Gary Pearce: nell’occhio del pilone

(di Roberto Vanazzi)

Gli inglesi: grandi, grossi, bianchi. Sono sempre quelli che hanno inventato il rugby e che ci giocano da un secolo prima di noi.” (Marzio Innocenti)

Il pilone destro Gary Pearce ha disputato 36 partite per la nazionale inglese e, come anche il  seconda linea del Moseley Nigel Horton, ha giocato a livello internazionale in tre decenni diversi. Professionista serio e dalle indubbie doti tecniche, Gary è considerato una vera e propria leggenda a Northampton, dove ha speso ben diciannove anni tra le fila dei Saints; una costante nel tempo, che ha posto le basi per come sarebbe diventato oggi il club.

Gary Pearce

Gary Pearce

Nato il 2 marzo 1956 a Dinton, contea di Buckinghamshire, Gary Stephen Pearce è approdato al Franklin’s Gardens di Northampton nel febbraio del 1978, quando aveva 21 anni, per una serie di quattro gare. Da quel momento il pilone non avrebbe più lasciato i Santi.

Gary ha debuttato con la nazionale il 3 febbraio dell’anno seguente, a Twickenham, dove l’Inghilterra allenata da Peter Colston ha pareggiato 7 a 7 con la Scozia; una gara caratterizzata dalle mete di Mike Slemen e John Rutheford, entrambe trasformate. Il numero 3 ha giocato in una front row formata, oltre che da lui, dal tallonatore Peter Wheeler e dall’altro pilone Robin Cowling.

Quella stagione il ragazzo ha disputato l’intero Cinque Nazioni. Nella seconda partita, contro l’Irlanda, Gary e i suoi compagni di mischia hanno conquistato una considerevole quantità di palle, ma i trequarti non le hanno capitalizzate e sono riusciti a segnare solo una meta con Neil Bennett, perdendo infine la sfida 7 a 12. l’Inghilterra ha poi battuto la Francia 7 a  6 a Twickenham (meta di Bennett trasformata dallo stesso), ma ha perso 3 a 27 in Galles l’ultima giornata. Nonostante le sue ottime prestazioni, Gary è stato uno degli atleti a diventare il capro espiatorio ed è stato sostituito dal pilone del Gloucester Phil Blakeway per tutto l’anno successivo, mancando così la leggendaria stagione del Grande Slam.

La seguente chiamata di Pearce per l’Inghilterra è coincisa con la serie in Argentina del 1981: la prima volta di una nazionale britannica in terra sudamericana. Il XV della Rosa ha terminato il tour imbattuto, con cinque successi contro le selezioni locali e un pareggio e una vittoria con i Pumas di Hugo Porta. A queste sono seguite le gare contro l’Australia e la Scozia nel 1982: la prima vinta e la seconda pareggiata.

L’8 novembre 1983 Pearce ha fatto parte del XV delle Midlands che ha sconfitto gli All Blacks a Leicester per 19 a 13, grazie ad una grande prestazione di Dusty Hare. Una decina di giorni più tardi, il pilone era in campo anche a Twickenham, dove la nazionale inglese ha battuto gli stessi neozelandesi 15 a 9. C’è da dire che i neri erano arrivati nel nord del mondo senza tanti titolari, compresi tutti gli uomini del pack che avevano schiantato i Lions qualche mese prima.

Proprio dal 1983 Gary è diventato un membro più regolare della squadra e ha giocato 18 partite consecutive, compreso un tour in Nuova Zelanda nel 1985, dove il XV della Rosa, però, ha perso entrambi i test match: una sconfitta di misura a Christchurch, 13 a 18, e una débâcle a Wellington, dove gli uomini in bianco sono usciti asfaltati per 15 a 42.
Il tour era stato preceduto da un periodo di incertezza, con numerosi giocatori che non hanno potuto accettare la convocazione per motivi di lavoro (si era in pieno dilettantismo) e lo stesso coach Dick Greenwood che ha lasciato la squadra per avere trovato un altro impiego. Il XV è stato così affidato a Martin Green e a Bryan Ashton.

