pari dell’irlandese Tony Ward nel 1980, il record di 18 punti in una sola partita.

Più tardi, nel corso dell’anno, sia Inghilterra che Scozia hanno avuto la possibilità di ottenere vendetta, quando la Nuova Zelanda è arrivata in tour nel Regno Unito. Gli inglesi a dire il vero se la sono cavata meglio, essendo riusciti a sconfiggere i neri per 15 a 9. Una settimana dopo invece, gli Highlanders hanno perso 51 a 15 a Murrayfield.

Nel 1994 Gavin ha ricevuto l’Onorificenza dell’Impero Britannico per i servizi resi al Paese con il rugby. Un bel risultato certo, ma sul campo gli scozzesi se la cavavano male. Il loro unico punto nel Cinque Nazioni lo hanno ottenuto pareggiando 6 a 6 contro l’Irlanda. In quella stagione, infatti, sono stati sconfitti in Galles e anche nelle due gare interne contro Francia e Inghilterra. Con questi ultimi, la partita è stata persa di un solo punto, 15 a 14, quando Jon Callard ha segnato un penalty all’ultimo minuto. Gavin era inconsolabile dopo la partita, avendo sbagliato cinque calci.

Nel 1995 gli scozzesi si sono presentati ai nastri di partenza del nuovo torneo con una forma migliore. Hanno vinto i loro primi tre incontri, così come gli Inglesi, e si apprestavano a riconquistare il Grande Slam com’era accaduto nel 1990. Lungo il percorso la Scozia aveva anche siglato la sua prima vittoria a Parigi dal 1969, dopo dodici sconfitte consecutive, in una gara in cui Gavin è stato una vera spina nel fianco della difesa, garantendo alla sua squadra la vittoria per 23 a 21 con una meta su passaggio di Gregor Townsend nei minuti finali. Prima della partita Hastings aveva commentato che sarebbe stato bello avere qualcosa di nuovo da offrire al pubblico al posto dell’ormai sbiadita ripresa del 1969 in cui Jim Telfer marcava la sua eroica meta. Purtroppo, non c’è stata alcuna ripetizione del 1990. Nella gara-spareggio con i bianchi a Twickenham, la Scozia ha trascorso la maggior parte del gioco in difesa, giocando male e concedendo numerosi penalty. Un ottimo affare per l’Inghilterra, che alla fine ha preso il controllo della partita e ha vinto 24 a 12 grazie al piede di Rob Andrew, autore di tutti i punti. Il Grande Slam è finito nella bacheca inglese, ma, con l’eccezione di questa ultima partita, la Scozia ha fatto un buon torneo e Gavin ha stabilito 56 punti, superando così il suo record di 52 della stagione in cui aveva debuttato nel 1986.

gavin-hastings_2012066cQuello stesso anno si è giocata anche la Coppa del Mondo in Sudafrica e, ancora una volta, Gavin è stato il trascinatore della sua nazionale. Nella prima fase Big Gav ha siglato 44 punti alla Costa d’Avorio e altri 31 a Tonga. Purtroppo, la Scozia ha perso 22 a 19 contro la Francia e, proprio come nel 1987, tale risultato è stato fondamentale per gli scozzesi che si sono trovati di fronte ancora la Nuova Zelanda nei quarti di finale. Qui la Scozia non è mai stata competitiva e ha perso 48 a 30, ma il loro rendimento è stato rivalutato nel momento in cui gli All Blacks hanno strapazzato l’Inghilterra nella semifinale.

La partita di quel mondiale con i neri è stata l’ultima di Gavin Hastings per la Scozia. Era l’11 giugno del 1995. Al momento del ritiro, con 61 caps , di cui 20 da capitano, Gavin era il giocatore scozzese con più presenze, un record che sarà poi battuto da suo fratello Scott l’anno seguente.

Nel 1996 Hastings ha preso la controversa decisione di giocare come kicker nella squadra di football americano degli Scottish Claymores, nel WLAF. Il breve periodo in cui ha partecipato al suo nuovo ruolo, però, non è stato buono e anche se i Claymores hanno vinto il World Bowl, il campionato scozzese, a Murrayfield Hastings ha sbagliato 4 tentativi su 27 extra score, e ha perso la possibilità di una meta solitaria.

In pensione Gavin ha mantenuto il suo legame con il rugby attraverso il lavoro nei media e si è scavato una nicchia nel mondo del lavoro come capo della propria società di marketing sportivo, la ENS ltd.

Nel 2003 Big Gav è stato introdotto nella International Rugby Hall of Fame. Lo stesso anno, purtroppo, a sua moglie Diane è stato diagnosticato il morbo di Parkinson, fatto questo che ha portato Gavin a lottare per trovare una cura alla malattia

Il 30 agosto 2007 è stato dato l’annuncio che Hastings è stato eletto presidente del club di rugby di Edimburgo.

Nel 2011 Gavin è diventato patrono di due associazioni di beneficenza, la Wobbly Williams e la Funding Nero, con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza della malattia del Parkinson tra i giovani e la ricerca di finanziamenti per una cura.

Nel gennaio 2012, per celebrare il suo 50° compleanno e per raccogliere fondi per la cura del Parkinson, Big Gav ha scalato con successo il Kilimanjaro. In quel viaggio Hastings era conosciuto con lo pseudonimo di Dr Diamox.

 

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