Gareth Chilcott: rissoso, carissimo Coochy

(di Roberto Vanazzi)

Ci sono stati momenti in cui ho vissuto con la spada e sono morto a causa di essa. Ho perso almeno 18 caps per l’Inghilterra per colpa dell’indisciplina.” (Gareth Chilcott)

Immaginate un incrocio tra Mike Tyson e Genghis Khan. Ecco, questo era Gareth Chilcott quando scendeva sul terreno di gioco. Come dottor Jekyll e mister Hyde, il massiccio pilone inglese, soprannominato Coochy, era tanto simpatico e portato allo scherzo fuori dal campo, quanto rissoso e irascibile durante gli 80 minuti del match. Rugby Magazine lo ha posizionato al sesto posto nella classifica dei giocatori dal gioco più “sporco” di tutti tempi, ma proprio per questo, nell’arco della sua carriera durata sedici anni, di cui cinque con la nazionale inglese, Chilcott è diventato uno dei personaggi più amati del rugby britannico. Quando si schierava in prima linea, con la fascia sulla fronte e l’espressione truce, Gareth non era certo il tipo da mettere i suoi avversari a proprio agio.

Gareth Chilcott

Di padre gallese, Gareth James Chilcott è nato a Bristol il 20 novembre 1956 ed è cresciuto a sud del fiume Avon, nella zona della classe operaia di Bedminster. Gareth non era, quel che si dice, uno studente modello. A quindici anni ha lasciato la scuola e si è adattato a fare lavori saltuari, compreso il boscaiolo. Grande appassionato di calcio, da bambino Chilcott ha speso ogni sabato pomeriggio sulle gradinate di Ashton Gate a tifare per il Bristol City. Un vecchio maestro di scuola, però, dopo un incontro casuale, ha cambiato la sua strada e lo ha indirizzato verso la palla ovale. Il suo potenziale è stato riconosciuto sin dalla tenera età, tanto da essere convocato per fare parte delle selezioni del Somerset e della South and South West School.

Più tardi, il ragazzo ha ottenuto grande successo negli Old  Redcliffians, club con sede a Brislington, vicino a Bristol, ma, a causa di dissidi interni, nel 1977 si è accasato con i rivali del Bath, insieme a Nigel Redman e Richard Hill.

Il 28 dicembre, quando aveva 18 anni, Gareth ha fatto il suo debutto in prima squadra come pilone contro i gallesi del Pontypool, un team che presentava la leggendaria prima linea costituita dagli eroi della nazionale gallese e dei British Lions Bobby Windsor, Charlie Faulkner e Graham Price. Nel nuovo club Coochy poteva giocare indistintamente a destra e a sinistra, e con giocatori del calibro di Jon Hall, Stuart Barnes, Andy Robinson e Jeremy Guscott, ha contribuito a rendere Bath la forza dominante del rugby inglese di quel periodo.

I derby con Bristol, allora, erano delle vere e proprie battaglie campali. Un esempio è stata l’infuocata finale della John Player Cup del 1984, terminata con la vittoria del Bath per 10 a 9. Chilcott si era adeguato perfettamente alla situazione e la sua carriera era condizionata da molta indisciplina. Ben cinque volte il pilone è stato espulso e in più ha ricevuto una diffida di un anno dai campi di gioco per stamping ai danni del numero 8 del Bristol Bob Hesford. Infine, ci ha pensato il leggendario allenatore del Bath Jack Rowell a fare due chiacchiere con il ragazzo, durante un tour pre-stagione in America.