Il pilone di Dinton ha disputato tutte le gare sia del Cinque Nazioni del 1986 sia dell’anno successivo: due stagioni mediocri per la squadra inglese. Contro la Scozia, nell’ultima giornata del Cinque Nazioni 1987, Gary ha guadagnato il suo cap numero 31, eguagliando così il record di presenze che apparteneva a Fran Cotton. Questa partita è stata anche l’ultima di Gary nel torneo e, tanto lui quanto Paul Rendall, hanno avuto una tremenda battaglia con i loro omologhi scozzesi David Sole e Ian Milne, ma alla fine i bianchi si sono imposti 21 a 12.

Pearce ha superato il record di Cotton nella gara inaugurale della Coppa del Mondo del 1987 contro l’Australia, dove l’Inghilterra ha perso 6 a 19. Gli uomini guidati da Martin Green hanno quindi realizzato due vittorie abbastanza facili con il Giappone (dove però Gary è rimasto in panchina) e gli Stati Uniti, per poi uscire sconfitti 3 a 16 con il Galles nei quarti di finale.

Nella stagione 1989/90 i Northampton Saints hanno vinto la Division One. Soltanto quattro anni prima il club era retrocesso in Division Two, ma proprio il suo pilone d’acciaio lo aveva riportato immediatamente nella serie superiore. Nel 1991 Gary ha condotto da skipper il Northampton a disputare la finale di Pinkirton Cup (la Coppa Anglo-Gallese). I Santi hanno perso 13 a 25 con gli Harlequins.

Intanto, dopo il mondiale, il nuovo allenatore dell’Inghilterra Geoff Cooke ha preferito schierare in prima linea Jeff Probyn. Gary ha così guadagnato solo due presenze nei restanti tre anni di attività: la vittoria contro le Fiji a Suva per 25 a 12 e con gli Stati Uniti, nella fase a gironi della Coppa del Mondo del 1991. Quest’ultima, vinta 37 a 9, è stata la gara di addio di Pearce, che ha giocato in prima linea con Jason Leonard e John Oliver. Il pilone di Dinton ha assistito alla finale con l’Australia seduto in panchina.

Gary ha continuato a giocare per Northampton sino al dicembre del 1996 quando, dopo 19 anni e 411 presenze, ha detto addio ai Saints e si è accasato al Nottingham. Per ringraziarlo della vita spesa con il club, i tifosi hanno commissionato e pagato un imponente ritratto, dipinto da Geoff Stalker.

A Nottingham il pilone è rimasto due stagione, finché, a 42 anni, ha appeso definitivamente le scarpe al chiodo.

Tra il 1981 e il 1990 Gary Pearce ha ricevuto per otto volte l’invito a giocare con i Barbarians.

Nella stagione 2011/12 l’ex pilone si è seduto da allenatore sulla panchina degli Hull Ionians RFC, club dilettantistico dello Yorkshire che partecipa alla National League One. Gary ha preso in mano la squadra quando si trovava all’ultimo posto, dopo aver perso 14 partite di fila, ed è riuscito a terminare il campionato a metà classifica.

 

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anni 80, Inghilterra, Leggende del Rugby, Pilone

Informazioni su Roberto Vanazzi

Sono nato a Lodi, il 19 gennaio del 1967, l'anno in cui la Francia ha vinto il Cinque Nazioni e L'Aquila conquistava il suo primo scudetto. Ho iniziato a giocare a rugby molti anni fa, nel momento in cui i mitici anni ’70 cedevano il passo ai più frivoli ’80, quando il professionismo era ben lungi anche solo dall’essere pensato e le partite in bianco e nero avevano la voce pacata di Paolo Rosi. È stata una di queste, un lontanissimo Petrarca – L’Aquila, che mi ha fatto conoscere questo splendido sport. Trenta giganti sporchi di fango, forti e orgogliosi, che si contendevano una strana palla bislunga: è stato amore a prima vista. Un amore che da allora non si è mai sopito.

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