Frik du Preez: la leggenda degli Springboks

(di Roberto Vanazzi)

Se mai c’è un uomo che merita di essere il  giocatore di rugby del secolo, questi è Frik du Preez” (Andre Markgraaff, ex allenatore degli Springboks)

Quando un gruppo di eminenti esperti di rugby sudafricano ha dovuto decidere il “Player of the 20th Century”, alla fine del 2000, il risultato è stato facile. Chi altri se non il grande avanti del Northern Transvaal e degli Springboks Frik Du Preez?

Frik du Preez era per il rugby sudafricano ciò che il suo grande rivale Colin Meads è stato in Nuova Zelanda: una figura leggendaria e un’icona. Giocatore di prima grandezza del rugby mondiale, le caratteristiche del suo gioco risiedevano nella forza atletica, nella determinazione, nella velocità, nell’astuzia e nell’abilità di gestione della palla. A queste va aggiunta una tecnica impeccabile, sia in mischia sia in touche, anche se è stato nel gioco al piede che egli ha davvero fatto la differenza. Frik ha mostrato abilità e audacia vincendo diverse partite per il suo club grazie a drop dalla lunga distanza. I calci gli venivano naturali e gli Springboks si sono spesso affidati al suo piede per calciare i penalties e le trasformazioni. Insomma, un giocatore completo e un atleta in anticipo sui tempi, con una capacità ad adattarsi da un tipo di gioco a un altro quando le circostanze lo richiedevano. Avversario sempre temibile, dotato in campo di un’immensa fisicità, era comunque in netto contrasto con il suo atteggiamento gentile e cortese fuori di esso.

Frik Du Preez

Nato il 28 novembre 1935 a Rustenberg, in Sudafrica naturalmente, Frederick Christoffel Hendrik Du Preez si è fatto notare la prima volta all’attenzione del pubblico nel 1956, quando, giovane ufficiale dell’aeronautica militare, ha surclassato il temibile seconda linea Springbok Salty-Du Randt, in un match tra il suo Defence Force XV e Pretoria.

Nel 1960 Du Preez ha totalmente dominato gli scambi con gli avanti nella sfida tra Defence Force XV e gli All Blacks, con i Force che hanno vinto 8 a 6. Più tardi, quello stesso anno, il ragazzo è stato selezionato dagli Springboks per il tour in Gran Bretagna. Proprio allora Frik ha realizzato il sogno della sua  vita, indossando per la prima volta la maglia della nazionale nella partita contro Southern Counties, dove, tra l’altro, ha segnato due mete.

Il seconda linea è scoppiato letteralmente in un pianto di gioia quando è stato chiamato per giocare il suo primo test ufficiale, il 7 gennaio 1961, contro l’Inghilterra a Twickenham. Gli Springboks hanno vinto 5 a 0 e Du Preez ha trasformato una meta, realizzando in quel modo i suoi primi punti in un test match.

Nominare Frik Du Preez ai tifosi britannici significa evocare in loro l’immagine di un potente uomo in maglia verde e oro che ha dominato la line-out durante il primo test dei British Lions nel 1968, a Pretoria. Di un gigante che ha corso palla in mano per 40 metri, come un trequarti, segnando una delle mete più celebri dei Bock’s. La gara è terminata 25 a 20, e per la cronaca i sudafricani, nella serie, hanno ottenuto un pareggio e tre vittorie, con Frik che è stato sempre schierato nel XV titolare.

Altre immagini indimenticabili di Du Preez per i tifosi sudafricani derivano da una partita disputata per Western Province a Loftus Versveld, nel 1969. Il seconda linea ha prima calciato un mostruoso penalty da dentro la sua metà campo, poi ha marcato una meta con una corsa scintillante e, infine, ha centrato i pali con un drop da 40 metri.

preezFNel 1970 Frik è stato uno dei punti di forza della nazionale sudafricana che ha sconfitto in casa i più quotati All Blacks di Brian Lochore: tre vittorie e una sconfitta, per una serie diventata leggenda.

Insolitamente per un giocatore della sua epoca, quando il rugby era dominato da rivalità provinciali, la stella del Northern Transvaal era uno dei pochi personaggi ad essere venerato in tutto il Paese Arcobaleno: da Pretoria a Cape Town, da Western Province, ai campi da rugby di tutto il mondo. Dopo aver giocato la sua ultima partita per i Blue Bulls a Newlands, nel 1971, i sostenitori di Western Province hanno invaso il campo e lo hanno portato in trionfo sulle spalle.

Nel 1971 gli Springboks hanno intrapreso un tour vincente nella terra dei canguri. La squadra ha ottenuto tre vittorie in altrettante gare, ma si è vista tanta violenza da parte del pubblico australiano, contrario al regime di apartheid, sfociato in 700 arresti e con lo stato d’emergenza imposto nel Queensland per 18 giorni.

L’ultimo match di quella tournée, il 7 agosto 1971, giocato al Sydney Cricket Ground e vinto 18 a 6, è stato il canto del cigno per il trentacinquenne Frik Du Preez.

In totale il seconda linea ha indossato la maglia verde e oro in 87 gare e segnato 87 punti. Frik ha rappresentato il Sudafrica per 10 anni e se avesse giocato nell’epoca del professionismo, con almeno 12 prove all’anno avrebbe certamente superato i 100 caps.

Nel 1997 è nata l’International Rugby Hall of Fame: Frik du Preez e Danie Craven sono stati gli unici sudafricani ad esservi introdotti.

Infine, in un sondaggio del 2003 del Rugby World Magazine, Frik è stato votato tra i 10 più grandi giocatori di tutti i tempi.

 

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