Giocando come sapeva fare, ma tenendo la testa sulle spalle, nel 1984 Gareth è stato scelto nel XV del South and South West Division che ha pareggiato 12 a 12 contro la nazionale australiana a Exeter. Questa performance gli è valsa la prima chiamata da parte della nazionale, il 3 novembre successivo a Twickenham, schierato in prima linea con l’altro pilone Gary Pearce e il tallonatore Steve Mills. Di fronte c’era ancora l’Australia e si è risolta con una sconfitta per 3 a 19. Purtroppo, ancora una volta Gareth è caduto nella trappola dell’indisciplina e ha colpito il mediano di mischia aussie Nick Farr-Jones, anch’egli al suo primo cap, con un’entrata in ritardo. Questo gli è costato un altro anno fuori dal giro e in quel modo ha perso tutta la stagione 1985.

Nel 1986 il pilone è rientrato in squadra e ha giocato contro Irlanda e Francia, vincendo con la prima e perdendo per mano dei Blues.

L’anno seguente, invece, Chilcott ha guadagnato notorietà per avere fatto parte di un gruppo di giocatori sospesi a seguito di una violenta rissa con il Galles a Cardiff, Apparentemente appiccata dal suo compagno del Bath Richard Hill, la cosiddetta “battaglia di Cardiff” ha visto il numero 8 gallese Phil Davies uscire dal campo con lo zigomo rotto a causa di un pugno del poliziotto Wade Dooley. quel giorno Gareth si è visto appioppare la nomea di giocatore cattivo; un giudizio ingiusto, visto che lui ha sempre avuto a cuore tutte le migliori tradizioni e i valori di questo sport. Chilcott, Dooley e il tallonatore Graham Dawe sono stati espulsi. Il capitano Hill, invece, è stato squalificato in seguito.

Ad ogni modo, nonostante la disgrazia di Cardiff, Gareth è stato selezionato per la Coppa del Mondo in Nuova Zelanda, dove ha disputato tre partite: contro Giappone, USA e anche la sconfitta ai quarti di finale subita per opera dei vecchi nemici gallesi.

Dopo un paio di apparizioni nel 1988, due vittorie contro Irlanda e Fiji, Coochy ha disputato la sua ultima stagione nel 1989, durante la quale ha giocato tre delle quattro partite del Cinque Nazioni. Purtroppo, nonostante le buone prove, il sogno degli inglesi di vincere un titolo dopo quello ormai lontano del 1980 è svanito nel momento in cui hanno perso il quarto match di fila con il Galles, continuando così un digiuno a Cardiff che durava dal 1963.

Le prestazioni di Chilcott, però, non sono passate inosservate e quella stessa estate è stato selezionato per il tour dei British Lions in Australia. Il pilone non ha giocato in nessun test match, ma è stato comunque un elemento cruciale per il successo della squadra di Ian McGeechan nelle gare infrasettimanali.

Il 13 maggio 1989, contro la Romania a Bucarest, Gareth ha disputato l’ultima partita con la nazionale.

A livello di club, Coochy ha giocato l’ultima gara per il Bath il 12 maggio 1993, sconfiggendo gli Harlequins 14 a 12. A quel punto, dopo 373 caps e 66 punti, suddivisi in 16 mete e una memorabile trasformazione, e dopo avere conquistato 5 titoli consecutivi e 8 coppe anglo-gallesi, all’età di 37 anni il pilone ha appeso le scarpe al chiodo.

Una volta in pensione, dopo essere stato ancora per un po’ al servizio del Bath come presidente della raccolta fondi, Gareth si è ritagliato un nome con Gullivers, società specializzata nell’organizzazione di eventi sportivi.

Intrattenitore nato, Coochy è diventato anche opinionista per ITV Sport ed è comparso in numerosi programmi televisivi.

L’ex pilone oggi è il presidente onorario dell’associazione Wooden Spoon, la quale tende a migliorare le condizioni di vita dei bambini svantaggiati di Gran Bretagna e Irlanda. Oltre a questo, Chilcott è ambasciatore per SOS IRB Kit Aid, un progetto che dona ai bambini dei paesi del terzo mondo la possibilità di giocare a rugby attraverso la raccolta e la distribuzione di casacche e divise inutilizzate.

 

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